A pesca di tonni con le mie amiche

Sunday September 11th, 2005

Mi chiamo Daniela, ho quattordici anni, e finora non ho mai pescato un tonno.

Quando dico tonno non intendo veramente il pesce, anche perché a me il tonno, soprattutto quello in scatola, non piace mica tanto. “Tonno” è il modo in cui io e le mie amiche chiamiamo i ragazzi. Questo perché, solitamente, non è che i ragazzi siano molto svegli. ;)
Giusto oggi, io e Franci ci stavamo chiedendo come saranno i tonni nella nuova classe, a scuola. Già, perché domani è il nostro primo giorno di liceo, e ultimamente non parliamo d’altro. Di scuola, mica soltanto di tonni…

Emi è un po’ preoccupata per le nuove materie che dovremo studiare, e Tania non è sicura che il liceo scientifico sia la scelta giusta. Ma io non ci sto più nella pelle, e soprattutto penso che l’importante è che noi quattro saremo ancora a scuola assieme. Dopo tre anni di medie nella stessa classe, siamo diventate praticamente inseparabili, noi quattro. Sapere di avere già a fianco delle amiche, in mezzo a tutta la gente nuova che conoscerò, è un bel sollievo.

Ah, dimenticavo… una dovuta introduzione: mi sono decisa ad aprire un blog non tanto perché è di moda, ma perché mia mamma, che fa la giornalista, dice che è un buon esercizio per mantenermi allenata con la scrittura. Lei ci tiene molto, che io e mio fratello impariamo a scrivere bene. E poi, anche perché un po’ mi sono stufata del mio vecchio diario cencioso, e vorrei condividere con gli altri le mie esperienze.
Detto questo, col cavolo che lo farò leggere a mia mamma, questo blog… ;-)

Benvenuti nel mio mondo!

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Che disastro!

Monday September 12th, 2005

No, non ci posso credere! Il mio primo giorno di scuola non poteva andare peggio, e tutto per colpa di quel capodoglio di mia mamma!

Io le avevo detto chiaramente “Iscrivimi nella sezione A! Ricordati: A come la serie in cui gioca la Juventus!” (io sono un po’ tifosa perché Del Piero è proprio carino, ma non seguo con attenzione il calcio). E lei, per qualche strana ragione, mi ha iscritto nella B!
È cominciato tutto con me e le mie amiche davanti al cartellone con gli elenchi delle classi. Io, sicura come un triciclo, neanche mi degno di darci un’occhiata, tanto sono convinta di essere nella stessa classe con loro, e le seguo dritte in classe.

La prof della prima ora si mette a fare l’appello, e arriva fino in fondo senza chiamare il mio nome. Io non ho detto niente fino alla fine, pensando che per qualche motivo potevano aver aggiunto il mio nome in fondo al registro (con mia mamma che fa sempre tutto all’ultimo, non si può mai sapere…). Invece, niente. Comincio a protestare, dicendo che ci dev’essere un errore, ma la prof., dopo aver ricontrollato, dice che effettivamente il mio nome, su quel registro, non c’è. Allora siamo andate insieme in Presidenza e, con mio sommo dolore, è saltato fuori che ero stata assegnata ad un’altra classe. Non ci potevo credere, e quasi mi mettevo a piangere davanti a Preside e professoressa. Non sono valse a nulla le mie lamentele, e così, a testa bassa, me ne sono andata nella B.

Mi son trovata in una classe piena di gente sconosciuta. Siamo in diciassette, dieci maschi e sette femmine. Nessun tonno di qualità, sono tutti un po’ sfigati. E voi direte: “Beh, ti farai delle amiche!” Tra queste qui? Leggete, leggete…

C’è una che si chiama Concetta Abate ma pretende che tutti la chiamino Miyako (ma che nome è?!?) ed è fissata coi manga. Pensate che all’inizio della terza ora non ha neanche risposto all’appello col suo nome vero, e solo dopo un po’ che il prof chiamava ha sbottato “Sarei io, ma voi chiamatemi Miyako Komatsu!”. Tutta la classe a ridere! E’ fuori come un melone!

Ce n’è poi una stronzissima che si chiama Erika (con la kappa, ovviamente!) che sarà magari bella, ma se la tira a più non posso.

Ci sono due gemelle che si fanno chiamare Jinny e Jenny (si chiamano Ginevra e Genoveffa, poverine!), stanno sempre insieme, parlano allo stesso modo e fanno le stesse cose. Brrr!

Un’altra si chiama Maria Elisabetta Corsini Marietti e, come si capisce dal nome, dice di essere nobile. Pare una secchiona pazzesca. E secondo me non fa manco copiare…

E poi c’è la mia compagna di banco. Si chiama Carla, è un po’ grassoccia e molto espansiva, forse anche troppo, e… puzza da matti! Aaaah, voglio morire! Come faccio a passare cinque anni accanto a questa qui? E mi ha anche preso in simpatia e mi sta attaccata…poi va a finire che la gente pensa che anch’io mi lavo poco!

In compenso, i prof paiono abbastanza a posto. Oggi ho avuto due ore con il prof di matematica che si chiama Mallevani, ma che vuole che gli diamo del tu e lo chiamamo per nome: “Eugenio”. La cosa mi fa un po’ impressione però lui è bravo e simpatico. Domani conosciamo la prof di italiano e latino, la Gigioni. Dal nome pare una alla mano. Meno male, perché il latino mi fa un po’ paura e con questa qui passeremo più ore che con chiunque altro.

Tornando a casa Tania, Emy e Franci cercavano di consolarmi, ma per loro è facile, non sono mica da sole! E poi nella A c’è quel figo di Omar e anche il suo amico coi capelli lunghi che non è niente male, e le ho sentite parlare anche di altre ragazze che dicono essere simpatiche. Ehi, facciamo cambio con la mia puzzona, se siete amiche!

Comunque sicuramente ci vedremo ancora, andremo come sempre in città il sabato a fare shopping e guardare i tonni sul viale. La nostra amicizia è per sempre.

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Arrivano gli squali

Tuesday September 13th, 2005

Le sfighe non vengono mai sole e, si sa, non appena si sente odore di tragedia, arrivano gli squali.
Lo squalo in questione è la prof Gigioni, quella di latino con il nome tanto pacioccone… col cavolo: è un vero e proprio mostro!

E’ una tipa che sembra uscita da una barzelletta: alta, secca, con gli occhiali e ovviamente zitella acidissima. Pensate che si è messa a farci domande già dalla prima ora di lezione, e a chi non sapeva rispondere metteva un meno. E si trattava di cose di cui noi non avevamo la più pallida idea, dato che alle medie NON si fa latino, e così pure la sottoscritta si è beccata il suo bel segnetto sul registro. Non è giusto!
Si è salvata soltanto la Corsini Marietti, che ha preso lezioni in privato quest’estate. E questo, ovviamente, non contribuisce ad accrescere la mia simpatia nei suoi confronti, tanto più che poi si è messa a tirarsela e ha persino chiamato sua mamma per dire di ringraziare il suo “tutore”. E invece la Tania e la Franci, nell’intervallo, raccontavano di un loro prof giovane, svanito ma carinissimo. E allora ho deciso di non lasciar nulla di intentato.

Tornata a casa ho affrontato con la mamma l’argomento che mi sta più a cuore: IL CAMBIO DI CLASSE!!! Ma secondo lei sono grande, e devo imparare ad affrontare le difficoltà senza tirarmi indietro. Ma come fa ad essere così insensibile? ;_;
Avrò tempo per imparare ad affrontare la vita, per ora non posso stare con le mie amiche?

L’unica nota forse positiva è che ho cominciato a socializzare con un tonno della mia classe, un certo Thomas.  A vederlo sembra un po’ un caso umano, tutto vestito di nero, con una maglietta dei Nirvana e gli anfibi. Ma devo dire che è piuttosto simpatico, nonostante parli quasi esclusivamente di musica e sembri dover andare per forza contro quello che dicono gli altri.

Ha tentato di consolarmi dicendomi che anche lui non conosce nessuno in quella classe e che, sinceramente, neanche gli interessa. Secondo me lo ha detto solo  per fare un po’ lo sbruffone, visto che con ME ha attaccato discorso!

In ogni caso: o mi trovo qualche alleato, in questo posto di squali e capodogli, oppure non arrivo alla fine dell’anno…

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Ehi, ma non commenta nessuno?
 Postato da Daniela il 20/09/2006 alle ore 22.06

Tonno e crema: un pessimo accostamento

Wednesday September 14th, 2005

Caro il mio blogghino,
ci sarà mai una fine alle mie disgrazie? Mi pare di precipitare in un baratro di sfiga senza fine, ogni giorno è sempre peggio! Riportatemi alle medie!

Ma cosa è successo? Iniziamo dal principio, e questo principio si chiama Damiano.È una figura semi-mitologica di cui avevo già sentito parlare quand’ero alle medie, ma giusto come “quello figo che abita vicino ai giardini della stazione”. Poi, ieri, tra la prima e la seconda ora, vedo Jenny e Jinny tutte eccitate che dicono all’unisono: “Guarda, guarda, c’è Damiano!”.
Mi sporgo dall’aula e vedo un angelo caduto dal cielo. Alto, atletico, vestito con pantaloni a vita bassa (che bisogna avere il fisico per portarli!) e una bellissima maglietta di Dolce e Gabbana che, ahimé, rivedrò poco dopo. Rimango lì imbambolata a fissarlo per un po’, poi sento una voce dietro di me che dice: “Carino, eh? Se tu fossi in un manga sullo sfondo ci sarebbero un mucchio di rose!”.
Mi volto, vedo che si tratta di Concetta e le dico: “Oh, ciao, ehm…Mariko?”. Lei sbuffa: “Miyako, ma apprezzo il tentativo”. Poi mi attacca bottone: “Conosco Damiano, abita nella mia strada. Guarda, so che è figo, ma è anche un ragazzaccio: va allo stadio con gli ultrà, fa savate a livello semiagonistico, ha un tatuaggio, beve, fuma ed è stato bocciato.” Se fossi stata in un manga sarei stata disegnata con i luccichini agli occhi… “Cose che, lo so, lo rendono ancora più figo! Auguri!” e prende e se ne va.
Non ho neanche fatto in tempo a ripredermi che è iniziata la seconda ora.

Ed eccoci alla ricreazione.
Io sono un po’ golosa, ed è per questo che ho tutta la ciccia che ho. Nell’intervallo mi piace mangiare i krapfen, quelli con la crema dentro…mhhhh! Ho l’acquolina solo a pensarci. Beh, stavo chiacchierando con Emi e le raccontavo della Gigioni e di quante frasi da tradurre ci ha dato per venerdì. Almeno nell’intervallo posso vedere le mie amiche del cuore! Nella foga della discussione, dando un morso deciso al mio krapfen (sbav!) la crema è schizzata via di lato. Di tutti i posti dove poteva finire, non va ad atterrare sulla maglia di qualcuno? E delle seicento persone che frequentano questo stupidissimo istituto, chi sarà mai stata la vittima?
Una bestemmia ad alta voce mi fa presente che la crema è finita giusto sulla magletta D&G del più figo della scuola: il già citato Damiano. Mi guarda con odio e chiede: “Ma che cazzo fai, ragazzina?”.
Io sto in silenzio, rossa come un peperone, che mi guardo i piedi. Thomas, accorso lì, prova a dire qualcosa e Damiano lo zittisce con uno spintone. E, come se non bastasse, arriva da dietro quella strega di Erika che squittisce: “Se mangi così i bomboloni, chissà come li baci, i ragazzi”. “Krapfen… non è mica la stessa cosa!”, avrei voluto corregerla, ma la vergogna era troppa, e peraltro krapfen e bomboloni SONO la stessa cosa. Così me ne sono andata a testa bassa fra le risate della gente.
Volevo sprofondare!

Ero talmente depressa e sconvolta che, sulla via del ritorno, non ho neanche cercato Emi, Tania e Franci e sono scappata a casa da sola. Poi la Franci mi ha mandato un sms, e mi pareva un po’ offesa perché non l’ho aspettata. Oh, e alla fine non ho neanche studiato italiano per domani. Ma dai, non interrogherà mica proprio me?

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Come un’anguilla, sguiscio dalla presa del pescatore

Thursday September 15th, 2005

Cari lettori (ehi, ma qualcuno mi legge? dai, lasciate un segno di vita nei commenti…), questa volta ci è mancato davvero un pelo.

Come ho già scritto, completamente in palla per la storia di Damiano, ieri pomeriggio non ho neanche aperto il libro di italiano, pur sapendo che oggi la prof. avrebbe cominciato a interrogare. Eppure avrei dovuto saperlo che, con la sfiga di questi giorni, non l’avrei scampata! Quando quella strega della Gigioni ha aperto il registro stavo sudando freddo, e quando ha iniziato a scorrere i nomi stavo tremando. Poi ci fa: “Beh, per iniziare tanto vale prendere i primi in ordine alfabetico. Abate e Boeri, interrogati.” Il rilassamento della tensione è stato tale che mi son lasciata andare ad un sospiro di sollievo. Questo dev’essere stato un po’ troppo evidente, e infatti la Gigioni mi ha fissato e ha detto “anzi, al posto di Boeri venga Di Marco che sospira dalla delusione per non essere stata chiamata”.
Mi sono alzata come un automa. Per un attimo, lì in piedi con il vuoto in testa, ho pensato di dire alla prof. che non sapevo nulla, e quindi era inutile tutta quella farsa: mi avrebbe potuto mandare direttamente a posto con un 3 sul registro, o un 4, magari, dato che si trattava del primo giorno di interrogazioni.
Invece no, me ne sto zitta e aspetto di essere massacrata davanti a tutta la classe.

Comincia a interrogare Miyako, che a dirla tutta non sembra molto sveglia. È evidente che non ha studiato più di tanto, e si fa cavare le parole di bocca una per una. Probabimente rimpiange di aver riletto l’ultimo numero di qualche manga invece di aver studiato. L’interrogazione va avanti quasi per mezz’ora, con la Gigioni a ogni domanda sempre più spazientita: Miyako si becca un 5 meno, a dire il vero meritato.

Viene il mio turno e io già mi immagino la figuraccia, quando… avviene il miracolo!
È la campanella dell’intervallo che mi dice che sono salva, e posso finalmente tirare il fiato. La prof. mi squadra attraverso i suoi occhiali gialli da bambino scemo e mi fa: “Con lei ci vediamo lunedì, Di Marco. E mi aspetto che lei sia molto preparata”.
Ci potete contare che sarò preparata. Questa volta non mi faccio fregare!

Nel pomeriggio ho avuto modo di allentare un po’ la tensione prendendo un gelato con le mie amiche (ma sì, non vi preoccupate, comincerò a studiare stasera). Mi hanno raccontato dei loro compagni di classe e di un paio di ragazze con cui hanno fatto amicizia… io ho dato il mio consenso, ma solo se prima me le fanno conoscere per avere la mia approvazione ;-)

Poi siamo andate avanti a spettegolare e a prenderci in giro, proprio come sempre, e vedere che nonostante tutto ci sono delle persone su cui posso sempre contare mi ha un po’ consolato delle sfighe di questi giorni.

E come sempre, l’argomento più battuto sono stati i tonni. Io mi sono lamentata della scarsa fornitura della mia classe, e naturalmente ho cambiato subito discorso quando Franci e Tania mi hanno chiesto della figuraccia con Damiano, dato che non erano presenti. Tentativo fallito e quelle ragazzacce non la finivano più di sfottermi! Ma, in fondo in fondo, mi è piaciuto essere per un po’ al centro del discorso. Alla fine ho ceduto, e ho anche ammesso che, nonostante tutto, non è affatto male, quel tipaccio di Damiano. E inoltre lui sa che esisto!

Emi si è presa una cotta in tempo record, come suo solito, mentre Franci ha detto che finora non ha ancora trovato nessun tonno alla sua altezza. Tania, che fino ad allora se ne era stata per lo più zitta ad ascoltare, a un certo punto ci lascia tutte a bocca aperta e, senza riuscire a trattenere un sorrisetto malizioso, ci fa: “Beh, ragazze, io devo proprio andare. Sapete, c’è qualcuno che mi aspetta…”, e se ne va via senza aggiungere altro.

Noi, ancora incredule, ci siamo messe subito a fantasticare su chi potesse essere quel qualcuno, e a chiederci se per caso Tania ci stesse semplicemente prendendo in giro.
Che abbia davvero già pescato il suo tonno?
Beh, trattandosi della più carina di noi quattro la cosa non mi stupirebbe. Lei non ha nemmeno un filo di ciccia, al contrario della sottoscritta… Aaaah, come la invidio!
Ma sono convinta che prima o poi verrà anche il mio turno, vero?

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Ma che è sto blog? è proprio una palla!
Non succede nulla di interessante nella tua vita?
Postato da Goku91 il 22/09/2006 alle ore 16.36

Senti un po’, caro il mio “Goku91″, la mia vita è piena di cose interessanti… o almeno, lo sarà presto.
Se invece la tua è così interessante, perché non apri un tuo blog e ci scrivi i tuoi commenti acidi, invece di passare il tempo a giudicare gli altri.
ps: e la prossima volta abbi almeno il coraggio di firmarti col tuo vero nome…
Postato da Daniela il 22/09/2006 alle ore 16.39

Thomas, o dei cantanti morti

Friday September 16th, 2005

Adesso che è passato qualche giorno di scuola e inizio a riconoscere un po’ le facce dei miei compagni, credo proprio di dover parlare un po’ di Thomas. Ah! sento già rizzare le orecchie dei miei venticinque lettori: allora un tonno da pescare c’è!
No, no, ragazzi, siete proprio fuori strada. Credo proprio che io e Thomas diventeremo amici, ma sono pronta a giurare sui capelli di Brad Pitt che non succederà mai nient’altro, né da parte mia né parte sua.

Thomas è un ragazzo strano: è fissato con la musica, e fin qua la cosa è abbastanza normale (trovatemi voi uno che non ama la musica!), ma in particolare trova che solo i cantanti morti all’apice della loro carriera siano degni di essere ascoltati. Questo è il dialogo con cui mi ha agganciato nell’intervallo di ieri:

- Il piacere di ascoltare musica è soggettivo, nel senso che una canzone a me piace e a te no e a Erika magari sì.
- Questo è ovvio, non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace.
- Allora significa che le emozioni vengono dal rapporto tra noi e la musica, e dipendono da come noi ci poniamo nei confronti di essa.
- In pratica, ci sono volte che si ha voglia di sentire una canzone e altre no.
- Più o meno. E allora, se un cantante è morto all’apice della sua produzione, sentendo le sue canzoni io provo delle emozioni più forti appunto perché è morto, e la morte genera le più forti tra le emozioni.

A me non convince mica tanto questa teoria, ma lui ne è entusiasta e del resto non ho argomenti per smentirla, se non l’esperienza. E allora mi parla di Freddie Mercury (e questo lo conosco bene), di Kurt Kobain, che ho sentito nominare e poi di altra gente strana che probabilmente è famosa perché è morta giovane, mica per la loro musica. Per esempio, mi ha fatto una tirata così su un certo Jimmy Entriz, ma chi sarà mai?

Comunque Thomas è certamente un ragazzo sveglio e pieno di interessi, e a modo suo è affascinante starlo a sentire. Certo che, poverino, un po’ sfigato lo è. Alto e magro, gracilino, un po’ goffo, con una massa di capelli ricci e neri (qualcuno dovrebbe dirgli che sta malissimo coi capelli lunghi!), sempre vestito di scuro e con scarponi da montanaro, che per di più lui pensa che siano molto “cool”!

Questa sera al telefono ne parlavo con Eli. Anche lei sembrava divertita dalle strampalate teorie di Thomas, ma  ha cambiato presto discorso perché in effetti la questione del nuovo ragazzo di Tania era troppo succosa! Pare che si tratti di uno grande, di quinta, con la macchina e che la sera va in discoteca . Uuuuh, non vedo l’ora di conoscerlo!

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Guarda, io scommetto sul culo della Bellucci che entro l’anno Thomas si innamora di te, se non lo è già adesso.
PS: mi chiamo Luigi e sono di Catania, sei contenta adesso?
Postato da Goku91 il 20/09/2006 alle 22.35

Bravo Goku, ora va meglio. Però a) sei completamente fuori strada, io non sono proprio il tipo di Thomas e b) ehm, potresti evitare di essere volgare? Mi dà fastidio!!!
Postato da Daniela il 21/09/2006 alle 07.15

Una settimana da dimenticare

Sunday September 18th, 2005

Dopo una settimana così traumatica, mi ci voleva un week-end per staccare da tutte le mie disavventure scolastiche. Non che siano mancate le disavventure, anzi. Ma quantomeno ho potuto riflettere un po’ sugli eventi di questi giorni, o anche solo distrarmi e non pensarci per niente.

Ieri, come era già stato stabilito da giorni, shopping in città con le amiche. Con un’unica, forse prevedibile assenza: Tania aveva di meglio da fare. Con chi, lo abbiamo capito senza grossi problemi. Beata lei… Ma quand’è che ce lo presenta?
Siamo scese da Borgo Pizzopapero in treno subito dopo pranzo, così da non perdere un solo minuto e da ritornare prima che facesse buio (le mamme, si sa, sono apprensive…). Emi e Franci ed io ci siamo scatenate, provando camiciette e golfini da ogni negozio che esploravamo. Purtroppo, alla fine con il mio budget ridotto, mi sono limitata a comprare una maglietta a righe orizzontali rosse e bianche. Emi si è concessa il lusso di un paio di stivali nonché un top verde, Franci alla fine ha preso solo un reggiseno.

Ma, ovviamente, l’episodio clou è stato un altro, e tanto per cambiare ha avuto a che fare con l’ennesima figuraccia della sottoscritta. In un megastore, mi stavo aggirando con una gonnellina di velluto a coste che volevo provare, così, giusto per curiosità, quando chi credete che sia apparso, a pochi centimetri dal mio naso? Sì, proprio lui: l’affascinante quanto irascibile Damiano. In preda al panico, ho optato per la fuga, e mi sono fiondata nel primo camerino che mi è capitato a tiro.
Solo che… non era vuoto! C’era dentro un ragazzo a torso nudo, che si stava provando una maglietta!!! Povero, lui è anche stato carino, mi ha sorriso e ha scherzato su quell’”incidente”. Però poi, siamo usciti contemporaneamente dal camerino (lui si era rimesso la sua maglia, ovviamente…) proprio nel momento in cui lì davanti stavano passando non solo Damiano e due suoi compagni di classe, ma anche Emi e Franci… che frittata!
Damiano mi guarda divertito e poi, rivolto al loro, fa: “Ehi, certo che si dà da fare la vostra amichetta…”.
Aaaaah, non è possibile… forse è meglio che giri con un sacchetto in testa, domani a scuola.
Per fortuna, il resto del pomeriggio (a parte le prese in giro delle mie amiche) è filato liscio come l’olio. Alla sera, “Amici” in TV. Sigh, finita l’estate, alla sera non si esce più!

Oggi, invece, la giornata è cominciata con la sveglia non proprio delicata da parte di mia mamma, alle 8 del mattino. Gita domenicale in famiglia, con tutti gli annessi e connessi.
Ossia: brontolii di mio padre che “se fosse stato per me io la domenica la passavo a dormire e guardare le partite in tivvù”. Scherzi di mio fratello che in macchina non mi ha dato un solo attimo di tregua (del resto è solo un bamboccetto, lui, coi suoi 10 anni). Lezioni di vita da parte di mia mamma che ha tentato di “inculcarci valori” per tutta la giornata.
Ma anche un risotto giallo paradisiaco e la trota salmonata che mi piace tanto. Senza dimenticare il dolce alle castagne che ho potuto smaltire nel corso della passeggiata fra le cascine.
Insomma, sarà pure scombinata, la mia famiglia, ma rimane pur sempre, per l’appunto, la mia famiglia…

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Oh! Finalmente qualcosa di interessante… dicci, dicci, che cosa hai combinato in quello spogliatoio? ;-)
Postato da Goku91 il 20/9/2006 alle 23.14

Ti avevo già avvisato una volta, Goku o Luigi o come diavolo ti chiami! Vedi di fare il bravo o troverò il modo di non farti più commentare sul mio blog!!!
Postato da Daniela il 21/9/2006 alle 16.11

Mi piacciono le donne di carattere… non è che qualche volta passa qui da Catania? ;-)))
Postato da Goku91 il 21/9/2006 alle 22.48

Mi presento

Monday September 19th, 2005
Dopo una settimana di blog, comincio a farmi un’idea di come funzionano le cose da queste parti. E così ho pensato: ma se una qualche persona, un Navigatore Qualunque (che d’ora in avanti chiamerò, per comodità, Branzino) che arriva da queste parti per caso, magari digitando su Google “Pescare i tonni” perché si vuole fare un’idea delle ultime, mirabolanti invenzioni in fatto di pesca, e si ritrova a leggere delle avventure di una sirenetta sconosciuta, che cosa mai potrà capire di quel che sta succedendo?
Proprio oggi a Italiano ci hanno spiegato cosa vuol dire “in medias res”: quando si comincia una storia dalla metà degli avvenimenti raccontati. Devo dire che i libri che fanno così, io li ho trovati sempre un po’ incasinati, perché ci si mette sempre un po’ a entrare nella storia. Lo stesso deve valere per il nostro Branzino che da un giorno all’altro comincia a leggere l’ultimo post di questo blog.
Ma puoi stare tranquillo, caro il mio Branzino! Dato che io sono una tipa che ama fare le cose per bene, ho deciso di fare un passo indietro e raccontarti chi sono.
Buongiorno a tutti, mi chiamo Daniela Di Marco. Ho poco più di quattordici anni, sono nata il 12 giugno 1992, durante gli Europei di calcio vinti dalla Danimarca. Per questa ragione, i danesi mi son sempre stati un po’ simpatici. Non sta a me dire se sono carina o meno, però provo a descrivermi, poi provate voi ad immaginarmi (e magari prima o poi scoprirò come mettere le foto sul sito!). Sono piccolina, alta un metro e sessanta, un po’ grassottella (peso la bellezza di 52 kg!), capelli castano chiari lunghi fino alle spalle. Sono fatta un po’ a pera, poco seno e sedere abbondante…e non vedo l’ora che inventino un modo per poter spostare un pezzo da sotto per metterlo sopra! Ho gli occhi chiari e in tanti mi dicono che sono la mia parte del corpo più bella, però io vado anche fiera della pelle, liscia e rosea, e dei capelli.
Uhm, certo che detto così non sembro molto carina…beh, forse non lo sono! Magari è per questo che i ragazzi non mi si filano!
Vivo in un paesino vicino alla città, paesino mica tanto ridente ma dal buffo nome di Borgo Pizzopapero, al sesto piano di una palazzina moderna. Ho un papà un po’ assente, una mamma un po’ isterica e un fratellino molto rompiscatole. Abbiamo un gatto che si chiama Achille perché sta sempre benissimo, ma ogni tanto si fa male ad una zampina, sempre alla stessa.
Ho tre amiche storiche, Tania, Eli e Franci. Ora non ho voglia di parlare di loro in dettaglio, tanto le vedrete comparire molto spesso su queste pagine. Per ora sappiate solo che Tania è quella carina, Eli quella che parla tanto e Franci quella fissata con la moda.Tutto qui? Beh, no, caro il mio Branzino, ma se ti racconto tutto poi finisce che non torni più perché non sei più curioso! Però sappi che c’è ancora tanto da scoprire sulla sottoscritta!PS: magari vi chiederete com’è andata la tanto temuta interrogazione di italiano. Beh, abbastanza bene. Sei e mezzo. Secondo me meritavo di più, ma con la Gigioni c’è da essere contenti. Quella donna è malvagia, non ho altre spiegazioni. Ha fatto di nuovo il terzo grado alla povera Miyako che ovviamente, essendo stata appena interrogata, non aveva aperto libro. Povera, ha preso 3!

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Goku mi aveva detto che c’era una ragazzina niente male da queste parti…ma dalla descrizione mi pare proprio che non sei un granché! Chi se ne frega dei capelli, noi maschi vogliamo le tette!

Postato da VegetaXL il 20/9/2005 alle 01.05

Ma uffa, come siete cattivi! Cosa vi ho fatto di male?

Postato da Daniela il 20/9/2005 alle 07.05

Non è mica colpa nostra se sei una cozza!

Postato da Goku91 il 20/9/2005 alle 12.55

Pollo a merenda

Wednesday September 21st, 2005

Che la mia classe fosse un crogiolo di casi umani, beh, l’avevo capito ad un primissimo sguardo. Ma oggi ne ho avuta un’ultima, puntuale conferma. Prima “B”, probabilmente, sta per prima “Babbioni”
Stavo masticando tranquilla la mia focaccetta durante l’intervallo (non c’è bisogno di dire perché non mangio più krapfen, vero?), quando mi volto e vedo Carla, la mia compagna di banco con qualche problema di igiene, che si scofana mezzo pollo arrosto a merenda. Pollo arrosto! Alle undici del mattino, non so se capite… mica due grissini.
Dovevate vederla, si ingozzava manco fosse sopravvissuta ad un naufragio. Seduta sul suo banco, mangiava con le mani (me se le sarà lavate prima? Io temo proprio di no!), tutta sporca di olio. Con quelle mani bisunte, non solo ha sporcato la sua maglietta e i pantaloni, ma persino i quaderni e i libri. Sono rimasta lì a fissarla, senza riuscire a staccare gli occhi da quello spettacolo. All’inizio ero un po’ schifata, ma poi quella foga nel mangiare mi ha fatto quasi pena, come se dietro ci fosse un che di nervoso o di rabbioso.

Però, devo ammetterlo, non sono riuscita a trattenermi, e l’ho apostrofata: “Ehi, ehi… ma è così che si mangia?”. Lei si è fermata, ha alzato il suo sguardo da cagnolone bastonato verso di me e si è limitata a biascicare uno “scusa” dimesso. Un po’ mi sono sentita in colpa, ma del resto… anche lei potrebbe sforzarsi per comportarsi da persona civile. Anche perché di suo sono certa che non sia neanche una brutta ragazza, e a pelle giurerei che sia una persona di buon cuore. Solo che…

Solo che si tiene uno schifo, ha sempre i capelli sporchi e i vestiti sciatti, si mette le dita nel naso e si gratta in continuazione. Per non parlare poi dell’odore che emana! Per forza poi che i nostri compagni la chiamano “Carlona la puzzona”. Ho quindi deciso, cari lettori, di intraprendere un’azione di “bonifica”: voglio aiutare Carla a diventare una persona in ordine e pulita, per il suo bene. O almeno, voglio provarci. A guardarla oggi, mentre mangiava, sembra un’impresa disperata, ma io non sono certo una che si arrende di fronte alle prime difficoltà. Il problema è riuscire a trovare un modo abbastanza delicato per dirle quello che penso. Mi è sembrata una persona sensibile, e non vorrei proprio ferirla. Thomas sostiene che bisogna sempre dire la verità, anche quando è una verità dolorosa, ma a dire il vero mi pare che per lui non sia un grosso problema. Anzi, detto tra noi, anche Thomas a volte non è proprio profumatissimo. Magari potrei iniziare con lui per poi passare al caso più difficile di Carla!
Tornando verso casa, ho parlato del mio progetto a Franci ed Emi (Tania chi la vede più…). Loro mi hanno consigliato di lasciar perdere, perché a stare con le sfigate finisce che ci divento pure io. Non mi è parso un commento gentile e altruista, ma non ho detto niente perché so come sono fatte, e poi non avrebbero più finito di darmi il tormento. Ma non mi interessa quello che pensano loro: io ho deciso di dare una chance a Carlona la Puz… ehm, Carlona la Profumata…almeno, se non lo è adesso, lo sarà in futuro! ;-)
Commenti (3)

Hai la mia piena solidarietà: anch’io ho una compagna di banco puzzona, e non ce la faccio più! Forza e coraggio, e facci sapere se riesci nella tua missione
Postato da Martina il 22/9/2006 alle 15.06

Ma dai, lasciala perdere che poi finisce che impuzza pure te. Piuttosto, quandé che vieni a farti un giro qui a Catania? io e Vegeta ti aspettiamo
Postato da Goku91 il 22/9/2006 alle 18.21

Goku, con te e il tuo amichetto neanche ci parlo. Figuriamoci venire a trovarvi. Grazie Martina della tua solidarietà, continua a leggermi! Baci
Postato da Daniela il 22/9/2006 alle 22.16

Aria di tempesta

Thursday September 22nd, 2005

Questa sera sono proprio di cattivo umore. Vi vedo già immaginare qualche altra figuraccia con Damiano, o qualche litigio con le girls, o magari che quello squalo della Gigioni mi abbia interrogata di nuovo. No, no: a scuola oggi è stato tutto tranquillo. Sono la prima ad essere stupita di aver scritto questa frase!

I guai ci son stati questa sera a casa. Come già vi ho accennato lunedì scorso, mio papà ultimamente è distratto e assente, tutto preso dal suo lavoro. A me certe cose non le dicono, ma ho avuto l’impressione che nella ditta in cui lavora ci sia crisi, e che lui abbia paura per il suo posto. Come conseguenza, e mi pare abbastanza ovvio, sta diventando teso ed irritabile, da bonaccione che era tempo fa. Il problema è la mamma: lei è sempre stata quella nervosa, quella che ha sbalzi d’umore improvvisi e vertiginosi. I miei due capodogli quindi in qualche modo si equilibravano e si compensavano a vicenda, ma con gli ultimi sviluppi gli screzi si sono moltiplicati. Se poi mi ci metto anch’io …

Era l’ora di cena ed eravamo seduti a tavola. Papà come al solito ci ignorava fissando la televisione, e probabilmente pensava agli affari suoi. Simone, il mio fratellino rompiscatole, sezionava il suo prosciutto per togliere ogni minima traccia di grasso (ma quando crescerà quel nasello bollito?), con mia mamma che lo rimprovera dicendo di non giocare col cibo. Io me ne stavo zitta cercando di finire il prima possibile per rifugiarmi in camera e fare una telefonata a Tania (pare che ci siano delle news nell’aria!). Ad un certo punto è successo che, prendendo il pane, ho urtato la bottiglia di vino di papà e gliel’ho rovesciata sui pantaloni. Apriti cielo! Pareva che quei due non aspettassero altro! Il babbo si rivolge solo di striscio a me e poi inveisce con mia mamma dicendo “Guarda cos’ha fatto tua figlia”. La mamma che risponde “Cosa vuoi che sia…”, e lui “Sono da buttare! E ora con che soldi li ricompriamo? Con i soldi della sua paghetta? Ma lo sai quando son costati i libri di questa qui?”. Botta e risposta della mamma: “Se magari non compravi la macchina nuova l’anno scorso non avevamo problemi del genere”. Papà ovviamente non ci sta e si difende attaccando: “E allora quei sandali che hai preso sabato scorso?”, e così via a rinfacciarsi a vicenda tutta una serie di sciocchezze. Io ho lasciato a metà il mio purè e mi sono rifugiata in camera a piangere. Magari dovrei lasciare la scuola e mettermi a lavorare, ma cosa potrei fare? Che tristezza, doveva toccare a me una famiglia del genere?

Commenti:(2)

Smettila subito di piangere e tirati su di morale! Se hai due vecchi così non è mica colpa tua! Vedrai che tutto si aggiusterà, qualche piccola crisi capita a tutti.
Postato da Capricornina93 il 22/9/2005 alle 23.10

Se cerchi lavoro, io ho in mente una proposta! Si guadagna bene, ci si diverte molto e soprattutto fai divertire tanti maschietti!
Postato da VegetaXL il 23/9/2005 alle 8.10

T’adoriam, ostia divina…

Friday September 23rd, 2005

Caro blogghino, rieccomi da te. Per fortuna i miei han fatto pace, ma chissà quanto durerà… mah, preferisco non pensarci e credo che ti userò un po’ per distrarmi, qui al sicuro nella mia cameretta. Bene, cominciamo l’immersione…

Oggi è il turno di un nuovo soggetto fuori dal mondo, ma, giusto per cambiare, si tratta di un professore e non di un compagno di classe. D’altronde, con una classe di sbomballati simili non si poteva mica avere dei prof normali, no? E allora, accanto alla Gigioni che è un mostro e Malleoni che (forse) è troppo buono, c’è Don Candido che è…boh, fuori dal mondo, appunto.

Don Candido, non vi sarà difficile immaginarlo, è il prof di religione. Sapete bene che religione è una materia facoltativa e inutile ai fini della promozione, e di conseguenza l’ora di religione viene vissuta un po’ come un’ora di vacanza. Ma non per Don Candido: lui crede veramente nel suo ruolo, e ci tratta come se fossimo degli indigeni da catechizzare e lui il missionario che si è avventurato in una giungla di banchi. Nelle ore di religione, quindi, prima spiega la lezione, che sembra proprio una predica di quelle che si sentono a messa (anzi, ho il sospetto che ricicli l’omelia della domenica precedente…) e poi a partire da oggi si è messo a interrogare. Interrogazione di religione?!? Ma dove si è mai sentita questa?!? E la cosa assurda è che in molti in questa classe assurda si preparano! Jinny e Jenny, che fanno parte di un’associazione cattolica (i Giovani Cristiani del Futuro Radioso o qualcose del genere), sono persino andate volontarie! Argh!
A me ha fatto un paio di domande e ho risposto un po’ a casaccio, poi l’ho visto scarabocchiare qualcosa sul registro e fare una faccia scontenta. Boh, chissene, ho di meglio a cui pensare. E ci dà pure i compiti! Io, secondo lui, dovrei fare per la settimana prossima un tema dal titolo: “I giovani d’oggi non hanno più valori. E’ colpa di internet, della droga o dei rapporti prematrimoniali?” Due in classe hanno chiesto di essere esonerati: Boeri, il ripetente (che probabilmente conosceva Don Candido) e Thomas, che non perde occasione per fare l’alternativo. Hanno fatto bene…ogni minuto in meno passato con questo pretone è un minuto guadagnato!

Per fortuna domani è sabato, e nel pomeriggio si esce con le amiche! Credo proprio che finalmente conosceremo il tonno di Tania…uh uh, non vedo l’ora!

Commenti:(3)

Io credo in Dio ma non nella Chiesa.
Postato da Yanez il 23/9/2005 alle 17.30

E come disse il mago alla strega…chi se ne frega!
Postato da Goku91 il 23/9/2005 alle 19.12

Goku, non essere scortese con i nuovi arrivati!
Postato da Daniela il 23/9/2005 alle 21.43

Tonni, alcol e noccioline

Saturday September 24th, 2005

Dopo una settimana tutto sommato tranquilla (almeno rispetto al mio traumatizzante esordio nelle scuole superiori), arriva finalmente un altro week-end. E a questo giro, Tania non è più riuscita a sfuggirci, e ha acconsentito a presentarci il suo fidanzato.

Ci siamo incontrate ieri pomeriggio al Vinnie & Kat’s Maialeto Pub, uno dei pochi locali decenti di Borgo Pizzopapero, io, le ragazze e… Gianluca, ovverosia il famoso tonno di Tania. E’ un tipo alto e robusto -uno un po’ palestrato, insomma- di poche parole ma di gran fascino, devo ammetterlo. Alla mia amichetta non è andato affatto male…

Solo che era evidentemente scazzato dalla situazione, si vedeva che Tania l’aveva convinto a stento a quest’uscita e lui, per non smentire le apparenze, a noi tre non ci filava di striscio e parlava tutto il tempo con la sua ragazza… oltretutto sottovoce, e non si negava nemmeno qualche bacetto neanche troppo timido. Va beh, posso anche capirlo, non doveva sentirsi molto a suo agio e probabilmente avrebbe preferito passare il pomeriggio coi suoi amici diciottenni piuttosto che con quattro ragazzine. Ma si sarebbe potuto sforzare un po’ di più, questo sì.

Ad ogni modo, né io, né Franci, né Emi abbiamo fatto notare la cosa alla nostra amica, e abbiamo passato comunque un allegro pomeriggio a chiacchierare fra noi. L’unico inconveniente è venuto al momento di ordinare da bere. Gianluca si è ordinato un Cuba Libre, che è fatto con coca-cola e rhum. Tania e Franci hanno preso un Bacardi Breezer ed Emi un cocktail alcolico alla fragola. Soltanto io, che non amo l’alcol, mi sono presa un frappé alla banana. Non è che non abbia mai bevuto in vita mia: mio padre e mio nonno mi hanno fatto assaggire un po’ di vino e di birra. E’ solo che proprio non mi piace come sapore. Ovviamente, le mie simpatiche amiche hanno colto la palla al balzo e si sono scatenate, facendomi il verso del neonato e dicendomi che bevo roba da ragazzini. Io però ho incassato il colpo, nonostante vedevo che anche Gianluca rideva sotto i baffi, e sono andata avanti col mio frappé. Però che vergogna… perché devo essere sempre io quella che passa per una bambina? E poi, quelle tre, che fanno tanto le “vissute”, si son messe a comportarsi in modo ridicolo, sghignazzando per ogni più piccola stupidaggine. Quando poi si son messe a tirarsi le noccioline come le scimmie, avrei voluto sprofondare dalla vergogna!
Invece, mentre quasi stavamo per andarcene, è entrato un mio compagno di classe, tale Andrea Pozzi, un tipo piuttosto strano con cui non sono ancora riuscita a parlare. Ci ho provato qualche volta durante l’intervallo, ma lui si è sempre limitato a rispondere a monosillabi guardando da qualche altra parte. Non capisco esattamente se sia timido oppure scostante, ma per ora propendo per la seconda ipotesi. E’ un peccato, perché a modo suo, anche se non è particolarmente carino, mi pare un tonno piuttosto interessante, almeno come amico. Comunque, ci è passato davanti e ha risposto al mio saluto con un cenno impercettibile della testa. Emi e Franci mi hanno subito chiesto chi fosse quel tonno con un sorrisetto etilico un po’ complice mentre Tania si è trattenuta e ha fatto la superiore perché c’era Gianluca, ma ha lasciato intendere con una smorfia che anche lei era curiosa. Io a spiegare che non gli ho praticamente mai parlato, ma loro hanno montato su un caso di stato per un niente!
Al momento di tornare a casa - alla fine eravamo rimasti solo io, Tania e il suo tonno - ho sentito Gianluca sussurrare alla mia amica, mentre si allontanavano: “Bella topolotta, questa tua amica”. Lei gli ha tirato una gomitata e ha riso.
Oddio, non che sia un complimento particolarmente fine. Però devo ammettere che quel “bella topolotta”, oltretutto detto da un tonno di diciott’anni, non mi è dispiaciuto affatto. =)

Chissà che anch’io possa fare buona pesca, uno di questi giorni…

Commenti(2)

Stordita, sarà “Maialetto Pub”! E’ un gioco di parole: mai-a-letto…
Postato da Tarro2005 il 24/09/2006 alle ore 02.09

No, è proprio “Maialeto”, con una t sola, ne sono sicura. Non ho idea del perché, ma penso che lo scarso livello di igiene potrebbe essere uno dei motivi ;)
Postato da Daniela il 25/09/2006 alle ore 15.45

Pss, pss…

Monday September 26th, 2005

A volte le persone che mi stanno intorno riescono a stupirmi. Prendiamo Thomas, ad esempio. Quando l’ho conosciuto, ormai oltre due settimane fa (ehi, ma mi sembrano molte di più!), mi era parso, diciamolo, un po’ sfigato, coi suoi vestitacci e la sua fissazione coi cantanti morti. Eppure questa presenza vestita di nero è diventata un’abitudine rassicurante e in qualche modo un’ancora di salvezza in questa classe che continua a sembrarmi così ostile. Se poi aggiungiamo che le chiacchierate nell’intervallo con Tania, Emi e Franci stanno diventando sempre più brevi e insignificanti, mi pare proprio che una persona come Thomas mi stia diventando quasi indispensabile.

Non mi sono quindi stupita quando oggi, essendo Carla assente (finalmente un giorno di aria pulita! Oh, ma prima o poi riuscirò a farle capire del suo problemino! Devo solo trovare il modo…), Thomas si è spostato e si è messo accanto a me, nonostante i prof lo guardassero storto. Ecco, questa è una cosa che io non avrei mai avuto il coraggio di fare!
Quello che invece mi ha stupito è stato che ci siamo messi a chiacchierare scrivendo su un foglio di carta e fingendo di prendere appunti, e ancor di più mi ha sorpreso il fatto che si è messo a sparlare dei nostri compagni di classe. Ecco la conversazione che ci siamo scambiati, copiata da quel foglio del misfatto (T sta per Thomas e D per Daniela…ma guarda un po’!)

T: “Ma in che razza di classe siamo finiti?”
D: “Che vuoi dire?”
T: “Ce ne fosse uno normale a parte noi due!”
D: “Tu tanto normale non sei mica”
T: “Parla per te! Comunque, prendi Mastromarino. Il gioco di parole è già fatto, vero?”
D: “Eh?”
T: “Dai! E’ talmente brutto che è immediato chiamarlo…”
D: “Mostro marino!” (qua stavo per scoppiare a ridere. Il povero Giuliano Mostromarino è in effetti proprio bruttino, poveraccio!)
T: “E quella scimmia di Siffredi? Se c’è uno volgare e maleducato è proprio lui!”
D: “Non gli ho mai parlato, ma in effetti mi dà quest’idea. Però Fornaro mi pare abbastanza normale, su.”
T: “Ti pare normale perché ha un bel faccino, ma”

E a questo punto è arrivato il patatrac. La prof di disegno, che stava spiegando con entusiasmo come squadrare un foglio (ma li vendono già squadrati, che ce lo spiega a fare?) si è rivolta a noi tutta arrabbiata e ci fa: “Insomma, la smettiamo lì? Reggio, è un’ora che stai dando fastidio alla Di Marco! Ora mettiamo una bella nota sul registro e scommetto che la prossima volta ci penserai bene…”. A me è dispiaciuto da matti, perché evidentemente non mi stava dando fastidio ma anzi stavamo chiacchierando in allegria, però proprio non mi andava di prendere una nota. Thomas non ha protestato, e dopo mi ha detto che era inutile che ci andassi anch’io di mezzo, però un po’ mi sento in colpa. Magari gli farò qualche regalino…avete consigli?

Commenti: (5)

Mi pare evidente quale sia il regalino che si aspetta Tommasino! E dai, dagliela!

Postato da VegetaXL

Mah, mi pare che un CD potrebbe andar bene, così magari conosce qualche cantante ancora vivo! Regalagli l’ultimo di Biagio Antonacci, non sbagli di sicuro.

Postato da Maria Antonietta

Magari l’idea è buona, ma mi pare che venti euro per una nota siano un po’ tantini! Altre idee?

Postato da Daniela

Secondo me non dovresti regalargli nulla. Sono certo che al tuo amico ha fatto piacere il suo gesto e se gli dai qualcosa in cambio lui ci rimarrebbe male perché magari pensa che tu pensi che lui ha pensato che lo faceva solo per avere un ritorno.

Postato da Capricornina93

Hai ragione, Capricornina, è in effetti talmente evidente che non so come ho fatto a non pensarci prima.

Postato da Daniela

Mens sana in corpo sano

Wednesday September 28th, 2005

Ebbene sì, cari lettori (che, a giudicare dai commenti, state crescendo di numero!), da oggi questo blog si prende il lusso di avere i titoli in latino, perché questo è un posto per gente colta, mica per certi buzzurri che scrivono solo per dare fastidio agli altri (ogni riferimento a fatti o commentatori reali è puramente… voluto!).

Tranquilli, voialtri che ancora non masticate la lingua dei nostri nobili avi, la spiegazione non tarderà ad arrivare. Anzi, eccola qui: diciamo che questo titolo è dovuto ad una duplice ricorrenza. Da una parte, corrisponde alle testuali parole con cui mamma mi ha “cordialmente suggerito” di trovare un’attività sportiva per il pomeriggio, invece di passare il tempo al telefono con le mie amiche. “Significa mente sana in un corpo sano” mi fa, “il che vuol dire che se butti giù un po’ di ciccia, magari ne trae giovamento anche la tua testolina”. E qui per fortuna che mi ha fatto l’occhiolino, per sottolineare che scherzava, e non pensa davvero che io sia grassa, se no già ero in paranoia…
Dall’altra parte, cari i miei ragazzi, la qui presente ha cominciato a tradurre le sue prime frasi dal latino. Proprio così. E qui però tocchiamo un tasto dolente, dato che domattina ho il mio primo compito in classe… ma procediamo con ordine, e lasciamo questo per dopo.

Io non sono un tipo sportivo, ma ho subito capito che il consiglio di mia mamma è uno di quelli che non lasciano spazio a discussioni, e così mi sono messa a pensare ad uno sport gestibile nel modo più indolore possibile. All’inizio ero un po’ scocciata, al pensiero di dovermi mettere in tuta o peggio ancora in pantalonicini e mostrare le mie cosce a chicchessia. Poi, però, dopo aver passato in rassegna un po’ di possibili sport candidati, ho cominciato a pensare che forse non era poi una cattiva idea e che anzi, avrei anche potuto trovare un’attività a cui dedicarmi con passione. Dopotutto, praticare uno sport è sempre un elemento di forte caratterizzazione, in una persona. Emi è quella che gioca a tennis, mio cugino Carlo è quello che fa canoa. Io potrei diventare famosa come quella che fa… già, che fa cosa?
Beh, cari miei, diciamo che mi sono fatta prendere dalla cosa, e ho cominciato a fantasticare su un possibile sport in cui diventare come minimo campionessa italiana (eheh, scherzo ovviamente… però… non si sa mai! In fondo chissà quanti talenti nascosti potrei avere?).
Tennis l’ho scartato subito, perché poi mi ritroverei a giocare con Emi che prende lezioni da otto anni e poi mi massacra…ed Emi ci gode a stracciare gli avversari!
Basket nemmeno perché sono troppo bassa.
Pallavolo idem, anche se l’idea di essere una novella Mila Azuki mi attira parecchio (Mila e Shiro è un cartone animato di tanti anni fa, non so chi lo conosce…).
Equitazione no perché non me la sento di cavalcare qualche cosa che poi mangio a bistecche.
Golf neanche perché è troppo snob, e poi mi sa che mamma e papà non ce li hanno mica i soldi per pagarlo.
Ginnastica manco per l’anima, sono troppo grassa.
Lotta greco-romana è troppo poco fine, e poi di romani ne ho abbastanza a scuola col latino!
Savate… beh, savate potrebbe attirare l’attenzione di Damiano, ma prefiguro già un milione di diverse possibili figuracce, quindi lasciamo stare. C
iclismo assolutamente no, perché da piccola sono caduta in un fosso con la bici e da allora non ho più impugnato un manubrio.
Atletica. Nuoto. Tiro con l’arco. Scherma. Mi sono immaginata nei panni di ogni atleta possibile immaginabile, per poi rendermi conto che avevo trascurato il più nazional-popolare degli sport esistenti. Massì, parlo proprio del calcio! Ma non quello a 11, che il campo è enorme e poi faccio troppa fatica. Calcio a 5, che è più tranquillo e mio cugino Carlo dice che è così divertente.

Ho passato il resto del tempo prima di cena a cercare di convincere mia mamma, che manco a dirlo si aspettava che scegliessi uno sport nobile come, per l’appunto, tennis o equitazione (ma mio padre, l’entusiasmo quando gliel’ho detto…!), e presa com’ero dalla mia nuova passione mi sono dimenticata di un… “piccolo particolare”.
Il compito di latino di domani mattina! Ho passato tutto il giorno a fantasticare e non ho ripassato neanche un minuto. Non che per una latinista affermata come me sia un problema, ma diciamo che una scorsa ai libri non mi farebbe male.
Come dite? Perché non lo faccio adesso, invece che scrivere su questo inutile blog? Beh, ecco… mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo, e ho voluto subito condividerlo con voi.
Ma ora filo a ripassare, lo giuro!

Commenti(5)

Ma perché, tu mangi i cavalli? Beeeeh! Che schifo!
Postato da Maria Antonietta il 28/09/2006 alle ore 23.07

Senti un po’, ma calcetto non ti sembra uno sport un po’ troppo maschile?
Postato da Lupo Azzurro il 28/09/2006 alle ore 23.12

Lupo Azzurro:Non vedo perché una ragazza non possa praticare uno sport tradizionalmente maschile, come e anche MEGLIO di un qualsiasi ragazzo. Quindi, no, non mi sembra troppo maschile.
Maria Antonietta: perché, che c’è di male? La carne di cavallo contiene tanto ferro!
Postato da Daniela il 28/09/2006 alle ore 23.56

Bene, vedo che invece che a studiare sei ancora qui a perdere tempo al computer! E dire che una ripassatina non ti farebbe male: “Mens sana in CORPORE sano”, cara la mia Daniela… ;-) Coraggio, ora mettiti a studiare. O quantomeno vai a dormire che se no domani ti abbiocchi sul compito!
Postato da Lupo Azzurro il 29/09/2006 alle ore 00.18

Oddio, come vorrei averti dato ascolto! Stamattina ero a pezzi, e il compito è stato una tragedia…;_;
Postato da Daniela il 29/09/2006 alle ore 14.43

La Ragazza Ciliegia contro Dr.Mamma

Thursday September 29th, 2005

Eccoci qua, cari pesciolini, ad aspettare il fatidico verdetto, la correzione del compito di latino che la Gigioni dovrebbe sfornare domani o al più fra due giorni. Ma pensiamo positivo, e distraiamoci con qualcosa di allegro, tipo la pila di manga che mi ha prestato oggi Miyako. Diciotto volumetti… diciamo che il materiale non manca!

Che strana tipa, questa Miyako. Fino a ieri non è che ci avessi parlato molto. Poi le se ne arriva, stamattina, e di punto in bianco mi scarica sul banco un mucchio di giornaletti con in copertina ragazze con occhi grandi quanto delle frittate. Io la guardo un po’ perplessa mentre lei mi sorride facendo il segno della vittoria con le dita. Poi si scanta da quella sua posa assurda, e mi fa: “Te li presto. Sono alcuni dei miei shojo preferiti… vedrai, ti piaceranno”.
“Dei tuoi cosa???”, le faccio io, che già faccio fatica con l’inglese, figuriamoci poi se parlo giapponese. E così mi spiega, con un trasporto che non avevo mai notato in lei (in classe è sempre piuttosto apatica), che gli shojo sono un genere di manga per ragazze, con storie solitamente romantiche e strappalacrime.
Non è che io legga molti fumetti. Anzi. Mi limito ai vecchi Snoopy di mio padre e a Topolino di tanto in tanto (anche se quest’ultimo lo lascio più che altro a mio fratello, perché è un po’ da bambini). Di fumetti giapponesi ne avevo giusto leggiucchiato qualcuno per caso. Ma quel gesto mi ha incuriosito, e così ho pensato che sì, avrei potuto anche gettare un’occhiata nel mondo di Myiako.
E sapete che vi dico? Questi shojo manga non sono affatto male. Cioè, sia chiaro, alcuni sono davvero troppo sdolcinati per i miei gusti. Ma altri si fanno leggere con piacere.
Ho avuto solo qualche difficoltà all’inizio… Miyako mi aveva accennato al fatto che si leggono al contrario, ma io ci ho messo un po’ a capire come funzionava.
Mia mamma, figurarsi se non ficcava il naso. Ha preso su un numero di “Cherry girl” (ehi, comincio a intendermene anch’io…) e dopo averlo ispezionato in lungo e in largo, fa: “Ma cos’è questa porcheria? Leggi qualche bel libro, invece di perdere il tuo tempo coi fumetti”. Il che, è inutile dirlo, ha solo fatto accrescere la mia voglia di leggerli. =)
Beh, che Miyako riservasse delle sorprese lo si intuiva già dal suo buffo modo di vestire (al momento di tornare a casa, si è messa in testa un cerchietto con su delle orecchiette da gatto), ma chissà che non possa rivelarsi più interessante di quanto pensassi.

Sul fronte sportivo, invece, continuano le trattative con mia mamma. Io ormai ho deciso per calcetto, spalleggiato da papà, ma lei insiste nel dire che non è uno sport adatto a una ragazza come me. Il problema è che i miei ne stanno facendo una questione di principio e usano la cosa come pretesto per farsi dispetto… ho paura che la cosa possa degenerare… soprattutto dopo la correzione del compito in classe.
Aiutooo!!!

Commenti: (3)


Dai, magari non è andato poi così male il compito. Certo, se tu non passassi il tuo tempo pure sui fumetti, oltre che a fantasticare…
Postato da LupoAzzurro il 30/09/2006 alle ore 21.35

Dai, non ti ci mettere pure tu adesso. Ma da che parte stai, dalla mia o da quella di mia mamma?
Postato da Daniela il 30/09/2006 alle ore 23.09

mitico Cherry Girl! E’ il mio fumetto preferito…
Postato da Cherry Blossom il 01/10/2006 alle ore 14.26

Quaderni dal carcere

Saturday October 1st, 2005

E purtroppo la tanto attesa consegna dei compiti di latino è arrivata.

Avete presente i moschettieri? Ecco, quello è stato il mio voto. E senza D’Artagnan! Tre. Eppure alle medie andavo bene, sono anche uscita con “distinto”…non capisco cosa ci sia che non va! Uffa.
Magra consolazione, anche al resto della classe il compito è andato male. Ci son state solo due sufficienze: la solita Corsini Marietti e Pietro Mori. Almeno quest’ultimo mi pare intelligente, ma quell’altra secondo me passa le giornate a studiare!
A Thomas è andata così così, ha preso quattro al cinque. “Ma come”, mi ha detto, “avevo anche studiato mezzo pomeriggio! Ho pure messo la mia maglietta portafortuna, quella con su Jim Morrison, Jenny Sgioplin e Jimmy Entriz che suonano l’arpa su una nuvoletta!” (Jimmy Entriz ormai lo conosco, quella Jenny invece è una new entry. Mah)
Ma la migliore, ancora una volta è stata la povera Miyako. Ricevuto il compito, l’ho vista storcere il naso e fare una faccia perplessa. “Sensei, suimasen” ha detto rivolta alla Gigioni, che l’ha ignorata. Allora ha emesso un sospiro e ci fa: “Prof, mi scusi, non capisco il mio voto”. “Cos’è che non capisce, Abate? Mi pare chiaro.” E lei risponde: “Beh, vedo scritto 1/2. Ma mezzo cosa? Sette e mezzo? Cinque e mezzo? Quattro e mezzo?” Non avrei mai pensato di veder la Gigioni ridere, e avrei preferito non farlo. Mette i brividi vederla starnazzare con aria sarcastica. “Signorina” ha esclamato alla fine “lei è fortunata che io non sono la sua insegnante di matematica, altrimenti ci scappava un altro votaccio. Lei ha preso 1/2, cioè un mezzo, cioè zero virgola cinque. Mi sono spiegata ora?”
E la classe giù a ridere, ma per poco. La Gigioni era davvero arrabbiata e con un colpo sulla cattedra ha richiamato all’ordine tutti quanti. “Visto che non siete sufficientemente maturi per studiare da soli, sarà meglio che vi controlli. Datemi tutti i vostri quaderni di esercizi, così controllo cos’avete combinato”.

A me la cosa non piaceva mica tanto, perché ho quattordici anni e non sono mica una bambina, però che potevo fare? Le ho dato il mio quaderno e basta. Speriamo che non si accorga che proprio tutte le frasi per compito non le ho fatte. Ma dai, vuoi che controlli gli esercizi uno per uno?

Tornata a casa, le solite tragedie e le solite esagerazioni, però questa volta non avevo armi per controbattere. Quindi non ho potuto far altro che subire la punizione, non ho potuto uscire con le girls (ma almeno il sabato, uffi!) e mi hanno persino sequestrato il telefonino. E’ una vera prigione…

Commenti: (4)

Odio avere sempre ragione, ma te l’avevo detto l’altro giorno che dovevi studiare! Comunque non ti preoccupare, all’inizio qualche votaccio lo prendono anche i migliori. Poi le cose si aggiustano.
Postato da Lupo Azzurro il 2 ottobre 2005 alle 14:41

Mah, sarà come dici tu, ma c’è anche gente che viene bocciata, no?
Postato da Daniela il 2 ottobre 2005 alle 16:01

Mi pare un po’ prematuro pensare alla bocciatura, siamo solo ad ottobre! Pensa a recuperare, magari potresti farti interrogare…
Postato da Maria Antonietta il 2 ottobre 2005 alle 20:05

Farmi interrogare da quella strega? Manco morta, morirei di paura! E poi ora, con questa storia dei quaderni è ancora più arrabbiata!
Postato da Daniela il 3 ottobre 2005 alle 15:53

Un demonio in gonnella

Monday October 3rd, 2005

Quando ho iniziato il liceo sapevo che in qualche modo il mio piccolo mondo sarebbe cambiato, ma probabilmente non mi aspettavo una tale rivoluzione in meno di un mese. L’inizio della scuola, la separazione dalle mie amiche storiche, il fidanzato di Tania, nuove facce intorno…ma almeno ero certa di aver fatto la scelta giusta e che in un modo o nell’altro me la sarei cavata nei miei doveri scolastici. Eppure, ora come ora, sono davvero scoraggiata.
Ma andiamo con ordine, qui forse sto confondendo i miei lettori.

La Gigioni nel weekend probabilmente non ha avuto molti impegni mondani, visto che ha controllato i quaderni di tutti con estrema attenzione. E non è stata contenta, no-no. Stamattina era davvero arrabbiata, ha passato tutta l’ora di Latino ad umiliare uno per uno tutti i membri della classe, senza eccezioni. Ma quanta cattiveria c’è in quella donna? Ha fatto le pulci su qualunque cosa, scaraventando votacci per il minimo pretesto.
Per quanto mi riguarda, vi dico subito che ho preso un altro tre. “Siccome nei compiti a casa lei salta delle frasi, evidentemente lei ritiene che il voto giusto sia quello che lei ha preso nel compito in classe. Tre, Di Marco!”.
Sembra incredibile, ma ne ha avuto anche per la Corsini Marietti. “E’ palese che a casa lei si fa aiutare da qualcuno. Lei, signorina, deve imparare a fare da sola. Un quattro la aiuterà a pensarci”, mentre per Pietro Mori, che è molto bravo, ha dato un quattro e mezzo perché a suo dire la grafia non è sempre intelleggibile.
Forse il top della cattiveria l’ha raggiunto con Luca Tedeschi, un tipo un po’ anonimo di cui non ho ancora parlato. Visto che un giorno non aveva proprio fatto per niente i compiti, gli ha dato “meno uno”. Cioè, zero sul registro, e un punto in meno il prossimo compito in classe. Oddio, devo riconoscere che di fantasia ne ha, però…un vero genio del male!
Lascio per ultimi i tre personaggi con cui, volente o nolente, ho a che fare.
Miyako ha avuto un’enorme lavata di capo perché ha riempito il quaderno di disegnini in stile manga. “E’ poco serio!” ha detto la Gigioni, “credi di essere all’asilo con questa robaccia?”. Ho visto Miyako con gli occhi fiammeggianti, e per un momento ho temuto che le rispondesse a tono, ma per fortuna si è trattenuta. Tre, comunque.
Thomas ne ha combinata un’altra delle sue. Ha riempito il quaderno di latino con le foto dei cantanti morti. “Perché questa gente? C’erano anche ai miei tempi, ma erano per i debosciati!” E Thomas le ha risposto “Appunto, prof, sono i classici!” Zac! Tre anche a lui!
E poi Carla. E’ triste dirlo, ma il suo è un caso disperato. Ricordate l’episodio del pollo di un paio di settimane fa, vero? Beh, manco a farlo apposta, il quaderno che aveva unto era proprio quello di latino. La Gigioni ha gridato talmente tanto che alla fine è arrivato il bidello chiedendo di abbassare la voce perché impediva le lezioni nelle classi vicine. Certo che, almeno in questo caso, non posso dare tutti i torti alla prof. Carla ha bisogno di aiuto, e forse è giunto il momento che le dia una mano. Se non faccio qualcosa, me ne pentirò tutta la vita.

Questa volta però ai miei non l’ho detto…intanto sono già in castigo, cosa possono farmi di peggio?
Commenti (2)

Mamma mia che prof cattiva che hai! Mi sa che ti conviene farli tutti, i compiti…io te l’avevo detto, ma non pensavo che si arrivasse a questi livelli…
Postato da Lupo Azzurro il 3 ottobre 2005 alle 22.10

Certo però che Carla, Miyako e Thomas sono delle belle teste di cavolo, eh…mettiti nei panni di una prof che si trova una foto di Jimi Hendrix (si scrive così, ignorante!) sul quaderno di uno studente, oppure i manga o un pezzo di pollo!
Postato da Timmy! il 4 ottobre 2005 alle 03.10

Fochine da pelliccia

Tuesday October 4th, 2005

Stamattina ho preso coraggio e, finalmente, ho parlato con Carla del cuo “problemino”. Dopo la faccenda di ieri era inevitabile… questa ragazza ha bisogno di un aiuto. La decisione l’ho presa dopo che all’uscita da scuola qualcuno aveva appeso un suo ritratto con il naso da maiale e sotto scritto “Carlona la puzzona”.
Ritratto, a onor del vero, fatto piuttosto bene, ma… che crudeltà! Per fortuna sono riuscito a strapparlo prima che lo vedesse, e ho deciso così di farle notare il suo difetto in un modo un po’ più soft.

“Carla… ti va se parliamo un po’ di te?”, le faccio appena entrata in classe.
Lei fa spallucce e non aggiunge altro, ma dal suo sguardo ho capito che fiutava una qualche predica.
“Vedi, tu sei una bella ragazza, anche simpatica. Ma… dovresti curarti un po’ di più”. Lei, silenzio.
“Non dico che dovresti truccarti da diva o vestirti a festa o che. Soltanto dovresti prenderti un po’ più cura di te… e del tuo igiene”. Su quest’ultima aggiunta mi sono sentita come un cacciatore che bastone una fochina indifesa per rubarle la pelliccia. E il suo sguardo non ha fatto che acuire la sensazione.
“Non solo miglioreresti il tuo rapporto con gli altri, ma ti sentiresti più a tuo agio con te stessa. Lo sai come ti chiamano gli altri, qui in classe?”. Ecco il cacciatore che infierisce anche se la fochina è già passata a miglior vita.
“Carlona la…”, e qui sono stata interrotta dall’arrivo di Thomas, che mi si è seduto affianco.
Thomas è un po’ l’unico che non dice mai niente di Carlona, un po’ forse per affinità di odori (in genere è un ragazzo pulito, ma quando non si cambia la maglietta dei Nirvana per più di tre giorni…), un po’ perché è un ragazzo sensibile, e non gli piacciono queste cose.
In ogni caso, ho ritenuto opportuno interrompere il nostro discorso (o meglio, il mio monologo) delicato. Peccato che poi non sia più riuscita a parlargliene. Durante le lezioni non mi ha rivolto la parola, con il suo sguardo da fochina fisso sulla lavagna. All’intervallo e all’uscita mi ha palesemente evitata.
Spero di non averla ferita… o meglio, sono sicura di averla ferita, ma spero di non averle rovinato la pelliccia, e che lei reagisca nel modo giusto.
Vedremo…

Commenti: (5)

Ahahahah! Carlona la puzzona! Carlona la puzzona!
Postato da Anonimo il 05/10/2006 alle ore 16.06

Bravo, Pinolo! non solo ti sei dimostrato un cretino completo, ma anche un codardo: se avessi fegato firmeresti con il tuo vero nome, quando dici queste cose.
Postato da Maria Antonietta il 05/10/2006 alle ore 19.20

Perché, tu sei la vera Maria Antonietta? Ma piantala!

p.s: Carlona la puzzona!
Postato da Anonimo il 05/10/2006 alle ore 19.38

Lascialo perdere, Maria Antonietta, deve essere uno di quegli scemi di Goku o Vegeta…
Postato da Daniela il 05/10/2006 alle ore 20.03

Ehi, ma io che centro???
Postato da Goku91 il 07/10/2006 alle ore 15.31

Manifestazioni in minigonna

Thursday October 6th, 2005

Oggi all’intervallo, mentre restituivo un po’ di shojo a Miyako, le ho chiesto notizie di Carla, visto che è due giorni che non si presenta a scuola.
“Boh!” mi fa lei, “non so perché non sia venuta. Ma l’altro ieri l’ho vista andar via proprio depressa… Sai se le è successo qualcosa?”.
Io ho fatto spallucce, come a dire che non ne sapevo niente, e mi sono messa a farle qualche domanda sui fumetti (ad esempio, come mai le ragazzine di queste storie vanno a scuola con delle minigonne cortissimissime!). Ma dentro di me, mi sono sentita malissimo.
Spero di non aver combinato un guaio! Ero in buona fede, ma a volte non basta…
All’uscita da scuola, invece, ho avuto un altro incontro con Damiano. E’ capitato un po’ per caso, un ragazzo stava distribuendo dei volantini davanti all’ingresso e ho sentito Damiano che gli parlava. “Manifestazione di che?” gli chiedeva. E il tipo, uno grande, di quarta, gli ha risposto: “Contro la guerra in Iraq. Sai, se siamo in tanti magari riusciamo a far cambiare idea a Bush!” e Damiano: “Guarda, non me ne frega un cazzo ma vengo lo stesso. Basta andare da qualche parte, domani mi becca di filosofia!”. A questo punto ha notato che io stavo lì vicino ad ascoltare e mi ha intimato: “E tu che vuoi?”…poi si è fermato un momento e si è messo a ridere, un po’ sorpreso e mi ha detto: “Ma tu sei quella del krapfen! Mannaggia a te! Ciao, bacherozza!”. Io mi sono stupita perché non ho capito se mi aveva insultato con quel “bacherozza” o se era un termine affettuoso o chissà cosa, però una cosa è certa: Damiano si ricorda di me!
Chissà, forse se avessi avuto indosso una minigonna come quella di Cherry Girl si sarebbe fermato a parlare un po’ di più e mi avrebbe chiamato magari con un nome più simpatico… ma va beh, è già qualcosa!

Commenti: (5)

L’altra volta mi hai provocato, e così eccomi qui! Brava la nostra porcella, così ti vogliamo, in minigonna! finalmente lo hai capito
Postato da Goku91 il 06/10/2006 alle ore 17.12

Ma perché devi essere sempre tu il primo a commentare??? ;_;
Postato da Daniela il 06/10/2006 alle ore 17.54

La tua Carlona puzzona sarà andata a tagliarsi le vene!
Postato da VegetaXL il 06/10/2006 alle ore 19.32

Vegeta, sei proprio un idiota! cmq forse Daniela dovresti chiederle scusa, se la vedi domani. oppure chiamala
Postato da Maria Antonietta il 06/10/2006 alle ore 22.56

Ragazzi, non so proprio cosa fare… magari è semplicemente malata. Vediamo che succede domani. ora vado a nanna che sono stanca
Postato da Daniela il 06/10/2006 alle ore 23.12

Chi ben comincia… è a metà del panzerotto

Friday October 7th, 2005

Stamattina, appena entrata in classe, non vedendo Carla ho provato una sottile fitta allo stomaco: ecco, mi sono detta, come minimo i genitori la troveranno chiusa in bagno, appesa al lampadario per la cintura dell’accappatoio. O magari si è ingozzata di pollo fritto fino a strangolarsi, o chissà cosa.
Fra l’altro, dopo che ieri Damiano mi ha rivolto la parola, ho pensato che forse quell’idea di indossare una minigonna alla Cherry Girl per fare colpo su di lui non era poi così stupida. Solo che: non avendo io una minigonna (ma vi immaginate la faccia che farebbe mia madre?), né tantomeno delle gambe degne di essere esibite di fronte al mondo intero, ho optato per una gonna blu lunga lunga, che arriva fino alle caviglie, regalatami dalla nonna l’anno scorso. Non è proprio la stessa cosa della mini di Cherry Girl, ma è anche il mio primo passo nel fantastico mondo delle gonne…
Fatto sta che mi sentivo tutt’altro che a mio agio, agghindata così. In preda all’ansia e all’imbarazzo, ho trattenuto il fiato fino a che, mezzo minuto prima del suono della campanella, non ho visto Carla fare il suo ingresso in aula, gongolante come se avesse appena castigato un’intera porzione di lasagne.
Mi si presenta davanti, tutta sorridente, e aspetta in silenzio.
“Ciao Carla…” le faccio, un po’ imbarazzata. “Ciao Dani”, pausa. “Beh, non noti niente?”. Io la squadro per un po’ e sinceramente no, non noto niente. I capelli sono sempre un po’ unti, i vestiti sciatti e macchiati, neanche una traccia di trucco.
“Dai!” mi incoraggia, e allora capisco. Annuso l’aria che la circonda e, incredibile a dirsi, non percepisco nessun odore. Carla si è lavata! Oddio, non proprio tutta, ma quantomeno si è levata di dosso il suo caratteristico aroma… animale.
“Carla” le dico guardando il pavimento, “io volevo chiederti scusa”.
“Non devi. Anzi: tu sei l’unica qui dentro che ha pensato di prendersi cura di me. E sai che ti dico? Hai ragione, sul fatto che dovrei curarmi di più. Beh, voglio provarci… magari con il tuo aiuto”.
Mi rivolge il suo sguardo da fochina, però questa volta non è disperato, anzi sembra pieno di speranza. Io mi sciolgo e decido all’istante di adottare questo grosso cucciolo bisognoso di aiuto. Penso: ora ce la posso fare! Si è lavata, e da adesso in avanti sarà tutta una passeggiata.

E mentre io sono persa nei miei entusiastici sogni di gloria -eccola qui, la nuova benefattrice del XXI secolo!- la buona vecchia Carlona pensa bene di estrarre dallo zainetto un panzerotto freddo e lo addenta soddisfatta, ungendosi generosamente le guance.
Beh, mica si può pretendere troppo, no? Un passo per volta…

Al terzo morso bisunto, una mano ferma le si deposita sulla spalla. “Bene Carla, con un appetito così, chissà che fame di conoscenza!”. E’ Malleoni, il prof. di mate, che con un sorriso si avvia verso la cattedra. Che individuo… è sempre così felice, soprattutto quando deve mettersi a spiegare tutte quelle astruse formulette di matematica di cui, lo ammetto non è che ci capisca molto. Per quanto la sua materia mi sia ancora un po’ ostica, devo dire che le sue lezioni sono fra quelle che seguo più volentieri, anche perché è molto amichevole con tutti noi. Vorrebbe addirittura che gli dessimo del “tu” e lo chiamassimo per nome! A me pare un po’ troppo, però chissà che fra tutti questi prof-squali, non si aggiri anche un simpatico delfino…

Commenti (1)

Ma come, a ’sto giro non mi commenta proprio nessuno? Neanche tu Goku? E io che pensavo che non avresti resistito alla tentazione di dire qualche porcheria sul fatto che avevo messo la gonna!
Postato da Daniela il 08/10/2006 alle ore 15.50

Brazil, la la la la…

Sunday October 9th, 2005

Caro il mio bloggarello,
rileggendo i primi post, vedo che solamente un mese fa, quando parlavo di Tania, Emi e Franci, le descrivevo come le mie amiche eterne, assolutamente convinta di ciò che dicevo. E invece, in quest’ultimo periodo, non riesco più a capire che cosa sia successo al rapporto profondo che ci legava un tempo.

Di Tania ho già parlato parecchio, forse più di quanto si meritasse. Da quando è spuntato Giancarlo, chi la vede più? Se i primi giorni c’era la curiosità di vedere com’era fatto questo tonno diciottenne, adesso rimane solo la delusione di un’amica che è tale soltanto quando non ha di meglio da fare…, e che anzi dà un po’ l’impressione di tirarsela perché lei è quella vissuta, che ha il ragazzo e va in giro con gente più grande.
E poi Emi…mi viene il magone a pensarci! Più o meno quando è iniziata la scuola, quella disgraziata ne ha pensata una delle sue: voleva fare uno sport, e fin qui tutto bene. Anch’io, come ben sapete, ho avuto la stessa idea. Voleva fare un’arte marziale, e vabbé (d’altronde anche Damiano fa cose simili…). E’ andata a scegliere la capoeira (prego, leggasi: capueira), che è molto di moda, e la cosa si adatta a una come lei che è sempre attenta alle mode, e non ci vedo nulla di male. La capoeira, per i pochi che non lo sapessero, è stata inventata in Brasile ed è un misto fra un’arte marziale e una danza, in cui i due sfidanti si fronteggiano simulando un combattimento a ritmo di musica. A vederla è anche piuttosto spettacolare.

Quello che mi ha stupito è che pare che le abbiano fatto il lavaggio del cervello: parla sempre e solo di capoeira e di Brasile. Si veste sempre di giallo e verde, i colori del Brasile…e pensare che il rosa le sta così bene! Mangia solo banane, tapioca e carne allo spiedo, e pare bere solo caffé (le si macchieranno tutti i denti!). Nel lettore mp3 ha solo musica da capoeira, quella che fa barum bazum, e quando cammina pare sempre provare i passi di danza/lotta che le hanno insegnato. E quindi, ovviamente, la sua compagnia preferita è diventata quella dei capoeiristi, coi quali ha argomenti di conversazioni variegati: capoeira, Brasile, Brasile, capoeira. A onor del vero, ha cercato di trascinarmi in quella compagnia e convincermi ad iscrivermi a capoeira, ma a) ho deciso di fare calcetto e non posso mica tornare indietro b) veramente sono reclusa in casa dopo i 3 in latino e per ora niente calcetto, tantomento capoeira! c) ogni volta che mi parlano di uno strumento musicale chiamato berimbau, a me viene in mente un cane vestito da pagliaccetto d) soprattutto, ho paura che lobotomizzino pure me!
Franci invece per ora resiste ancora, e qualche chiacchierata continuiamo a farc4ela. Eppure, ho la sensazione che anche lei piano piano si stia allontanando, e che le serva solo un pretesto per sbarazzarsi di me.
Beh, direte voi, hai però trovato dei nuovi amici: Thomas, Miyako, forse anche Carla. E’ vero ma…detto tra noi…non potevo trovarmi qualche amico più normale?!?

E questo fine settimana si va in campagna dalla nonna…che palle! :(

Commenti(3)

Daniela, non mi pare carino giudicare come “anormali” i tuoi amici. E poi…chi decide cosa è normale e cosa no? In fondo siamo tutti anormali secondo qualcun altro…

Postato da Lupo Azzurro il 9/10/2005 alle 13.01

Che palle Lupo Azzurro! Rilassati un po’!

Postato da Maria Antonietta il 9/10/2005 alle 14.32

Comunque la capoeira è una figata, chi non la prova non può capire cosa significhi danzare al ritmo della musica di quel gran paese che è il Brasile! Da qualche mese ho cominciato anche a suonare il berimbau, è un po’ difficile, ma fra un po’ sono sicuro che potrò suonare durante le rodas. Secondo me dovresti davvero andare a una lezione, perché non ti rendi conto di che sballo sia la capoeira.
Postato da Capoeira4ever il 11/10/2005 alle 22.10

Chi dice parenti, dice serpenti!

Tuesday October 11th, 2005

Bah, doppio bah, triplo bah!

Riassiumiamo la mia vita nell’ultimo mese: sto perdendo le mie amiche storiche, ho iniziato il liceo con risultati disastrosi, mi si è appiccicato un trio un po’ sfigato e i tonni non mi si filano (beh, nessuna novità da quest’ultimo punto di vista, ahimé…). Qualcuno potrebbe dire: beh, c’è sempre la famiglia, l’istituzione in cui puoi rifugiarti perché sai che ti vogliono bene, chiunque tu sia e qualunque cosa tu faccia.

Come no… state a sentire. Solito weekend dalla nonna in campagna. Io adoro mia nonna, però finisce che passo in casa il sabato sera e la domenica pomeriggio, perché dalle sue parti non c’è niente da fare. Invece Borgo Pizzopapero, anche se non è proprio una città, ha il Maialeto, il cinema Odeon, la discoteca Superbanzai e qualcosa si può fare. E invece finisce che in campagna il sabato ceniamo e poi o guardiamo la televisione o, se proprio siamo fortunati, si gioca a carte o a Monopoli. La domenica, poi, messa obbligatoria, pranzo pantagruelico e infine passeggiata. E’ da quando sono nata che sono imprigionata in questo monotono schema.
Ecco, questa volta le cose sono andate in modo leggermente diverso. Sabato sera la nonna aveva aperto una bottiglia di quel vino che le piace tanto e probabilmente le è scappato un bicchierino di troppo, perché era particolarmente loquace, e aveva scelto me come vittima di un interrogatorio. E allora ha iniziato a tempestarmi di domande imbarazzanti di tutti i tipi, concentrandosi soprattutto sui tonni o, come li chiama lei, i “gagà” (ma come parlavano ai suoi tempi?!?). Alla fine, rassegnata di fronte al mio mutismo, è passata a chiedermi della scuola e io le ho detto che va abbastanza bene. Al che mamma è intervenuta: “Bene a parte latino, questa sfaticata ha preso un bel tre!”. “Cosa vuoi che sia, deve ancora ambientarsi, e un incidente capita a tutti”, ha ribattuto bonaria la nonna e la cosa sembrava finita lì. Quand’ecco che uno stronzetto coi capelli a spazzola riemerge dal videogame di olimpiadi subacquee in cui si era tuffato appena finita la cena ed esclama: “Fosse uno…ne ha preso un altro, di tre!”. Avrei voluto strozzarlo, ma prima che potessi dire niente ha continuato “Guardate un po’ il suo quaderno di latino…questa qua salta le frasi!”. Ero impietrita e non ho saputo ribadire niente, ed è finita che la mamma si è precipitata a guardare il quaderno (che, sfiga vuole, avevo dietro per fare la versione per lunedì) e ha visto i commenti della Gigioni.
E’ partita con una predica a mitraglia sul senso di responsabilità, sul rispetto e sulla sincerità. O meglio, sul sensiresponsabirispesincerità. Papà, nonostante fosse davanti a Striscia la Notizia sotto ipnosi da Hunziker, si è risvegliato pure lui, e per una volta si è messo a dare man forte a mamma. Beh, almeno ho avuto il merito di mettere d’accordo - anche se solo per un attimo - i miei genitori…
Ma che situazione, in cui mi trovo adesso!
Domenica mattina siamo partiti prima di pranzo in fretta e furia, e io sono stata messa sotto sorveglianza speciale, e mi sa che per un po’ di tempo potrò scordarmi uscite e divertimenti. Per un attimo mamma ha anche parlato di togliermi il computer, ma come testimonia il fatto che sono qui che vi sto scrivendo, ha cambiato idea. “Ma solo perché ti serve per scrivere e studiare!”, ha aggiunto.

Che dire? Se solo mi capita fra le mani quella carogna del mio fratellino, gliela faccio vedere io…

Commenti: (5)

Dai, un po’ te la sei andata a cercare! Quel quaderno era una prova scottante, dovevi distruggerlo o come minimo nasconderlo! Oppure essere sincera…
Postato da Lupo Azzurro il 13/10/2005 alle 21.00

Fico il gioco delle Olimpiadi subacquee! Io però sono fermo al livello della palla-pescepalla, puoi chiedere a tuo fratello come fai a superare il Tritone di guardia?

Postato da VegetaXL il 13/10/2005 alle 21.43

Lupo Azzurro: eh, adesso lo so! La prossima volta dammelo prima il tuo prezioso consiglio!

Postato da Daniela il 14/10/2005 alle 13.32

Vedi, in Brasile non usano i voti perché i bambini brasiliano sono molto responsabili ed intelligenti, e quindi tutti questo non ti sarebbe mai successo. Inoltre la capoeira ti insegna ad avere autodisciplina, e così non avresti preso quei tre già all’inizio.

Postato da Capoeira4ever il 14/10/2005 alle 15.50

Tu sei scemo.

Postato da Daniela il 14/10/2005 alle 19.02

Io, il kick-boxer e lo scuro

Thursday October 13th, 2005

Ragazzi, oggi a scuola ne è successa una grossa, sono qui ancora con l’ansia addosso, a chiedermi se ho detto o fatto la cosa giusta. Ho paura di essermi lasciata guidare dall’istinto più che dalla testa. Ma ripercorriamo la situazione con un po’ di ordine…

Era appena suonata la campanella dell’intervallo, e Malleoni ci stava incitando ad uscire dalla classe per andare a rilassarci un po’ (come se ci fosse bisogno di dirlo…). Io stavo chiacchierando un po’ con Carla e Thomas, che in questi ultimi giorni hanno cominciato un po’ a fare amicizia, e intanto pensavo a che panino mangiare oggi.
All’inizio della terza ora ero sicura di un classico prosciutto e formaggio, ma via via che le equazioni riempivano la lavagna mi ha preso un’insolita voglia di mortadella, che di solito non mangio mai, sostituita sul finire di lezione da una propensione per un rassicurante pomodoro e mozzarella… ma sto terribilmente divagando, non è certo il panino il punto della questione! Ritorniamo a noi.
Allora, ero con Carla e Thomas, che come suo solito aveva pensato bene di vestirsi tutto di nero, con una di quelle sdrucite magliette con su un qualche cantante.
Morto, naturalmente.
Mi sembra si trattasse di John Lennon che prende a calci un pallone con su la faccia di Hitler (”Kick the nazi”, mi pare ci fosse scritto appena sotto), o qualche pacchianata simile, ma ha comunque poca importanza, dato che uno o l’altro, pur sempre di brutte magliette si tratta. Fatto sta che mentre ci avviamo verso i nostri agognati panini (Carla si era già scofanata la sua merenda alla seconda ora), incrociamo Damiano con un paio di altri suoi amici. Uno di questi squadra Thomas e gli fa: “Ehi, bella maglietta… chi è quello stronzo lì sopra, tuo cugino ritardato?”.
Inutile dire che Tommy non ci ha più visto… Si è lanciato su di lui e gli ha dato uno spintone, al che è intervenuto Damiano e i due hanno cominciato ad azzuffarsi. Thomas si è difeso come poteva, ha anche assestato un calcione mica da ridere, ma si vedeva che Damiano è un esperto di arti marziali e oltretutto è parecchio più muscoloso. Tanto che a un certo punto è riuscito ad afferrare il suo avversario da dietro e lo ha completamente bloccato, con la faccia contro il muro, e ha cominciato a dirgli cose tipo: “Adesso non fai più il duro, eh?” o “Sei solo uno sfigato, con le tue magliette di merda!”.

Io ero allibita, non sapevo cosa dovevo fare, avrei voluto intervenire ma ero come paralizzata… per fortuna che poi è arrivato subito Malleoni, insospettito dalle urla dei ragazzi che non si erano lasciati sfuggire lo spettacolo, e ha diviso i due, sgridandoli ma senza andare a dire nulla al Preside. Se si fosse trattato della Gigioni, allora sì che sarebbero finiti nei guai!

La gente si è nuovamente dispersa per i corridoi, e io e i miei due amici ci siamo avviati nuovamente verso i panini, questa volta in completo silenzio. Solo appena prima del bar, Thomas si è lasciato sfuggire un commento pesante su Damiano. Non so perché, ma io mi sono sentita di difenderlo, forse perché alla fine era stato proprio Thomas a cominciare ad alzare le mani: “Lui ha solo difeso il suo amico. Tu piuttosto non dovevi reagire a quelle provocazioni…”.
Mi ha guardato come se gli avessi appena rivelato che in realtà sono un rettile alieno venuto dallo spazio per sezionarlo e poi studiarlo e si è allontanato in silenzio. Da lì non mi ha più rivolto la parola.
Non lo so, forse ho esagerato, o forse semplicemente non dovevo dire nulla e lasciarlo sfogare. Certo che anche lui, non avrebbe dovuto comportarsi così.
Voi cosa ne dite, ho sbagliato? Forse aveva ragione Thomas, dato che sono stati gli altri ad attaccare briga?
Non so più cosa pensare…

Commenti(5)

Lo so che starai cominciando ad odiarmi, ma sinceramente penso che tu abbia fatto male a prendertela con Thomas: lui si stava solo difendendo. E comunque, se anche fosse stato nel torto, non era il momento opportuno di farglielo notare…
Postato da Lupo Azzurro il 13/10/2005 alle 22.01

Grazi Lupo, tu che sai come tirarmi su di morale! >:-p
Postato da Daniela il 13/10/2005 alle 23.56

Secondo me dipende da quant’è figo questo Damiano… se è meglio di Thomas, ha sicuramente ragione lui! :-)

Postato da Lady Bubba il 14/10/2005 alle 12.20

Beh, da quel che ho capito è messo bene… o sbaglio, Dani?

Postato da Maria Antonietta il 14/10/2005 alle 15.58

Ehi ragazze, state divagando un po’ troppo: non è di questo che si tratta. Comunque, dopo che stamattina mi ha tenuto il muso, Thomas mi ha mandato da poco un messaggio dicendo che magari mi perdona… penso che gli sia passata!

Postato da Daniela il 14/10/2005 alle 16.26

Air Basketball

Friday October 14th, 2005

Cari amici, altro che calcio a cinque!
Quest’anno andrà di moda l’Air Basketball… come no! ^_^
Diciamo che sembra di esserne convinto il nostro insegnante di educazione fisica, il De Ambrosis, che flaccido com’è tutto sembra fuorché un atleta. Come al solito, però, io mi tuffo a bomba nel vivo del discorso, e tralascio, per così dire, il riscaldamento di cui voi lettori avrete sicuramente bisogno.
Vediamo quindi di procedere con ordine.

Fino ad oggi, con un mio certo sollievo, la palestra della scuola non era stata agibile perché stavano finendo dei lavori di ristrutturazione. Quindi le lezioni di educazione fisica si erano limitate a qualche sproloquio sulla di corretta alimentazione e sul giusto stile di vita, senza che peraltro De Ambrosis riuscisse a conquistarsi l’attenzione di uno solo di noi alunni.
Poi, qualche giorno fa, è arrivata la triste notizia: la palestra è pronta.

Ma come - direte voi - non eri tu quella che già sognava un futuro da stella dello sport? Certo, è vero, ma vi faccio notare anche che:
a) imparerete che i miei entusiasmi sono piuttosto… ehm… fuggevoli.
b) in questa scuola maledetta, dove c’è una sola palestra che fra l’altro stenta a potersi definire tale, educazione fisica la si fa tutti assieme, tonni e sirene!
Mica era come alla mia scuola media, dove maschietti e femminucce avevano le rispettive palestre e da una parte si giocava a sport selvaggi, mentre dall’altra ci si poteva dedicare in tutta tranquillità alla Palla Pisolina, uno sport inventato dalla nostra insegnante di allora, di cui non sto neanche a spiegarvi le regole.
E allora chi se ne fregava di esibire rotolini di ciccia, braciole di maiale o cosciotti da mammuth… tanto eravamo tra ragazze!

Ma ora è completamente diverso! Ci sono i tonni a vedere di che pasta siamo fatte, pronte a deriderci a ogni minimo fluttuare di trippa. Per cercare di limitare i danni, ho indossato una tuta stracoprente, che verrebbe probabilmente approvata dai più severi mujaheddin (si scrive così, vero?) dell’Iran. Ma nonostante questo, mi sentivo lo stesso a disagio nel sentire ad ogni movimento il pesante vibrare delle mie cicce ;_;
Per non parlare di quando mi trovavo di fianco alla Giovanazzi e al suo fisichino da modella…

E poi ho sentito chiaramente Luigi Fornaro, quello abbastanza carino, mormorare rivolto a Pietro Mori “Questa qui è proprio grossa!” Aaaaah! Sicuramente parlava di me e del mio enorme sederone, non c’è altra possibile spiegazione! Tutti i tonni avevano gli sguardi puntati sulle mie forme sgraziate!
Davvero, io odio educazione fisica!

E diciamocelo, De Ambrosis non è che ce la metta tutta, a farmi cambiare idea, lui e le sue idee del cavolo. Pensate che, siccome quest’anno vorrebbe farci giocare a pallacanestro ma sostiene che prima di poter prendere una palla in mano abbiamo bisogno di una preparazione adeguata (è che sarà mai? è una palla, mica una bomba…), si è inventato questa vaccata dell’Air Basketball.
Pratica
mente, dobbiamo simulare di giocare a basket con un pallone vero, mimando i tiri, i passaggi e giocando come si trattasse di una vera partita. Dovevate vederli, quindici scemi che si dimenavano dietro un pallone immaginario! E il bello è che il prof. pretendeva che facessimo finta di palleggiare per bene, se no era fallo, e stabiliva lui se un tiro andava a canestro o meno.
Inutile dire che, dopo un po’, i ragazzi hanno cominciato a fare gli scemi, giocando a farsi le mosse di arti marziali e immaginando di spararsi palle di fuoco e onde Kamehameha. Per fortuna che Emi non è in classe con me, se no si sarebbe di sicuro messa ad improvvisare qualche passo di capoeira…

Commenti (2)

Che figata l’onda kamehamea! Avrei voluto troppo esserci! ps: secondo me guardavano il tuo sedere, ma per un altro motivo. arf! arf! ;-)

Postato da Goku91 il 15/10/2005 alle 13.54

Mio Dio, Goku, dovevo aspettarmelo, un tuo commento…

Postato da Daniela il 15/10/2005 alle 16.57

Dai, Daniela, seriamente, di tutti i cinquantamila significati che può avere la frase “Questa qui è proprio grossa!” tu ritieni che dovesse essere rivolta proprio a te e al tuo fondoschiena! Su, sii realista! E impara ad avere fiducia in te!

Postato da Lupo Azzurro il 15/10/2005 alle 18.47

Schegge di ordinaria follia

Monday October 17th, 2005

Amici lettori, eccovi alcuni esempi di quanto la gente che mi circonda possa arrivare a essere strana:

- Apre le danze Thomas (confessatelo, non ne siete più di tanto stupiti), col quale l’altro giorno stavo chiacchierando di musica. “Ci sarà pure qualche musicista o gruppo vivente che non ti dispiace… che so io, tipo i Coldplay”. Lui ci pensa un po’ su, poi mi risponde: “Sì, i Coldplay non sono male…”. Passa quasi un minuto in silenzio, poi riprende: “Speriamo che il loro cantante muoia presto”.
Un caso disperato…

- E Thomas “dei Cantanti Morti” passa la palla a Miyako, che con i suoi collant a fumetti si aggiudica un posto d’onore sul podio degli strambi. Su un paio mi ha assicurato che c’è un intero episodio di Cherry Girl a colori.
Mah, chissà mai chi lo andrà a leggere…

- Carlona “non voglio più essere una Puzzona” segue a breve distanza. Ieri si è presentata con addosso tre litri di profumo alle viole, che quasi impestava tutta la classe. Eppure, non bastava a coprire del tutto il suo odore naturale che di tanto in tanto si affacciava con prepotenza da sotto le viole.

- Continua la mia amica(?) Emi, che oramai con la capoeira ha raggiunto livelli da manicomio. Insiste a farsi chiamare con il suo nome “da battaglia”, cioè Patigna (e in questo mi ricorda molto da vicino un’altra persona che lei però ritiene una sfigata) e si è messa in testa di imparare il brasiliano. Che poi è come dire il portoghese, ma lei lo vuole imparare comunque con l’accento brasiliano.
Che dire, per il suo compleanno le regaleremo un biglietto aereo per Rio de Janeiro. Sola andata.

- Fuori gara, ma merita comunque una menzione speciale, Sua Maestà la Mamma. Che in piena crisi di mezza età si è iscritta ad un corso di “danza funky”, e ha tentato con scarso successo di coinvolgere la sottoscritta.
“Con indosso quella calzamaglia rossa e gialla sembri un incubo da peperonata”, ha commentato papà. Io non è che ho capito esattamente cosa intendesse, ma sono comunque scoppiata a ridere.
Ovviamente, ce l’ha fatta pagare a tutti e due: a cena, broccoli. Schifo!

Commenti(4)

Ma dai, oggi sei proprio spietata! ;-)
Postato da Maria Antonietta il 17/10/2005 alle 22.46

Eheh! Vi piaccio in questa mia versione “graffiante”? =)
Forse contribuisce anche il fatto che sono in uno di quei giorni… ehm… particolari… ^_^
Postato da Daniela il 17/10/2005 alle 23.44

Lo leggo io il fumetto sotto la gonna della tua amica! Arf arf!
Postato da Goku91 il 18/10/2005 alle 02.22

O è una cozza come quell’altra tua amica puzzona?

Postato da goku91 il 18/10/2005 alle 02.24

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere su Daniela ma non avete mai osato chiedere

Wednesday October 19th, 2005

E’ passato un po’ di tempo da quando proclamavo che avrei fatto conoscere qualcos’altro su di me, ma poi sono successe un mucchio di cose e mi è passato di mente. Suppongo che i miei affezionati lettori ormai abbiamo imparato abbastanza a conoscermi per conto loro, ma mi pare che sia una buona idea dirvi qualcosa di più. Quindi, ecco “tutto quello che avreste sempre voluto sapere su Daniela ma non avete mai osato chiedere”:

-Cibo preferito: spaghetti alla carbonara, senz’aglio, senza cipolla, senza panna e con l’uovo intero. Me ne frego se non è la ricetta giusta, a me piacciono così!
-Bevanda preferita: il chinotto. Quando l’ho detto in classe quello scemo di Siffredi si è messo a ridere e non ho ancora capito perché. Dice che “fare un chinotto” è una cosa che imparerò, ma non vedo perché dovrei darmi alla produzione di bevande gassate.

-Cantante preferito: Tiziano Ferro. Aaaaah! Non solo è bravissimo, non solo le sue canzoni sono dolcissime…ma è pure un gran figo! So tutte le sue canzoni a memoria!: “Di seeeeere nereeee..”

-Cantante più odiata: Britney Spears. Come la detesto… ma chi si crede di essere quella sciacquetta? Se io fossi così grassa non li metterei certi vestitini come quelli dei suoi video (ok, sono così grassa, ma infatti mica vado in giro con un bikini color carne…).

-Squadra per cui tifo: la Juventus. Da piccola scrivevo sempre “Forza Yuve”, poi ho scoperto di avere sempre sbagliato. Che vergogna!

-Età del primo bacio: se vale mio cugino quando giocavamo da piccoli, allora sette anni. Se invece parlate di baci “da professionisti”…beh, allora temo che il mio Tonno Azzurro non sia ancora finito nella rete! ^_^

-Animale preferito: il castoro. Sono troppo simpatici e dolci, con quei dentini! Ah, come odio le pellicce e quelle ipocrite che dicono di amare gli animali e poi indossano le pellicce.

-Capo d’abbigliamento preferito: mi piacciono da matti le minigonne, anche se i più perfidi dicono che non mi stanno bene perché sono troppo bassa.

-Accessorio che desidero di più: un paio di stivaloni di pelle. Sono troppo morbidi e puccettosi!

-Fumetto preferito: devo dire che Cherry Girl che mi ha prestato Miyako è davvero appassionante. Però, forse, se dovessi scegliere, mi terrei i Topolini di quand’ero piccola.

-Film preferito: c’è da chiederlo? Pretty woman, il film più dolce della storia! Ah, come mi fa sognare!

-Cosa farò da grande: l’astronauta? l’esploratore? l’agente segreto? il mostro nei film dell’orrore? Mah, non ci ho ancora pensato seriamente, ma confesso che l’idea di fare l’architetto mi attira parecchio. Dopotutto mi è sempre piaciuto disegnare…
Per ora basta, credo che avrete un bel po’ da riflettere su quello che ho scritto. Magari la prossima volta verrà fuori qualcosa di più segreto!

Commenti: (7)

Guarda che fare l’architetto significa ben più che “disegnare” e basta! Ci sono tante altre cose di cui un architetto si deve occupare: calcoli matematici, conoscenza dei materiali e via dicendo. E poi, non hai mai pensato che i tuoi amati stivaletti sono la stessa cosa delle pellicce?
PS: nella carbonara si mettono solo i tuorli delle uova.
Postato da Lupo Azzurro il 19/10/2005 alle 18.50

Ma quanto sei noioso, Lupo! Fatti gli affari tuoi! Daniela, non dargli retta, gli stivali son fatti di pelle di mucca, che comunque muore lo stesso.
PS: nella carbonara le uova vanno intere, però ci vuole la panna.
Postato da Maria Antonietta il 19/10/2005 alle 19.40

Cooosa? Hai quattordici anni e non hai ancora limonato con nessuno? Ma allora sei una suora! Che sfigata!
PS: nella carbonara l’aglio ci va.
PPS: hai per caso detto che vuoi fare l’archiTETTA? Uaz uaz!
Postato da VegetaXL il 19/10/2005 alle 22.10

Secondo me Daniela fa bene, perché il primo bacio è una cosa importante e deve aspettare la persona giusta. Io l’ho già dato, ma un po’ me ne sono pentita.
PS: la carbonara è molto più buona (e leggera!) con le zucchine al posto della pancetta e con solo il bianco delle uova, e io comunque la cipolla la metterei, anche se poca.
Postato da Capricornina93 il 19/10/2005 alle 22.40

Uh, è bello stimolare le discussioni, anche se non capisco come mai da queste parti i maschi mi critichino e le ragazze mi difendano! Non avevo mai pensato al fatto che gli stivali di pelle vengano da un animale…beh, pazienza, li voglio lo stesso, e se devo essere ipocrita, per un paio di stivali ne vale la pena!:)
PS: con l’aglio che ci metti nella carbonara, chissà quante ragazze avrai baciato, Vegeta… ;-p
Postato da Daniela il 20/10/2005 alle 14.01

Per tua informazione, cara Chinotta, nella mia classe mi chiamano Limone. E penso che non è necessario che ti spieghi il perché!!!  8-)
Postato da VegetaXL il 20/10/2005 alle 17.22

Ma smettila, buffone!
Postato da Maria Antonietta il 21/10/2005 alle 15.01

Gelato all’inchiostro

Saturday October 22nd, 2005

Sabato pomeriggio, è tradizione, lo si passa a spasso (perdonatemi l’involontario gioco di parole) con le amiche. E oggi non ha fatto eccezione.
Solo che… solo che a sto giro le amiche in questione non sono le solite: invece che con Emi, Franci e Tania (e chi la vede più, questa?), sono uscita con Miyako e Carla, nella speranza di farle un po’ legare fra di loro.
All’inizio, lo confesso, mi faceva un po’ strano non essere più nello stesso gruppo. Ma piano piano l’atmosfera si è distesa e ho passato un pomeriggio davvero piacevole… con due soggetti davvero “particolari”.

Abbiamo preso il treno e siamo andati a fare un giro in città. Miyako voleva ad ogni costo portarci in un fumetteria ultraspecializzata dove lei va almeno una volta a settimana.
Ma prima… gelato in centro!
Fragoline di bosco e stracciatella per me, crema, nocciola, meringata e cioccolato per Carla. Per Miyako la scelta è stata invece un po’ più complicata… Ha cominciato chiedendo se per caso avevano un improponibile “gelato al sushi”. Di fronte alla faccia smarrita del gelataio, un po’ seccata ha ripiegato su “ramen e okonomiyaki”. Infine, vedendo che non era proprio cosa, si è arresa di fronte ad un onesto compromesso: gelato alla soia (che fra l’altro doveva essere la prima a prendere, dato che la vaschetta non era ancora stata toccata). Anche qui è stata un po’ delusa nello scoprire che non solo non sapeva di salsa di soia, ma non sapeva proprio di niente.
Con il nostro bel gelato in mano, ci siamo avviate in tutta tranquillità verso la fumetteria, che stava invece in una via un po’ meno centrale. Ho nel frattempo scoperto che Carla è piuttosto lenta a mangiare, e la cosa diventa un problema col gelato, soprattutto quello da passeggio. Quella pasticciona si è tutta sbrodolata, uno spettacolo inguardabile, ma per fortuna avevo un bel po’ di fazzoletti a portata di mano, e così l’ho aiutata a “ricomporsi”. Camminando per le strade, mi è venuta invidia per tutti questi ragazzi che vivono in città: tutti questi negozi, questi divertimenti a portata di mano. Poi però, pensandoci, ho concluso che forse non sono fatto per la vita metropolitana, e che Borgo Pizzopapero è fatta su misura per me.
Siamo arrivate al negozio che due gelati su tre era erano giusto finiti…Carla era ancora a metà, ma ha detto che preferiva rimanere fuori a finire con calma mentre noi stavamo dentro. E allora io e Miyako siamo entrate!
Dentro, la fumetteria era… fuori di testa. =)
Ma divertente, lo devo ammettere: statuette di guerrieri e donnine “discinte”, fumetti scritti in lingue incomprensibili… Io mi sono presa un portachiavi buffo, con appeso una specie di gattone o castoro (adoro i castori!) azzurro di nome Totano, o Totoro, non ricordo.
Miyako, dal momento in cui siamo entrati, non ha capito più niente. Si è messa a parlare con uno dei commessi infilando un mucchio di termini giapponesi nella conversazione. Questo qui è un ragazzo italianissimo che evidentemente deve conoscere da un sacco di tempo ma non è un granché carino, quindi non ho avuto niente da ridire sul fatto che non mi abbia neanche presentato. Si è poi letteralmente gettata a frugare fra i fumetti e le riviste. Dopo quasi un’ora e mezza passata così, io e Carla (che nel frattempo era entrata) abbiamo letteralmente trascinato la nostra amica fuori di lì.

Ci siamo quindi messe a sfogliare i fumetti di Miyako su di una panchina dei giardini pubblici, e a un certo punto Carla le fa: “Fammi dare un’occhiata a questo.. è scritto tutto in giapponese!”. Miyako l’ha guardata come fosse una pazza e ha risposto che quello era un fumetto preziosissimo, da collezione, che aspettava da tanto tempo e che le era finalmente arrivato dal Giappone. “La prima edizione con copertina variant di Boku wo mite, yo!”. Poi però, rendendosi conto di avere un po’… come dire… “stronzeggiato” (ah, stare vicina a Thomas mi sta rendendo volgare!), ha cambiato idea e, raccomandandole la massima attenzione, glielo ha dato.
Nello stesso esatto momento in cui le porgeva il prezioso volume, Miyako si è resa conto che Carla non si era pulita bene le mani dopo il massacro del gelato…e pagina 6 del fumetto è stata irrimediabilmente incioccolatata. Le conseguenze sono state prevedibili: Miyako ha cominciato a fare una scenata a Carla e quest’ultima, sentendosi goffa e stupida, è scoppiata a piangere con tutti quanti i passanti che passavano e ridevano.
La situazione stava degenerando, ma per fortuna è intervenuta la sottoscritta a fare da paciere! Ho convinto Miyako che anche con quel.. ehm, “segnetto” marrone su pagina 6 il suo albo era comunque da collezione, e che poi tutto sommato era “solo un fumetto” (ecco, diciamo che con questa affermazione per un attimo ho rischiato di far precipitare di nuovo la situazione, ma poi lei ha capito e ha ammesso che avevo ragione). Carla le ha chiesto scusa almeno 52 volte e poi ha fatto la mossa vincente: ha consegnato a Miyako un regalino che le aveva preso in segreto in negozio: un pupazzetto. Miyako si è illuminata e ha esclamato: “Sugoi! Un gashopon di Sakura hitoribocchi! Arigatoo gozaimasu, Carla!”. Non ho capito nulla di quello che ha detto, ma pareva contenta e in breve tutto è ritornato a posto. Anzi,è anche meglio di prima, perché le due mie nuove amiche sembrano essersi piaciute, e sulla strada del ritorno mi sono accorta che formiamo un trio niente male.

Chissà, secondo me anche Thomas si sarebbe divertito, con noi…
Commenti(2)

Ma la fumetteria di cui parli è per caso Carta cartoni fumo fumetti!? E’ fighissima
Postato da derek il 22/10/2005 alle 23.59

Sì, è proprio quella. In effetti… non è niente male =)
Postato da Dani il 23/10/2005 alle 13.06

Elezioni in I B: una lezione di democrazia?

Monday October 24th, 2005

Oggi ci son state le elezioni per i rappresentanti di classe. Devo dire che ero piuttosto eccitata alla prospettiva di poter esprimere la mia opinione attraverso un voto per la prima volta nella mia vita. Mi sono anche cullata un pochino con l’idea di candidarmi, pensando che poteva essere l’inizio di una carriera in politica: già mi vedevo intervistata al tg1 con un bel tailleur rosa chiaro e i capelli freschi di parrucchiere a disquisire su…boh, quelle robe di cui parlano i politici. Poi ho pensato che essere rappresentante di classe significa anche dover affrontare la Gigioni a nome di tutta la classe, e ho deciso che forse è meglio lasciare ad altri più coraggiosi o più incoscienti la responsabilità.

Evidentemente, però, la mia eccitazione non era condivisa dal resto della classe. E’ venuto fuori che c’erano solo due candidati: l’inevitabile Maria Elisabetta Corsini Marietti, che non perde occasione per mettersi in vista, e Pietro Mori, quel ragazzo un po’ scontroso e ombroso ma che appare abbastanza responsabile e maturo. La cosa mi è parsa tristissima, poiché due candidati per due posti significa negare il significato delle elezioni. Diego Boeri, il ripetente, dice che quasi sempre è così, ma io non volevo rassegnarmi.
Nel frattempo, l’ora a disposizione per le candidature andava terminando e nessuno si faceva avanti. Allora, presa dalla disperazione, mi sono rivolta a Thomas e gli ho detto: “Dai, Thomas, tu hai sempre un mucchio di idee originali e non hai paura a difendere la tua posizione! Ci vuole uno come te a governare questa classe!”.
L’ho visto piacevolmente sorpreso, probabilmente sono riuscita a solleticare la sua vanità nascosta, e Carla e Miyako non si son fatte pregare a sostenere la mia idea. Il nostro amico allora si è alzato e con voce sicura ha proclamato: “Thomas Reggio si candida!”.

La sua candidatura è stata accolta rumorosamente, in parte da un’ovazione e in parte da qualche risatina sommessa. Erika, come al solito, non ha dovuto farsi pregare per essere odiosa: “E che programma ci porti? Ascolto obbligatorio di musica da dinosauri per tutti? Ora settimanale di moda stracciona?” Al che Thomas ha sorpreso tutti lanciandosi in un’oratoria appassionata sui diritti degli studenti usurpati dai professori, inveendo contro quelli che, come la Esposito (quella di inglese), continuano la lezione anche quando è suonata la campanella, soprattutto all’intervallo o all’uscita.

Le votazioni sono cominciate subito, e uno per uno siamo andati a infilare il nostro foglietto nell’urna, qualcuno facendo il buffone (vedi alla voc “Siffredi”), altri decisamente più consapevoli dell’importanza della cosa. Le gemelle hanno fatto da scrutatrici, raccogliendo e poi conteggiando i voti all’unisono. Uno per uno leggevano i voti: “Mori”, diceva la prima. “Mori”, faceva eco la seconda. “Corsini Marietti”, “Corsini Marietti”. “Reggio”, “Reggio”. “Mori”, “Mori”… sembrava quasi che i voti fossero trentaquattro invece che diciassette.
A un certo punto è spuntato pure fuori un voto per Maradona, ma alla fine si è scoperto che c’era un bigliettino di troppo e quindi è stato eliminato. Povero Maradona…
Dopo circa un quarto d’ora-venti minuti (qualcuno ha tentato di tirare la cosa in lungo, ma più di tanto tempo non lo si è riuscito a perdere) è venuto il momento di conteggiare i voti. Risultato: Mori, 8 voti. Corsini Marietti, 5 voti. Reggio, 4 voti. Palesemente il suo, il mio e quelli di Carla e Miyako. Che tristezza! Speravo in qualcosa di meglio. Su Pietro sono d’accordo, e evidentemente quasi tutti i maschi han votato per lui. Ma bastava un solo voto in più per Thomas al posto di MECM per ribaltare…ma evidentemente certa gente bada solo alle apparenze.
Che dite, si può pensare a qualche colpo di stato?

Commenti (4):

Sicuramente quella stronzetta ha promesso qualcosa in cambio per avere i voti! E’ l’unica spiegazione possibile!
Postato da Capricornina93 il 24 Ottobre 2005 alle 21.10

Peccato, ho l’impressione che se Thomas fosse stato eletto ne avremmo viste delle belle. Tipo i poster dei cantanti morti appesi alle pareti!
PS: com’è che Lupo Azzurro non ha ancora detto che bisogna accettare il risultato delle elezioni qualunque esso sia perché è la base della democrazia?
Postato da Maria Antonietta il 25 Ottobre 2005 alle 15.30

Eh, mi hai battuto proprio per un secondo! Brava Maria Antonietta, vedo che stai migliorando!
Postato da Lupo Azzurro il 25 Ottobre 2005 alle 15.33

Uh…stamattina Luca Tedeschi mi ha detto di aver votato per Thomas. Ma allora chi tra Carla e Miyako ha “tradito”? E se fosse stato addirittura Thomas stesso? Il mistero di infittisce!
Postato da Daniela il 25 ottobre 2005 alle 16.29

Il giorno dei brogli

Wednesday October 26th, 2005

Ah, che pasticciona che sono! Possibile che quando non sono gli altri a rendermi la vita difficile debba pensarci da sola? L’ho fatta proprio grossa!

Andiamo con ordine. Come avrete letto nei commenti dell’ultimo post (ma voi li leggete i commenti? A parte un paio di disgraziati, sono interessantissimi!) ho scoperto che qualcuno non ha votato Thomas come avrebbe dovuto. Mi sono scervellata un po’ per capire chi poteva essere stato. A me le ingiustizie e le scorrettezze proprio non vanno giù!
All’inizio sospettavo che la colpevole fosse Miyako, che non conosco ancora abbastanza bene e mi dà l’idea di una che potrebbe avere dei colpi di testa un po’ strani. Però poi mi son detta che i giapponesi hanno un fortissimo senso dell’onore, e se lei che è tanto fissata con il Giappone ha detto di aver votato Thomas, non è possibile che abbia fatto il contrario.
Ho pensato quindi a Carla. Ho ipotizzato che Mori un po’ le piacesse, oppure che la Corsini Marietti potesse averle offerto qualcosa in cambio…ma anche qui le cose non mi tornavano: modestamente, Carla mi adora e fa sempre quello che le dico. Se ha acconsentito a votare Thomas, non può avermi tradita.
Ho quindi avuto l’illuminazione: è stato Thomas stesso a non votare per sé! Ha fatto finta di candidarsi per farmi un favore, o magari sull’onda di un entusiasmo temporaneo, ma poi ha cambiato idea e per diminuire le probabilità di essere eletto ha votato qualcun altro. Mi pare però poco probabile: Thomas ha tanti difetti, ma è una persona diretta e questi giochetti non sono proprio da lui.

Ho quindi intravisto la soluzione: il sistema di voto della I B non è proprio a prova di bomba dal punto di vista della privacy. Ognuno aveva scritto il nome del candidato prescelto sul foglietto, e ho pensato che se riuscivo a procurarmi i foglietti, potevo analizzare le grafie e capire chi fosse il lestofante. Siccome le scrutatrici erano Jinny e Jenny, le ho prese in disparte e ho chiesto loro, con aria indifferente, che fine avessero fatto i bigliettini. Jinny e Jenny, parlando come Qui Quo Qua, mi han risposto:
- I bigliettini della votazione…
- …di ieri? Boh, credo che siano…
- nel cassetto della cattedra. Fanne…
- …buon uso!

A me quelle due fanno paura. Comunque, nell’intervallo ho trovato i bigliettini e mi son messa ad esaminarli. Ecco i quattro voti per Thomas! Il primo portava l’orrenda grafia da gallina che ben conosco dai nostri scambi epistolari durante le lezioni: è Thomas. Il secondo aveva una grafia tondeggiante e un po’ timida, eapparentemente quella di Carla. La certezza è arrivata quando mi sono resa conto che la carta era unta di focaccia (non posso distrarmi un attimo che quella si mette a sbafare!). Il terzo era scritto da una mano palesemente maschile, quella di Tedeschi. Ne rimaneva solo una…non potevo crederci! Miyako che tradisce così l’etica dei samurai! Stavo per andare ad aggredirla quando mi è caduto l’occhio sull’ultimo voto, e con terrore mi son resa conto che c’era scritto “Reggio” con un mucchio di disegnini in stile manga intorno: il voto di Miyako! A questo punto ho realizzato che era il mio di voto a mancare e mi son messa a frugare tutti gli altri, quand’ecco che con terrore ho scorto la mia calligrafia…su un bigliettino con scritto “Corsini Marietti”!!!
Non so cosa sia successo…probabilmente ero talmente concentrata a desiderare che quella smorfiosa non vincesse che sovrappensiero ho scritto il suo nome. Aaaaaah! Voglio sprofondare!

Commenti: (6)

Oddio, che disastro che sei! Ma Thomas come l’ha presa?
Postato da Maria Antonietta il 26 Ottobre 2005 alle 18.10

Ehm, veramente non gliel’ho detto…in fondo se nessuno lo sa, nessuno si fa male, no?
Postato da Daniela il 26 ottobre 2005 alle 18.34

Io non sono d’accordo. Ogni rapporto, anche di amicizia, deve basarsi sulla fiducia, e se viene a mancare questa non ci sono i presupposti per la durevolezza dello stesso. In ogni caso, probabilmente è stato una specie di lapsus freudiano: tu hai votato la Corsini Marietti perché inconsciamente non ritenevi Thomas adatto a fare il rappresentante di classe. E, da quello che mi dici, forse è proprio vero.
Postato da Lupo Azzurro il 26 ottobre 2005 alle 20.00

Ma se fosse così, avrebbe dovuto votare Mori che Daniela ritiene un buon rappresentante. Caro il mio Lupacchiotto, questa volta hai toppato! Ciao a tutti, sono nuovo di qua.
Postato da Geremia il 27 ottobre 2005 alle 14.30

Ah-ah! Certo che sei proprio stordita! Ora come minimo devi consolare il povero Tommasino. E dai, sappiamo tutti cosa si aspetta!
Postato da VegetaXL il 27 ottobre 2005 alle 15.12

Benvenuto Geremia.
Postato da Daniela il 26 ottobre 2005 alle 16.10

…e lui rimase di gesso (sottotitolo: “Chiamatemi Pamela”)

Friday October 28th, 2005

Ecco, siamo a posto.
Da oggi potete pure chiamarmi Pamela. ;_;

L’origine del mio nuovo nome? Una scritta su un gesso… e che gesso!!!
Nientemeno quello che avvolge l’avambraccio di quel disgraziato di Damiano (ah, bello e maledetto…), che è andato a schianatarsi in moto e si è fratturato l’ulna!
Si è presentato all’intervallo, conciato da paura, con lividi dappertutto e un cerottone a coprirgli la fronte. Inutile dire che tutte le ragazze sono corse a coccolarlo e a chiedergli che cosa gli era successo.
Lui, sbruffone come sempre, si è messo a raccontare la sua versione: “Stavo andando in moto in centro, come al solito ai centotrenta, quando ho impostato una piega di quelle che consumi la saponetta. A metà della curva un cazzo di cucciolo mi ha attraversato la strada. Io ho dei riflessi da dio e l’ho visto subito impostando una controcurva. Oh, di tutte le sfighe! Una carrozzella di merda stava passando e allora mi son dovuto buttare per terra. Ma non è niente, ne ho viste di peggio. Ragazze, che ne dite di firmare il gesso di Valentino Rossi Secondo?”, e ha cominciato a farsi firmare il gesso da tutte le ragazze che passavano per il corridoio.
Si doveva sentire una specie di popstar, con tutte quelle ragazzine a fare la fila… tsè, sciacquette…

Ok, lo ammetto.
Mi ci sono messa anche io, in fila. ^_^
Al momento di firmare, lui mi fa: “Guarda un po’ chi si vede… la sparakrapfen amica del punkettino”. Ero così imbarazzata che mi tremava la mano e ho scritto il mio nome con una calligrafia illeggibile!
Lui si è messo a leggere, un po’ a fatica, poi ha alzato lo sguardo e mi ha detto: “Grazie… uh… Pamela?”.
Io, con un soffio di voce, ho mormorato: “…veramente sarebbe Daniela…”, e ho abbassato il capo, in preda alla vergogna.
“Ma tu… scrivi malissimo!”, si è messo a ridere lui. E mentre si allontanava per il corridoio, senza voltarsi mi ha salutato con un: “Allora ciao, Pamela!”.

Voglio sprofondare…

PS: A onor del vero, mentre attendevo pazientemente in coda, ho sentito dire quel suo amico dai capelli rossi che in realtà Damiano è caduto da solo al semaforo, ma la firma la volevo fare lo stesso!

Commenti (4)

Dai, guarda il lato positivo della cosa: almeno si è accorto di te
Postato da Maria Antonietta il 28/10/05 alle 17.33

Ahahahahahahah. ahahahahahahah. ahahahahah
Postato da Goku91 il 28/10/05 alle 19.22

dimenticavo: ahahahah!
Postato da Goku91 il 28/10/05 alle 21.40

Goku. Io ti odio. Sul serio. >:-(
Postato da Daniela il 28/10/05 alle 23.01

Paccoween

Sunday October 30th, 2005

Ok, va bene.
Ogni tanto dalla famiglia possono arrivare delle brutte sorprese, e insomma, non sempre è facile. Ma se ci sono degli amici che ti stanno vicini, allora diventato tutto più… leggero. Sì, non è stato un inizio di anno scolastico particolarmente facile, per me, ma alla fine mi sento di dirlo: con Thomas, Carla e Miyako, posso considerarmi fortunata.

Il tiro mancino questa volta me l’hanno fatto di comune accordo, quei simpaticoni dei miei genitori.
Partiamo dal principio. Stamattina ho visto che c’era un po’ di eccitazione in classe, focalizzata intorno a Stefano Campi. Questo mio compagno di classe è un tipo un po’ strano (tanto per cambiare…): biondo, dall’espressione vagamente bovina, con occhiali spesssissimi sembra essere un po’ sfigato. Eppure pare che sia un assiduo frequentatore della discoteca Superbanzai, e che lì sia di casa e lo conoscano tutti. L’ho persino visto salutare gente di quarta e di quinta come se fossero amiconi! Evidentemente fuori di qua si trasforma. Beh, fatto sta che io e Stefano non abbiamo ancora legato molto:viviamo un po’ in mondi differenti, e quindi mi son sorpresa quando l’ho visto avvicinarsi a me.
- Ciao Danila, mi ha detto.
- Ehm, sarebbe Daniela.
- Quello che è. C’è una festa in costume al Superbanzai per la notte di Halloween, ma si accede solo su invito. Io conosco il padrone e mi ha detto di portare un po’ di gente giusta. Ti piacerebbe venire?
Ero talmente sorpresa e lusingata che sono rimasta qualche secondo fissa con un sorrisetto ebete, poi mi son ripresa.
- Certo! Non vedo l’ora! Fammi sapere quando e…
- Ecco, brava, già che ci sei, porta quella tua amica carina della A, la Eli.
- La Emi?
- Quello che è. Portala, mi raccomando!
E se ne va. Un pochino ci son rimasta male, perché è chiaro che mi ha usata per arrivare ad Emi, la quale, nonostante i calci rotanti e le giravolte, è pur sempre un gran pezzo di ragazza. Ma poi mi son detta che me ne frego, sarà una festa bellissima e non ci sono stata a pensare più di tanto. Dopo scuola sono quindi corsa dai miei genitori a chiedere il permesso di andarci. Una festa la sera in discoteca, capite? E per Halloween!
Avevo già in mente un fantastico costume da gatto nero… o meglio, da gattina nera, con cui ero sicura di fare furore. Poi però ho pensato ai miei cosciotti stretti in un calzamaglia nera e ho ripiegato su un più banale costume da strega, ma andava bene comunque.

Una volta a casa, però, mi sono dovuta confrontare con la dura realtà: “Tu alla festa non ci vai, perché non ci siamo mica dimenticati dei bei voti che hai preso con la Gigioni. E poi, in discoteca alla tua età, figuriamoci. Lì si bevono alcolici e girano le DROGHE! Non se ne parla!”.
A nulla sono servite le mie proteste e il mio frignare: sia papà che mamma sono stati inamovibili. E sentire da dietro mio fratellino che mi sfotteva è stato il colmo (”Che peccato! Non avevi neanche bisogno di travestirti perché sei un mostro così come sei!” Prima o poi lo ammazzerò!). Sono corsa fuori di casa, e ho chiamato Thomas per fare un giro e scaricare un po’ di rabbia.
Ci siamo avviati per Corso Clementel, una delle vie principali di Borgo Pizzopapero, e abbiamo cominciato a chiacchierare.
“Che rabbia se ci penso… Beato te che ci potrai andare, alla festa!”.
Lui smette di camminare, mi guarda un po’ stupito e fa: “Guardami un po’. Ho l’aspetto di uno che viene invitato a una festa privata?”. Poi, dopo una pausa di riflessione, ha aggiunto: “E anche se fosse, non ci andrei lo stesso. Lo sai che non amo ballare, e la musica non mi emoziona. Tutti cantanti vivi…”.

Praticamente, è venuto fuori che né lui, né Miyako, né Carla (e neanche Zuccarino e Mastromarino) sono stati invitati alla festa. Così mi è venuta l’idea: organizzare una contro-festa per conto nostro!
“Ma non hai detto che i tuoi non ti permettono di uscire?”, mi ha fatto notare Thomas.
“Ma si trattava di andare in discoteca, se è qualcos’altro, allora è diverso. E poi, la faremo a casa mia la nostra festa: io, te, Carla e Miyako”.
Ci ha pensato un po’ su, poi ha concluso: “Va bene, ma posso portare mio cugino? E’ un tipo a posto, e poi così almeno non sono l’unico maschio in mezzo a voi streghe…”.
L’ho abbracciato per la gioia!
Appena tornata a casa, ho sfoderato lo sguardo più tenoroso e puccettone possibile, e sono riuscita a convincere i miei genitori, che mi hanno dato il permesso di far venire qualche amico a casa. “Però” ha proseguito mia madre “la settimana prossima vai volontaria di latino così recuperi almeno uno di quei votacci”. Ho ingoiato il boccone amaro e mi son precipitata a telefonare subito a Carla e Miyako, che hanno accettato, e abbiamo cominciato ad organizzare il tutto e a ripartirci i compiti. Una volta finito il giro di telefonate mi son venute in mente Tania, Franci ed Emi, e ho avuto lo scrupolo di chiamarle per invitarle. Poteva essere carino avere vecchi e nuovi amici insieme! Manco a farlo apposta, Tania esce con Gianfranco, Emi alla fine è stata invitata direttamente da Stefano e ha avuto il permesso di portare un’amica…ovviamente Franci! E non mi hanno manco avvertito. Beh, lasciamo stare…
Tornando alla nostra festa, io mi dovrò occupare degli addobbi e dei festoni. Carla delle cibarie e delle bevande (non oso immaginare…) e Miyako di dolcetti, pupazzetti e gadget assortiti. Thomas ha detto che avrebbe pensato alla musica e a “creare l’atmosfera” (mah!).
L’unica brutta notizia è arrivata poco fa, guarda caso da mia madre, che mi ha chiamato un attimo in salotto e mi ha detto: “Senti, Daniela, per la tua festicciola di domani non c’è problema. Ma c’è un’altra condizione… io e papà usciamo, quindi dovrai far partecipare anche tuo fratello”.
Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!
Quella piccola peste…che pacco! =(

Commenti (6)

Ehi, voglio venire anch’io alla tua festa!
Postato da Capricornina 93 il 30/10/2005 alle 22.36

Arf! Arf! Anch’io! Però di a quello scemo di Tomas e al suo amico di non venire
Postato da Vegeta il 30/10/2005 alle 23.12

Ah ecco, mi sembrava strano che tu o il tuo compare non aveste ancora fatto qualche commento scemo…
Capricornina: non so dove abiti, ma se vuoi un posto in casa lo troviamo ;)
Postato da Daniela il 30/10/2005 alle 23.40

Allora, come vanno i preparativi?
Postato da Maria Antonietta il 31/10/2005 alle 14.20

Bene, sto mettendo su i festoni a forma di zucche e pipistrelli. Mi sta aiutando quello scemo di mio fratello, con risultati disastrosi… ^_^
Postato da Daniela il 31/10/2005 alle 16.26

Tranquilla, scherzavo! ;) E poi mi sa che sono un po’ lontanuccia da Borgo PizzoPapero.
Postato da Capricornina 93 il 31/10/2005 alle 18.09

Una festa a lungo attesa

Tuesday November 1st, 2005

E così, dopo due giorni di preparativi, finalmente c’è stata la tanto agognata festa di Halloween in casa Di Marco.
Com’è andata? Nel complesso bene. Mi son divertita, sono stata con i miei amici, ho mangiato un mucchio di schifezze…ma certo che se fossi andata alla festa al Superbanzai sarebbe stata tutta un’altra cosa. Porta pazienza, Daniela, l’anno prossimo andrai in discoteca a far strage di cuori!

I capodogli se ne sono andati verso le sette. Non ho capito bene dove andassero, ma credo che persino loro abbiano diritto ad un po’ di privacy, e quindi non ho indagato. Come da copione, mi hanno lasciato la custodia di quel fetentissimo gamberetto di Andrea, alias mio fratello.
Nel frattempo hanno iniziato ad arrivare gli ospiti: prima di tutte Carla. L’ho vista arrivare tutta sporca di rosso e ho iniziato subito con un cazziatone: “Carla, anche se siamo tra noi è una festa! Non puoi venire coi vestiti sporchi di pizza!”. Quando ho smaltito la sfuriata, lei timidamente mi ha fatto capire che si era travestita da vampira con tutti gli schizzi di sangue. Ooops!
Subito dopo è stato il turno di Miyako, con un vestito elaboratissimo. Questa volta la vittima della sfuriata sono stata io, quando mi son lasciata sfuggire che non avevo idea di che razza di costume fosse. “Ma come, ti ho prestato la settimana scorsa i primi cinque tankobon di Shin Horror School Monogatari perché tu fossi preparata! Sono vestita da Daidai-Oniko, la capa di tutti i demoni della terza dimensione e mezzo!”. In effetti i manga me li aveva prestati, ma me ne ero proprio dimenticata…che vergogna!
Ed ecco Thomas. L’ho visto vestito normalissimo (cioè, normale per i suoi standard) e gli ho ricordato, un po’ scocciata, che si trattava di una festa in costume. Quell’uomo ne sa una più del diavolo. Mi ha risposto: “Non conta l’apparenza, ma quello che si ha dentro. E io oggi sono diverso: mi sono travestito nell’animo. Vedrai, questa sera assisterai allo show del Nuovo Thomas.” In realtà, è stato uguale al solito tutta la sera, ma pazienza. E’ una sagoma anche quando è il Thomas di tutti i giorni!
Thomas, come anticipato, si è portato dietro suo cugino Massimo. Questo tonno, suo coetaneo, di per sé è anche abbastanza carino, ma è proprio antipatico. Si è travestito da zombi con un trucco pesantissimo e sistemato male…sono troppo buffi i ragazzi alle prese col trucco!
E infine, la vostra eroina si è vestita da strega. Nulla di originalissimo, ma non mi andava di spendere un capitale per una festa così ristretta. Ah, sì, poi c’era Andrea che si è vestito da Zorro. Qualcuno dovrebbe spiegargli qualcosa su Halloween…
La serata è partita con una cena con stuzzichini e bibite, tutto a tema. Mi sono trovata quindi a mangiare “occhi di capra nera sanguinolenti” (in realtà licis - si scrive così, vero? - con sciroppo di fragole) o “ossa di mummia” (dei semplici grissini) sorseggiando “sangue di marziano” (acqua e menta) o “bava di lupo mannaro” (gazosa). Quel maleducato di Massimo continuava a ricordarmi quello che stavo mangiando per darmi fastidio (”che buoni gli occhi! Mi piace succhiar fuori le retine!”), e ad un certo punto ha anche cercato di lanciare una gara di rutti! Ma si può?!? Che buzzurro!
Invece il programma prevedeva un gioco da tavolo in tema horror (ha vinto Andrea senza manco sapere cosa faceva: li azzeccava tutti i tiri coi dadi!) e poi una sessione di ballo. Questa è stata un disastro: io e Carla ci vergognavamo perché non sappiamo ballare bene, Miyako voleva assolutamente che ascoltassimo solo le sigle dei cartoni animati, Thomas ha messo il broncio dicendo che lui non balla perché “non accetta il ballo né come forma di divertimento né come forma di espressione, e tantomeno di arte”. E poi c’era Massimo lanciatissimo che faceva un mucchio di mosse assurde, tutto scoordinato, e Andrea che gli andava dietro. Lui almeno ha otto anni, mica quattordici come quello là!

E verso mezzanotte è arrivato il previsto momento clou della serata: le storie di

Commenti: (4)

Eh? Daniela, ti sei addormentata a metà frase? Che è successo? Ci hai lasciati sul più bello!
Postato da Maria Antonietta il 2/11/2005 alle 13.10

Meglio così. Minchia che serata da sfigati! Il gioco da tavolo a quattordici anni, dai! La gazosa! E poi col fratellino!
Postato da Zampone il 2/11/2005 alle 16.54

Secondo me sei piaciuta a Massimo. Hai un bell’ascendente su quella famiglia, eh! Dammi retta, io ne ho viste tante e certe cose le capisco… non vedo l’ora di sapere il seguito!
PS: Zampone impiccati.
Postato da Capricornina93 il 2/11/2005 alle 17.09

Litchis ;)
Postato da Lupo Azzurro il 2/11/2005 alle 18.16

La notte dei cantanti morti viventi

Wednesday November 2nd, 2005

Scusate, ragazzi, ma l’ultimo post l’ho tirato un po’ in lungo e mamma si è arrabbiata perché si stava facendo tardi. Non ha voluto sentire ragioni e così ho dovuto lasciarlo lì dov’era. Per non perdere tutto, l’ho messo online così com’era.

In ogni caso… eravamo arrivati al clou della serata, ossia i racconti dell’orrore di Thomas.
Riprendiamo da qui.
Allora, nel buio più totale, con la sola luce della torcia ad illuminare il suo pallido viso, il nostro eroe in nero ha cominciato il suo racconto di paura.

“Il nostro racconto è ambientato in un Borgo della Provincia, un autunno di alcuni anni fa.
Protagonista è un giovane ragazzo amante della musica rock, che per comodità chiameremo semplicemente T.
T amava suonare i suoi vinili preferiti sul giradischi per ore ed ore, trascurando ogni altro interesse o attività. Aveva una preferenza per la musica rock, come detto, ma anche per punk, grunge ed heavy metal. Per comprarsi tutti questi dischi, sgraffignava qualche soldo a parenti, amici e compagni di scuola, senza che nessuno di questi se ne fosse mai accorto.
Negli ultimi tempi aveva cominciato a sviluppare una morbosa passione per il rock satanico, e si era interessato delle biografie di cantanti morti in circostanze tragiche e misteriose. Venne a sapere che in un negozio di dischi usati della zona, il Necronomicon Music, era stato messo in vendita Dead singers, un vinile pressoché introvabile di un gruppo di rocker occultisti chiamati Shub Niggurath, attorno al quale giravano leggende di ogni tipo: si diceva che chi avesse ascoltato l’LP al contrario, facendo coincidere i 7 minuti e 66 secondi (ossia 6 minuti e più 66 secondi) del disco alla rovescia con la mezzanotte di Halloween, sarebbe stato in grado di evocare gli spiriti di leggendari cantanti morti. Il disco costava molto, e così T decise che i soldi dei suoi furtarelli non erano più sufficienti, e si diede così a un’attività più… redditizia.
T si mise al soldo di una setta di satanisti della zona, per conto dei quali profanava tombe, mutilava cadaveri, rubava oggetti misteriosi e proibiti. Quando finalmente ebbe raccolto una somma sufficiente ad acquistare il disco, corse da Necronomicon Music in preda all’euforia. Ma lo attendeva una brutta sorpresa: il vinile era già stato venduto ad un giovane critico musicale che viveva a pochi isolati da lì.
Cieco dalla rabbia, T si intrufolò nell’androne della casa in cui abitava il critico e, una volta che questo fu rincasato, lo aggredì rompendogli la testa con un fermacarte a forma di teschio.
Rubate le chiavi, entrò in casa e frugò ovunque in cerca del vinile finché, dopo aver messo sottosopra ogni armadio ed ogni cassetto, lo ritrovò nascosto sotto una tegola di legno del salotto. Se lo rigirò fra le mani: era proprio lui, Dead Singer degli Shub Niggurath!
Caso voleva che T si era ritrovato in possesso di quel disco proprio nel pomeriggio del 31 ottobre. Corse a casa, non salutò nemmeno i genitori e si rinchiuse in camera. Predispose tutto affinché si verificasse quell’arcana coincidenza di minuti e secondi e poi spense la luce, rimanendo nell’oscurità.
Il vinile prese a suonare al contrario, producendo suoni immondi che stridevano dritti nell’animo di T. Assalito da improvviso terrore, il ragazzo tentò di alzarsi per fermare il giradischi, ma si accorse di essere paralizzato. Non poté così fare nulla per impedire che il disco, suonato al contrario, raggiungesse il minuto 7.06 allo scoccare della mezzanotte.
In quel preciso istante, la musica si interruppe, e nella camera buia riecheggiò soltanto il rumore attutito di un disco che gira a vuoto. Davanti agli occhi spalancati di T, cominciarono a materializzarsi delle forme, che ben presto assunsero le sembianze di esseri umani. T non ci mise molto a capire di chi si trattava: erano le anime dei cantanti morti, evocati dall’aldilà dal suono immondo di quel disco. Sfilarono uno a uno davanti ai suoi occhi: Jimi Hendrix, Jim Morrison, Freddie Mercury, Otis Redding… tutti quanti con il volto ed il corpo orrendamente sfigurati.
Uno di loro - dagli occhialetti tondi T capì che si trattava di John Lennon - si rivolse a lui:
«Eccoci T, ci hai chiamato? Suppongo proprio di sì…». T non era nemmeno in grado di parlare. «Sappiamo che tu ami ascoltare i nostri dischi… ma sappiamo che tu hai anche un grande desiderio… tu più di ogni cosa vorresti saper cantare». Fece una pausa, nel corso del quale si scambiò uno sguardo d’intesa con gli altri. «Ebbene, noi abbiamo deciso di farti un dono prezioso: il dono del canto…». Incredulo, T si convinse per un attimo che la situazione stava volgendo a suo favore.
Lo spirito riprese: «Così… con una simile voce… potrai venire a cantare con noi…» - il cuore di T cessò di battere per un istante eterno - «Giù all’Inferno». E così dicendo, gli si avventò contro mordendogli un braccio, presto imitato dagli altri spettri che presero a sbranarlo mentre lui non poteva muoversi. Con un brandello di orecchio ancora in bocca, Lennon si lasciò andare a una risata malvagia: «ahhahahahah… ahhahahahah… ahahahah…»”

Thomas ha chiuso il suo racconto così, scoppiando a ridere come un pazzo serial killer. E solo quando si è accorto che tutti quanti lo stavamo fissando stupefatti, si è ricomposto e, tutto imbarazzato, ci ha detto: “Scusate… mi sono lasciato un po’ trasportare…”.
Come dite? Non vi ha fatto paura? Beh, bisogna dire che il nostro Thomas sa come si racconta una storia dell’orrore, e poi devo anche ammettere che vi ho riportato quel che mi ricordavo, molti particolari d’atmosfera sono andati persi di sicuro.
C’è poi da aggiungere che, per dare un tocco di classe alla sua storia, Thomas ha tirato fuori un vero vinile e sventolandocelo davanti ha detto: “E guarda caso, sono venuto in possesso proprio del disco degli Shub Niggurat. Quanto manca alla mezzanotte?”.
Io, Miyako e Carla ci siamo fiondati su di lui per fermarlo, nel caso si fosse trattato davvero del vinile maledetto e che lui fosse stato davvero così pazzo da metterlo nel giradischi (che, per inciso, non abbiamo più in casa da anni, ma al momento chi ci ha pensato?).
E mentre lo tenevamo fermo, quel fesso del mio fratellino, con tutto il candore possibile per un teppista di otto anni, ha chiesto: “Scusate… ma che cos’è un vinile?”.
Siamo scoppiati tutti a ridere, e Thomas si è messo a inseguirlo facendo il mostro, con grande divertimento del bamboccio.
Suo cugino ha tentato di fare lo stesso con me, ma con un pugno sull’avambraccio gli ho fatto capire che non era altrettanto gradito ^_^
Purtroppo la serata non è andata avanti a lungo, perché poi sono arrivati i miei (proprio nel mezzo di un altro racconto di Thomas…anche se pareva uguale al primo!) e han subito detto che era ora di andare a letto. Vecchi capodogli barbogi!
Comunque, mi sono divertita, e credo anche gli altri. Di sicuro mio fratello più di tutti, e si è pure innamorato dei due “grandi”, che vuole assoluitamente rivedere al più presto qui da noi.
Cosa posso aggiungere, cari lettori (ehi, mi sto affezionando a voi, lo sapete?), se non: Buon Halloween dalla vostra Streghetta preferita!!!

Commenti:(4)

Mah, la storia di Thomas mi è parsa un po’ stereotipata e priva di vigore. Avrebbe dovuto rendere “T” più vivo tramite un po’ di particolari. Poi la storia che i dischi suonati al contrario tirino fuori qualcosa è ormai smentita da decenni!
Postato da Lupo Azzurro il 2/11/2005 alle 21.30

La storia di Thomas è puramente contestuale. Criticarla per come è riportata sulla carta è come giudicare un film ad effetti speciali solo leggendone la trama. E poi la storia delle canzoni al contrario, anche se non vera, è ormai un vero e proprio topos letterario.
Postato da Geremia il 2/11/2005 alle 21.39

Non ho capito un granché, ma vi assicuro che la storia faceva paura!
Postato da Daniela il 2/11/2005 alle 21.42

Dev’essere stata una bella festa! Io ho fatto il solito party di Halloween in discoteca, che palle! Fatto l’alba come al solito, ma che noia…sempre le stesse cose…
Postato da Capricornina93 il 2/11/2005 alle 23.41

Moan. Beata te! :(
Postato da Daniela il 3/11/2005 alle 14.10 

Banzaaaaaai!!!

Friday November 4th, 2005

Do ut des, dicevano quei carognoni dei latini (almeno, così credo, in latino non sono così ferrata…)
Ti do (qualcosa) affinché tu mi dia (qualcos’altro). Mica scemi…
Coi miei, dopotutto, è funzionato così: loro mi hanno dato il permesso per la festa di Halloween in casa, ma in cambio hanno preteso che io mi gettassi come un kamikaze in un’interrogazione volontaria di Latino con la Gigioni. E visto che alla fine la festa in casa me l’hanno concessa come ripiego per la serata in discoteca, ho l’impressione di essere stata fatta fessa.
Così, stamattina mi sono lanciata in questa missione suicida, sperando di uscirne sì malconcia, ma quantomeno con onore. Che so io, un cinque tondo tondo. Con la Gigioni, non è che mi sentissi di pretendere di più.

Ho studiato, i giorni scorsi. Coraggiosa sì, proprio scema no. Eppure, anche se ho letto non so quante volte quelle cinquanta pagine del libro di grammatica, anche se ho controllato per bene gli esercizi, non potevo fare a meno di essere spaventosamente terrorizzata. Quella donna ha un potere oscuro. Ho passato in trance le prime due ore, Religione e Disegno (per fortuna che non c’erano interrogazioni possibili!), poi è arrivato il momento dell’ora di latino. La Gigioni, come un barracuda, arriva in aula, non ci guarda nemmeno in faccia e poi apre il registro. “Bene bene, oggi sentiamo… vediamo un po’…” e si mette a scorrere i nomi con quelle sue unghie lunghe da Freddie Krueger.
Per un attimo sono stata tentata di far finta di niente e sperare che interrogasse qualcun altro. Ai miei avrei detto che la Gigioni oggi aveva solamente spiegato. Ma poi ha aperto la bocca per pronunciare un “Reg…”. “Reggio?”, ho pensato. Sapevo che Thomas ieri non aveva studiato, perché me l’ha detto oggi mentre andavamo a scuola, mentre io una specie di preparazione ce l’avevo. Una specie. Quindi non potevo mica lasciare che prendesse un brutto voto, soprattutto dopo che in questi ultimi tempi si è rivelato essere un vero amico.
BANZAAAAAAAAAAAAAAAAAAIIIIII!!!
Mi sono buttata: “Prof., vorrei offrirmi volontaria”.
E’ sceso il silenzio. O meglio, il silenzio c’era già, perché quando la Gigioni sta per interrogare nessuno osa fiatare. Però, per un istante è sembrato che ci fosse ancora più silenzio.
Lei mi ha squadrato a lungo, perché fino ad oggi sono convinta che nessuno si sia mai offerto volontario con lei, e poi ha detto con fare piccato: “Professoressa, non prof!”. Poi, dopo una breve pausa in cui io non osavo muovermi. “Bene Di Marco, vuole farmi aspettare finché non muoio di vecchiaia, o viene alla cattedra?”.
Già pentita per il mio gesto, mi sono alzato e mi sono preparata ad affrontare la mia rovina.

La Gigioni pareva divertita, e l’ho vista addirittura sorridere. Per un momento ho pensato che potesse essere più buona del solito per il mio atto di coraggio, ma quando ha sparato la prima domanda ho capito subito che potevo togliermi la pia speranza dalla testa. “Di Marco, traduca il latino la famosa frase di Cesare: Anche tu, Bruto, figlio mio.” che è una domanda particolarmente vigliacca. Innanzitutto richiede di tradurre dall’italiano al latino, cosa che non si fa mai (chi è che deve tradurre in latino, a parte il papa?!?) e poi perché bisogna conoscere le particolarità della seconda declinazione: Tu quoque, Brute, fili mi. C’è tutto il vocativo! Qui ho risposto bene, ma è stato solo l’inizio: ha avuto tempo, per tutta l’ora, a rivoltarmi come un calzino per vedere quanto ero preparata. Devo dire che le ultime cose (la seconda declinazione e gli aggettivi della prima classe) li avevo studiati bene, ma quella lì, in un impeto di cattiveria, è tornata indietro fino all’inizio del programma. E come si dice “padre di famiglia” non me lo ricordavo…Pater familiae? “Eh no, Di Marco” ci fa, “Pater familias. Forse le particolarità della prima declinazione sono poco importanti per lei, ma certamente non per lo studio della lingua latina”. Poi, verso la fine, ecco la domanda trabocchetto. La Gigioni prende il libro degli esercizi, lo sfoglia e mi propone una frase da tradurre: Molti incolae Campaniae agricolae sunt et terram colunt. Esultando, la traduco in un attimo: era una delle frasi che avevo saltato nel compito a casa, ed ero strasicura che me l’avrebbe chiesta!

Sentita la mia risposta, la Gigioni mi ha mandato a posto sentenziando: “Di Marco, quando un alunno si offre volontario dovrebbe conoscere la materia a menadito. E questo, evidentemente, non è il suo caso”. Ecco, già mi aspettavo la stangata. E invece.
“Ma non voglio scoraggiare la buona volontà e tutto sommato si può dire che lei abbia coperto gran parte delle enormi lacune che aveva dimostrato in passato. Le assicuro che non è da tutti. Posso darle un… sei più.”.
Raggiante, mi sono avviata a posto, dove Thomas e Carla si sono congratulati per la mia impresa. Quando sono tornata a casa e l’ho detto ai miei, mio padre con fare filosofico ha commentato: “Beh, se questa Gigioni è così cattiva come dici, un sei più dev’essere un grande risultato. Brava Daniela!”. E invece quell’acida cernia di mia mamma: “Se facciamo media siamo ancora gravemente insufficienti: un bel quattro in pagella è quello che vuoi? E’ un inizio, ma devi studiare molto di più”. Uffa, e io ero così contenta…e tanto per cambiare poi si son messi a litigare, dimenticando presto il motivo (cioè, la sottoscritta e il suo sei più).
Comunque, tutto è bene quel che finisce bene, il coraggio premia sempre gli arditi. =)

Commenti

Brava Dani, hai fatto vedere alla tua prof e ai tuoi di che pasta sei fatta! Io invece oggi sono stata interrogata in mate e mi sono beccata un 4… quando lo saprà mio padre!
Postato da Maria Antonietta il 04/11/05 alle 18.22

Io invece ho preso distinto in italiano anche se non avevo studiato niente
Postato da Capricornina93 il 04/11/05 alle 18.45

Distinto? Ma allora vuol dire che vai ancora alle medie, bamboccetta? ;)
Postato da Lady bubba il 04/11/05 alle 23.35

Certo che va alle medie, non vedi che dopo il suo nick c’è scritto 93?
PS: in verità Cesare ha pronunciato quella frase in greco: Kai su, teknon.
Postato da LupoAzzurro il 05/11/05 alle 08.03

Bubba fatti i c… tuoi!!! >:-(
Postato da Capricornina93 il 05/11/05 alle 15.01

Su su, ragazze, stiamo calme. Dobbiamo festeggiare, no? ;)
Lupo Azzurro: può darsi, ma questa volta ero interrogata di latino, e il greco manco lo faccio!
Postato da Daniela il 05/11/05 alle 16.22

Tutto normale?

Monday November 7th, 2005

Ragazzi, questa è proprio strana!

Dopo due mesi in cui quasi ogni giorno mi succedeva qualcosa (in genere qualcosa di brutto, ma lasciamo stare…) ora è tutto tranquillo. Proviamo a riassumere la situazione.

A scuola la Gigioni mi sta lasciando in pace. Probabilmente l’interrogazione suicida ha avuto successo, e poi ho preso sei e mezzo del tema e ora sta dirigendo le sue ire altrove. Nello specifico, Miyako è riuscita a parlare di manga persino in un tema sulla fame nel mondo. Non so come abbia fatto, ma la Gigioni non ha apprezzato. Il resto è abbastanza tranquillo: non sto facendo faville, ma la sufficienza ce l’ho in tutte le materie. Ecco, in matematica ho otto…ma a dire il vero ce l’hanno quasi tutti! Malleoni è davvero troppo buono…
Sul fronte amicizie, devo dire con tristezza che il vecchio trio di amiche è sempre più lontano. Ormai ci salutiamo appena a scuola e ci sentiamo al telefono solo una volta ogni tanto. L’unica che ancora si fa viva ogni tanto è Franci, ma anche lei la sento distante. Comunque, sto pensando di far incontrare Franci, Emi & Tania con Miyako, Carla & Thomas. Magari prendo due piccioni con una fava: recupero le vecchie amiche ed espando la compagnia!

C’è poi la famiglia: i miei discutono, a volte animatamente a volte sottovoce, e questi ultimi litigi mi preoccupano di più, mi paiono più carichi di risentimento. C’è stato il solito fine settimana dalla nonna…ah, aspetta, qui c’è stata una novità! La nonna ha tirato fuori dall’armadio un vecchio gioco dell’oca invece del monopoli per il dopo cena di sabato! Che emozione! (ovviamente sto scherzando!). Andrea mi chiede tutti i giorni di Thomas e di Massimo, ma io non ho intenzione di farli più incontrare, altrimenti va a finire che me lo ritrovo sempre tra i piedi. E se faccio a meno di quel cafone di Massimo è anche meglio, eh!

Progetti per il futuro: adesso che va meglio la scuola, potrei ripensare ad iscrivermi a calcio. Questa settimana faccio un provino per la BPP Women Soccer Club. Fatemi un in bocca al lupo!
Poi, vebbé, se magari riuscissi ad approfondire la conoscenza con quel disgraziato di Damiano, non sarebbe male. Per ora ho solo ottenuto di farmi chiamare Pamela… ma almeno sa chi sono! E’ già un inizio, no?
Ecco, non credevo di averlo mai detto, ma tutto è tranquillo. Forse, dopo tutte le catastrofi che mi sono piombate addosso nelle scorse settimane, un po’ di pace ci vuole. Ma non troppo, eh! Non dimentichiamo che devo trovare il mio tonno!

Commenti: (4)

L’avevo detto da subito io che questo blog è una palla e non succede nulla di interessante!
Postato da Goku91 il 7/11/2005 alle 18.09

Una volta tanto sono mezza d’accordo con Goku, non sul tono ma sul principio: Daniela, guarda che è non è bello che non ti succeda niente! Non ti augurare di stare in pace, altrimenti finisce che la tua vita rimane troppo piatta…e poi il tuo blog ne risente! ;)
Postato da Maria Antonietta il 7/11/2005 alle 18.47

Ehi, io gioco nel BPP! Quando fai il provino presentati, io sono la portiera!
Postato da Cecilia il 7/11/2005 alle 19.03

Ragazzi, sono solo due giorni di tranquillità, non sto pensando di smettere di fare cose e conoscere gente! Anzi, conoscendo la mia sfiga, sono certa che si prepara qualcosa di terribile alle mie spalle…
Cecilia: certo che mi presenterò, anche se mi fa un po’ impressione conoscere dal vivo qualcuno che legge il mio blog!
Postato da Daniela il 7/11/2005 alle 21.12

Il mio cappellino nuovo

Wednesday November 9th, 2005

Ho sempre pensato di non essere un tipo da cappelli.
O almeno fino a ieri.
Stamattina, invece, è accaduto qualcosa che mi ha fatto ricredere.
Tenetevi forte, ragazzi e ragazze, tonni e sirene… Damiano mi ha regalato il suo cappello da baseball!

Ebbene sì, neanche io ci volevo credere… eppure.
Stavo tranquilla a pascolare in corridoio, durante l’intervallo, chiacchierando con Miyako mentre brucavamo i nostri panini all’insalata (per lei rafano e salsa di soia, ovviamente).
A un certo punto sbuca da dietro un angolo Damiano, tutto eccitato per chissà che cosa, seguito da uno dei suoi soliti scagnozzi di cui non ricordo il nome (hah, anch’io potrò permettermi di non ricordarmi un nome, no?). L’amico si guardava dietro ridendo, mentre il mio motociclista preferito si divertiva a lanciare in aria (ovviamente non col braccio ingessato ormai stracolmo di scarabocchi) un cappellino da baseball rosso e bianco.
Quando ci sono passati affianco, Damiano si è voltato verso di me e tirandomi il cappellino mi ha detto: “To’… Pamela. E’ tutto tuo, fanne buon uso”.

Lì per lì sono rimasta un po’ interdetta, con in mano questo cappellino neanche troppo pulito con scritto sopra “Marlboro”. Poi però ho ripensato a un po’ tutti quei film ambientati nei college americani che ho visto, in cui di solito il capitano della squadra di football regala alla cheerleader di cui è innamorato la sua giacca sportiva, e allora ho capito.
Voleva lasciarmi qualcosa di suo!
Anche se, essendo uno scavezzacollo con una reputazione da mantenere, l’ha fatto a modo suo. Un po’ brusco, ma comunque carino. E allora ho iniziato a ripensare a tutti i miei passati incontri con il burrascoso kickboxer e a come, tutto sommato, tutti quegli incidenti non fossero altro che un segno del destino. Che la sorte inizi a sorridermi, finalmente?
Due ore dopo, ancora persa nei miei pensieri e tutta fiera del mio cappellino nuovo mi sono avviata verso casa, sperando che magari lui mi vedesse con il suo regalo indosso. Purtroppo, però, era sparito chissà dove. In compenso, mi ha vista Thomas, che ha ovviamente reagito male quando gli ho spiegato da dove proveniva quel cappellino: “Lascialo stare, quel cretino” mi ha detto, “non ti devi fidare” Ancora non gli dev’essere andata giù la storia della maglietta…
Per non parlare poi di mia mamma: “Bene, adesso ci mettiamo pure a fare pubblicità alle sigarette! Sarà mica che fumi, Daniela? Fammi sentire l’alito…”. Insomma, mille storie… io però il cappellino me lo sono tenuto lo stesso, e lo porterò anche domani a scuola!

Commenti(4)

Ma dai, è ovvio che thomas è geloso ;)
Postato da Capricornina93 il 08/10/07 alle 18.19

Ma dai, è ovvio che adesso Damiano vorrà qualcosa in cambio ;)
Postato da VegetaXL il 08/10/07 alle 21.00

Ma dai, è ovvio che ti stai facendo troppi viaggi mentali, Daniela. Vacci piano, non vuole mica dire niente se ti ha dato quel cappellino. E poi, per me, c’è sotto qualcosa…
Postato da LupoAzzurro il 08/10/07 alle 22.30

Ma dai, è ovvio che quelli che si fanno i viaggi mentali siete voi ;)
p.s.: sapete per caso che giacca serve per andare in moto? Sicuramente domani Damiano mi inviterà a fare un giro! Non vedo l’ora!
Postato da Daniela il 08/10/07 alle 22.33

Il mio ex cappellino nuovo (odio Damiano… anzi no)

Thursday November 10th, 2005

Di figure di merda, cari lettori, ne ho collezionate manco fossero le figurine della Panini, e questo già lo sapete. Ma un’umiliazione come quella di oggi, beh, era da un po’ che non me la ricordavo. =(

Sono arrivata a scuola tutta fiera, con il mio bel cappellino bianco e rosso della Marlboro, che quasi volevo tenere su anche durante le ore di lezione (e lo avrei fatto, se non avessi temuto che me lo requisissero). All’intervallo, sono uscita di classe tutta tronfia, nella speranza di farmi notare con il cappellino di Damiano… e infatti ci sono riuscita benissimo!!!
Mi sono accorta subito di avere attirato l’attenzione. Infatti, un paio di ragazzi si sono messi ad indicare la mia testa e a discutere fra loro, finché uno di loro è venuto verso di me, mentre l’altro se ne è corso nella direzione opposta.
Tutto quel movimento ha attirato l’attenzione di Thomas, che si è avvicinato pure lui, e ha così potuto sentire il ragazzo, un tipo rapato con l’orecchino, mentre mi chiedeva: “Senti un po’… quel cappellino, dove lo hai preso?”.
Un po’ perplessa - e lo devo dire, inizialmente anche un po’ seccata - gli ho risposto: “Me l’ha regalato un amico”. Al che, lui ha risposto: “Un amico… non ne dubito. Peccato che non era suo”.
Mi si è gelato il sangue. non sapevo se essere arrabbiata per l’accusa mossa a Damiano o preoccupata perché avevo cominciato a fiutare la situazione. Thomas si è subito scaldato e ha detto al ragazzo con l’orecchino di farsi gli affari suoi, ma in quello stesso momento è ritornato il suo compare con un altro tipo, piccoletto, brutto come la fame e con due occhiali spessi come le mie cosce.

“Quel cappello è mio” ha strepitato, “ridammelo subito”.
“Non è vero! Me l’ha dato una persona speciale che certo non sei tu!”
“E quella persona speciale è forse un mio omonimo? Guarda dentro, c’è scritto il mio nome.”
Io al rallentatore mi son tolta il prezioso copricapo e ho guardato dentro. Un’etichetta scritta a mano portava un nome, brutto come il peccato e altrettanto vero: “Egisberto Cacciacarne”. La realtà mi ha colpito con violenza e ho cominciato a capire: ecco perché quel disgraziato di Damiano me lo aveva lanciato con tanta disinvoltura, e il suo amico se la sghignazzava tanto!

“Sei brava a mandarmi dietro i tuoi amici ladri a fare brutto, ma a vedertela con me non è lo stesso, eh?”, mi ha sputazzato contro agitandosi come una scimmia.
A dire il vero, non è che incutesse tanto timore, solo che non avevo davvero niente da controbattere. Ho guardato Thomas, che ha fatto spallucce e mi ha sussurrato: “Io te lo avevo detto…”.
A quel punto, non ho potuto fare altro se non restituirgli il “mio” cappellino, mentre i suoi due sgherri mi guardavano male e lui continuava a dirmi: “Vergognati, ladra!”.
E io sì che mi sono vergognata, come la morte!
Ma se mi capita fra le mani Damiano… io… uff, io non so nemmeno cosa gli faccio… ;_;

Commenti

Se me ne esco con un “io te lo avevo detto”, risulto troppo antipatico?
Postato da LupoAzzurro alle 19.01 del 08/11/2005

Sì. stai zitto che è meglio!
Postato da Daniela alle 21.20 del 08/11/2005

Anche tu Lupo, però…
Postato da MariaAntonietta alle 23.11 del 08/11/2005

Scusa Lupo, è che sono un po’ nervosa. Certo che tu ti ci impegni ;)

p.s.: Damiano non l’ho ancora visto… ma se mi si presenta davanti… che faccio, lo picchio o lo bacio? =)
Postato da Daniela alle 14.07 del 09/11/2005

Dany si allena tirando i rigori

Saturday November 12th, 2005

Ma che bello, che bello, che bello!
Dopo tutti i disastri degli ultimi due mesi, finalmente è successo qualcosa di buono!Signore e signori, tenetevi forte: Daniela Di Marco è il nuovo terzino sinistro del BPP Women Football Club.

Ve l’avevo accennato, no? Visto il leggero miglioramento a scuola e il progressivo allargamento del mio fondoschiena (e purtroppo non parlo in senso metaforico!) i miei hanno acconsentito a farmi fare sport, e giusto oggi pomeriggio ho fatto il provino per il BPP. Quando papà mi ha portato al campo ero emozionatissima: in fondo mi stavo buttando a fare qualcosa che non ho mai fatto, per di più senza conoscere nessuno. Mi pareva di ritornare indietro a due mesi fa, all’inizio del liceo…solo che lì avevo (pensavo di avere!) il sostegno delle mie amiche, o ex-amiche, chissà. Qua invece, mi sono ritrovata a entrare in un gruppo di persone già affiatate, con il solito incubo di non riuscire a integrarmi. “Mi prenderanno in giro perché non sono molto esperta e non faccio parte del gruppo” pensavo, “tutto il mondo è così”.

Papà, vedendomi preoccupata, ha tentato di rincuorarmi: “Mi raccomando, porta alto il nome della famiglia Di Marco. Ricordati che da ragazzo ero centravanti della squadra dell’oratorio di San Marzemino”. Mica pizza e fichi, oserei dire. =)
Comunque, è riuscito in qualche modo a darmi coraggio, e così - nonostante i miei timori - ho fatto ingresso nello spogliatoio del BPP.

Ragazzi, sono proprio felice di dire che mi sbagliavo. Le ragazze del BPP sono un gruppo piuttosto vario: ce ne sono di belle, di brutte (un paio danno proprio i brividi, saranno parenti di Mostromarino!), di simpatiche e di antipatiche, ma hanno due cose in comune. La prima, ovviamente, è la passione per il gioco del calcio, la seconda è il fatto di essere aperte a nuove amicizie. Sono state felicissime di scoprire di avere una nuova aspirante calciatrice, e il provino che mi han fatto fare è stato sostanzialmente per capire dove potessi giocare, non se potessi giocare. Mi hanno fatto mostrare come me la cavo coi fondamentali e giocare una breve partitella, durante la quale ho provato diversi ruoli (in attacco ho pure preso un palo!). L’allenatrice (un donnone dal contradditorio nome di Grazia) ha infine sentenziato che io, proprio io, ero il difensore che le mancava per completare la squadra, e che dopo un breve rodaggio probabilmente sarò in grado di giocare come titolare… vi rendete conto? Sarò il Paolo Maldini al femminile del BPP! (se c’è un giocatore che mi piace - ovviamente dopo il grande Alex Del Piero, è proprio Maldini. Anche Cannavaro, però, non è affato male…)
Spero solo che con tutti elogi che ho ricevuto non fossero una presa in giro…
Tra tutte le ragazze che ho conosciuto merita una menzione Cecilia, la portiera che aveva commentato qui il blog qualche giorno fa. E’ una ragazzona alta e robusta, con un faccione simpatico e le guanciotte rosse. Troppo tenera, e troppo simpatica!
Martedì sera inizio gli allenamenti…ovviamente mamma ha avuto a che ridire perché mercoledì ho il compito in classe di inglese, ma sono abbastanza grande e responsabile per sapermi gestire. Non vedo l’ora!

Commenti:(6)

Anche se, come ti ho già detto, non credo che il calcio sia uno sport molto femminile, non posso che essere contenta che ti sei divertita e che hai trovato qualcosa che sai far bene!
Postato da Maria Antonietta il 12/11/2005 alle 20.30

Scommetto che questa Cecilia è una cozza! Ma di amiche decenti non ne hai? Esci un po’ di casa!
Postato da Goku91 il 12/11/2005 alle 23.11

Visto che il sabato sera sei a casa alle undici passate suppongo che tu non abbia una vita sociale molto intensa, vero Goku? ;) Sono contenta che il gruppo del BPP ti sia piaciuto…ma devi togliermi una curiosità: quali tra le nostre compagne sono “brutte da dare i brividi”? ;)
PS: tranquilla, non ti prendiamo in giro! Ci mancava davvero un terzino con la tua grinta!
Postato da Cecilia il 13/11/2005 alle 11.48

Uh! Boccaccia mia! Non sono abituata al fatto che qui mi legga gente che conosco anche dal vero…non ci avevo mai pensato, sarà meglio che d’ora in poi stia attenta a quello che dico!
Postato da Daniela il 13/11/2005 alle 12.10

Certo che ero fuori, ma ero in un internet café! Sfigata!
Postato da Goku91 il 13/11/2005 alle 14.20

Ho l’impressione che se andassimo a vedere l’IP da cui hai postato ieri sera avremmo una sorpresa. Ma non penso ne valga la pena…
Postato da Geremia il 13/11/2005 alle 19.58

IPche? Cosa centrano i benzinai, adesso? O_o
Postato da MariaAntonietta il 13/11/2005 alle 22.06

L’Oscar dell’eleganza

Tuesday November 15th, 2005

Ohi ohi, le mie chiappe e le mie coscione sono ancora tutte doloranti dopo gli allenamenti dell’altro giorno - sono davvero fuori forma! - ma devo dire che tutto sommato è una bella sensazione. Ma evitiamo che questo diventi un blog sportivo, e torniamo sull’argomento che tutti voi lettori (è inutile che lo neghiate) preferito: un po’ di sano pettegolezzo sui casi umani che mi circondano! =)

Oggi è il turno di un nuovo soggetto, e una volta tanto non è un compagno di classe ma uno di terza, per la precisione Stefano Dandini della IIIC (wow, la classe di Damiano!), detto il Dandy. E non a caso, come avrete modo di leggere.
Ve ne parlo perché è l’esatto opposto della mia “discepola”, Carla, che sta sì facendo progressi, ma ha ancora molt oda imparare. Se solo potessi fonderli in una sola persona e farne una sana via di mezzo…

Anche se sono a scuola da poco tempo (ehi, sono due mesi, ormai!), non ho potuto fare a meno di sentir parlare di questo ragazzo: elegante fino allo stremo, inappuntabile nei modi di fare, il Dandy riesce addirittura ad essere… ridicolo. Sì perché, va bene lo stile e tutto quanto, ma questo sembra un damerino uscito da un romanzo dell’Ottocento! Non a caso, il suo idolo è Oscar Wilde, quello del Ritratto di Dorian Gray (ma fra scrittori e cantanti morti, in questa scuola di pazzi non c’è nessuno che ammiri qualcuno di vivo? Che so… a me piace molto Simona Ventura, tanto per dire).

Pensate che Jinny e Jenny (che pare che conoscano già tutti, ma loro, strambe come sono, attirano subito l’attenzione) mi hanno raccontato che, durante un’interrogazione di Italiano, lui si è presentato alla cattedra vestito con un completo verde da lord inglese, comprensivo di gemelli in (finto, suppongo) oro. Il suo prof, un certo Gherardi, lo ha squadrato un attimo, e poi gli fa: “Dandini, l’Ottocento lo si fa l’ultimo anno, oggi dovevi venire vestito da principe rinascimentale. Tornatene pure al tuo posto…”. E lui, senza perdere la sua flemma, ha fatto un inchino e se ne è andato al banco. Che scena dev’essere stata…

Fuori dal mondo com’è, il Dandy dovrebbe essere preso in giro da tutti. Eppure, in qualche modo a scuola lo rispettano. E’ una sorta di personaggio, e i più lo guardano con simpatia (anche se certo, di tanto in tanto qualche sfottò ci scappa). E oggi, quando l’ho incrociato, ho capito il perché. Vederlo comparire -o meglio, entrare in scena- per i corridoi durante l’intervallo, avvolto fra sbuffi di cipria, è uno spettacolo impagabile. Con passo regale, si fa largo fra le felpe, i golfini, le t-shirt plebee, cercando di evitare ogni contatto fisico. Si rivolge al bidello con sguardo austero, e con un cenno della mano gli fa intendere che vuole il solito, ovvero: “del pane non troppo morbido con dentro una fettina di roastbeef e due ciuffi di lattuga”. Questi, che lo conosce da tre anni e si diverte ad assecondarlo, gli porge il panino all’interno di un fazzoletto facendo la riverenza, e accetta di buon grado gli 80 centesimi più 20 di mancia che il gentiluomo gli elargisce.
Soddisfatto, il Dandy si allontana dalla folla per andare a gustare signorilmente la sua merenda appartato in classe.

Personalmente, non so se considerarlo un povero mentecatto oppure uno che a modo suo è riuscito a ritagliarsi un suo spazio. Nell’attesa di decidere, mi limito a spiluzzicare dalla mia focaccia popolana (da quel dì lontano, niente più krapfen rivoluzionari, per carità…) e lo osservo incuriosita da dietro la schiena curva di Carla.

Commenti (2)

Certo che te li becchi tutti tu, gli strambi… cos’hai una calamità? =)
Postato da MariaAntonietta il 17/11/2007 alle 13.39

Già… talento naturale!
Postato da Daniela il 17/11/2007 alle 19.01

Chiamatelo Eugenio

Friday November 18th, 2005

“Tu Sì che hai la stoffa per studiare matematica”.
Capito che roba?
Proprio io.
Va bene che a dirlo è stato Eugenio Malleoni, che sprona e incoraggia un po’ tutti, anche i più bestioni (scusate la rima!). Però c’è da dire che nel compito in classe di mate sono stata davvero impeccabile, e chissà che il prof non dicesse sul serio.

Comunque, questo Malleoni è proprio un biscotto, non ha mai dato una nota, mai meno di 5 sul registro (e solo in casi davvero disperati) e insomma, tenta sempre di dare una mano ai suoi alunni. Che, ovviamente, se ne approfittano.
C’è chi si fa gli affari suoi durante le lezioni, chi dà una sbriciata di troppo nei compiti in classe, chi magari si prende qualche confidenza di troppo.

Per quanto mi riguarda, invece, trovo le lezioni di Malleoni quanto di più stimolante si senta fra queste quattro mura stinte. Stimolante la matematica?, obietterete voi.
Beh, in qualche modo, sì. O meglio, nel modo di Malleoni, perché non metto in dubbio che la stessa materia spiegata da tanti altri insegnanti barbogi sia quanto di peggio si possa sperare.
Non so come spiegarlo. E’ che non spiega soltanto matematica in senso stretto, ma è come se tentando di farci entrare in testa formule e concetti, lui cerchi di insegnarci tante altre cose, sulla scuola, sulla cultura, sulla vita. Ogni parentesi è un pretesto per aprire… già, una parentesi su mille altri argomenti.

Si vede che ha la passione per quello che spiega, e per l’insegnamento in sé. Peccato che non venga quasi mai ricambiato dalla mandria di zotici cui con tanto impegno si dedica.
In qualche modo, tenta di rendersi simpatico ai ragazzi. Secondo Thomas è più che altro patetico, ma secondo me è anche divertente. Uno dei suoi cavalli di battaglia, tanto per dire, è di fare una faccia sconsolata dopo le interrogazioni migliori, e scuotere lentamente il capo. Poi, accenna un grosso 3 sul registro, che però alcuni istanti dopo, con un grosso sorriso sul volto, corregge in un 8 tondo tondo.

Per stabilire un contatto più ravvicinato coi ragazzi, vuole addirittura che lo chiamiamo per nome. Eugenio. Io però, finora, non ce l’ho mai fatta, e nonostante le sue insistenze continuo a rivolgermi a lui come “signor Malleoni”, oppure “Professore”. Altri invece l’hanno preso in parola, e lo chiamano tranquillamente Eugenio, mentre altri ancora lo prendono in giro chiamandolo “Eugi”, “Iugin”, “Gigi” e con mille diminutivi simili.
Povero Euge… ehm, Malleoni =)

Commenti(3)

Uhm, mi sa che il tuo adorato Damiano dovrà cominciare a temere la concorrenza… sbaglio o questo Malleoni ha un certo “ascendente” su di te? ;-p
Postato da MariaAntonietta il 18/11/05 alle 23.12

Ma cosa dici? A parte che Malleoni è un mio prof, e per giunta neanche così carino, e quindi non mi sognerei mai di pensare certe cose di lui. Ma comunque non sarebbe mai in grado di competere con il mio teppistello preferito! =)
Postato da Daniela il 19/11/05 alle 14.00

Fra rose e fior, mille color, Eugenio e Dani si vanno a sposar!!! :-p
Postato da Capricornina93 il 19/11/05 alle 16.22

Il Supergruppo

Monday November 21st, 2005

Così non va bene, ragazzi.
Se andiamo avanti di questo passo, finisce che le mie amiche le perdo sul serio. No, non parlo di Miyako e di Carla, quelle non si schiodano di un millimetro, ma di Tania, Franci ed Emi. Rileggevo poco fa con tristezza i primi post di questo blog, in cui proclamavo con magniloquenza che la nostra amicizia sarebbe stata “per sempre”, e ripensavo con nostalgia a quando alle medie eravamo tanto inseparabili che ci avevano soprannominato “le quattro grazie” (Grazia, Graziella, Graziosa e… vabbé, finiamola qui). E allora mi son detto che devo proprio fare qualcosa.
Sono sicura che con Emi e Franci le cose possano tornare al loro posto. Per Tania le cose sono un po’ più complicate, ma probabilmente si tratta solo di riportarla ad una giusta prospettiva: se magari un giorno o l’altro si mollasse con quel cretino del suo ragazzo (che, per quanto abbia espresso il suo apprezzamento per la sottoscritta, rimane pur sempre un cretino), potrebbe rendersi conto che le sue amiche sono molto più importanti di quanto creda. Tanto vale farglielo capire prima!
Quindi, cari i miei lettori, la vostra Daniela ha già in mente un piano diabolico per risistemare la situazione, e anzi per renderla ancora migliore di prima.
Il punto è che, in questo periodo, mi sono proporzionalmente allontanata dalle mie vecchie amiche, e avvicinata ad una serie di nuove persone (vedi alla voce Improbabile Trio). Allora, se io riuscissi a dimostrare a Emi, Tania e Franci che questi miei nuovi amici non sono poi così male, anzi, sono in gamba (per quanto un po’ stralunati), forse potrei riuscire ad unire le due compagnie e formare un gruppo unico.
Del resto, ci ho pensato un po’ su, e ho già individuato alcune possibili “sinergie”: Emi è appassionata del Brasile, e allo stesso modo Miyako lo è del Giappone. Sono tutti e due paesi esotici, e denotano un interesse per le culture lontane, quindi probabilmente parlandone le due potrebbero anche legare. Poi: Thomas forse non è proprio un bel ragazzo, e ha le sue fisse, ma è un tipo a posto, simpatico e ricco di iniziativa. Tanto per dirne una, non lo vedrei male assieme a Franci, che è anche lei un cuore solitario. E a Carlona non potrebbe fare che bene frequentare una tipa curata e alla moda come Tania, che magari si appassionerebbe anche al ruolo di “maestrina”.

Tutto quel che devo fare, è riuscire a convincere i due “schieramenti” a incontrarsi uno di questi pomeriggi, e poi il gioco è fatto. Sono sicuro che le simpatie nasceranno spontaneamente, e io avrò recuperato le mie vecchie amiche.
Formeremo un Supergruppo…

Commenti:(4)

Mah! Io ti dirò che sono un po’ perplessa…mi paiono persone così diverse, e le tue vecchie compagne non hanno dimostrato di essere granché amiche. Comunque buona fortuna, di sicuro tentar non nuoce!
Postato da Maria Antonietta il 21/11/2005 alle 18.20

Condivido le perplessità della consorte di Luigi XV. Io, al contrario, ti sconsiglio di procedere in questo senso. Puoi fidarti di me, io ho l’esperienza dei diciotto anni.
Postato da Lupo Azzurro il 21/11/2005 alle 19.01

Secondo me invece dovresti fare di tutto per rifare amicizia con la Emi perché fa capoeira e la capoeira è troppo figa e quindi anche Emi è una galla.
Postato da Capoeira4ever il 21/11/2005 alle 22.38

Boh, io non capisco perché abbiate questi dubbi. Le Tre Grazie e l’Improbabile Trio hanno qualcosa in comune: la sottoscritta! Comunque ho fissato per domani pomeriggio al Maialeto…solo che non ho detto a nessuno della presenza degli altri…così sarà una bella sorpresa per tutti! Non vedo l’ora!
Postato da Daniela il 22/11/2005 alle 14.43

Grosso guaio al Maialeto

Wednesday November 23rd, 2005

Mi secca ammetterlo, ma… avevate ragione, cari Maria Antonietta e Lupo Azzurro. =(
Forse dovrei prendere in considerazione l’idea di assumervi come miei consiglieri personali, visto che pare che non ne faccia una giusta!
In ogni caso, come già avrete intuito da questa mia introduzione, l’appuntamento al Maialeto è stato un completo fallimento. Io ero straconvinta che il mio piano avrebbe potuto funzionare e che la barca dell’amicizia sarebbe filata liscia verso i mari della felicità (scusate la metafora un po’ ardita!), e invece mi sono ritrovata con sei marinai che mi remavano contro… in due direzioni diverse O_o

Ve lo avevo già accennato nel mio ultimo commento, fatto sta che avevo avuto l’idea di non dire a ciascuno dei due gruppi della presenza dell’altro, giusto per convincerli più facilmente a venire e per aggiungere un po’ di “effetto Carramba”.
“Appuntamento al Maialeto alle sei! Ci sarà una bella sopresa!”, questo era l’sms inviato a tutti e sei…beh, la sorpresa, a quanto pare, non è stata gradita.
Io sono arrivata davanti al pub con una decina di minuti di anticipo, forse per l’eccitazione, e sono stata raggiunta poco dopo da Carla e Miyako. Dopo qualche minuto che aspettavamo lì fuori, sono arrivate Emi e Francesca, e la prima, non appena ha visto le altre due mie amiche, si è limitata a fare una faccia storta e dire: “Ah”.
Sono partita subito con le presentazioni, ma appena le ultime due arrivate hanno sentito il nome di Miyako sono scoppiate a ridere e hanno cominciato a dire cose tipo: “Come ti chiami tu? Binaco… Mitaco? Ma che nome è…?”. E lei, ovviamente, non l’ha presa bene. Per fortuna non gli ha rivelato che il suo vero nome è… gh, Concetta…

Siamo entrate, perché di Tania e Thomas ancora non si vedeva l’ombra, e abbiamo preso posto a una lunga tavolata di legno. Franci mi si è avvicinata e ha bisbigliato: “ma chi sono queste? Fanno pena…”. Io ho fatto spallucce e mi sono concentrata sul menù. Questa volta volevo ordinare qualcosa di più… “dignitoso” di un frullato alla banana. Così, dopo lunga riflessione, sono riuscita a decidermi per… una coca-cola ^_^
Per fortuna Carla ha ordinato un frappé al cioccolato, e così non sono stata io a ordinare la cosa più infantile.

Sì, lo so. E’ un ragionamento stupido… però vabbé, concedetemi qualche debolezza.
In ogni caso, sono arrivati anche i due ritardatari (per fortuna Tania ha lasciato a casa il suo tonno) e da qui in poi la situazione è precipitata.
Si sono guardati storti, non si sono nemmeno considerati, e ci sono stati degli interminabili minuti di silenzio quasi assoluto. Poi, come se un omino invisibile avesse dato il via, ognuno dei due si è messo a parlare con i relativi amici.
Tre da una parte, tre dall’altra, io nel mezzo a tentare di fare da ponte. Mi son infatti ricordata delle mie, ehm, “strategie sinergiche” e ho provato ad avviare qualche conversazione.

Sono quindi partita rivolgendomi a Emi: “Sai che a Miyako piace il Giappone?” e lei mi ha risposto acida: “Il Giappone non mi interessa: lì sono tutti bassi e con le gambe storte. Mica come in Brasile, dove la gente è alta ed atletica”. Miyako non c’è stata e ha ribattuto: “Almeno in Giappone non ci sono ragni grossi come gatti…e la gente è sicuramente più simpatica. Baka!”

E uno. Provo con la seconda coppia: “Sai, Tania, Carla sta cercando di migliorare il suo look. Potresti darle qualche consiglio?”. Ha risposto tutta carina: “Non credo di poterle essere d’aiuto. E poi, non ne ha bisogno”. Ma l’ho sentita chiaramente bisbigliare a Emi: “Certo che un sacchetto di carta in testa potrebbe essere utile…”.
Ops. E due. Mi gioco l’ultima carta: “Thomas e Franci, mi pare che voi abbiate molto in comune!”. E Thomas: “Ad esempio?” Esito un momento durante il quale mi rendo conto che in effetti non hanno nulla in comune e poi cerco di buttarla sul ridere: “Beh, frequentate la stessa scuola.” Se gli sguardi potessero tagliare, quello di Franci mi avrebbe fatta a fettine come un sashimi!
E allora niente. I due gruppetti sono rimasti a parlare degli affari loro: Thomas, Miyako e Carla parlavano di cantanti giapponesi morti, Emi, Franci e Tania di tonni e di moda. Ho fatto ancora qualche patetico tentativo di integrazione ma niente, la conversazione moriva ogni volta in poche battute, e ognuno continuava con i propri discorsi.
Dopo un po’, in preda alla noia e allo sconforto, non ho trovato niente di meglio da fare che abbuffarmi di noccioline e giochicchiare con le olive. Chissà quanto ne ha risentito il mio sedere! =(

Alle sette e mezza abbiamo levato le tende. Tania, prima di andarsene, mi ha detto: “Accidenti, bei tipi che frequenti…”, e mi ha fatto l’occhiolino. Sono tornata a casa accompagnata da Thomas, che non ha fatto altro che ripetermi quanto gli stessero sulle palle quelle tre… insomma, un fallimento su tutta la linea!

Commenti:()

Odio dovermi ripetere ma…te l’avevo detto io! Te l’avevo detto io!
Postato da Lupo Azzurro il 23/11/2005 alle 21.36

Lupo, non essere noioso. E’ evidente che Daniela ci sta male per questa situazione. Mi dispiace, Dani, ma mi pare evidente che devi fare una scelta.
Postato da Maria Antonietta il 23/11/2005 alle 23.01

Ahimé, credo proprio di sì. Ma uffa, non chiedo mica tanto! Qualche amico, un piccolo tonno, di essere lasciata in pace…perché mi va tutto storto? :(
Postato da Daniela il 24/11/2005 alle 15.28

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Postato da Dr. Sex il 24/11/2005 alle 16.34

Eh? Goku e Vegeta, siete voi?
Postato da Daniela il 24/11/2005 alle 18.10

Fine di un’epoca

Friday November 25th, 2005

La domanda che mi ponevo l’altroieri ha avuto la sua risposta: mettiamola così, non ho proprio più avuto scelta.
Sono davvero amareggiata.
Forse l’amicizia non esiste?

Forse è il caso che mi spieghi meglio… Avevo capito che l’incontro al Maialeto era andato male - non sono mica scema - ma ero comunque rimasta sorpresa del silenzio di Emi, Franci & Tania. Cioè, non è che ci vedessimo più tanto, ma un sms, una breve telefonata, una mail, una visitina nell’intervallo qua e là ci scappavano tutti i giorni. E invece…una tomba!
Allora ho preso il coraggio a due mani, perché non voglio fare quella che “io non chiamo se gli altri non mi chiamano prima” e, nell’intervallo, mi sono diretta a grandi falcate (per quel che le mie gambe corte permettono!) verso la I A. E ho anche sacrificato il ripasso di geografia, sperando che la Gigioni non mi beccasse proprio oggi!
Mentre camminavo mi sono resa conto che c’era qualcosa che non andava: la gente nel corridoio mi fissava e distoglieva lo sguardo quando ricambiavo le occhiate, salvo poi nascondere una risatina. Per un momento ho pensato di essere vestita in modo strano, o di avere la maglia al contrario, o di avere un cartello con scritto “Prendetemi a calci” attaccato sulla schiena (una specialità di Siffredi!).
Avvicinandomi alla classe delle Tre Grazie, mi sono accorta di un capannello di persone. Al centro, inaspettatamente, c’era Franci, con Tania ed Emi intorno a spalleggiarla. Ecco le parole che ho sentito uscire dalla bocca traditrice di quella strega:
“Devo raccontarlo ancora una volta? Vabbé, solo perché siete di terza. La zozzona, la scema giapponese e quello sfigato hanno attaccato a parlare tra di loro…di cantanti morti giapponesi! Cioè, pensate un po’, cosa è di moda adesso tra i fighi? D&G? I cellulari polifonici? Fabri Fibra? No, no! I cantanti morti giapponesi! Tuttechiappe sperava pure che io mi ci mettessi insieme, con lo zombi! E pensare che fino all’anno scorso eravamo amiche…eh, ragazzi, peccati di gioventù!”

Sono rimasta impietrita e, in lacrime, sono scappata via. Ma non è tutto: mentre mi allontanavo, mi sono accorta che nel gruppetto di ascoltatori c’era anche Damiano! Quando mi ha vista andarmene rossa per la rabbia, si è pure messo a ridere… è finita, ora penserà che sono una sfigata e non avrò mai una spernza con lui!

In classe ho pianto per tutta l’ora di geografia. Ho avuto l’impressione che persino la Gigioni avesse capito che avevo dei problemi seri e mi ha lasciato in pace. Miyako e Thomas non sapevano che dirmi, mentre Carla è stata molto carina. Mi ha detto con grande gentilezza che non sapeva cosa fosse successo, ma che comunque potevo contare su di lei. Le ho raccontato tutto e mi son sentita meglio. Evidentemente non ho bisogno di quelle tre stronze, se ho amiche come lei.
Ma che amarezza, che delusione, che rabbia!

Commenti:(6)

Daniela, mi dispiace tanto, ma lasciatelo dire: la cosa non mi stupisce per niente. Quelle tre, da quando hai iniziato a parlarne, non mi sono mai piaciute. Hai altri amici, adesso, che mi sembrano migliori, e la vita continua.
Postato da Maria Antonietta il 25/11/2005 alle 19.09

Anche le mie amiche la settimana scorsa mi hanno tradito: dovevamo vederci al Megapanozzo2000 e loro, avvertendomi solo mezz’ora prima, sono andate al Bar Bagianni. Ora con loro ho chiuso. In gamba, Dani, cose come queste ti rendono più forte, io ne so qualcosa.
Postato da Capricornina93 il 25/11/2005 alle 21.27

Non mi pare proprio la stessa cosa…comunque dispiace anche a me, Daniela, e non ti dirò che te l’avevo detto, io.
Postato da Lupo Azzurro il 25/11/2005 alle 22.05

Potremmo chiamare questi ultimi tre post (scusate il francese) “La trilogia delle zoccole”. Fatti forza, Daniela, anche qua hai gente che ti sostiene!
Postato da Geremia il 26/11/2005 alle 7.47

E non dimenticare che a calcio ti sei rivelata un fenomeno! Domani c’è la partita, e potrai sfogarti sulle caviglie delle avversarie, immaginando che siano una di quelle tre!
(Tuttechiappe, bah…invidia di chi non ha le curve al punto giusto!)
Postato da Cecilia il 26/11/2005 alle 8.00

Grazie a tutti, sono contenta che mi abbiate sostenuto. Ma adesso sto già meglio, grazie.
Postato da Daniela il 26/11/2005 alle 18.11

Buona la prima

Sunday November 27th, 2005

Ragazzi, ho a malapena la forza di scrivere! Lo sport sarà una bella cosa, gloria e divertimento… ma povere le mie chiappone!
Notiziona: oggi ho esordito in campo con il Borgo Pizzopapero e, anche se non ho giocato più di una decina di minuti, sono distrutta. Ho come l’impressione che dovrò recuperare un po’ la forma (se una forma l’ho mai avuta).
In compenso, devo dire che come inizio non è stato affatto male, nonostante abbia rischiato di combinarne una delle mie.
Avevamo l’incontro in casa contro quelle del San Severo F.C., una squadra di un paesino qui in zona che si trova in fondo alla classifica (per la cronaca, noi siamo terzi, in piena posizione per qualificarci ai play-off e puntare alla promozione di categoria). Io, ovviamente, ho cominciato in panchina, perché prima di potermi inserire in partita devo per l’appunto prendere un po’ il ritmo di gioco, ma Grazia, l’allenatrice, mi ha assicurato che nel secondo tempo sarebbe arrivato anche il mio momento. A dire il vero, non è che scalpitassi proprio per entrare in campo, perché la tensione si faceva sentire e insomma, non è che mi reggessi tanto in piedi. Un po’ come quando si ha un appuntamento con un ragazzo…almeno, credo, visto che di appuntamenti finora, manco l’ombra. ^_^;
Ma torniamo alla partita: dopo neanche un quarto d’ora ci siamo portate in vantaggio, con un gol di testa della nostra centravanti Martine, una ragazza di colore con le treccine, che oltre ad essere davvero brava è pure carina. Eh eh, qualcuno di voi maschietti starà già scalpitando per avere il suo numero, lo so… ma mi dispiace, a parte il fatto che per ora non ci ho quasi scambiato parola, di certo non la butterei in pasto a certi individui che si aggirano per il mio blog!
Il secondo gol è arrivato alla fine del primo tempo (un tiro da fuori area, quasi all’incrocio dei pali, da parte di Viviana, la nostra ala destra), così ce ne siamo andate in spogliatoio tranquille e rilassate. Almeno, le altre lo erano, io, presagendo una delle mie consuete figuracce, un po’ meno.

Nell’intervallo Grazia ci ha fatto una testa così perché secondo lei non avevamo reso abbastanza. Credo di aver intuito che lo faccia sempre e comunque per fare in modo che non si perda la concentrazione.
Il secondo tempo è stato un po’ più noiosetto, devo dire, almeno nei primi venti minuti. Quelle del San Severo erano demotivate, mentre le nostre ragazze se la prendevano con calma per non sprecare fiato in vista del finale di partita.
A circa un quarto d’ora dal termine, Grazia si volta verso di me, e con uno dei due badili che ha al posto delle mani mi dà una gran pacca sulla spalla: “E’ il tuo momento”, mi fa.
Tutta emozionata, sono entrata in campo come terzino destro. Appena dentro, ancora prima che potessi toccare palla, ecco il disastro: in area di rigore Cecilia, la portiera, mi passa la palla giusto per farmi prendere confidenza. In quell’esatto momento, dal pubblico qualcuno fischia, non so perché (forse fischiavano Martine!) e io ho scambiato quel suono come un richiamo dell’arbitro…e, credeteci o no, ho preso il pallone con le mani. Calcio di rigore! Quando ho capito cos’era successo, se avessi avuto in mano un martello mi sarei presa a martellate su quella stupida testa che mi ritrovo! Il San Severo non si è lasciato sfuggire l’occasione e, come si suol dire, ha “accorciato le distanze”. A questo punto ero in panico e pensavo che Grazia mi avrebbe cacciato a pedate dalla rosa e dalla squadra, ma invece, per fortuna, sia lei che le altre ragazze mi han dato fiducia. E la cosa che più mi ha sopreso è che quasi subito ho smesso di pensare e ho cominciato semplicemente a giocare, come se fosse la cosa più spontanea al mondo.
Non ho fatto faville, e un paio di errorini li ho combinati ancora dopo, ma nel complesso mi sono difesa più che bene, e soprattutto o difeso più che bene la porta del BPP Football Club. In due interventi sulle attaccanti del San Severo ho addirittura stupito me stessa, per la determinazione con la quale le ho bloccate e ho portato via la palla. Quelle là si erano montate la testa e speravano di poter pareggiare, ma non sapevano di aver di fronte Daniela “Baluardo” Di Marco!
Gli ultimi minuti di gioco sono filati via lisci, e a pochi secondi dallo scadere Martine ha pure sfiorato la traversa con un pallonetto.

Al fischio dell’arbitro, ci siamo ritrovate tutte a centro campo a festeggiare e a congratularci le une con le altre. Cecilia mi si è avvicinata tutta sorridente e mi ha detto: “Brava, Dani! Gli incidenti capitano a tutti, quello che conta è saper mantenere il controllo! Continua così e diventerai titolare”.
E’ stata una sensazione bellissima. Per una volta qualcosa che, nonostante un errore, alla fine si risolve per il meglio!
Fra l’altro, una volta tornata a casa ho raccontato tutto ai miei, e potevo vedere che mio padre era tutto orgoglioso e gongolante per la sua figlia calciatrice. Mamma fingeva di non essere più che tanto interessata, ma si sporgeva comunque dalla cucina per sentire della partita.
Peccato che l’idillio sia durato poco: dieci minuti dopo erano già dietro a litigare. Ma pazienza, oggi sono troppo contenta per pensare a queste cose. Se solo mi avesse vista Damiano… =)
Ora però, sono davvero esausta e mi ficco nel letto.
Al prossimo post!

Commenti: (9)

Brava Dani! A questo punto la prima volta che ti vedo ti dovrò chiedere un autografo ;)
Postato da MariaAntonietta il 28/11/2007 alle 14.01

Grazie grazie! Ma… non esageriamo =)
Postato da Daniela il 28/11/2007 alle 15.13

Te lo detto e lo ripeto: grande esordio Dani! Adesso ci aspettano quelle di Fiordimonte…
Postato da Cecilia il 28/11/2007 alle 20.20

“Te l’ho detto”. Ma non è grave, su internet capita spesso di fare di questi errori ;) In ogni caso, volevo anch’io unirmi ai complimenti, sia alla neoterzina che al portiere, che per quanto non sia raccontato, deve per forza di cose avere avuto la sua parte
Postato da LupoAzzurro il 29/11/2007 alle 02.34

Ops, ho sbagliato =) Comunque grazie!
Postato da Cecilia il 29/11/2007 alle 13.01

Lupo…! Sei proprio un noiosone. ma comunque, grazie anche da parte mia
Postato da Daniela il 29/11/2007 alle 16.24

Com’è che nessuno parla del tuo errorone in difesa?!? Guarda che potevi farla grossa, ha solo avuto fortuna!
Postato da Gighen il 29/11/2007 alle 17.30

Moan…
p.s: Goku, com’è che non hai ancora fatto nessun commento da porco su Martine? :-p
Postato da Daniela il 29/11/2007 alle 18.24

Eccomi qua, puntuale come sempre! Ovviamente, non aspetto altro che poter verificare di persona quanto è carina questa tua amica! Ma com’è messa a zucche?
Postato da Goku91 il 29/11/2007 alle 18.40

Montagne russe emozionali

Monday November 28th, 2005

Quando una alla sera si mette a raccontare la sua giornata al blog, sarebbe bello poter iniziare dicendo “Oggi è andata bene” o “Oggi è andata male”. Ci sono però giornate come quella di oggi che sfuggono ad ogni possibile classificazione.

Oggi è martedì, la partita è stata due giorni fa, però ieri ho degli sms di congratulazioni per la bella prestazione da parte di un po’ di compagne di squadra, e pure Miyako, Thomas e Carla mi hanno fatto i complimenti…anche se non mi hanno visto! Non è una cosa comune per me essere al centro dell’attenzione, soprattutto in termini positivi, e non vi nascondo che, come si usa dire, camminavo sulle nuvole. Ieri sera, quindi ,sono andata a letto lieta, ho dormito come un piombo e mi son svegliata di buon umore.

Ho avuto appena passato il tempo di lavarmi, di scegliere un vestito adatto al mio umore (rosa) e di arrivare in cucina, che già le cose son precipitate. Mentre sorseggiavo il mio Orzoro (che ci volete fare, ho gusti un po’ vintage!) ,è spuntato papà che non trovava i suoi occhiali e si è messo a sbraitare che gli nascondiamo le cose. Io mi son resa conto subito che li aveva indosso ma non ho osato aprire bocca. Ovviamente la mamma non ha di questi scrupoli e l’ha attaccato con tutta l’acidità di cui è capace: “Forse dovresti farti prescrivere anche gli occhiali per il cervello”, che in effetti non è un granché come battuta, però fa male…

Prima che l’atmosfera precipitasse sono scappata a scuola, di cattivissimo umore… e i tentativi di Carla di tirarmi su di morale non sono serviti a molto. Anzi, temo di essere stata un po’ sgarbata quando alla fine sono sbottata: “Insomma, non sono mica come te che ti basta un piatto di lasagne e sei contenta!”. Credo che domani le farò delle scuse…anzi, lo faccio subito via sms…

…Fatto. Dicevo, la giornata sembrava cominciare proprio male. Come se non bastasse, mi ha anche beccata di inglese e ho preso cinque e mezzo! All’uscita mi sono allontanata di tutta fretta - non avevo voglia di parlare con nessuno - quando, ferma ad un semaforo pedonale, qualcuno mi ha fatto “tap-tap” sulla spalla. Mi son girata inferocita, pensando di aggredire il mio interlocutore con un “‘zzo vuoi” o qualcosa del genere…e mi son trovata davanti un ingessato e perplesso Damiano! Proprio lui! Ed era quasi intimorito dalla mia faccia buia, tanto che mi fa: “Ops, forse ti ho presa in un momento sbagliato…però volevo solo dirti di non badare a quello che dice quella troietta. Lo sanno tutti che farebbe di tutto pur di farsi notare. E…” a questo punto mi ha squadrato “…ti assicuro di aver visto chiappe più grosse delle tue. Ciao Pamela!” E prima che potessi ribadire se ne era già svanito, tanto che ho ancora il dubbio di aver sognato. Davvero quel ragazzo che ha dimostrato così tanta sensibilità è lo stesso teppistello sbruffone che è tanto carino? E se così fosse…wow! Mi piace ancora di più! E poi…sa che esisto!
E così ero di nuovo contenta…che scema che sono, mi basta così poco per avere questi sbalzi di umore! Ho camminato saltellando fino a casa e ho passato allegra il pomeriggio tra i compiti e un allenamento di calcio.

Tornando a casa, la sera, il carrello delle montagne russe emozionali che hanno caratterizzato la mia giornata ha intrapreso una nuova discesa, e la colpa è di quell’insopportabile stronzetto di Andrea.

Ho capito che era successo qualcosa dal momento in cui sono entrata in casa e l’ho trovato ad accogliermi all’ingresso (cosa che di solito non si sogna mai di fare), con sguardo colpevole di chi l’ha combinata grossa. Quella piccola serpe cominciato a fare il gentile, a chiedermi come stavo e via dicendo, così ho tagliato corto e gli ho chiesto: “Gnomo infido, sputa il rospo e dimmi che cosa hai fatto di sbagliato?”. Lui, facendo l’indifferente, mi ha risposto che non aveva combinato proprio niente, ma intanto si è allontanato il più in fretta possibile per il corridoio, finché non l’ho sentito sbattere la porta del bagno e chiuderla a chiave.
Sono corsa in camera mia, e lì ho trovato il corpo del reato.
Steso sul mio letto, ho trovato il mio golfino viola preferito con un enorme buco sul davanti e i segni di bruciatura tutti intorno. Furibonda, mi sono diretta verso il bagno e ho cominciato a prendere a pugni la porta, urlando a quella peste che questa volta non gliel’avrei fatta passare liscia, e lo avrei riempito di botte (non sono una persona violenta, davvero, ma quando ci vuole ci vuole…).
Lui si è messo a piagnucolare da dentro, e ovviamente in meno di un minuto è accorsa mia mamma, chiedendomi se per caso fossi impazzita. Ha dovuto tenermi ferma, e solo allora Andrea si è deciso a uscire dal bagno, e in lacrime ha raccontato che lui voleva solo “sperimentare” se il mio golf avrebbe preso fuoco con un fiammifero. Quando poi si era accorto che aveva preso effettivamente fuoco, era corso a prendere una bottiglia d’acqua per spegnerlo (e questo spiega anche la pozza d’acqua che ho poi trovato sul pavimento di camera mia).
La mamma l’ha sgridacchiato dicendogli che non si deve giocare col fuoco, e ha voluto che mi chiedesse scusa (come se si trattasse di scuse sincere…). Invece se l’è presa con me per il modo in cui ho reagito, dicendo che io ormai sono quasi un’adulta (tranne che se si tratta di uscire la sera, avrei voluto aggiungere io) e che arrivare alle mani non è certo il modo di risolvere i problemi.
Così, nera di rabbia, ho buttato giù due bocconi e sono corsa a scrivere questo post, per sfogrami un po’.

Commenti (6)

Tuo fratello è proprio uno stronzetto. io al posto tuo per una cosa simile lo avrei come minimo ucciso!
Postato da Capricornina93 il 28/11/2005 alle 23.39

Dai, almeno hai fatto un bel gol (per rimanere in tema con l’ultimo post) con Damiano. ;)
Postato da MariaAntonietta il 29/11/2005 alle 00.12

Ehi Dani, ma chi è questo Damiano? Secondo te c’è storia? Dai, portalo alla prossima partita, così lo possiamo ammirare tutte!
Postato da Cecilia il 29/11/2005 alle 13.20

Sarebbe bello, cara Cecilia… ma nonostante il gesto carino di oggi, dubito di avere la ben che minima possibilità con uno come lui. Meglio essere realiste, e concentrarsi su obbiettivi raggiungibili (già, ma quali…)
Postato da Daniela il 29/11/2005 alle 16.44

Ciao, io mi chiamo Mangone e non ho mai letto questo blog prima d’ora. Volevo solo dire: w la Juve!
Postato da Mangone il 30/11/2005 alle 11.02

Caro Mangone, per quanto condivida la tua affermazione di fede calcistica, forse questo non è il posto che fa per te. Sempre che tu non voglia seguire le gesta del nuovo terzino del Borgo Pizzopapero Football Club ;)
Postato da Daniela il 30/11/2005 alle 15.00

Il pomeriggio in cui Ronin Nakamura sconfisse greci e persiani nella battaglia delle Termopili

Thursday December 1st, 2005

Ovvero, cronaca di un serio pomeriggio di studio…più o meno!
L’intento iniziale era quello. Solo che poi, come dire, la situazione ci è sfuggita di mano, e non è che abbiamo combinato molto.

L’idea è nata stamattina in classe: chiacchierando all’intervallo, Carla, Miyako, Thomas ed io abbiamo concluso che forse, unendo le nostre forze, saremmo riusciti a studiare un po’ meglio per il compitino di storia che la Gigioni ha fissato per domani. I greci, le città stato e tutte quelle menate lì… Lo dice persino mia mamma che in gruppo si studia meglio e, a volte, ci si diverte persino, e allora non ho avuto difficoltà a strappare il permesso.
Miyako si è resa disponibile per metterci casa sua, e così ci siamo dati (dati? pensate che razza di lingua maschilista è l’italiano… per un solo tonno contro tre sirenette dobbiamo scrivere “dati” invece che “date”!) appuntamento da lei per le 3. Le intenzioni erano serie, ve lo assicuro, tanto che dopo i convenevoli con la sig.ra Abate (stranamente una persona normale…da dove sarà venuta fuori una stordita come la figlia?!?) ci siamo subito fiondate in camera di Miyako per cominciare a studiare. Qui, però, abbiamo perso una buona mezz’ora a passare in rassegna da cima a fondo le stranezze che affollano la sua stanzetta… che sembra più che altro la tana di una pazza scatenata! =)
Ogni minimo angolo di parete è tappezzato di disegni tratti da qualche manga (l’unico che ho riconosciuto era Cherry Girl, ma ce n’erano di tutti i tipi e per tutti i gusti), di ritagli di fumetti (”dei miei albi preferiti compro sempre due copie” ci ha spiegato, “così una la posso tagliuzzare e appendere al muro”. Ovviamente!) o articoli di riviste specializzate. Ogni centimetro della scrivania, dei comodini e perfino degli armadi è affollato da statuette di ogni forma e dimensione… l’unica che ho riconosciuto, è quella in gomma di Lupin, che mi guardavo sempre in tivù fino all’anno scorso, assieme a mio fratello (era uno dei pochi momenti in cui stava buono… anche se già a sei anni non mancava di farmi notare come il mio seno non fosse grosso come quello di Margot).

Una volta che ci siamo ripresi dallo… ehm, “shock culturale” e abbiamo deciso di dedicarci finalmente allo studio, è entrata sua mamma e, gentilissima, ci ha chiesto se per caso volessimo qualcosa da bere. Miyako è sembrata un po’ seccata, ma poi ha “lasciato fare” la madre e le ha fatto portare delle bibite per noi ed un tè alla soia per lei. La signora Abate, una tipica “matrona” meridionale ben messa e chiacchierona, ne ha approfittato e ci ha lasciato su un vassoio biscotti e pasticcini, così ci siamo presi un po’ di tempo per fare merenda e chiacchierare del più (tonni!) e del meno (cantanti morti…).

Finita la merenda, Carla fa: “Ragazi, ora però dobbiamo studiare sul serio, sono quasi le quattro e mezza!”, e ha preso in mano il libro di storia. Io e Thomas ci siamo messi affianco a lei sul tatami, una specie di stuoietta di paglia su cui si inginocchiano i giapponesi (sarà anche alla moda, ma che male alle ginocchia!), e abbiamo preso dagli zaini i quaderni con gli appunti. A quel punto è intervenuta Miyako, sfoderando un cofanetto da un cassetto: “Aspettate un attimo! Guardate cosa ho qui… i dvd di Ronin Nakamura con un disco tutto di contenuti speciali!”.
Per dieci secondi buoni, è sceso il silenzio, e io, Thomas e Carla ci siamo guardati perplessi, senza capire di che diavolo stesse parlando. Carla ha provato ad accennare un “…Miyako, dobbiamo studiare…”, ma la nostra indiavolata amica ha proseguito dicendo che se non conoscevamo Ronin Nakamura, dovevamo guardare almeno un episodio per capire che cosa ci stavamo perdendo. Un po’ controvoglia, abbiamo acconsentito (”Ma solo uno, eh?”, ha sottolineato Carla) e così abbiamo cominciato a vedere la prima puntata. In poche parole, Ronin Nakamura, è la storia di questo samurai senza padrone che vaga per il Giappone del diciassettesimo secolo raddrizzando i torti e combattendo contro i potenti. Niente di nuovo, per la verità. Ma devo ammettere che, dopo il primo quarto d’ora, ci siamo appassionati e, alla fine dell’episodio, abbiamo chiesto tutti e tre - Carla compresa - di vedere anche il secondo. Miyako non si è certo fatta pregare e ha messo su il secondo, il terzo e poi pure il quarto episodio, fino alla fine del primo dvd. Alla fine ho persino imparato la sigla: “machiii, macotomoto, gimpanuà…”.
Ci siamo talmente fatti prendere dalle gesta di Nakamura (che, per inciso, oltre ad essere un eroe è pure figo) che non ci siamo resi conto che si erano fatto quasi le sei e mezza!
E noi, irresponsabili che non siamo altro, non avevamo combinato un bel niente. Io dovevo essere a casa per le 7, e Thomas aveva appuntamento per suonare nel suo scantinato con quel suo cugino (quello di Halloween) e un loro amico. Così, il pomeriggio di studio è andato a monte e, un po’ scoraggiati, ci siamo riavviati (anzi, riavviate, con buona pace dell’unico tonno presente) verso casa.

Ovviamente, ai miei ho detto che abbiamo studiato tutto il pomeriggio, e mica gli ho raccontato che quando domani dovrò rispondere alla domanda: “Chi guidò i greci nella guerra contro i persiani?”, scriverò “ronin Nakamura”… ma subito dopo cena mi sono fiondata in camera a ripassare come una disperata. O meglio, a scrivere questo post e POI a studiare come una disperata… ^_^’
Ora vado!

Commenti (3)

Figata Ronin Nacamura! Finalmente ne combini una giusta…
Postato da Goku91 il 02/12/2005 alle 00.45

Daniela! guarda che mica posso andare avanti a suon di “io te l’avevo detto” e simili. Quand’è che ti decidi a crescere? Beh, mi auguro che il tuo ripasso abbia dato i suoi frutti.
A proposito, questo mi ricorda che devo ritornare sui miei libri di Filosofia.
Postato da LupoAzzurro il 02/12/2005 alle 02.01

Eeeeeeh… eccomi qua. Il compitino è andato. Non so come, ma in qualche modo è andato. Io ho scritto qualcosa per tutte le domande, anche se avevo in testa un po’ di confusione. E poi, che sonno! Sono stata a ripassare fino alle 2 passate, con la lucina tascabile per non far vedere ai miei che ero ancora sveglia
Postato da Daniela il 02/12/2005 alle 15.07

Voglio vivere in un reality

Monday December 5th, 2005

Anch’io, mie care sirenette e miei cari tonnetti, come voi tutti butto via buona parte del mio tempo davanti alla tivvù (e ultimamente anche davanti al computer: colpa vostra, accidenti!), e ho i miei programmi e i miei divi preferiti.
Beh, innanzitutto c’è Simona.
Sì insomma, Simona Ventura, che io ammiro moltissimo perché è davvero una donna con le p… ehm, con gli attributi ;-)
Poi mi piace Gerry Scotti, che è tutto pacioso e mi mette allegria, e anche se so che molti di voi non saranno d’accordo, Alberto Angela, che magari sarà un po’ noiosetto, ma bisogna anche dire che è molto colto e, se lo vogliamo dire, anche piuttosto carino.

Ma se parliamo di programmi… beh, nessuno batte quello che è in assoluto il miglior reality di tutti i tempi: La Scuola (eheh, che dite? sarà che mi sento tirato in causa?).

Per quei pochi derelitti eremiti che se ne stanno rinchiusi nella loro grotta e ancora non lo conoscono: l’idea è geniale. Praticamente, i concorrenti sono tutte persone che per un motivo o per l’altro (lavoro, sfortuna, pigrizia) non sono mai riusciti a finire le scuole superiori e a diplomarsi. La Scuola gli dà una seconda opportunità, facendogli frequentare dei corsi in un’aula piena di telecamere che filmano tutto quello che succede. Gli studenti devono studiare per davvero e fare veri compiti in classe ed interrogazioni.
Ogni due settimane, ricevono tutti un pagellino e fra i due che vanno peggio ne viene scelto uno dal pubblico che deve abbandonare la scuola.
A me piace un casino perché ci ritrovo tutte le cose di ogni giorno: l’ansia perché si è impreparati, gli intervalli, i copioni durante i compiti (chi non si fa sgamare dal prof. si prende il suo voto nonostante le telecamere lo abbiano ripreso).
Ma quello che preferisco sono i rapporti, le amicizie e gli odi che si creano fra i concorrenti, che si aiutano oppure si ostacolano fra loro, proprio come nella scuola vera.

Ieri sera mi stavo gustando la puntata con il secondo compito in classe di mate, svaccata sul divano con patatine e coca-cola, con affianco Andrea anche lui in silenzio religioso. Era il momento delle interviste post-compito, e c’era Massimiliano - che è anche il mio concorrente preferito - che rideva perché non era riuscito a fare nemmeno un esercizio (beato lui, io sarei stata in lacrime…), quando sono rientrati a casa i miei, che prima erano ad una cena da amici.

Li abbiamo salutati a malapena, anche se dal modo in cui la mamma si appoggiava a mobili e maniglie per reggersi in piedi ho capito subito che aveva bevuto un po’ troppo, e siamo tornati a seguire Massimiliano, che nel frattempo spiegava che “lui, di matematica, non ci ha mai capito niente”.
“Sei proprio un idiota” ha sbottato a un certo punto mia madre, “ma non ti scei reso conto di quanto sembravi ridicolo?”.
Da lì, ho capito che non saremmo riusciti a seguire la nostra trasmissione in pace. Abbiamo comunque scelto di far finta di niente, e ci siamo concentrati tutti e due il più possibile sulle parole di Valentina: “Sono andata da dio, ne sono sicura! Peccato che c’era Qualcuno che tentava di copiare…”. Smorfiosa, sta parlando del mio Massi!
“Io sarei ridicolo? E tu, che nemmeno ti reggi in piedi?”, ha controbattuto mio padre. E, questa volta, non aveva mica tutti i torti.
Proprio mentre Omar - un ragazzotto bresciano un po’ cicciotto che è ha dovuto lasciare la scuola per stare vicino alla mamma malata - frignava davanti alle telecamere perché nel terzo esercizio si era dimenticato di segnare il risultato, abbiamo sentito volare la prima scarpa. Il rumore del tacco contro il muro ci ha confermato che da brilla, la mira di mamma non è la stessa (da giovane tirava con l’arco).
Con seconda scarpa deve avere però avuto più fortuna, perché abbiamo sentito papà darle della matta, e dire parole che beh, quasi non sapevo che esistessero…
E da lì, la situazione è precipitata.

“Secondo me Cristina non se l’è meritato quel 7 in italiano. Ma basta che il prof vede un po’ di tette e coi voti si sbizzarrisce”.

“Sei un fallito! Non sei stato neanche in grado di crescere come si deve i tuoi figli!”

“Ce l’ho con Daniel perché settimana scorsa all’intervallo si è mangiato metà del mio panino al salame. Lui non lo vuole ammettere, ma sono sicuro che è stato lui”

“E tu che hai combinato di buono? Ti credi tanto superiore ma sei solo una giornalista che è finita a fare la casalinga”

“Cosa voglio fare dopo il diploma? Televisione, è ovvio. Vengo bene di profilo?”

Insomma, un casino.
Non abbiamo più capito niente della trasmissione e ci siamo pure dovuti sorbire i litigi dei nostri genitori, che non hanno avuto mica la delicatezza di scannarsi in privato. Andrea non ha detto una parola, ma sono sicura che ci sia rimasto male, perché quando l’ho messo a letto si è voltato verso la parete e non si è più mosso.
Alle volte, fare i figli è proprio difficile =(

Commenti (12)

La Scuola è una figata, a me piace di brutto Filippo! Comunque ti capisco, i miei sono divorziati ma alla fine è meglio così, perché mi fanno tutti e due il doppio dei regali.
Postato da Capricornina93 il 06/12/2005 alle 12.53

Capricornina, tu non capisci niente! Ti sembra questo il modo di tirare su Daniela?
Postato da MariaAntonietta il 06/12/2005 alle 18.12

A me quel programma fa cagare. ieri sera c’era il wresling e io mi sono guardato quello
Postato da Goku91 il 06/12/2005 alle 22.12

Goku91, prima di scrivere una parola dovresti assicurarti se lo stai facendo in modo corretto. E’ wresTling, non wresling. Comunque non ti buttare giù Daniela, magari è solo una tempesta passeggera.
Postato da LupoAzzurro il 07/12/2005 alle 15.09

Lo so benissimo come si scrive, mi sono solo confuso, caro il mio sapientone. E comunque fatti i cazzi tuoi!
Postato da Goku91 il 07/12/2005 alle 19.55

Non sapevo di avere a che fare con un gentleman… =)
Postato da LupoAzzurro il 07/12/2005 alle 21.34

Fai poco lo scemo perché io ho delle amicizie pericolose
Postato da Goku91 il 07/12/2005 alle 21.42

Goku sei ridicolo!
Postato da Bombolo il 07/12/2005 alle 22.23

Bombolo io ti uccido!
Postato da Goku91 il 07/12/2005 alle 22.38

Ragazzi, piantatela! Non mi sembra il caso di fare queste scenate infantili mentre Daniela ha ben altro per la testa
Postato da MariaAntonietta il 07/12/2005 alle 23.48

E’ stato Lupo azzurro a cominciare!
Postato da Goku91 il 08/12/2005 alle 00.16

Forza Panino!

Wednesday December 7th, 2005

I presagi esistono, ne sono convinta, e l’importante è saperli cogliere al volo e capire che cosa ci vogliono dire.
Io, oggi, ho avuto un chiaro presagio!
Mi stavo alzando dal banco per l’intervallo, quando Carla mi prende per una spalla e mi fa: “Hai sentito la novità? Pare che al baretto vendano un nuovo tipo di panino… al tonno!”. L’ingenua ragazza non sapeva cosa implica tutto questo! Inutile dire che mi sono fiondata, come tanti altri, ad assaggiare questa nuova, ardita sperimentazione del Cigno (il barista della scuola, chiamato così per il suo collo lungo), che di solito non si sbilancia - a meno di mance o tentativi di corruzione di vario tipo - al di là di un grande classico come prosciutto-formaggio o di un intramontabile pomodoro-mozzarella.
Ma, arrivata al bancone, ho avuto un triste sorpresa.
“Mi dispiace… li ho appena finiti. Per te, niente tonno”.
Inutile dire che, sconsolata, stavo già applicando queste sue poche parole alla mia intera vita: niente tonni per Daniela, costretta a vivere da zitella fino alla fine dei suoi giorni! =(
Quand’ecco che, mentre già stavo optando per un tristissimo panino al crudo, il Cigno riemerge nuovamente dal cartone dei panini e, trionfante, esclama: “Aspetta, aspetta… oggi è il tuo giorno fortunato… ehm… Pamela (qui ci dev’essere lo zampino di Damiano, lo so!). Me ne è rimasto ancora uno!”.
E’ un segno, lo capite?
Nonostante stessi per abbandonare le speranze, il mio tonno sta per arrivare… e, a giudicare dal panino di oggi, non sarà affatto male ;-)
Sono così felice che mi scofanerei un’intera vaschetta di gelato. Ma non posso, perché mi devo tenere in forma per il mio futuro fidanzato…
Baci a tutti!

Commenti

Tu… sei… malata
Postato da Bombolo il 07/12/2005 alle 19.30

I presagi, così come ogni altra forma di superstizione, sono frutto di un processo mentale tipico chiamato “primitivismo magico”, a causa del quale colleghiamo due avvenimenti assolutamente slegati fra loro. Quindi Daniela, ti consiglio di non farti troppe illusioni, perché non può esserci alcun collegamento fra un panino al tonno ed un tuo eventuale fidanzamento. Detto questo, mi auguro di sbagliarmi ;-)
Postato da Lupo Azzurro il 07/12/2005 alle 20.22

Sì, sono malata… malata d’amore!!! =) Lupo, non sto neanche a rispondere a tutte le tue chiacchiere, di cui non ho capito un’acca. ma… me lo auguro anch’io! Un bacio sul tuo naso da lupacchiotto (sì, oggi sono euforica, lo ammetto…)
Postato da Daniela il 07/12/2005 alle 23.01

Incontri e scontri

Friday December 9th, 2005

Oggi pomeriggio avevo l’allenamento di calcio, e subito dopo, stanca come un furetto (i furetti si stancano, no? Corrono tutto il giorno!) mi sono diretta verso casa per mettermi a studiare. Domani c’è compito di inglese, e anche se non è la Gigioni è meglio non scherzare. Tuttavia, quando ero quasi arrivata, mi squilla il cellulare. La mamma!
“Dani, sii brava, fai un salto al supermercato e comprami la conserva di pomodori, l’acqua gasata e la pappa per Achille”.
Ho provato timidamente a ribattere: “Ma mamma, devo studiare! Domani c’è compito di…” Non ho fatto in tempo a finire che lei si è messa a sbraitare sul fatto che “mi riduco all’ultimo momento” e che “se ho tanto da fare dovrei smetterla di fare quello sport del piffero!”. Ho imparato che quando la mamma dice le “parolacce” (per lei piffero è una parolaccia…) vuol dire che è proprio arrabbiata ed è meglio non contraddirla, quindi ho inforcato la strada per l’Eurisparmia…sbuffando!

In realtà devo dire che fare la spesa di per sé non mi dispiace così tanto, trovo che i supermercati siano posti divertenti e a loro modo rilassanti. Il problema è che a me rifilano sempre cose poco “interessanti”: se dovessi comprare cose buone, colorate, che richiedono gusto e giudizio andrei più volentieri…ma la mamma mi sfrutta solo per prendere sempre le stesse cose, e per di più pesantissime!
Comunque, non avendo molto tempo, appena entrata nel supermercato ho afferrato un carrello e mi son fiondata verso i reparti che mi interessavano. Forse ci ho messo un po’ troppo entusiasmo (da quando gioco a calcio sono più in forma!), perché dietro un angolo ho preso in pieno un tonno e l’ho fatto cadere per terra! Imbarazzatissima, mi son precipitata ad aiutarlo e… sorpresa! Era una faccia nota!
Scommetto che state pensando che era Damiano, eh? Che ho fatto un’altra figuraccia con il Tonno dei Sogni di mezzo liceo, eh? E invece no! Ce lo vedete Damiano al supermercato?!? Si trattava invece di quel tipo un po’ infantile che si era imbucato alla festa di Halloween (ricordate?). Sì. il cugino di Thomas, Massimo.

In ogni caso, anche se non è proprio un mio amico (anzi…), mi è dispiaciuto e mi sono assicurata che stesse bene. E siccome mi sentivo in colpa, non ho neanche protestato troppo quando mi ha attaccato bottone raccontandomi la sua lista della spesa (eh, eh…doveva prendere il tonno! A momenti gli ridevo in faccia!) e mi ha seguito. D’altronde, si è offerto di portarmi la spesa fino a casa, e una mano non la si rifiuta, soprattutto quando si hanno da portare sei bottiglie d’acqua, otto scatolette di cibo per gatti e tre di pomodori in scatola! Comunque devo ammettere che è stato meno fastidioso del previsto…non mi sembrava neanche di riconoscerlo, quell’esagitato che aveva mezzo rovinato la festa di un mese fa. Mi è parso invece un tipo tranquillo, riflessivo, non un mostro di simpatia ma almeno inoffensivo. Boh, chissà quale dei due è il vero Massimo…

Dal portone di casa però avevo il problema di liberarmi di questo tipo un po’ invadente… e per “fortuna” è spuntato papà che stava uscendo arrabbiatissimo (vi lascio indovinare con chi aveva litigato…). Massimo ha capito che era meglio filarsela e mi ha salutato in tutta fretta. Io a questo punto mi son fatta coraggio, ho sospirato e ho affrontato una serata a base di mamma e latino. C’è di meglio!

Commenti: (6)

Beh, anche se questo tonno non è un granché, è sempre un piacere fare colpo, no?
Postato da Maria Antonietta il 9/12/2005 alle 22.12

Dici che ho fatto colpo? Boh, a me pare solo un tipo gentile ma un po’ appicicoso. Secondo me lo fa con tutti.
Postato da Daniela il 9/12/2005 alle 22.21

Fidati di me, una volta tanto: noi maschietti non siamo mai gentili per niente! Poi sta a te giudicare se ne vale la pena… almeno ti distrai un po’!
Postato da Lupo Azzurro il 10/12/2005 alle 0.01

Sono un po’ confusa…Thomas oggi a scuola mi ha detto che suo cugino gli ha chiesto il mio numero di telefono o la mia mail, e io sono indecisa se darglieli. Voi che dite?
Postato da Daniela il 10/12/2005 alle 14.20

Il cellulare è meglio di no, per ora, ma la mail dagliela. Se poi diventa fastidioso, cestini i suoi messaggi.
Postato da Cecilia il 10/12/2005 alle 15.54

Ascolta Cecilia…dagliela! ;)
Postato da VegetaXL il 10/12/2005 alle 17.11

Il ritorno di Ronin Nakamura

Monday December 12th, 2005

“Studiamo da Miyako”, atto secondo.
Ciak, si gira!

Io ci ho riprovato, anche questa volta armata dei migliori propositi, ma non c’è stato niente da fare. Dev’essere una sorta di maledizione che colpisce la camera di Miyako. Per forza che poi non prende mai più di cinque/cinque e mezzo…
Ci eravamo pure ritrovate solo noi due, per avere meno distrazioni. In fondo dovevamo preparare il compitino di verbi latini, e qui non c’è molto da ragionare: bisogna studiare a memoria e basta! Ma in un modo o nell’altro, Ronin Nakamura è tornato a colpire, favorito da un alleato inaspettato, di cui già ho scritto un po’ di tempo fa…
Signore e signori, sirene e tonnetti, Sua Maestà il Dandy!

Dopo esserci scofanate il vassoio di biscotti della signora Abate, preparati con le sue stesse mani (Miyako dice sempre che sua mamma è una rompipalle, ma a me sembra una persona squisita…), ci siamo messe subito sui libri di studio. Incredibile, ma a vedersi Miyako ha cominciato a studiare in assoluto silenzio, con un impegno e una dedizione che mai le avevo visto, degne di… di un samurai, ecco!
Peccato che sia durata poco: neanche un quarto d’ora così, e suona il campanello di casa. La mamma di Miyako entra in camera e le fa: “Tesoro, è per te. E’ Stefano”.
Non appena ho sentito il nome di un tonno nuovo, mi si sono drizzate le antenne. Ma non potete immaginarvi il mio stupore quando ho scoperto che il tonno in questione era tutt’altro che sconosciuto… ma certo, lo sapevo anche che il Dandy in realtà si chiama Stefano. Solo che, dato che nessuno gli si rivolge mai con il suo nome, uno dopo un po’ se ne dimentica anche.

Entra in camera a passo di danza, reggendo fra le braccia un vestitino di tessuto rosso, da principessa o qualcosa di simile. Ho visto Miyako illuminarsi e gettare letteralmente via il libro mentre gridava: “Yappari! L’abito di Kyoko-sama!” e squittiva come un topolino! Il suo entusiasmo deve essere stato contagioso perché anche il Dandy si è messo a saltellare qua e là dalla felicità. Io non volevo essere da meno e, anche se non capivo bene perché, mi son messa anch’io a fare urletti di gaudio e a ballare per la gioia. Da fuori la scena doveva sembrare da cartone animato. Quando alla fine Miyako si è calmata ho osato chiedere: “Ehm…ma di che si tratta?” La mia amica ha sfoderato una faccia che ho imparato a riconoscere: è l’espressione che riserva a chi dimostra di non conoscere i rudimenti più basilari dell’”arte” di essere nipponofili. All’inizio appare scocciata, ma poi si addolcisce ricordandosi che in fondo è suo dovere evangelizzare gli ignoranti, e con un sorriso paziente si mette a spiegare tutto. In questo caso, mi ha sussurrato: “E’ il vestito di Kyoko Morisawa in Lost Souls - Ten Years After” aggiungendo poi, come per chiarire: “…il seguito di Lost Souls“. Se c’è una cosa che ho imparato a fare con Miyako è di far finta di capire tutto, quindi ho nascosto i punti interrogativi che mi stavano spuntando sopra la testa e mi son limitata a chiedere: “Ah, ti prepari in Anticipo per Carnevale?”, al che mi ha risposto acuendo la sua espressione da maestrina: “No, è per il cosplay al Megacomics Mangaconvention di gennaio. Sai, se vai in fiera vestita da un personaggio dei fumetti ti fanno uno sconto sul biglietto d’ingresso”.

Lo scopo del vestito e il suo significato ora mi erano chiari. Invece c’era qualcos’altro che proprio non mi sconfinferava: in tutto questo, che cappero c’entra quello scoppiato del Dandy? Non ho tardato a rendermi conto di due cose: primo, che Miyako e il Dandy sono in confidenza, tanto che si chiamano a vicenda Concetta e Stefano (Miyako permette solo ai parenti e agli amici di vecchissima data di chiamarla per nome). Secondo, che il Dandy è un esperto di sartoria: sentirlo spiegare la scelta dei tessuti e le tecniche di cucitura a Miyako è stata una bella mazzata per una che non è manco capace di attaccare un bottone!

Comunque sia, la visita si stava prolungando un po’ troppo e, a costo di rendermi antipatica, ho deciso di interrompere il discorso per ricordare a Miyako che dovevamo studiare, che non avevamo manco iniziato il piucchepperfetto del verbo essere! Sbuffando Miyako ha annuito, ma prima che potesse dire qualcosa il Dandy ha proferito parole che non avrei mai voluto sentire: “Ok, me ne vado… però prima devi farmi vedere almeno una puntata di Ronin Nakamura! Ho sentito che hai i dvd!”. Miyako ha sfoderato un sorrisone a settantotto denti e si è precipitata a mettere su il primo episodio (di nuovo!!!). Io ho provato a protestare: “Ma Miyako…dobbiamo studiare e poi li abbiamo già visti!”. Nulla da fare: “Meglio se li hai già visti! Così non devi concentrarti sulla trama e puoi apprezzare di più il character design di Koji Miyamoto e le musiche di Hanako Ringoshima! A proposito, silenzio, che ora parte la sigla…” ed ecco che parte “Machiii macotomoto, ginpanuà…”.

Arrivati alla quarta puntata (e già si erano quasi fatte le sei) pareva che non ci fosse più speranza e stavo iniziando a pensare a qualche scusa per poter scappare a casa e studiare in pace, quand’ecco che mi è arrivato in soccorso il più inaspettato degli aiuti. Squilla il cellulare al Dandy (ovviamente la suoneria è un minuetto!) , risponde, dice due frasi sibilline e poi proclama: “Signorine, temo di dovermi privare del piacere della vostra presenza. C’è un mio compare, tale Damiano, che necessita la mia persona per sollazzi di vario tipo. Porgo i miei rispetti”. Avete capito?!? Damiano mi ha salvato il compito di verbi! Il Dandy è quindi uscito e alla fine siamo riuscite a riprendere lo studio. Qualcosa abbiamo combinato…mica tanto, però…abbiam lasciato fuori tutti i passivi! Speriamo in bene per il compito, un’altra insufficienza di latino e la mamma mi ammazza!

Commenti: (4)

Ehi, perché questo non lo commenta nessuno?
Postato da Daniela il 13/12/2005 alle 18.30

E’ che siamo rimasti senza parole! Cioè, vuoi dire che Miyako non solo è amica del Dandy, ma anche che questo qui è amico dello strafico Damiano? Adesso magari ci dirai che Miyako conosce pure Damiano!
Postato da Maria Antonietta il 13/12/2005 alle 18.41

Sì, è così, non ricordi? La prima volta che Miyako ha rivolto la parola a Daniela è stato per parlargli di Damiano. Cito: Conosco Damiano, abita nella mia strada. Secondo me è più amica sua di quanto ci voglia far credere…
Postato da Geremia il 14/12/2005 alle 0.04

Wow Geremia! Conosci la mia vita meglio di me, manco io me lo ricordavo! Adesso indago un po’ con quella disgraziata di Miyako, che sta’ a vedere che è amica di Damiano e fa finta di niente…
Postato da Daniela il 14/12/2005 alle 13.10

Battaglia di capodogli

Thursday December 15th, 2005

E pensare che la partita di oggi era pure andata bene: abbiamo vinto 3 a 1 e ho giocato per tutto il secondo tempo, fra l’altro senza combinare pasticci. Una prestazione impeccabile, insomma.
Tutta contenta, me ne torno a casa pensando di premiarmi con una razione da campioni di latte e biscotti. Ma il Destino Beffardo l’ha pensata diversamente.
Mi è bastato varcare la soglia di casa per accorgermi che l’atmosfera non era pesante, ma di più… sembrava di nuotare nella nutella, non so se mi spiego.

Sono stata accolta dalle urla “celestiali” di mamma: “Sono dodici anni che lavori in ditta, e ti fai scavalcare da uno che non è arrivato neanche da un anno!”.
“Veramente, Colasanti è in ditta da più di due anni. E poi non è colpa mia se è riuscito subito a inciuciarsi il capo…”, si è difeso papà.
“E’ sempre la solita storia. C’è sempre qualcuno che riesce a farti le scarpe. non hai un minimo di ambizioni”.
“Ambizioni! Ambizioni! Parli sempre di ambizioni, ma le tue dove le hai dimenticate? Sono stufo di sentirti ripetere sempre le solite cose…”.
“Se sei così stufo, perché non prendi la porta e te ne vai una buona volta?”, se ne è uscita allora la mamma.
“Sì… hai ragione… penso proprio che uno di questi giorni lo farò!”.
Non so se papà stesso solo parlando in preda alle emozioni del momento, ma vi possso assicurare che su queste parole mi sono sentita gelare… =(
Con ancora la partita nelle gambe, ho dribblato le grida, anticipato qualsiasi possibile rimprovero e sono andata dritta in scivolata in camera mia, dove mi sono chiusa a catenaccio.

Ho preso su il telefono e ho chiamato la prima persona che mi è venuta in mente… cioè Carla. Non so perché, ma mi ha dato idea di una persona disposta ad ascoltare gli sfoghi di un’amica. E in effetti, la buona vecchia Carlona è rimasta in silenzio a sentire tutto quello che le raccontavo, annuendo di tanto in tanto comprensiva. E’ stato liberatorio, devo ammetterlo.
Mi ha solo sorpreso quando alla fine le ho chiesto che tipi sono i suoi genitori. Lei ha accennato un “normali” e poi ha cambiato argomento, quasi non avesse niente da dire in proposito. In effetti, non ho mai sentito parlare di suo papà o di sua mamma.
Dopo circa una mezz’ora di urla, è seguita una decina di minuti di silenzio. Poi, a un certo punto qualcuno ha bussato alla mia porta. Dalla mia bocca è uscito un flebile “chi è?”.
“Dai, aprimi. Sono la mamma”.
All’inizio, ho pensato di opporre resistenza a oltranza. Poi però mi sono subito ammorbidita e l’ho fatta entrare.
“Vieni qua”, mi ha detto, e mi ha preso fra le sue braccia. “Non è giusto che tu e Andrea vi sorbiate le nostre liti, lo so”. Io singhiozzavo. “Coraggio…”.

Uff, basta così… mi vergogno a raccontare queste cose, e poi mi sta tornando il magone ;_;

Commenti (6)

Fatti forza Dani. Io il mio parere te l’ho già detto, ma c’è gente da queste parti che se non è daccordo con te ti salta subito alla gola ;-p
Postato da Capricornina93 il 18/12/2005 alle 23.10

Credo che tuo padre abbia detto quella cosa solo per fare del male a tua mamma, e che non lo intendesse sul serio. Comunque, coraggio, prima o poi le nubi si allontanano e torna il sole!
Postato da MariaAntonietta il 18/12/2005 alle 23.33

Anche i miei litigano sempre, come ti capisco…
Postato da Cecilia il 19/12/2005 alle 12.40

I miei hanno divorziato da poco, ed è stata proprio una brutta esperienza. Spero proprio che non tocchi anche a te passare quel che ho passato io.
p.s.: carino sto blog ;) se vuoi dai un occhio al mio: vincenzino.blogstar.com
Postato da Vincenzino il 19/12/2005 alle 16.02

Grazie ragazzi, grazie a tutti!
Vincenzino, ho letto un po’ il tuo blog e ho visto le tue foto: sono bellissime!
Postato da Daniela il 19/12/2005 alle 18.42

Grazie, da un po’ mi sono buttato in questo nuovo hobby… lascia qualche commento, però ;)
Postato da Vincenzino il 19/12/2005 alle 19.34

Letterina

Sunday December 18th, 2005

Caro Babbo Natale,
so che non esisti, ma non mi pare una buona ragione per non scriverti una bella letterina.

Quest’anno credo di essere stata buona. Non sta a me giudicare, ma la mia coscienza mi dice che le mie mancanze sono proprio piccole, e che il mondo si è accanito contro di me. Non mi pare quindi particolarmente esoso se ti chiedo le seguenti cose…guarda, sono talmente buona che chiedo roba per gli altri!
Un po’ di pazienza per la mamma. Io le voglio bene, nonostante tutto, ma è sempre così spigolosa, così pronta a saltare su per un niente…

Una manciata di senso della realtà per Thomas. Mi sono affezionata a questo tipo strambo, e forse se non fosse così particolare non sarebbe neanche mio amico. Certo però che vive in un mondo tutto suo, e una spruzzata di realismo gli farebbe bene.

Un marito per la Gigioni. Alle medie sono uscita con “Distinto” (ma distinto da cosa?!?), ma al liceo sto facendo più fatica del previsto. Se potessi trovare un marito a quell’arpia, magari si ammorbidirebbe un pochino…

Una scatola di Valium per mio fratello. Così se ne sta a nanna per tutte le vacanze di Natale, e non mi rompe più si riposa anche lui.

Un abbonamento a tutti i manga del mondo per Miyako. Avevo pensato che per lei ci sarebbe stato bene qualcosa di diverso, ma poi mi son resa conto che lei è così felice quando sta nel suo nippomondo che sarebbe stupido portarglielo via.

Un po’ di grinta in più per papà. Su una cosa la mamma ha ragione: papà è sempre troppo accondiscendente e arrendevole, e dovrebbe cercare di imporsi un po’ di più. Ad esempio sulla mamma stessa.

Una scopa volante per la nonna…così ci risparmiamo qualche weekend in campagna. Da quando ho iniziato a giocare a calcio, stanno diventando un problema!

Una guarigione fulminante per Damiano, così torna ad allenarsi il prima possibile. Ora che sta fermo e non può fare kickboxe sta mettendo su qualche chiletto di troppo…e Natale è alle porte!

Dieci decibel per Carla. Ora che ha quasi completamente risolto il suo problemino è perfetta così com’è, ma a volte credo che dovrebbe esprimersi un po’ di più.
Tutto qui. E per me? Oh, niente. Io sono una ragazza modesta che si accontenta di quello che ha. Certo che, se passando in questa casa a lasciare la pazienza, la grinta e il valium, ti trovassi nel sacco un tonno nuovo fiammante, beh, come potrei dire di no?

Commenti: (4)

Io invece ho chiesto un cellulare nuovo con Bluetooth e macchina fotografica decente. Quello che ho adesso ha solo tre megapixel, ormai è da buttare via!
Postato da Capricornina93 il 18/12/2005 alle 19.20

Che tenera che sei, Daniela! Però fossi in te, per Damiano avrei chiesto una fidanzata nuova. Secondo me Babbo Natale sa leggere tra le righe…
Postato da MariaAntonietta il 18/12/2005 alle 21.06

A casa mia i regali li porta Gesino Bambù, non Babbo Natale
Postato da Zufolatore il 18/12/2005 alle 21.58

Da me invece li porta il Babbo Natale brasiliano, che è vestito di perizoma, ha una slitta trainata dalle anaconde volanti ed entra dal camino facendo le mosse di capoeira.
Postato da Capoeira4ever il 19/12/2005 alle 12.43

E’ arrivata la bufera

Wednesday December 21st, 2005

Bene.
Il primo regalo di Natale è arrivato. Per me e per mia mamma e per il mio fratellino, da parte di papà.
Ora come ora, non so neanche se fargliene una colpa, la situazione è così assurda. Non c’è che dire… su una cosa Babbo Natale mi ha proprio presa in parola: ironicamente, papà ha finalmente tirato fuori la sua grinta.
Ed ecco che tutto va a farsi fottere.
Sì, lo so. Di solito non mi piace questo tipo di linguaggio, ma è così che stanno le cose =(

Che volete che vi dica… la situazione era la solita degli ultimi giorni. Ora di cena, tutti e quattro a tavola, in silenzio, con questa atmosfera di tensione che soltanto Andrea ogni tanto osava spezzare, con qualche commento sui suoi compagni di scuola o su un qualche cartone animato che ha visto in tivù.
Questa volta, se ne è venuto fuori con una domanda sui nostri regali di natale, e la mamma ha colto la palla al balzo.
“A proposito di Natale: pensavo che quest’anno potevamo andare dalla nonna già dal 23, così le do una mano coi preparativi”.
La risposta di papà non si è fatta attendere: “Anche quest’anno da tua madre? Ci andiamo già ogni santa domenica! Ma non si potrebbe una volta, dico UNA volta, festeggiarlo in qualche altro modo, il natale?”
Momento di silenzio. Poi la mamma inspira e sibila: “Certo, se vuoi possiamo passarlo con tuo zio. Quello sì che sarebbe un Natale emozionante…”.
Colpo basso. L’unico parente rimasto in vita da parte di mio padre è lo zio Livio, un ottantenne sordo e rincoglionito. E in effetti, passare il natale con lui, è un’esperienza che non augurerei a nessuno.
Una cosa che ho imparato è che più le persone sono pazienti più, quando si arrabbiano, scoppiano davvero. Ed è proprio quello che è successo a papà. Mi tremano ancora le mani a raccontarlo. Non so quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso…forse il fatto che papà non ha parenti, e, evidentemente, la cosa lo fa un po’ soffrire, oppure boh, è semplicemente successo.
Papà è balzato in piedi e con un una manata ha buttato via il piatto col minestrone e si è messo a gridare:
“Ah, scusa. Scusa se io non ho una bella famiglia con cui passare le feste”. Ha tracannato il suo bicchiere di vino e poi ha aggiunto: “D’ora in poi, ne faccio a meno della famiglia!”.
Io mangiavo a testa bassa, tentando di estranearmi il più possibile da quello che stava succedendo. Ma allo stesso tempo, volevo sapere come sarebbe andata a finire.
Con la coda dell’occhio, potevo vedere un lacrimone che il mio fratellino tentava disperatamente di trattenere.
“E allora vattene!” lo ha provocato la mamma, “Vai se ne hai il coraggio…”.
Detto fatto.
Papà, con gli occhi fiammeggianti, si è diretto verso la porta e senza dire una sola parola, nemmeno un saluto, è uscito di casa.
Per un attimo abbiamo pensato ad una finta, e abbiamo aspettato in totale silenzio che tornasse. Ma… niente.
Dopo un’oretta, mentre io tentavo di distrarre e tirare su di morale Andrea, la mamma ha scoperto che papà è andato a stare da zio Livio e intende passare con lui il Natale. Anzi, sembra che abbia proprio intenzione di trasferirsi.
Cos’è meglio, un papà pecorone che non reagisce, oppure un papà leone che per farsi valere fa male a tutti quelli che incontra sul suo cammino?
Non lo so, proprio non lo so.

Mamma ha passato il resto della serata a singhiozzare in cucina. Forse sarei dovuta andare a consolarla, ma in qualche modo sentivo di non volermi schierare da una parte o dall’altra… e poi un po’ è anche colpa sua, quello che è successo.
Così, mi sono limitata a fare compagnia ad Andrea, a tentare di spiegargli la situazione (ma come, dato che neanch’io la capisco?) e a metterlo a letto.
E infine eccomi qui, a sfogarmi con voi di queste cose personali. Ancora non ho telefonato a nessuno dei miei amici, penso che gliene parlerò domani a scuola. Prima di tutto avevo bisogno di scrivere… scrivere… scrivere…
Speriamo di riuscire a dormire.

Commenti:(10)

Oddio, Daniela, che disastro…non posso fare altro che augurarti che tutto si risolva. In bocca al lupo!
Postato da Maria Antonietta il 22/12/2005 alle 08.20

Forza, Daniela, vedrai che tuo padre ritornerà.
Postato da Geremia il 22/12/2005 alle 09.21

Ci sono passata anch’io… e a parte tutti i lati positivi di cui ti parlavo, so come ci si sente
Postato da Capricornina93 il 22/12/2005 alle 14.34

A costo di apparire una donnicciola, dico che mi dispiace e che spero che Daniela torni a farci ridere come sempre con le sue disavventure.
Postato da Goku91 il 22/12/2005 alle 15.12

Daccordo con Goku.
Postato da VegetaXL il 22/12/2005 alle 15.18

Su di morale, tutto andrà bene!
Postato da Lady Bubba il 22/12/2005 alle 17.01

Ooohh…che cosa triste, proprio a Natale, poi. Un abbraccio…
Postato da Cecilia il 22/12/2005 alle 17.22

E’ la prima volta che qui siamo tutti d’accordo…mi raccomando, Daniela, sii forte. Supererai anche questa!
Postato da Lupo Azzurro il 22/12/2005 alle 21.11

Sì, ma intanto Natale è passato e nessuna notizia…io sono un po’ preoccupata. Daniela, fatti viva! E, per quanto possibile, buon Natale…
Postato da Maria Antonietta il 25/12/2005 alle 22.30

Ehi Dani, ci sei? che fine hai fatto?
Postato da Lady Bubba il 27/12/2005 alle 15.18

Sono tornata

Tuesday December 27th, 2005

Ciao amici del blog,
innanzitutto devo ringraziarvi con colpevole ritardo dell’appoggio che mi avete dato in questi giorni così difficili. Sì, persino Goku e Vegeta!

Comunque sia, come potrete immaginare non è stato un natale molto allegro, tanto che mi è mancata la voglia persino di scrivere da queste parti. Forse la cosa più triste è che il fattaccio sia accaduto proprio a natale, il momento dell’anno in cui si dovrebbe essere più felici, spensierati ed altruisti…e invece…bah!

I giorni prima di natale li ho passato qua a Borgo Pizzopapero, ad aiutare la mamma a fare gli ultimi preparativi. Quasi non la riconoscevo, la mia nevrotica genitrice. Mi ero preparata a giorni di fuoco, in cui lei sarebbe saltata addosso a chiunque per il minimo pretesto, e invece…boh, è remissiva, triste, quasi rassegnata. Questa mia mamma così umile mi fa quasi paura, non la riconosco (così come non riconoscevo mio padre nella parte del leone).
Comunque sia, siamo partiti per andare a fare il natale dalla nonna… in autobus, perché la macchina se l’è presa papà. Il natale in sé è stato come i giorni precedenti: un po’ mesto, con un’atmosfera surreale. Abbiam fatto sempre le solite cose, facendo finta che tutto fosse normale, ignorando volontariamente l’assenza di papà. La nonna, se possibile, è stata ancora più affettuosa del solito, soprattutto nei confronti della mamma. Così siamo arrivati, ci siamo salutati con baci ed abbracci, abbiam fatto il 24 sera una cena fintamente leggera, siamo andati alla messa di mezzanotte con Andrea che si addormenta regolarmente ogni anno. Il mattino del 25 sono iniziati ad arrivare gli altri parenti: è sempre un po’ imbarazzante, perché finisce che questa gente la vediamo solo una volta all’anno e quindi in fondo sono estranei.
Evidentemente anche loro erano stati avvertiti della crisi in corso, perché nessuno ha fatto domande sull’assenza di papà. Ecco, forse la cosa più angosciante di questo natale è stata la rimozione sistematica della figura di papà. Ma la cosa non è durata troppo. Natale è l’apoteosi delle tradizioni, e la tradizione nella mia famiglia vuole che si aprano i regali subito prima di pranzo, e che una certa persona si sieda per terra di fronte all’albero, legga i bigliettini e porga i doni alle persone giuste. Avrete già indovinato che quella persona è papà: è imbattibile nel fare i commenti giusti per ogni regalo in modo che anche la solita cravatta regalata da zia Marta al cugino Livio sembri un dono coi fiocchi (anzi, coi nodi, trattandosi di una cravatta).
Ecco, al momento di aprire i regali c’è stato un momento di imbarazzo, poi la mamma ha deciso che se deve fare le veci di papà le deve fare in tutto, e si è seduta di fronte all’albero. Purtroppo lei non ha lontanamente il talento di papà, e la distribuzione è stata triste, piena di sorrisi di circostanza. Il povero Andrea, però, ad un certo punto non ce l’ha più fatta ed è scoppiato a piangere gridando che voleva il papà. Devo riconoscere che la mamma è stata forte e ha fatto finta di niente, ma il pranzo che poi è seguito non è stato affatto l’allegro pranzo di natale di sempre…
Nel tardo pomeriggio, però, mi è arrivata una chiamata di papà sul cellulare. Voleva parlare un po’ con i suoi due figli e farci gli auguri. Ci ha anche detto che al più presto ci avrebbe fatto avere i nostri super-regali di natale (ehi, Capricornina, mi sai che avevi ragione…^_^). Andrea, in particolare, non stava più nella pelle dalla voglia di parlargli, e mi ci sono dovuta sedere dopra per tenerlo buono mentre aspettava il suo turno… certo, non molto ortodosso come metodo, ma efficace…
Ci siamo fermati ancora un paio di noiosi giorni a casa della nonna, giocando a Monopoli e facendo passeggiate. Ho intuito che la mamma ha sentito più volte papà al telefono, ma non me la sento ancora di farle domande precise a proposito. Poi, finalmente, oggi siamo tornati.

In tutto questo non c’è stato molto spazio per i miei amici. Natale si dedica alla famiglia, ma credo che Miyako e Thomas si siano sorpresi e forse anche un pochino offesi per il fatto che non mi son fatta sentire se non per uno scontato messaggino di auguri, non rispondendo alle telefonate. Carla, invece, mi ha stupito ancora una volta perché ha dimostrato di essere più attenta e sensibile di quanto immaginassi. Una volta capito che non avevo voglia di parlare, mi ha mandato diversi sms dicendo che se c’era qualcosa che non andava in famiglia di rivolgermi a lei per qualunque cosa. Alla fine, ieri sera, mi sono decisa e l’ho chiamata e le ho spiegato tutto. Mi ha fatto molto bene sfogarmi…non che lei abbia detto qualcosa di particolare, ma alla fine mi son fatta un bel pianto e ora mi sento pronta ad affrontarli.
Come chi? I miei due capodogli, no? Quei due disgraziati ora devono tornare assieme!

Commenti:(4)

Che bello, sei tornata! Eravamo tutti in ansia! Mi dispiace per il tuo natale triste, ma ho l’impressione che inizi a vedersi un po’ di sereno. Forse il peggio è passato…
Postato da Maria Antonietta il 27/12/2005 alle 14.20

I miei dopo che si son lasciati non si sono mai più parlati, se non in tribunale attraverso gli avvocati. E attraverso me, ovviamente con laute ricompense! ;)
Postato da Capricornina93 il 27/12/2005 alle 18.20

Evvai, è tornata! Adesso può andarsi a far consolare da Tommasino Ce-l’ho-piccolino!
Postato da VegetaXL il 27/12/2005 alle 19.11

Vegetaaaa…cos’è, eri stato rapito da un clone buono prima di natale?!? Grazie a tutti per il bentornato, non pensavo di farvi preoccupare…
Postato da Daniela il 27/12/2005 alle 22.54

Il regalo più grande

Thursday December 29th, 2005

E una volta tornata a Pizzopapero, è venuto anche il momento di “affrontare” faccia a faccia i miei amici, che in questi giorni ho trascurato. Anzi, si può dire che a parte un’unica eccezione li ho quasi evitati.
Comunque sia, eravamo rimasti d’accordo, già un paio di giorni prima del “fattaccio”, che ci saremmo incontrati una sera dopo il 25 per scambiarci dei regalini di natale. Niente di che, giusto dei pensieri simbolici per coccolarci un po’. Alla fine, ieri nel pomeriggio si è deciso per la sera stessa a casa di Miyako (a lei non l’abbiamo detto, ma la scelta è stata pesantemente condizionata dalla bontà dei biscotti di sua mamma).

Dato che non avevo ancora preso niente per nessuno (avevo ben altro per la testa), nel pomeriggio ho girato un po’ per negozietti e ho comprato delle cosine per tutti e tre. Dato che dovevo anche farmi perdonare per la mia evasività, ho pensato a qualcosa di particolarmente tenero… e cosa c’è di più tenero di un castoro morbidoso e puccettone??? =)
Così, in una cartoleria del centro di Pizzopapero, ho trovato: n.1 peluche di un castoro vestito da cuoco per Carla; n.1 peluche vestito da rockstar (con tanto di chitarra elettrica!) per Thomas; n.1 peluche vestito da ninja per Miyako. Non sarei riuscita a pensare a niente di più adatto!

La sera, dopo aver affrontato a fatica la terza fetta della torta alla crema di limone preparata dalla signora Abate, ci siamo messi in camera di Miyako, e prima di scambiarci i regali ci siamo messi un po’ a parlare di come abbiamo passato i rispettivi natali. All’inizio, tutti tentavano di essere il più delicati possibili nei miei confronti, ed evitavano domande imbarazzanti. Poi però, ho deciso di prendere il coraggio a due mani e mi sono messa a raccontare spontaneamente quel che c’era da raccontare. Gli altri tre, in silenzio, ascoltavano senza guardarmi negli occhi. Alla fine, hanno fatto la sola cosa che dovevano fare: mi si sono avvicinati, mi hanno abbracciato e non hanno commentato.

E poi via con i regali, senza fermarsi a pensare alle brutte cose. Abbiamo cominciato con i miei castorini: Miyako e Carla hanno apprezzato, Thomas… boh! All’inizio ha fatto una faccia un po’ schifata, ma poi lo vedevo che per tutta la serata si divertiva ad agitare il suo castoro-rocker come se suonasse su di un palco… è proprio un bambinone! =)
Miyako ci ha stupito, evitando di regalarci qualcosa che avesse a che fare con la sua morbosa passione per il Giappone: ha preso per tutti e tre delle specie di cuscinetti morbidosi, a forma di cuore (per me), di stella (per Miyako) e di omino (per Thomas). Mogu, mi pare si chiamassero…
Thomas… ecco, Thomas non è che si sia sforzato più di tanto. Diciamo che quando si è detto di prendere giusto un pensierino, lui ci ha preso in parola: a me è toccato un portachiavi della Juve, a Miyako un temperamatite a forma di tartaruga e a Carla un magnete da frigo dell’Hard Rock Café di Borgo Pizzopapero (che, ovviamente, non esiste).
Ma la vera sorpresa è arrivata da Carla, che ha comprato a tutti delle magliettine di marca strafighe O_O
Io e Miyako eravamo a bocca aperta, perché saranno vestiti da almeno 40 euro a testa. La mia polo rosa Sweet Years è stupenda e la maglietta Guru di Miyako, anche se un po’ strettina, non le sta affatto male. Solo Tommy è rimasto un po’ perplesso dalla sua tshirt nera D & G. Ma poi, intuendo che non era il caso di fare lo schizzinoso, l’ha indossata e dopo essersi guardato allo specchio ha commentato: “E’… bella”. Per poi aggiungere sottovoce: “Certo che, se almeno fosse stata di Versace… lui è morto assassinato…”.

Insomma, sono tornata a casa con un bel bottino. Ma soprattutto, con la sensazione che il più bel regalo che mi sia stato fatto questo natale, il regalo più grande, siano proprio questi miei tre nuovi, strani amici…

Commenti (5)

Blaaaah… ma come stiamo diventando sdolcinati! Il mio regalo più figo è stato un paio di boxer con su Homer Simson che beve birra
Postato da VegetaXL il 29/11/2005 alle 16.55

Io mi sono beccata il nuovo Blackberry con Bluetooth che può fare anche i filmati e metterli direttamente online sul mio blog. ah, ho aperto un blog, lo sapevate? ci sono tutte le mie foto… ma non so se vi do l’indirizzo, poi potrei trovarmi strani individui fra le scatole =)
Postato da Capricornina93 il 30/11/2005 alle 08.46

Arf Arf, dammi l’indirizzo così vedo come sei fatta!
Postato da Goku91 il 30/11/2005 alle 16.02

Ecco, appunto…
Postato da Capricornina93 il 30/11/2005 alle 21.30

Ecco, appunto. Meglio che te le tieni ben strette, le tue foto… ;) io mi vergognerei un sacco a mettere il mio culone su internet!
Postato da Daniela il 30/11/2005 alle 22.080

Ca-po-da-nno!

Friday December 30th, 2005

E così anche questo Natale è andato, tra litigi, parenti, amici, tragedie e qualche bel regalo (oh, ma quanto mi sta bene la maglietta che mi ha regalato la mia amichetta Carletta?).

Eppure, anche se ho l’impressione che il peggio sia passato, in realtà non è cambiato ancora niente: papà non è ancora tornato, la mamma è sempre mezza catatonica e non si vedono novità all’orizzonte. Ma io, anche se mi sento un po’ egoista, ho anche qualcos’altro per la testa: mancano due giorni a capodanno ed è tempo di scoprire cosa fare! Ormai vado al liceo, non posso più fare il capodanno in famiglia col cenone bevendo Cocacola e poi festeggiando con gli zampironi! Devo andare ad una festa! E so anche quale: la Gran Porcellata di Capodanno, organizzata dai padroni del Maialeto in una ex-centrale del latte poco fuori Borgo Pizzopapero. A scuola ne parlano tutti già da Halloween; Thomas ci è stato l’anno scorso e ha detto che è molto divertente, e se la festa è piaciuta ad un antisociale come lui, probabilmente c’è davvero da divertirsi. Speriamo non ci sia solo musica da vecchietti, però!
Forse non sarà stata la cosa più leale del mondo, ma ho deciso che dovevo sfruttare l’unico piccolo lato positivo di tutta questa orribile faccenda: la mamma non è mai stata così arrendevole come in questi giorni, e quindi è almeno possibile provare a discutere.

L’ho quindi avvicinata e, con indifferenza, le ho detto: “Sai, mamma, per Capodanno quest’anno io andrei ad una festa qui vicino”. Ho scorto un lampo nei suoi occhi e per un momento ho pensato che non aspettasse altro che un’occasione per tornare quella di sempre, ma la reazione è stata abbastanza contenuta: “Una festa? Ma come, la zia Vigina ci aspetta per il cenone. Ci divertiamo sempre tanto!”. Le ho ribattuto “Sì, mamma, ma ormai sono grande, non posso stare per sempre in famiglia! Dovrò pur fare le mie esperienze!”. E lei, allora, ha scavato nel suo Io ritrovando la sua canonica ansia: “Ma dove? Con chi? Chi organizza? Chi sorveglia? Ci saranno mica alcolici? E droghe? E torni tardi? E come torni? Diosanto, ma perché non vieni dalla zia Vigina? Sei ancora una bimba, hai sempre tempo per partecipare a tutte le feste che vorrai quando sarai più grande!”. Allora io, che avevo previsto tutto, ho tirato fuori il mio discorso già preparato e ripensato  più volte: “E’ una festa organizzata da due dei più prestigiosi ristoratori di Borgo Pizzopapero, alla quale partecipa parte della mia classe. I più scalmanati vanno in discoteca, quindi ci sarà solo gente tranquilla e per bene. Niente droga, questo è sicuro, i proprietari ci tengono alla loro licenza! Essendo una festa aperta al pubblico non escludo la presenza di alcolici, ma d’altronde se li volessi potrei andare al supermercato e comprarne quanti ne voglio. Per il tragitto suppongo possa accompagnarmi tu o magari i genitori di Miyako, che si sono offerti, e tornerei…(qui ho esitato un attimo)… alle tre?” Lei si è tolta gli occhiali, ha pensato un momento e ha detto: “Ho come l’impressione che tu ti sia preparata tutto in anticipo” (e qui ho tremato) “però sei stata abbastanza convincente. Vengono anche Miyako, Carla e Thomas?” “Sì, certo. ” “Allora va bene, sembrano bravi ragazzi, più di quelle tre con cui andavi in giro fino a poco fa. Ma che fine han fatto? Mah, chi se ne frega. Ti vengo a prendere io alle due, non un minuto più tardi, e poi a scuola vai volontaria di italiano” “Uff…va bene”. In realtà la Gigioni sta per finire il giro ei primi giorni dell’anno mi avrebbe beccato comunque…

Ed ecco che ora sono pronta per il mio primo capodanno lontano dalla zia Vigina! Non vedo l’ora…e non so ancora come vestirmi! Aaargh, devo sbrigarmi!

E voi che fate a capodanno?

Commenti:(8)

Io festa in maschera a casa del mio amico Pistacchio!
Postato da Maria Antonietta il 30/12/2005 alle 17.30

Discoteca, ovviamente. A Capodanno non si può farne a meno!
Postato da Capricornina93 il 30/12/2005 alle 18.01

A sciare con gli amici, ci vediamo l’anno prossimo! Auguri!
Postato da Lupo Azzurro il 30/12/2005 alle 18.11

Da solo a casa a riguardarmi la trilogia di Guerre Stellari con due bottiglie di vino.
Postato da Gianni Merda il 30/12/2005 alle 18.27

A casa di Vegeta a far casino!
Postato da Goku91 il 30/12/2005 alle 19.11

A casa di Goku a far casino!
Postato da VegetaXL il 30/12/2005 alle 19.13

Ma non eravamo da te?
Postato da Goku91 il 30/12/2005 alle 19.27
No, avevo capito che dovevamo andare da te! E adesso?
Postato da VegetaXL il 30/12/2005 alle 20.14

Buon anno!

Sunday January 1st, 2006

E così un altro anno è cominciato, nel più strano dei modi.
Chi l’avrebbe mai detto… alla fine qualche tonno che apprezza la piccola, sgraziata Daniela c’è. Certo, che sorpresa… e beh, magari mi aspettavo qualcosa di meglio
Ma ora ho davvero sonno, penso che me ne andrò a dormire. Giuro che domani vi racconto tutto quanto per filo e per segno ;)

Buon anno a tutti!

Commenti (2)

Ehi, ma come? Non puoi lasciarci così in sospeso, non vale! >:-(
Vabbé, buon anno anche a te e a tutti i frequentatori di questo blog!
Postato da MariaAntonietta il 01/01/2006 alle 03.26

Budni pj Apptuti!”
Postato da Sinmnonbe il 01/01/2006 alle 05.10

Tonni a Capodanno… tonni tutto l’anno? =)

Sunday January 1st, 2006

O almeno, così mi auguro. Forse posso sperare in un qualcosa di meglio, ma è comunque un buon inizio!
Come dite? Chi è il tonno in questione?
Chi lo sa… sarà uno sconosciuto misterioso? O più semplicemente uno dei soliti noti? =)
Beh, una via di mezzo, direi. Ma procediamo con ordine.

Ieri sera verso le dieci e mezza (”Ma come, esci così tardi?” “Massì mamma, arrivare presto è da sfigati” “Contenta tu…così vi divertite due ore di meno!”), felice come una pasqua, mi sono avviata con Thomas verso il capannone che i proprietari del Maialeto hanno riadattato per il Capodanno, la ex-centrale del latte subito fuori Borgo Pizzopapero. Carla e Miyako sarebbero arrivate per conto loro, così ci siamo dati appuntamento per le undici lì davanti. Fra l’altro, mia mamma in preda all’ansia è riuscita a coinvolgere anche le loro madri e si è offerta di riaccompagnare a casa tutte e tre. Ha provato ad accennare qualcosa anche a proposito di Thomas, ma sono riuscita a fermarla in tempo, prima che riuscisse a ferire irrimediabilmente il suo orgoglio maschile (me lo immaginavo: “Di’ a tua mamma che io me la so cavare da solo e sono in grado di ritrovare la strada anche se è cambiato l’anno! E poi Kurt Cobain non si è mai fatto riaccompagnare da una festa dalla mamma del suo batterista!”).
Già sul vialone che conduce alla festa abbiamo incrociato un po’ di facce note della scuola, tutti quanti diretti alla Gran Porcellata, tutti quanti in tiro, e così da coppia siamo presto diventati un gruppetto, poi un gruppo ed infine un gruppone di una ventina di persone. Fra questi, oltre a qualche nostro compagno di scuola, abbiamo trovato anche Massimo, il cugino strano di Thomas (mmmh… come si fa a dire “il cugino strano di Thomas” quando già Thomas di suo è parecchio strano? va beh, non importa…capirete comunque leggendo che è più ancora più strano del previsto), che, avendo saputo degli ultimi eventi da qualche boccaccia larga, ha attaccato a farmi mille domande, dimostrandosi comunque comprensivo quando gli ho raccontato dei miei problemi in faniglia. Non c’è che dire, in fondo è un bravo ragazzo. Chissà che gli aveva preso ad Halloween.

Ma veniamo alla Gran Porcellata.
Il primo impatto non è stato dei migliori: il posto è un ex capannone industriale, circondato da un ampio sterrato affollato di bici e motorini. L’interno (freddissimo!) è costituito da un’ampia pista da ballo con un angolo bar dove ho riconosciuto Topo e Castagna, i proprietari del Maialeto.
Il tutto era male illuminato da qualche luce colorata, con dei festoni un po’ tristi qua e là e qualche palloncino. L’unica nota originale era un murale di un porcello con su un cappello da festa e un boccale di birra in mano, dipinto sulla parete d’ingresso. Solo da vicino mi sono resa conto che era una “rivisitazione” del logo del Latte Minolli, che veniva prodotto lì dentro, quello con la mucca col bicchiere di latte in mano. Ma l’impressione iniziale, devo dirlo, era anche dovuta al fatto che al nostro arrivo il salone era ancora semivuoto. Già verso le undici e mezza, però, è entrata un po’ di altra gente, è partita della musica rock niente male, almeno per la specifica occasione (con somma soddisfazione di Thomas), i palloncini colorati volavano di mano in mano… e insomma, mi è subito parsa un’altra cosa.
Poco prima di mezzanotte abbiamo deciso di berci qualcosina al bar. Thomas e Massimo si sono ordinati delle birre, Miyako e Carla dei cocktail, e io, come al solito, niente di più di una coca cola. Thomas mi ha chiesto quand’è che mi sarei decisa a crescere, e a bere roba seria. Io mi sono limitata a fare spallucce, ma dentro di me un po’ mi sono vergognata.

E così, allo scoccare della mezzanotte, mi sono ritrovata anch’io con il mio bicchierino di spumante in mano, per non fare proprio la figura della stupida, e anzi me lo sono trangugiato tutto d’un fiato quando il dj ha annunciato l’anno nuovo… beeeeh! Ma come fa la gente a berlo? Io non lo sopporto proprio. Più tardi, però, ho assaggiato il Cuba Libre di Carla e il Midori (una roba dolce con un liquore di melone) di Miyako, e devo dire che non mi sono affatto dispiaciuti, soprattutto il secondo.
A mezzanotte e mezza è partita la musica revival, con tutte le canzoni degli anni ‘60 e ‘70, tipo Gianna o Fatti mandare dalla mamma, che a me piacciono tantissimo (mi fanno ricordare di alcuni viaggi in macchina con mamma, papà e Andrea, in cui il repertorio era rigorosamente antecedente al 1979). Un sacco di ragazzi filmavano coi cellulari e si fotografavano mentre facevano gli scemi. Qualche tonno e qualche sirenetta, più appartati, si scambiavano dei gran baci e qualcun’altro anche qualcosa di più. Un po’ mi girava la testa.
Noi ci siamo messi a ballare come dei matti (Thomas compreso, con sorpresa di tutti). Mi sa che la nostra rockstar aveva bevuto un po’ troppo, roteava su se stesso come un matto e si agitava tutto sudato. Miyako faceva tutte delle mosse strane, Carla ballonzolava un po’ sui piedi e anch’io mi sono lasciata andare. Ci siamo divertiti un mondo.

Ad un certo punto, tra il ballo, la gente e forse anche qualche sorsino di cocktail di troppo, mi è venuto caldo, e mi sono allontanata dal gruppo andando a prendere una boccata d’aria fuori. Mentre ero lì a farmi gli affari miei e a rilassarmi un pochino, è arrivato un tipo più grande chiaramente ubriaco che si è messo a darmi fastidio dicendomi cose del tipo “Ma che bella scignorina che abbiamo qua…sci andiamo a fare un giiiiro?”. Io ho cercato di allontanarmi ma quello lì mi si è piantato in mezzo. Iniziavo ad avere un po’ paura, ma quando poi mi ha afferrato per un braccio ero proprio terrorizzata. Già vedevo un giornale rotante come nei film che strillava: “Tragedia a Borgo Pizzopapero! Giovane sirenetta fatta a pezzi da un barracuda cannibale!”. All’improvviso, però, qualcuno mi è venuto in aiuto. Ho visto una mano picchiettare sulla spalla dell’energumeno e, subito dopo, la faccia seria di Massimo che lo mandava via. Questo qui non doveva essere particolarmente coraggioso perché si è fatto cacciare da uno che proprio prestante non è (cioè, mica come Damiano!). Ciò nonostante ho apprezzato tantissimo l’aiuto e, quando mi ha chiesto di venire a ballare, mi è sembrato naturale accettare a mo’ di rigraziamento.
Non l’avessi mai fatto!
Un po’ isolati dagli altri (ma dove sono gli amici quando servono?!?) abbiamo iniziato a ballare, quand’ecco che è partito un lento. Mannaggia! Mi ha preso e, anche se in maniera delicata, mi ha stretto a sé. Io mi vergognavo un sacco, ma l’imbarazzo si moltiplicato quando questo scemo ha tentato di baciarmi.
Certo, a un osservatore esterno la cosa sarà sembrata naturale: lei è in difficoltà, arriva il principe azzurro, la salva, ballano un romantico lento e ci scappa il bacio. Ma io, forse, tanto normale non son mica! Per un attimo, sono andata in cortocircuito. Voglio dire, un tonno che cerca di baciarmi, capite? Poi però mi sono ripresa. Dopotutto, per quanto si sia rivelato in gamba, non è certo il mio tipo. Così, mi sono scostata e ho evitato le sue labbra già protese in avanti.
“Scusa” gli ho detto, “che ne dici se andiamo dagli altri?”.
Lui è diventato viola, e per un po’ non è riuscito a spiccicare parola. Poi ha balbettato un “s-sì, certamente” e si è diretto a testa bassa verso suo cugino.

Il resto della serata è stato comunque piacevole, ma ero ancora un po’ confusa, e lo sono tutt’ora. Accidenti, ma perché non si innamorano di me i tonni che dico io?
Beh, comunque è già un inizio, vuol dire che la nostra Daniela poi così brutta non è. Ora però mi vergogna tantissimo… e un po’ mi spiace, perché per tutta la serata quello scemotto aveva una faccia abbattuta…
Poi, alle 2, puntuale come la morte, mi ha fatto uno squillino mia mamma e, a malincuore, io e le ragazze siamo uscite e ci siamo messe in macchina. Qui, è cominciato l’interrogatorio.
“Allora, che gente c’era alla festa?” “Ma ne è davvero valsa la pena? Non era meglio il cenone dalla zia? Guarda che ce la siamo spassata (ndDaniela: non è vero, Andrea mi ha raccontato, il giorno dopo, che per un istante ha sperato di morire soffocato da una Tic Tac, tanto si stava annoiando)” “Avete bevuto? Mmmh, lo spumante eh?” “Nessuno vi ha offerto strana roba?” e via dicendo, fino a che Carla non è crollata addormentata, appena prima di arrivare a casa sua.

Insomma, ragazze e ragazzi, sirene e tonnetti, il nuovo anno comincia nel modo più divertente e più sconcertante possibile… speriamo solo che mantenga le aspettative ;)

Commenti (11)
Wow, Dani! Ma sei proprio sicura che questo tonno non ti piaccia per niente? dopotutto, è stato coraggioso…
Postato da MariaAntonietta il 01/01/2006 alle 22.39

Fossi in te, a questo Massimo (che da quel che ho capito è uno sfigato) me lo terrei buono per farmi accompagnare in giro o per qualche regalo. E intanto ti cerchi un tipo un po’ più figo ;)
Postato da Capricornina93 il 02/01/2006 alle 11.04

Non so. Se non sei convinta, Daniela, ti consiglio di lasciar perdere da subito. Dopotutto è meglio essere il più chiari e onesti possibili, in queste faccende.
Postato da LupoAzzurro il 02/01/2006 alle 15.00

Ma sei una suora! gliela dovevi dare a sto massimo, che si è pure rischiato le botte per te! mica come quello sfigato di suo cugino!
Postato da VegetaXL il 02/01/2006 alle 15.32

Secondo me LupoVerde è innamorato di Daniela ma non ha il coraggio di dirglelo
Postato da Goku93 il 02/01/2006 alle 15.34

Accidenti, voi sì che siete persone mature. Ma fatemi indovinare: dalla vicinanza dei vostri commenti, non è che per caso siete a casa assieme a navigare su internet? A proposito, come è andato il vostro di Capodanno? Da quel che ho capito, non vi siete organizzati molto bene… ;)
Postato da LupoAzzurro il 02/01/2006 alle 18.42

Stai zitto, LupoSfigato!
Postato da VegetaXL il 02/01/2006 alle 18.45

Oh insomma, ragazzi, piantatela. Come al solito, riuscite solo a confondermi le idee =)
Comunque , mi è appena arrivato un sms di Massimo in cui si scusa per ierisera… devo decidere cosa rispondergli
Postato da Daniela il 02/01/2006 alle 20.44

Secondo me dovresti minimizzare “l’incidente” e scrivergli che non importa
Postato da MariaAntonietta il 02/01/2006 alle 21.13

Scrivigli che è un babbo di minchia! =)
Postato da Goku93 il 02/01/2006 alle 22.18

Sì, MA, penso che farò come dici tu… anzi, adesso gli scrivo
Postato da Daniela il 02/01/2006 alle 22.56

Sms certosini

Tuesday January 3rd, 2006

E finalmente io e Andrea abbiamo passato un giorno con papà.
Sarò sdolcinata… ma lo confesso, cominciava a mancarmi il mio papone. ^_^
Si è messo d’accordo ieri sera con mamma, così è passato a prenderci oggi alle 10 per andare a fare una gita alla Certosa di Villarquata, un paese a una cinquantina di km da Pizzopapero. La Certosa, per quelli che non abitano da queste parti, è uno degli edifici religiosi più visitati della zona, ci eravamo andati già quando ero piccola ma è da un po’ di tempo che i miei mi ci volevano riportare. Papà ha colto la palla al balzo e ne ha approfittato per rivedere (giustamente!) i suoi due figli. Mamma non ha commentato, anzi ha detto che era una buona occasione per farsi un po’ di cultura, ma sotto sotto sospetto che si sia un po’ immalinconita, perché sarebbe voluta venire anche lei. Io, a dire il vero, all’inizio non ero entusiasta, ma era la giornata del papà e mi ero detta che avrei fatto quello che andava a lui.
E in macchina papà era euforico, chiacchierava a manovella e si distraeva di continuo dalla guida (sfiorando un paio di volte un frontale). Ci ha chiesto di Natale e di capodanno e si è messo a raccontare di tutte le belle (?!?) cose che ha fatto con zio Livio in questi giorni. Secondo me, si sta annoiando da morire…
Poco prima di arrivare a destinazione, mi è arrivato un sms… indovinate un po’ di chi? Sì, ancora di Massimo: “Labbra in avvicinamento, si salvi chi può! Scusa ancora, ho fatto una sciocchezza.” E’ stato simpatico, ha scherzato un po’ sulla sua “figuraccia” dell’altra sera. Gli ho risposto che io, in fatto di figuracce, sono una specie di campionessa e gli ho ripetuto di non preoccuparsi: “Come un’anguilla, sguiscio dalla presa del pescatore! (lo so di aver già usato questa frase, ma Massimo mica lo sa! :P ) Vai tranquillo!”
Da lì in poi, per una ventina di minuti, siamo andati avanti a scherzare via messaggio, tanto che all’ingresso della Certosa papà, in maniera bonaria, mi ha detto: “Ma sei venuta qui per stare con noi o per scrivere al telefono? Ah, era meglio quando non esistevano, sti cellulari..”.

I dintorni della Certosa sono gradevolissimi: è al limitare del paese, già immersa nella campagna, circondata di pioppi e di altri alberi che non mi ricordo come si chiamano (eh, sarò ferrata in ittiologia, ma in botanica sono un disastro!). La chiesa è molto bella, anche se io non me ne intendo molto di ste cose. Papà ci ha raccontato un sacco di cose su quando è stata costruita e tutto quel che ci è successo attorno, fino a quando Andrea ha protestato dicendo che a lui non gliene fregava niente. Allora papà si è messo a raccontarci cose un po’ più interessanti, sui frati erboristi che da secoli vivono lì dentro e con piante e vegetali fanno medicine, sciroppi e liquori.
Ad esempio, lo sapevate che dalla buccia di melanzana si può ottenere un decotto che fa bene al fegato? O che dalle foglie del carciofo si ottiene un toccasana per i reni?
Non sembra, ma sono cose interessanti… o almeno, io la penso così =)
Papà si è comprato un distillato al rosmarino e ha preso per noi delle caramelle alla genziana e al mirtillo.
Ci siamo rimessi in macchina con una sensazione di rilassatezza addosso e svariate caramelle in bocca, nel più assoluto silenzio, forse perché soddisfatti della giornata nessuno sentiva più il bisogno di parlare. E’ stata una sensazione strana, bellissima.

E, arrivati a casa, papà e mamma si sono salutati con un po’ meno di freddezza delle telefonate dei giorni scorsi. Sono convinta che se avessero l’occasione di vedersi un po’ più spesso, cambierebbero idea in fretta e farebbero la pace. Ma vai a capirli…
Pochi minuti dopo, mi è arrivato un altro sms di Massimo, che mi chiedeva com’era andata la gita. Non gli ho ancora risposto… forse è giusto lasciarlo un po’ sulle spine, che dite? ;)

Commenti (4)

ahi ahi ahi, mi sembra che la tua opinione nei confronti di Massimo stia pian piano cambiando ;)
Postato da MariaAntonietta il 4/01/2006 alle 08.57

Ciao Dani, buon anno! Ricordati che il 7 ci si ritrova per riprendere gli allenamenti…
Postato da Cecilia il 4/01/2006 alle 12.09

Sì Ceci, ci sarò non preoccuparti. Buon anno anche a te! Maria: eh, non so. l’ho un po’ rivalutato, sembra simpatico. Ma nient’altro, eh… =)
Postato da Daniela il 4/01/2006 alle 15.02

Lo so, lo so… ti stavo solo prendendo un po’ in giro… o forse no? ;)))
Postato da MariaAntonietta il 4/01/2006 alle 17.22

Criceti fritti alla fermata del treno

Wednesday January 4th, 2006

Stamattina non ero molto dell’umore giusto, così quando Carla mi ha chiamato e mi ha proposto di andare a fare un po’ di shopping in Città inizialmente ho campato mille scuse, dicendole che oggi proprio non me la sentivo e che saremmo andate un’altra volta. Ma poi ha insistito talmente tanto, con argomenti così convincenti (”dici sempre che devo cambaire look… ecco, allora dammi una mano a farlo!”) che ho dovuto cedere. Appuntamento alle due meno dieci alla stazione, così per le due e mezza siamo in centro e possiamo concederci un gelato d’obbligo prima che i negozi riaprano per il pomeriggio.
Arrivo in ritardo - giusto in tempo per prendere il treno al volo - e scopro che Carla è riuscita ad incastrare anche Thomas (Miyako assente giustificata: è a Cosenza da sua nonna e torna dopodomani), la persona che meno mi sarei aspettata di veder partecipare a una sessione di shopping pomeridiano. Con lo sguardo perso fuori dal finestrino, si è giustificato dicendo che doveva comunque passare da un negozio di dischi usati, per cercare un po’ di album difficili da trovare (soprattutto a Borgo Pizzopapero).

Liquidato (in tutti i sensi, soprattutto nel caso di Carla che l’ha disseminato per tutta la panchina su cui c’eravamo seduti) il gelato, ci siamo diretti per le vie dello shopping. Thomas era visibilmente scocciato e premeva perché dentro ogni negozio facessimo il più in fretta possibile. Carla, dal canto suo, si guardava intorno smarrita, in mezzo a golfine e camicette alla moda, senza rimanere convinta da nessuno dei vestiti che si provava (e già solo farglieli provare richiedeva un’operazione di convincimento non indifferente). Dopo il quarto negozio e l’ennesima maglietta scartata, Thomas se n’è venuto fuori dicendo: “Vi porto io in un posto interessante. Lì troverai i vestiti che cerchi”.
Un po’ riluttanti, l’abbiamo seguito per delle viette intricate in cui non ero mai stata, passando davanti a un paio di negozi scalgagnati, finché non siamo arrivati davanti a un’insegna: “Fried Hamster - Abiti usati”.

“Abiti usati?” ho chiesto un po’ infastidita, “ma non ti fa schifo indossare della roba che si è già messo addosso qualcun’altro… magari con delle malattie… bleah!”.
Lui non ha fatto una piega: “Basta lavarli. E poi ti assicuro che se ne trovano di bei vestiti: i miei vengono quasi tutti da qui”.
“…e non mi stupisce”, avrei voluto aggiungere, ma mi sono trattenuta e l’ho seguito dentro il negozio.
L’interno è quanto di più buio e polveroso si possa immaginare, con cumuli di vestiti verde muschio accatastati ovunque, pantaloni appesi al soffitto che penzolano come liane, cappellini che crescono come funghi e commessi con lo sguardo spento da orangutan che sbucano di tanto in tanto da tendine nascoste. Questo è il Fried Hamster, signori.
Assieme alle divise militari, a fare la parte del leone sono le magliette dei gruppi musicali e, manco a farlo apposta, c’è un angolino dedicato esclusivamente alle tshirt dei cantanti morti. In pratica, la Mecca di Thomas, il luogo da cui egli trae tutto il suo Stile e a partire dal quale ha probabilmente costruito la sua identità.
In mezzo a tutta quella confusione “animalesca”, Carla è sembrata inizialmente intimorita. Ma poi, man mano che ci addentravamo in quella giungla dell’usato, si è rilassata ed è parsa in breve trovarsi a suo agio. Thomas ha cominciato a decantarle le lodi di quei vestiti, conducendola delicatamente ma inesorabilmente verso l’Angolo dei Morti. Di fronte alle perplessità di lei, opponeva solide argomentazioni e considerazioni basate sull’assioma che “Un cantante morto è per sempre”. Se indossi una tshirt con su Jim Morrison, indossi un pezzo di Leggenda.
Non ho potuto farci niente, a nulla sono servite le mie parole, e così le braccia di Carla si sono riempite progressivamente di magliette (per lo più nere, ma con un paio di concessioni al blu e al verde) con su John Lennon, Bob Marley, Jimi Hendrix e via dicendo. Lei si è limitata, una volta arrivata alla cassa, a sborsare come nulla fosse gli 82 euro che Thomas gli ha passato sotto forma di cotone 100%. Mi chiedo dove li trovi tutti sti soldi… io sarei già andata in bolletta con tutta la paghetta mensile!
E’ stato solo al ritorno, sul treno, che Carla si è soffermata un istante ad esaminare le sue magliette, poi ha alzato lo sguardo verso Thomas e gli ha detto: “Io ti odio, lo sai?”.
Cosa dite? Io ho il sospetto che Carla quelle magliette non le userà molto, anche se non si può mai dire. Ma al limite, può tornare al Fried Hamster e rivenderle come usate… alla metà del prezzo a cui le ha prese. ^_^

Infine, arrivati a Borgo Pizzopapero abbiam salutato Carla che si è fatta venire a prendere dai suoi. Io e Thomas ci siamo incamminati, e ho pensato che poteva essere carino raccontargli di suo cugino e degli sms, e del fatto che quasi quasi non mi dispiace, quel tonnetto. Lui ha avuto una strana reazione, ha sbuffato e mi ha detto che Massimo non è quel che ci vuole per me. Poi, si è incupito. Non so, forse ritiene che per me ci voglia qualcuno di meglio…
Commenti (5)

Mmmh… qui gatta ci cova! ;)
Postato da MariaAntonietta il 05/01/2006 alle 20.20

Abiti usati? che schifo! Non posso pensare di indossare qualcosa che non sia nuovo di zecca!
Postato da Capricornina93 il 05/01/2006 alle 11.33

Anche quegli abiti sono nuovi di zecca…nel senso che ci puoi trovare una zecca dentro! Gh, gh!
Postato da Bing Crosby il 05/01/2006 alle 12.23

Io invece ci vado spesso al Fried Hamster. Ci ho comprato un paio di pantaloni, delle felpe e delle magliette (ma non di cantanti morti). a me non fa effetto pensare che sia roba giù usata da qualcun altro… basta una lavata e via! e poi almeno sono vestiti alla portata delle mie tasche ^_^
Postato da Cecilia il 05/01/2006 alle 15.05

L’ho capito solo adesso cosa significa “Fried Hamster”: Criceto Fritto!!! ma chi è così fuori da dare un nome simile a un negozio??? O_O
Postato da Daniela il 05/01/2006 alle 15.22

Un brusco risveglio

Friday January 6th, 2006

In queste vacanze, nonostante tutto lo stress che nel bene e nel male si è accumulato, ho preso l’abitudine di andare a dormire tardi e, di conseguenza, di svegliarmi ad ore improponibili. Stamattina ho aperto un occhietto verso le dieci, ma tra una cosa e l’altra non mi sono decisa ad alzarmi prima delle undici. Come al solito, come prima cosa accendo il cellulare: otto messaggi! Ellallà, non sono mai stata così popolare…in realtà uno è di Massimo che sente il bisogno di dirmi che non ha digerito la pizza ai peperoni, e altri sette di Miyako, e tutti che dicono la stessa cosa: compiti delle vacanze, oggi a casa sua!

Ecco, con tutto quello che è successo devo dire che in queste due settimane ho fatto poco o niente. I messaggi di Miyako però sono stati una sorta di doccia fredda che mi ha ricordato l’esistenza di quel mostro degli abissi chiamato Gigioni, e che ho un bel po’ di roba da smazzarmi. E’ pur vero che non toccherebbe a me essere interrogata nè di italiano nè di latino nè di storia, ma vatti a fidare di quella là!

Quindi, bisogna darsi da fare, questo è vero. Ma…da Miyako? Poi va a finire che si mangia e che si guardano i cartoni animati! L’ho quindi chiamata e ho provato a spiegarle con calma che magari potremmo fare i compiti ognuna per conto proprio e poi vederci nei prossimi giorni per confrontarli e correggerli a vicenda. Una proposta concreta e razionale, no? Eppure in qualche modo quella ragazza è riuscita a convincermi: non so come faccia, forse ha qualche misterioso potere, fatto sta che senza sapere perché mi son ritrovata di corsa verso casa sua, senza nemmeno aver fatto colazione.

Appena arrivata da lei, mi son cadute le braccia: l’ho trovata di fronte alla tv che guardava un cartone animato fotogramma per fotogramma. “Sai, così posso apprezzare le tecniche di animazione!”. Questa volta mi sono imposta e ho spento di prepotenza la tv, trascinandola in camera sua a studiare. E, pensate quanto è eroica la vostra Daniela, ho persino respinto le avances gastronomiche della signora Abate, chiedendole di portarci solo un paio di panini in modo da non dover smettere di studiare. I panini che ci ha portato, poi, erano alla salsiccia ed erano buonissimi, ma almeno siamo riusciti ad andare avanti diritti per un paio d’ore. Appena finiti gli esercizi di latino, e giusto quando stavamo per metterci su italiano, squilla il campanello. Sentiamo la signora Abate squittire di gioia e gridare “Dadino, che bello! Da quant’è che non ti vedo! In famiglia tutto bene? Mamma, papà e Gigino stan bene? Concetta è di là, puoi andarla a trovare se vuoi”. Un po’ scocciata al pensiero che uno sfigato chiamato “Dadino” ci interrompesse, ho sibilato a Miyako di liquidare in fretta l’importuno. Mi ha guardato sorniona e ha risposto “Come vuoi”, probabilmente assaporando ciò che sarebbe successo nel futuro immediato.

Si apre la porta, entra “Dadino” e mi cade la mascella.
In tutto il suo splendore, Damiano, proprio di fronte a me! Entra e saluta Miyako con due bacini, poi si accorge di me e mi rivolge la parola: “Toh, Pamela! Come va, tutto bene?” e senza aspettare la risposta torna a rivolgersi a Miyako: “Sai, Stefano mi ha detto che hai i dvd di Ronin Nakamura. Mi ha detto che ci sono delle belle scene di arti marziali…possiamo vederli?”. E quella sventurata rispose: “Certo! E’ dall’anno scorso (ndDaniela: nel senso stretto del termine…) che non li vedo, un bel ripasso ci sta! Andiamo!” E ancora prima che io potessi reagire erano già in salotto e partiva la sigla: “Machiii macotomoto, ginpanuà”. Ho sospirato, e sono andata di là. Almeno, mentre Miyako e Damiano guardavano la tv, io potevo guardare Damiano!
Forse sarò un po’ esagerata, ma anche mentre addentava il calzone alle cipolle rifilatogli al volo dalla signora Abate, “Dadino” aveva un suo stile… chissà invece Massimo con la sua pizza ai peperoni ^_^
E mentre Miyako si infervorava ad ogni stoccata che Ronin Nakamura affibbiava ai suoi nemici, lui se ne stava in religioso silenzio, quasi ne studiasse a fondo ogni mossa di arte marziale per poi registrarla nella sua testa. Per farne cosa, però, non voglio saperlo…
Così com’è arrivato, se ne è andato, quasi senza aver spiacciacato una parola. Due bacini a Miyako, un buffeto alla sottoscritta e poi via.
Abbiamo guardato l’orologio e… le sette meno un quarto!!!
Conclusione: il capitolo dell’Iliade che dovevamo studiare deve ancora essere studiato…e domattina mi tocca mettere la sveglia alle sette per dedicare la tutta la giornata ad attività studierecce. Sigh!

Commenti ( 7)

Galeotto fu il calzone di cipolle… =) Ma senti un po’, poi hai risposto alla pizza di Massimo?
Postato da MariaAntonietta il 06/01/2006 alle 23.45

Oh cavoli, hai ragione, me ne ero dimenticata! provvedo subito…
Postato da Daniela il 07/01/2006 alle 07.37

Eheh, direi che qualcosa… o qualcuno… te l’ha fatto passare di testa!
Postato da MariaAntonietta il 07/01/2006 alle 11.20

Io lavevo capito subito che questo Damiano è un figo che va in moto e fa a botte, mica come sto cosino di un Massimo.
Postato da Goku91 il 07/01/2006 alle 13.21

Scusate un attimo… ma LupoAzzurro che fine ha fatto?
Postato da MariaAntonietta il 07/01/2006 alle 14.38

Già, è vero. LupoAzzurro, se ci sei batti un colpo.
Postato da Daniela il 07/01/2006 alle 15.10

Si vede che si è preso paura dall’ultima volta >=)
Postato da Goku91 il 07/01/2006 alle 18.29

Un 2006 carico di speranze

Monday January 9th, 2006

Il ritorno dalle vacanze è sempre un momento di straniamento.
Ti guardi intorno e vedi una serie di facce che in teoria dovrebbero far parte della tua quotidianità, eppure dopo soli pochi giorni si sono fatte estranee. Luigi Fornaro? Mai sentito nominare! Erika chi??? No, guarda, io proprio non la conosco.
Ma bastano pochi minuti, e tutto torna come prima. Persino quell’ansia, quella tensione costante che striscia fuori dallo zaino e ti si avvinghia addosso per tutte e cinque le ore di scuola. Tutto uguale a prima.
Eppure diverso.
Così dentro, come fuori: le gemelle Piccoli rosse come semafori per il sole preso sulle piste da sci. Non so come abbiano fatto, ma si sono scottate negli stessi punti precisi. Campi con ancora più loghi addosso di prima delle vacanze (ma che, lo ha sponsorizzato la Tommy Hilfiger?). Mostromarino… ops, Mastromarino con una nuova costellazione di brufoli a forma di sagittario. Insomma, tanti piccoli segnali che ti fanno intuire che comunque il tempo passa…e le persone non cambiano.
E anche i professori sembrano invece essere rimasti gli stessi di sempre. La Gigioni con la sua flemmatica crudeltà (a proposito, alla fine non mi ha interrogato: i giorni scorsi potevo anche fare a meno di affannarmi a fare tutti quei compiti!). La Esposito con la sua mania di parlare metà in italiano e metà in inglese, con imbarazzanti contaminazioni che scivolano nel maccheronico (”Well, ragazzis, diamoci da fare!”). Don Candido con il suo inquietante buonismo.

Io fino a stamattina non lo sapevo, perché filosofia la si comincia a studiare al terzo anno, ma Thomas, che è uno che sembra non gliene freghi di nulla ma poi sbuca fuori che si interessa chessò io, di fisica nucleare, mi ha spiegato che un tempo un greco, tale Eraclito, ha detto: “Panda rei”, ossia tutto scorre, nulla è mai uguale a prima.
Beh, è proprio vero, se è vero anche che alla vostra affezionata Daniela oggi è successo un evento inedito per i suoi quattordici anni e mezzo di vita. Siete curiosi, eh? Ora vi racconto…

Suonata la sospirata campanella dell’una mi accingo ad andare a casa. E’ un piccolo rito, ormai: faccio il tragitto con Thomas (Carla si fa venire a prendere dai suoi e Miyako abita in un’altra direzione) commentando la giornata e sparlando dei nostri compagni di classe e dei professori. A quest’ora d’altronde sono sempre affamata come un cinghialetto e fare discorsi complicati è impossibile.

Questa volta però il copione ha subito una variazione imprevista. Appena uscita dal portone, “bip-bip”, arriva un sms dal solito numero (devo dirvi quale? ;) ) che dice laconicamente “Ehi come corri, rallenta un po’!”. Mi giro e vedo Massimo sorridente che si avvicina. Saluta Thomas con la loro stretta di mano segreta (sic!) e si offre di far la strada con noi. Io accetto volentieri: più siamo più ci divertiamo. Thomas invece è parso un po’ contrariato, aveva appena iniziato una filippica contro il metodo di interrogazione casuale della Esposito e probabilmente ci teneva a farmi sapere la sua teoria. Comunque abbiamo parlato del più e del meno finché Thomas non ha raggiunto la svolta per casa sua. A questo punto se ne è andato tutto scazzato (doveva tenerci proprio parecchio a darci la sua opinione sulle interrogazioni!) mentre Massimo ha proseguito con me… anche se abita da un’altra parte. Ho subodorato qualcosa anche perché l’ho visto nervoso, addirittura aveva cominciato a sudare, e infatti all’improvviso ha iniziato un discorso prendendolo moooolto alla lontana: “All’inizio di ogni anno nuovo bisogna prendere delle decisioni, e io quest’anno ho deciso di coltivare la mia cultura cinematografica. Ho fatto voto quindi di andare al cinema ogni settimana, e per essere sicuro di non cambiare idea ho già prenotato i biglietti su internet. Il problema è che… ecco, da bravo casinista, ho schiacciato il tasto sbagliato, e ho preso due biglietti per sabato invece che uno. Buttarlo via mi pare un delitto e un’offesa per i bambini africani che non possono andare al cinema e quindi ” (qua ha abbassato la voce e ha distolto lo sguardo) “magari potresti sfruttare tu quel biglietto, che ne dici? Sabato alle quattro all’Odeon?”

Io a istinto ho risposto di sì, mi piace andare al cinema e sabato non ho niente da fare. Poi ho salutato in fretta e in preda ai morsi della fame sono salita in casa. Mentre ero in ascensore mi sono resa conto di due cose: primo, che non so manco che film vado a vedere. Secondo (e più importante): ma cacchiarola, sono stata appena invitata ad uscire da un tonno! Mi è scappato uno “yeppa!” di gioia proprio mentre la porta dell’ascensore si apriva e la signora Marcelli, la zitella vicina di casa, mi guardava con disapprovazione.

E adesso…cosa mi metto? Mancano ancora cinque giorni e 22 ore, ho pochissimo tempo!

Commenti:(6)

Mi raccomando, minigonna e reggiseno facile da sganciare! Arf, arf!
Postato da VegetaXL il 9/1/2006 alle 18.34

Mi raccomando, è giusto che tu faccia amicizie, ma ricordati di comportarti in modo decente. Gesù ti guarda.
Postato da Suor Maddalena il 9/1/2006 alle 19.20

Mi raccomando, alla prima uscita non concedere nulla! E’ una delle regole non scritte di noi ragazze per far morire gli ometti! E mettiti un top di Versace, vanno molto.
Postato da Capricornina93 il 9/1/2006 alle 21.10

Mi raccomando, da’ retta e Vegeta e non a quelle altre due (ci mancavano solo le suore qua!)
Postato da Goku91 il 9/1/2006 alle 21.29

Mi raccomando, l’importante è che ti diverti. Poi fai quello che ti pare, in amore non ci sono regole e…ricordati che io l’avevo capito da subito che quel Massimo ti ronzava intorno!
Postato da Maria Antonietta il 9/1/2006 alle 22.14

Grazie a tutti per i consigli…sono tanto emozionata! Stanotte ho dormito malissimo per l’agitazione!
Postato da Daniela il 10/1/2006 alle 7.30

A volte ritornano

Wednesday January 11th, 2006

Va bene.
Meglio che le cose siano andate così, non c’è che dire. Ma.
Ma io questi adulti proprio non li capisco, secondo me avrebbero seriamente bisogno di farsi visitare da uno specialista!
La volete sapere l’ultima?
Torno a casa per cena dopo essere stata in giro con Miyako, tutta agitata al pensiero di cosa indossare per il mio primo appuntamento con un tonno (polo rosa o camicetta a righe azzurre e bianche?), entro in casa come ogni santo giorno e, attratta dal profumino che proveniva dalla cucina, mi sono diretta subito verso la sala da pranzo.
Lì a tavola già pronto per la cena, c’era mio padre, così mi sono seduta affianco a lui.
“Oggi la mamma si deve essere data da fare in cucina… cos’è questo profumino, roast beef?”
“Arrosto”, mi risponde.
“Oh… avrei mangiato volentieri il roast-beef. Però, anche l’arrosto…”
“Con patate”, sorride leccandosi i baffi con un gesto plateale.
“Con patate? Evvaiii!”
Solo allora mi sono resa conto che c’era qualcosa di strano… papà a casa? E per di più, tranquillamente seduto a tavola? Aspetta un secondo…
“Papà, ma tu che cosa ci fai qui?”.
Mi ha guardato stupito: “Come cosa ci faccio qui? Questa è casa mia, no?”.
“Sì… ma… ma… e la mamma lo sa?”, ho balbettato io.
A quel punto, dalla cucina, reggendo fra le mani un trionfante piatto di arrosto con patate, è sbucata proprio lei, mia madre, con un sorriso degno di una pubblicità.
“Ma certo che lo so, sciocchina…”, ha detto con parole di miele. Ci mancavano solo i cuoricini e le stelline, e avrei creduto di trovarmi in uno di quei fumetti puccettosi che ogni tanto mi passa Miyako… O_O

E’ arrivato dalla sua cameretta anche Andrea, pure lui perplesso quanto me (si guardava introno ammutolito, studiando la situazione senza riuscire però a venirne a capo), e ci siamo seduti a tavola. Non una parola, non un accenno all’accaduto. Ai litigi, agli insulti, alle fughe da casa. Niente di niente.
La famiglia perfetta di un telefilm, con le risate in sottofondo quando il fratellino piccolo se ne esce con qualche stupidata o rovescia l’acqua dritta sui pantaloni di papà.
Io non ci capisco niente.
Non ci capisco niente, ma tutto sommato, meglio così.

Commenti (3)

Te l’avevo detto che tutto si sarebbe sistemato. Se poi non ci capisci molto, non fa niente. L’importante è che le cose si siano risolte per il meglio
Postato da MariaAntonietta il 12/01/2006 alle 13.53

Secondo me è un alieno che ha preso le sembianze di tuo padre e si è  intrufolato in casa vostra per succhiarvi il cervello
Postato da Gallo85 il 12/01/2006 alle 16.22

Quasi quasi lo penso sul serio, Gallo… O_o
Postato da Daniela il 12/01/2006 alle 17.12

La vita è fatta di scelte importanti

Thursday January 12th, 2006

Oddio, manteniamo la calma.
Anche se ho passato tutto quanto il pomeriggio - senza risultati - a cercare i vestiti adatti per l’appuntamento con Massimo, non significa che ogni speranza di sembrare carina è perduta.

Golf bianco, Polo rosa e jeans a vita bassa (oddio, ma se mi chino si vedrà il mio culone?) oppure golf rosa, camicia turchese e pantaloni bianchi.

Alle volte vorrei essere come Thomas, che al massimo (qualcuno ha detto Massimo?) deve scegliere quale cantante morto abbinare con il nero.

A proposito di nero… e se mi vestissi tutta di nero? E’ un po’ cupo, ma di sicuro molto elegante… e magari potrei spezzare con una sciarpina colorata.
Oddio, dov’è la mamma quando mi serve? Almeno lei qualche consiglio utile me lo potrebbe dare. Ma se le dico che mi devo mettere carina per uscire con un tonno, poi comincerà con tutte le sue paranoie del tipo “chi è?” “come si chiama?” “come vi siete conosciuti?” “si droga?” “è un terrorista?” e via dicendo. Meglio lasciar stare.

E se mi mettessi la gonna?

Commenti (6)

Questo è il post più palloso che tu abbia mai scritto. Penso che non ritornerò più su questo blog
Postato da Gilberto86 il 12/01/2006 alle 21.11

Ommioddio, non volevo annoiare nessuno. Ma cerca di capirmi Gilberto, è una situazione di emergenza! ;_;
Qualcuno ha dei consigli da darmi?
Postato da Daniela il 12/01/2006 alle 21.14

Lascialo stare quel buzzurro… se si annoia tanto allora può anche non leggere. Piuttosto, ascolta me: l’importante è che tutto sia coordinato. Gli orecchini e la collana, ad esempio, devono richiamare la cover del tuo cellulare. E’ dai particolari che si distingue una donna di classe
Postato da Capricornina93 il 12/01/2006 alle 23.03

Grazie Capricornina… peccato che non ce l’abbia, un’altra cover per il cellulare. Nel frattempo, sto provando uno spolverino lilla su maglietta verde militare… ma l’effetto… insomma…
Postato da Daniela il 12/01/2006 alle 23.07

Che palle
Postato da VegetaXL il 13/01/2006 alle 00.09

Ma come, nessun altro ha qualche buonb consiglio da darmi?
Ho sonno… ma devo ancora decidere come vestirmi
Postato da Daniela il 13/01/2006 alle 00.16

L’appuntamento

Saturday January 14th, 2006

Già le sento le vostre mani sui tasti, a digitare come degli invasati frasi tipo: “Allora com’è andata?” “Daniela, non ci racconti della tua serata?” “Dai dai, che non stiamo più nella pelle” “Gliel’hai data?” (indovinate chi potrebbe chiedere quest’ultima frase…) e simili.
Com’è andata, allora?
Beh, direi bene. E’ stata una serata piacevole e a suo modo rilassante (tranne che per le orecchie!), ma lasciate che ci arrivi con calma…

Cominciamo dalle cose importanti: alla fine, in preda al panico dell’ultimo minuto (Massimo mi ha fatto lo squillino per dirmi che era sotto casa mentre io ancora mi stavo provando i vestiti), ho optato per una soluzione semplice semplice: jeans comodi, camicetta bianca e sopra un golfino blu. Collana e orecchini me li sono messi mentre facevo le scale, e infatti appena prima di aprire il portone uno dei due me lo sono ritrovato nel colletto, che cercava disperatamente di buttarsi a terra e finire prima o poi in pasto al cane della vicina.
Dovevate vederla, la faccia di quel merluzzo non appena gli sono piombata davanti. =)
Si è messo a farfugliare “Buona se… buon gio… cioè, ciao”. Poi ha abbassato lo sguardo e mi ha detto - sentite un po’ - “Sei carina, lo sai?”.
Pensa te le cose che ti possono succedere nella vita… Non mi capita spesso di ricevere complimenti di questo tipo, e da come era imbarazzato posso dire che era sincero. Chissà, che quel velo di trucco e l’eyeliner siano stati d’aiuto? ;-)

Ma non perdiamoci nella descrizione della mia “spaesante bellezza” e torniamo al mio appuntamento galante. Ecco, il cinema, sì. Ci siamo diretti al “Pulcinella”, il cinema di Pizzopapero, dove davano due film: film romantico uscito inizi 2006 (lo volevo troppo vedere!) e… sigh… Esplosioni (sottotiolo inglese: Massive Explosions), ovverosia il film di cui Massimo aveva comprato i due biglietti. Ci siamo armati di coca e popcorn e ci siamo accomodati in prima fila, perché così “le esplosioni si vedono meglio”.
La storia parla, beh, di esplosioni (ma tu guarda…). Ma il fatto è che ce ne sono davvero tante. In totale, mentre dentro di me mi annoiavo a morte, ho contato in 118 minuti di film, 216 esplosioni contro solo 42 (o forse 43) battute di dialogo. Oltretutto, a poco più di due metri dallo schermo e dalle casse, le esplosioni erano assordanti… altro che stereo, dolby e tutte quelle menate lì.
Ma non mi sono mai lamentata, e anzi ho apprezzato il modo in cui lui si voltava verso di me con apprensione, per verificare che non stessi annoiando. E soprattutto ho apprezzato il fatto che non abbia provato “mosse strane”.

Finito il film (e tirato un sospiro di sollievo), siamo usciti a fare una passeggiata per le strade del centro. Non solo Massimo mi ha offerto il cinema, ma ha anche insistito per prendermi un panzerotto da Zio Zozzone (la friggitoria più famosa di Pizzopapero) e poi, non appena ha visto un cingalese che vendeva le rose, lo ha fermato e ha messo mano al portafogli. Ero rossa per l’imbarazzo e per la contentezza, mentre mi sceglieva una rosa dal mazzo. Ha voluto anche prendersi qualcosa per sé, dalla cesta di giocattolini che l’indiano aveva sottobraccio: un pupazzetto di Mike Bongiorno con la testa gigante che se tiri una cordina dice “Allegriaaa!!!”… a me sembrava uno schifo… ma non gliel’ho detto.
A questo punto c’è stato un piccolo momento di imbarazzo, perché con tutto quel che mi ha offerto Massimo poi non aveva abbastanza soldi per l’indiano ed il pupazzetto… ha cominciato a tirare fuori dalle tasche monetine da cinque, due e addirittura un centesimo per arrivare alla cifra giusta. Ha anche chiesto un piccolo sconto al cingalese che però, visibilmente scocciato, non ha voluto sentire discussioni e così gli ho prestato io 30 centesimi e tutto è andato a posto.

Verso le 7 mi sono fatta riaccompagnare a casa. Lì, io sarei salita anche subito, giusto per studiacchiare una mezz’oretta prima di cena, ma Massimo ha comiciato a chiacchierare e a chiedere di me e delle cose che faccio, della scuola, del calcio, e così è volata un’altra mezz’ora (non che mi sia dispiaciuto, sia chiaro… ogni tanto è piacevole parlare a qualcuno che è disposto a starti a sentire).
Finché, torva come un avvoltoio, si è sporta dalla finestra mia mamma - che evidentemente doveva aver sentito la mia voce da dentro casa - e mi ha richiamato all’ordine: “Daniela, in casa! Sono le otto passate e da queste parti si mangia a quest’ora”.
Io sono diventata viola per l’imbarazzo e Massimo, in preda al panico, mi ha salutato in fretta e furia. Prima che però si allontanasse, non so perché ma mi è venuto fuori un: “Allora ciao… alla prossima!“.
Ecco, io non è che mi volessi sbilanciare… ma mi è uscito da sé…
Vabbé, alla prossima allora. ^_^

Commenti (6)

Accidenti Dani, direi che è andata meglio del previsto. chissà che questo Massimo che sembrava tanto sfigato sotto sotto non si riveli un bel tipo
Postato da MariaAntonietta il 15/01/2006 alle 13.33

Ma va, questo è davvero uno sfigato. ti regala una rosa pulciosa e rimane senza soldi. no no no, cara Daniela, mollalo subito e trovane uno in grado di offrirti una cena in un bel ristorante
Postato da Capricornina93 il 15/01/2006 alle 16.04

Esplosioni è un figata. Non ho mai visto un film con più esplosioni dentro!
Postato da Vegeta XL il 15/01/2006 alle 19.05

Booooooooom!!!!!!
Postato da Goku91 il 15/01/2006 alle 23.15

Cin-cin-cin cin cin-galese
Postato da Watusso il 16/01/2006 alle 03.16

Ehm, mi sa che questo blog sta diventando un po’ una gabbia di matti ^_^
Postato da Daniela il 16/01/2006 alle 15.42

Post appuntamentum

Sunday January 15th, 2006

Si vede che studio latino, eh?

Rileggendo i post dei giorni scorsi mi son resa conto di non avere detto come ho coinvolto l’Improbabile Trio nel mio Appuntamento. Cioè, almeno in questo caso si è trattato dell’Impagabile Duo, perché non mi pareva una cosa di cui parlare al povero Thomas, che già passa troppo tempo insieme a tre signorine. Poi finisce che mi diventa gay…uhm, a proposito, chissà se gli piace qualcuna? dovrei chiederglielo…

Miyako e Carla, invece, ci sono state parecchio dentro. Ecco, devo dire che finora non ci siamo scambiate un granché di confidenze sui tonni…con le mie vecchie amiche parlavamo di più di questi argomenti: del resto Carla pare che stia iniziando solo adesso ad avere una vita sociale, mentre Miyako è talmente presa dalle sue nippo-passioni che mi sembra che non abbia tempo e spazio per pensare all’altro sesso. Eppure a volte ha uno sguardo sornione di chi la sa lunga che mi sorprende e che mi inquieta. Beh, nonostante questo, entrambe sono parse curiosissime della mia esperienza. Nei giorni precedenti mi son state dietro con grande pazienza per consigliarmi i vestiti e gli accessori. Durante l’appuntamento mi hanno inondato di messaggini del tipo “Digli di non allungare le mani!” o “Fatti offrire il cinema!” o “Ma com’è vesito?” o ancora “Hai fatto la versione per lunedì?” (questo non c’entra, ma evidentemente Carla ci teneva a saperlo!)

Tornata a casa, ovviamente tutte e due hanno voluto sapere per filo e per segno com’è andata…ma io, che nonostante le apparenze sono un diavoletto, ho voluto farmi desiderare e ho negato qualsiasi commento dando appuntamento alle due curiosone per oggi pomeriggio al Parco delle Fragole.

Dopo pranzo sono andata al Parco delle Fragole (mai capito perché si chiami così, non c’è ombra di fragola se non nei coni gelato di chi se lo mangia seduto sul prato) e sotto un limpido sole di gennaio, sole che brilla ma non scalda, ho saziato la fame di particolari di Carla e Miyako. Entrambe sono sembrate un pochino deluse, probabilmente si aspettavano che succedesse qualcosa di più di un cinema innocuo, ma si son divertite alla storia del cingalese. Carla ha detto poi una cosa molto carina: che era preoccupata per questo appuntamento perché a suo dire sono in un periodo difficile, e sono troppo fragile per affrontare un’uscita andata male. Ecco, probabilmente ha un po’ esagerato, perché non è certamente un cinema con un tonnetto anche se simpatico come Massimo a cambiarmi la vita nel bene o nel male, ma ho apprezzato il pensiero. Miyako, invece, non ha potuto fare a meno di rimarcare come negli shojo manga le cose siano sempre più complicate ma interessanti che nella realtà. Si è poi fermata un momento a riflettere e mi ha chiesto: “Però tu e Massimo un po’ vi assomigliate…magari siete fratelli segreti! Ecco, così la storia sarebbe molto più interessante e shojosa!”. A quest’uscita tutti e quattro ci siam fatti delle grasse risate.

Quattro? Eh sì, perché silenzioso come un gatto, mentre parlavamo, è arrivato il terzo membro dell’Improbabile Trio, Thomas! Siamo talmente abituate alla sua presenza che non ce ne siamo accorte se non dopo un bel po’…e l’abbiamo cacciato di malo modo. Carla gli ha detto: “Tu vai a sentire l’altra campana da quel disgraziato di tuo cugino! Qua è roba da donne!” e se ne è andato con la coda tra le gambe…povero Tommasino! Adesso gli mando un sms per consolarlo, si dev’essere sentito escluso!

Miyako è andata via sul presto, perché domani ha l’interrogazione programmata in italiano e, ha aggiunto a capo chino mentre si alzava, doveva ancora finire di leggere l’ultimo volumetto di “Mushi Mushi”, un fumetto demenziale che pare sia già di culto fra i giovani giapponesi. Così, ho fatto un giro per il parco con Carla, che mi ha raccontato di come ultimamente si senta meglio con se stessa, più sicura e meno timida. E’ stato bello sentirglielo dire, perché so che in fondo un po’ di merito ce l’ho anch’io =)
E per finire, a casa di corsa, che mi devo rimettere in forma per il calcio, dopo tutti i panettoni di natale!

Commenti:(6)

Tutto interessante e divertente, ma la vera domanda è: che fine ha fatto Lupo Azzurro?
Postato da Cecilia il 15/1/2006 alle 22.30

E’ vero, è un secolo che non si vede da queste parti! Luuuuupo? Ci mancano le tue chiose! Oggi direbbe: “Thomas ha evidentemente un complesso di inferiorità tararì e tararà”
Postato da Maria Antonietta il 15/1/2006 alle 22.53

Eccomi qua, ragazzi, state tranquille. Ero solo andato a farmi allungare il pisello
Postato da Lupo azzurro il 15/1/2006 alle 23.13

Curioso come il nuovo Lupo Azzurro “extended” abbia il nome con la “a” minuscola e scriva dal computer di VegetaXL…
Postato da Geremia il 15/1/2006 alle 23.38

Moan, mi hai beccato…
Postato da VegetaXL il 16/1/2006 alle 13.11

Ma insomma ragazzi, qui si parla della mia vita e delle mie esperienze! Se volete parlare di Lupo Azzurro andate sul suo blog (se ne ha uno…) ;)
Postato da Daniale il 16/1/2006 alle 14.27

Ritorno alla realtà

Monday January 16th, 2006

Ahimè, prima o poi doveva succedere.
L’amaro ritorno alla realtà scolastica, dopo tutto questo tempo immersa nella dolce crema delle vacanze di Natale, presa dai miei pensieri e dai miei “appuntamenti galanti”.
Certo, a scuola ci sono tornata già da un po’, ma tutto sommato, senza minacce incombenti o interrogazioni gigionesche in vista, ho affrontato il rientro con una certa tranquillità. E forse anche con un pizzico di incoscienza, dato che non ho pensato ad altre possibili minacce… tipo l’Esposito, che oggi mi ha preso in contropiede quando è entrata e senza quasi salutare ha esclamato: “Well, today si interroga, ragazzi. Di Marco, come here!”.
Dio, è bastato vedere il modo in cui neanche ci ha guardati in faccia per abbassare subito gli occhi sul registro, per capire che era in giornata no.
Nel panico, dato che tutto ho studiato in sti giorni fuorché inglese, ho farfugliato uno “Ye… yes” poco convinto.
“Well well… Di Marco, coniugami un po’ di verbs. Continuous present: sto mangiando la torta”.
Ok. Panico. Pensa Daniela, pensa.
“I’m… eat… the cat… cioè, the cake”. Questo giusto per farvi capire il mio livello di preparazione.
“Oh my god, ma cosa stai dicendo, Di Marco?”. Intuendo subito di trovarsi davanti a una facile preda, mi ha incalzato con una serie di verbi da coniugare. Una volta capito che questa parte proprio non la sapevo, è passata ad altro: la fonetica! Ho iniziato a sudare freddo, perché tutti quei simbolini strani tipo la e rovesciata o la farfallina proprio non mi sono mai entrati in testa! Mi ha mandata alla lavagna e mi ha chiesto di scrivere in alfabeto fonetico ciò che avrebbe pronunciato. Mi concentro e la sento dire: “eba”. Eba? Eccheccacchio sarebbe? La Esposito mi ha visto spaesata e mi è venuta incontro: “Come on, now ripeto più slowly: ebaga”. Ah, beh, allora…ebaga! A questo punto, con la coda dell’occhio ho scorto qualcosa muoversi: era Carla che mimava un gesto a lei familiare, quello di mangiare…come un lampo mi è arrivata l’intuizione: quella carogna della prof stava dicendo “hamburger” come lo direbbe un inglese. Cioè, nel modo giusto, vabbè, ma noi diciamo “amburgher”, non “eba”! Con un po’ di concentrazione, allora sono riuscita a tirare giù qualcosa di accettabile. A questo punto ho ritrovato un po’ di fiducia in me e pian piano mi sono ripresa, ho recuperato la lucidità, e a modo mio mi sono difesa.
Mezz’ora di interrogazione così. Alla fine ero esausta e quando lei ha aperto bocca come per formulare un’altra domanda, quasi stavo per tirare fuori la bandiera bianca e dire “Va bene, prof, lo ammetto: è da un mese che invece che studiare inglese esco con gli amici, leggo fumetti giapponesi di dubbio spessore e penso ai tonni che mi nuotano intorno. Mi dia 2 e facciamola finita!”. Invece no, ha sospirato, il suo sguardo si è come addolcito e ha detto: “Va bene, Di Marco. O meglio, not so good. Potresti dare di più. Però si vede anche che ti stai impegnando. Ti darò… five plus”.

Cinque più… ok, non è certo un buon voto, ma diciamo che ho limitato i danni. E soprattutto, mi sono svegliata e ho realizzato che, se non voglio finire male, devo mettermi sotto e riprendere i libri in mano. Coraggio Dani, il tuo obbiettivo è la promozione a pieni voti!

Commenti (7)

What is this? This is a cat!
Commento postato da mr. jones il 16/01/2006 alle 19.12

Oh, mrjones, tu sei un esaurito vero!
Commento postato da VegetaXL il 16/01/2006 alle 22.12

Io in inglese sono un disastro… me la cavo meglio con il francese, non per niente è la lingua della mia illustre omonima =)
Commento postato da MariaAntonietta il 17/01/2006 alle 13.09

chi non sa l’inglese è uno sfigato perché tutte le cose più cool hanno nomi inglesi, come l’ipod
Commento postato da Capricornina93 il 17/01/2006 alle 16.55

This isn’t a cat. This is a blog ;)
Commento postato da Daniela il 17/01/2006 alle 18.30

Stai facendo le veci di LupoAzzurro? Mica si è capito dov’è finito…
Commento postato da MariaAntonietta il 18/01/2006 alle 00.47

Boh! Ti dirò che non è in cima ai miei pensieri!
Commento postato da Daniela il 18/01/2006 alle 16.43

Allenamenti celestiali

Wednesday January 18th, 2006

Anche se ultimamente ho un po’ trascurato l’argomento, non significa che io abbia mollato il calcio. Anzi, mi sono allenata.
Il Borgo Pizzo Papero Football Club non si è lasciato sopraffarre da pandori e panettoni e nonostante le vacanze si è mantenuto in forma con raduni settimanali e partitelle fra di noi. E questa domenica, si ricomincia: abbiamo contro l’Athletic Ponte Bodone, squadra seconda in classifica, a pochi punti da noi. Così, l’allenatrice ha deciso di prepararci all’incontro con un’amichevole, ieri sera. Ecco, è stata una partita un po’ particolare, perché beh… non è riuscita a trovare nessuna squadra seria che fosse libera per una amichevole, e così si è lasciata coinvolgere in una partita di beneficenza, organizzata dal parroco della chiesa di San Primino in favore dei cingalesi (che evidentemente non campano abbastanza vendendo rose). Ebbene sì, abbiamo giocato nientepopodimenoche contro la squadra dei chierichetti… gli Angels San Primino.
Fra l’altro, l’allenatrice non ce l’ha detto fino a cinque minuti prima del fischio di inizio, chi fossero i nostri avversari, e vi potete immaginare la nostra faccia quando ci siamo trovate davanti questi mocciosetti tutti per bene, nelle loro divise ordinate e pulite.
Ma vi posso assicurare che non è stata l’unica sorpresa della serata… state un po’ a sentire!

Io non ho l’abitudine di costringere amici e parenti a venirmi a vedere. Un po’ mi vergogno, e un po’ mi rendo conto che le partite di calcio dilettantesco possano essere noiosette: quindi, io mi limito ad avvertire quando e dove gioco. A volte spunta qualcuno (papà è un aficionado), a volte nessuno, ma per me non è un problema.
In questa occasione, sapevo che sarebbe venuta Miyako. In realtà, sospetto che più che altro fosse interessata al quaderno di grammatica per copiare i compiti per il giorno dopo, ma ha avuto in ogni caso il buon gusto di vedersi l’intera partita (per uscirne poi a bocca asciutta).

L’incontro è stato un massacro. I più forti non hanno avuto pietà dei più deboli, e la preparazione tecnica, la prestanza fisica e la grinta dimostrata hanno segnato un divario incolmabile. La partita è finita con un lapidario 7-1. Vi vedo già dire: “Beh, dai, non te la prendere. E’ pur sempre un incontro donne contro uomini, è normale che i maschietti abbiano la meglio!”. Ma che avete capito? Siamo noi ragazze che abbiamo vinto! Gliel’abbiamo fatta vedere a quei moscardini di chierichetti! Addirittura, ad un certo punto, quando ho fermato uno con un po’ di energia più del necessario un biondino dalla faccia pulita, questo si è messo a piangere: “Buaaah! Gesù si arrabbia sei fai i falli!”. Testuali parole. Sul serio. Cioè, quasi… ma il senso era quello. =)
Comunque una partita così, per quanto poco significativa, era quello che ci serviva per gasarci a dovere in vista del match di domenica… —-, la nostra attaccante, era in forma strepitosa, ma anche tutte le altre - sottoscritta compresa - hanno fatto la loro porca figura.

A fine partita, dopo i complimenti fra di noi del Pizzopapero e qualche gesto di spregio nei confronti di quei pretini, ho scorto Miyako a bordo campo e sono andata da lei a scambiare quattro chiacchiere (e a consegnare l’agognato quaderno!). Avvicinandomi, ho intravisto il suo temutissimo sorriso furbetto, e ho capito che aveva qualcosa in mente. Ho provato ad immaginare cosa avesse combinato: che avesse dietro un dvd portatile per vedere Ronin Nakamura? Che mi avesse preparato come snack energetico un frullato di sushi e verza verde? Niente di tutto questo! Si è invece divertita a portare a vedere la partita…quel disgraziato di Damiano!

Quando mi son resa conto di chi c’era sono impallidita. “Oddio - ho pensato - adesso non mi vedrà mai più come una ragazza ma come un maschiaccio!”, e una serie di scemenze simili. In realtà sto imparando a conoscere un po’ Damiano: dietro l’apparenza del bulletto è un ragazzo abbastanza originale che ama le sorprese e le persone che sanno stupirlo. Infatti è stato più socievole del solito, si è fermato a chiacchierare palleggiando un po’ e improvvisando qualche tiro in porta (non sempre ben centrato… avrà un fisico atletico, ma è la mira che gli manca!). Certo, non ha perso occasione per prendermi in giro con la solita “Pamela” e sparando qualche frecciatina, appunto, al fatto che pratico uno sport non troppo femminile, ma nella media è stato più simpatico del solito. Ad un certo punto però Miyako (le venisse un crampo!) se ne è uscita con una vera e propria pugnalata alle spalle: “Damiano, è meglio se la lasci stare, adesso è una donna occupata…”. Dovevo sembrare la bandiera italiana, perché mi son sentita come se diventassi verde, bianca e rossa contemporaneamente. “Ma no, ma no, cosa dici” mi son sentita in dovere di giustificarmi, e me ne sono andata dicendo che si era fatto tardi …senza dare il quaderno a Miyako, così impara!

Più tardi, riflettendoci sopra, mi son resa conto di una cosa: sì, Massimo è simpatico e una compagnia gradevole, dietro i suoi comportamenti un po’ immaturi nasconde proprio il fare del bravo ragazzo. Insomma, è un tonno per bene che potrebbe rendere felice più di una sirenetta. Ma… Ma.
Ma Damiano è tutta un’altra cosa. E’ figo, brillante e, nonostante a prima vista non sembri, è anche sveglio e intelligente. Forse è un pelo troppo pieno di sé… ma è anche questo a renderlo interessante!
Però non mi faccio illusioni, lui è di tutt’altra categoria… se io sono nei Dilettanti lui è almeno in serie B (posto che in A ci stanno solo i Brad Pitt e gli Orlando Bloom, ma non escluderei che un giorno anche lui…). E insomma, già vederlo di tanto in tanto e scambiarci due parole non è male. Intanto, continuo ad allenarmi nella speranza di salire di categoria ;)

Commenti:(4)

Io non ci capisco più una mazza: ma non eri uscita con Massimiliano? E ora torni a sbavare per Damiano? Mah, voi donne siete tutte matte!
Postato da OrsoGrigio il 18/1/2006 alle 16.39

Eeeeh…mica l’ho sposato, Massimiliano!
Postato da Daniela il 18/1/2006 alle 18.11

Diglielo, Daniela! Noi donne dobbiamo farglielo capire ai maschietti che siamo libere, e che nessuno deve rubarci il vento!
Postato da Maria Antonietta il 18/1/2006 alle 19.32

Io il vento ce l’ho in poppa…quando mangio fagioli!
Postato da VegetaXL il 18/1/2006 alle 21.16

Non lo sai che battere a calcio dei chierichetti è peccato mortale?
Postato da Suor Banana il 18/1/2006 alle 23.02

Quando il gioco si fa duro…

Friday January 20th, 2006

Un altro sms, e vabbè. Ho 14 anni, e gli sms sono il mio pane quotidiano!
Però devo dirlo…un altro invito ad uscire, per domani pomeriggio, non me lo aspettavo proprio: “Ciao Dani, ke ne dici se usciamo domani pome e beviamo qcosa in 1locale dietro la piazzetta? baci M”.
Ok, adesso sta diventando un’abitudine! Accidenti. Voglio dire, accettare un invito ad uscire da parte di un tonno interessato è una cosa, tanto più che c’è la novità e la scusa del cinema. Ma due…e senza uno scopo particolare, solo per uscire..comincia a diventare compromettente, come dire “anche tu non mi dispiaci e questa è la volta buona”. Il problema è che non lo so nemmeno io che cosa voglio.
Per un po’ ho pensato di dire di no, di farmi desiderare un po’ di più. Cioè, non è che devo direi di sì ad un tonno qualunque che mi invita…se lo facesse Mostromarino? Per un altro po’ ho pensato di non rispondere del tutto. Poi, però, ho pensato che non sarebbe stato né carino né coraggioso.
E allora ho consultato il Comitato Sentimentale al completo… insomma, ho chiamato Carla e Miyako per chiedere come mi dovevo comportare, e la risposta è stata univoca.
Carla è parsa perplessa. “La settimana scorsa eri così eccitata e ora sei così indecisa? Mi sembra che il primo appuntamento sia andato benino…dai Dani, lui è carino, gentile… magari non sarà lui il padre dei tuoi figli, ma non c’è niente di male in un appuntamento al bar” è stato il responso di Carla, sempre lucida e saggia.
Miyako è stata meno diretta e razionale, ma comunque della stessa opinione: “Certo, lui non è certo Damiano…” - risolino malizioso - “ma mi pare di capire che non ti dispiace. E’ una buona occasione, Dani. Non lasciartela scappare. E buttati! Ganbare!“.
E sapete che cosa ho fatto, io, anche senza sapere cosa diavolo siano le gambare?
Mi sono buttata.
Sì, proprio così. Gli ho risposto: “Ok, alle 16 alla pankina davanti al Bar Bagianni. Ciao”. Niente baci, che qui è meglio non correre. Ma insomma, “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. E Daniela dimostrerà al mondo di non essere una mollacciona!

Commenti (7)

Wow Dani, è fantastico! Buona fortuna x domani!!!
Postato da MariaAntonietta il 20/01/2006 alle 23.12

Da quel ke ho capito non è né ricco né figo. Né tantomeno famoso. Ma cmq… in bocca al lupo! ;)
Postato da Capricornina93a il 21/01/2006 alle 11.50

Chissà com’è duro il suo, di giocattolino! Magari finalmente verrà ricompensato
Postato da Goku91 il 21/01/2006 alle 13.42

Oddio, è quasi il momento Dani, sei emozionata?
Postato da Cecilia il 21/01/2006 alle 15.02

Sì, un po’ lo sono. Ma non fatevi strane illusioni, eh? Soprattutto tu, Goku91!!! >:-(
Postato da Daniela il 21/01/2006 alle 15.26

Per la cronaca, “ganbare” (imperativo del verbo “ganbaru”) è un incoraggiamento in giapponese: “fatti forza! dai il massimo di te!”
Postato da Sailormoon il 21/01/2006 alle 16.21

Uh, che emozione! Sailormoon in persona che mi dà lezioni di giapponese! Ti guardavo sempre quand’ero piccola! ;) Scherzo, e grazie per la precisazione.
Postato da Daniela il 21/01/2006 alle 17.18

Aaaaaaargh…

Saturday January 21st, 2006

…ovverosia: sono confusaaaahhhh!!!
Lo si era capito? =)
Come dire, il secondo appuntamento con Massimiliano è andato… boh! Non lo so neankio comé andato. Di sicuro nn è andato come pensavo… cioè, mai mi sarei immaginata… oddio, nn so neanke da dove cominciare, xké è tutto così strano. E se cominciassi dalla fine, dal mio primo… no dai, qello dopo… forse potrei…. forse potrei cominciare semplicemente dall’inizio, ecco.

dunque…

sì, ecco…dall’inizio, cioè dalla panchina davanti al Bar Bagianni. Alle 4 del pomeriggio, sì. O meglio, alle 4 e 20 ke a scegliere il vestito adatto c’ho messo anke stavolta 1po’ + del dovuto (oh, ma come sto scrivendo… se li vedesse mia mamma, tutti sti + e ste k… per fortuna che non lo legge, il mio blog!). Pioveva pure, quel poveraccio di Massimiliano mi ha preso in parola e mi ha aspettato seduto sulla panchina nonostante nn avesse l’ombrello, mica ha pensato ad entrare dentro. Vabbé, molto carino, nn cé ke dire… ma anche 1po’ fessacchiotto… ^_^
Bagnato come un pulcino, si è alzato e mi ha dato due bacetti sulle guance, poi siamo entrati. Ci siamo messi a un tavolino in un angolo, proprio di fianco alla macchinetta del videopoker, cosa che non contribuiva propriamente a creare una situazione intima… cioè, non che volessi ke lo fosse… però il tipo che è stato a giocare tutto il tempo continuava a imprecare e bestemmiarmi nell’orecchio!
Al momento di ordinare, ecco, il solito dramma. Lui ha chiesto una birra, e pure io sono stata tentata per un attimo di prendermi qualcosa di alcolico, per non sembrare come al solito una ragazzina. Poi però ho pensato ke era meglio rimanere lucidi e allora ho ripiegato su un semplice té alla menta.

All’inizio c’è stato 1po’ di imbarazzo, qualche chiacchiera su quel che è successo a scuola in settimana e cose così. Poi ci siamo messi a parlare del film di settimana scorsa, Esplosioni, e anche se lui ne parlava tutto gasato io gli ho confessato che… ehm… non è ke mi sia piaciuto tanto. ^_^ Un pochino ci è rimasto male, ma poi ci abbiamo riso su.
“Dai, e io che ero convinto che fosse piaciuto pure a te… che cretino! Beh, in effetti non era proprio un film che potrebbe piacere a una ragazza”. Già, in effetti non lo era, ma pazienza.
Al momento di raccontargli della partitona di mercoledì sera mi sono infervorata, e a un certo punto gli ho anche chiesto un sorso di birra per rinfrescarmi la gola. Lui non è granché sportivo, ma ogni tanto gioca a calcetto con gli amici: dovrò proporgli di tirar su una squadra e sfidare le temibili amazzoni del Borgo Pizzopapero F.C.!
E’ stato strano: probabilmente abbiamo chiacchierato x più di 2 ore ma io neanche me ne sono resa conto, sembrava di stare a parlare con una delle mia amiche. Dopo gli imbarazzi iniziali, è diventato tutto molto spontaneo. Compreso il giocatore al videopoker, che ha preso così tanta confidenza da battere il pugno sul nostro tavolo per la gioia, quando è finalmente riuscito a vincere qualche soldo.

Ed eccoci al momento… di salutarci. Io guardo l’orologio e faccio presente che è ora di riavviarsi verso casa. Lui, con un sorriso dolce dolce si alza e mi fa: “Allora ci vediamo la prossima volta, vero? Cioè, sempre che non muoia prima di polmonite…” - in effetti aveva i vestiti un po’ umidi da prima. Quel sorriso era così carino che… che, invece di salutarlo con i consueti due bacini sulle guance ho fatto confusione e… oddio… e gli ho dato un bacio sulle labbra!!!
Ma vi rendete conto?
Cavoli, con questo mi sono compromessa definitivamente. Secondo voi conta come primo bacio oppure no? Io manco mi ricordo com’è stato… del resto, è stato tutto così rapido, io quando mi sono resa conto di quel che stava succedendo sono schizzata subito indietro, rossissima. Lui mi ha guardato - senza più fiato - e con un sorrisino un po’ ebete si è allontanato sotto la pioggia. Neanche ha aspettato che gli chiedessi se voleva un passaggio sotto il mio ombrello almeno fino a via Fellaprio.
Bene. Bene bene bene, cari i miei tonnetti e care le mie sirenette… e adesso??? O_O

Commenti (15)

E adesso lasciati andare!!!
Postato da Orsa94 il 22/01/2006 alle 10.12

Brava Orsa, diglielo… lasciati andare!!! Arf arf! >:-)
Postato da Goku91 il 22/01/2006 alle 13.43

Non è possibile vietare l’accesso a questo blog ai lettori cretini? Che ne so, un test di QI per accedere… Cmq, Dani, mi sembra che anche se non è andata come pensavi tu… va bene lo stesso così, no?
Postato da MariaAntonietta il 22/01/2006 alle 14.06

Evvaiiiii! Dani ha dato il suo primo bacio! x festeggiare scrivo x la prima volta e mi presento. ciao a tt mi chiamo Elly!
Postato da Elly il 22/01/2006 alle 16.55

Anch’io non ho mai postato e questo mi sembra il momento giusto… io sono Ganjalf e come vi dice il mio nome… amo fumare!!! =)
Postato da Ganjalf il 22/01/2006 alle 17.10

Wow, non pensavo che bastasse un semplice bacetto (che a mala pena definirei tale) a portare tanti lettori a manifestarsi. Forse dovrei farlo più spesso… ehm, scherzavo, eh? ;)
Postato da Daniela il 22/01/2006 alle 19.59

Congratulazioni Dani!
Postato da Cecilia il 22/01/2006 alle 22.06

Congratulazioni? E di che? Mica mi sono sposata!
Postato da Daniela il 22/01/2006 alle 22.45

Ma come il primo bacio? Ma non hai quindici anni? Io ho un anno in più di te e ho perso la verginità già da un po’…
Postato da Lollipop il 23/01/2006 alle 12.06

A parte che di anni ne ho 14… e poi ognuno ha i suoi tempi, no?
Postato da Daniela il 23/01/2006 alle 14.36

Ha ragione Daniela, ognuno fa le cose quando ha voglia. Detto questo, poi, io a quattordici anni lo avevo già fatto… ma col mio ragazzo, non sono mica una troia
Postato da Lady Bubba il 23/01/2006 alle 16.02

Secondo me ha tragione Lollipop, è ora che Dani la dia via a buon mercato!
Postato da Goku91 il 23/01/2006 alle 19.50

Ancora tu? Dani, quando lo metti sto test di intelligenza? Comunque 14 anni mi sembra un po’ prestino per fare sesso… poi dipende se uno trova il ragazzo giusto…
Postato da MariaAntonietta il 23/01/2006 alle 14.36

Cosa vorresti dire Bubba (ma hce nome è?) che sono una troia? Non è mica colpa mia se siete delle suorine come Maria antonietta
Postato da Lollipop il 23/01/2006 alle 17.00

State calme ragazze. Lo ripeto, ognuno fa come vuole e non è né una suora né una troia. Ma secondo me c’è ancora tempo prima di certe cose
Postato da Daniela il 23/01/2006 alle 22.12

Fiamme!

Monday January 23rd, 2006

Dico, ma vi pare che sono una che dà tanti dispiaceri? Mi drogo, forse? La do via come il pane? Sono pluri-ripetente? No, no e no! E allora, si può sapere perché quella stronza di mia mamma non mi lascia in pace? E non fate quella faccia! Non sono mica una santarellina, anch’io dico le parolacce! Sentite: merda, cazzo, culo. Sono proprio fuori di me, porca puzzola!

Ok, mi son fatta un giretto e ora sono calma. Scusate lo sfogo, ma sono davvero amareggiata. In questo periodo mi sembrava che le cose avessero riniziato a girare bene. Papà tornato a casa, tre amici su cui contare, il calcio che mi diverte e, ovviamente, quello che sta succedendo con Massi (qualunque cosa essa sia…). La scuola poi va abbastanza bene, in qualche modo ho imparato a barcamenarmi, con alti e bassi. Eppure, per qualcuno non basta mai… vuole una figlia perfetta che obbedisca come un soldatino e che non sappia pensare con la propria testa! Ah, ma io ho quattordici anni, non sono mica una bambina! Che cazzo!

Uff, mi sono di nuovo arrabbiata e ho dovuto fare un altro giretto. Ne ho approfittato per mangiare un cioccolatino. Buono. Allora, dov’ero rimasta? Ah, sì, “una bambina”…beh, veniamo al dunque. Oggi, dopo la scuola, sono andata all’allenamento di calcio. Primo sms della mamma: “Per favore, prendi la pappa per Achille”. Dopo calcio, ho preso un gelato con le compagne di squadra (oh, da I scream for Ice cream, il gelataio di via Berlati, c’è un nuovo gelato al miele e noccioline che è la fine del mondo!). Secondo sms della mamma: “Prendi anche la carta igienica”. Poi ho fatto un salto da Miyako a vedere una puntatina, ma proprio una (beh, forse due o tre) di Majokko Pizza Gnocco, una nuova curiosissima serie animata ambientata in Italia. Terzo sms della mamma: “Ricordati la spesa”. Urca! Beh, ero già tornata a casa e mi son detta: “Facciamo due chiacchiere con Massi e poi andiamo a fare ’sta piffero di spesa!”. Solo che, chiacchierando del più e del meno…beh, mi è scappato di mente.

All’ora di cena, torna la mamma dal lavoro mentre ero ancora al telefono, prepara qualcosa e dice ad Andrea: “Andrea, per favore, dà da mangiare al gatto, che altrimenti ci tortura per tutta la cena…” e Andrea: “Non c’è più pappa”. La mamma fa due più due e…apriti cielo! Mi chiama e le rispondo: “Mamma, sono al telefono!” “Metti giù, dobbiamo fare un discorsetto” “No, mamma, ora non posso”. Nemmeno il tempo di riprendere il discorso sul gelato al miele che stavo facendo che è piombata in camera mia, mi ha strappato il telefono di mano e ha detto “Non so chi tu sia, ma Daniela ora è nei guai. La rivedrai tra moooolto tempo!” e ha messo giù. Non vi sto a dire che razza di litigio ne è seguito, ma potete immaginarlo da quanto sono arrabbiata…io certe cose proprio non le capisco: tutto ’sto casino per due scatole di cibo per gatti?!?
E il risultato è che adesso per le prossime due settimane non posso uscire di casa. Vi rendete conto? Ma non finisce qui: conto di sfinire i miei a morte finché non mi accordano una riduzione di pena. La vedranno, quanto posso essere insistente… Free Daniela!!!

Commenti:(9)

Brava, Dani, fatti valere! I genitori non capiscono mai le nostre esigenze!
Postato da Capricornina93 il 23/1/2006 alle 17.42

Guarda che tua madre ha ragione.
Postato da LupoAzzurro il 23/1/2006 alle 19.58

Toh, guarda chi si rivede…e dovevi tornare proprio per contraddire la nostra Daniela?
Postato da Lady Bubba il 23/1/2006 alle 20.22

Già, che fine avevi fatto, Lupo? Sembra strano, ma eravamo preoccupati per te! Comunque…beh, non so come dirlo, ma temo che Lupo abbia ragione. Forse tua mamma è troppo brusca come sempre, ma se riesamini con calma il tuo comportamento (magari dopo un altro cioccolatino! ;) )vedrai che non ha tutti i torti.
Postato da Maria Antonietta il 23/1/2006 alle 20.54

Oh, meno male che c’è qualcuno che ragiona qui! Ero impegnatissimo in un mio progetto di un motore a dentifricio che avrebbe salvato il mondo dall’inquinamento.
Postato da Lupo Azzurro il 23/1/2006 alle 20.59

Oh, e ha funzionato?
Per il resto boh…in effetti ho reagito un po’ troppo bruscamente…ma anche lei, porca pipacchia! Uh, è tardi, devo andare a scuola!
Postato da Daniela il 24/1/2006 alle 8.01

Ahimé, no.
Postato da Lupo Azzurro il 24/1/2006 alle 13.11

Ecco tornato il re degli imbecilli!
Postato da VegetaXL il 24/1/2006 alle 14.19

Vegeta, fai il bravo!
Postato da Daniela il 24/1/2006 alle 15.09

Da che parte soffia il vento?

Thursday January 26th, 2006

Tira un’aria strana, fra le mura del mio liceo.
Si avvicinano le pagelle di fine quadrimestre e un po’ tutti preferiscono stare schisci e passare inosservati, così da non fornire strani “suggerimenti” ai professori, che possono finalmente vendicarsi di mesi di dispetti e irriverenze. Gli unici che continuano la loro vita scolastica come se niente fosse sono gli spavaldi irriducibili, quelli come Damiano (mentre persino i suoi amici che di solito fanno tanto i grossi si sono fatti placidi come degli agnellini). Anche Thomas si atteggia, dicendo a tutti che a lui non gliene frega, che ste pagelle di metà anno non contano nulla e che comunque c’è sempre tempo per rimediare. Mah. Intanto, i crediti formativi ci sono e non sono una sciocchezza. Contento lui…

Io, Carla e Miyako ci siamo messe sotto e abbiamo riformato il nostro gruppo di studio per evitare sorprese, tipo brutti voti appena prima che siano decise le pagelle. Niente Ronin Nakamura né altre distrazioni, stavolta. Anche perché ci si ritrova a casa mia, visto che sono ancora in punizione e non posso uscire di casa… nemmeno per studiare!!! >:-(
Carla mi ha pure suggerito di offrirmi volontaria in inglese, per rimediare all’interrogazione dell’altra settimana, ma… non è che ne abbia molta voglia. Dopotutto posso tranquillamente sperare in una sufficienza, la —- non è una stronza.

Massimo mi ha già chiesto un paio di volte di uscire, ma gli ho spiegato che per qualche giorno sono blindata in casa a studiare. E lui è stato così carino da passare di qui una mezz’ora fa a lasciarmi un regalino, un quaderno ad anelli con un castoro in copertina (ebbene sì, mi sono lasciata scappare la mia passione segreta - anzi, a dire il vero neanche così tanto segreta: lo sanno un po’ tutti - per i castori… che puccettosi che sono!). “Così, almeno, ti verrà il buonumore ogni volta che dovrai prendere gli appunti e metterti a studiare”. Tenero…
Fra l’altro, non dev’essere stato facile bypassare la diffidenza di mia madre. Invece si è presentato alla porta ed è riuscito a convincerla (”Ma solo per un secondo, sia ben chiaro!”) a lasciarlo venire a farmi un saluto. Mi ha lasciato il regalo e, dopo avermi spiegato il suo significato, è rimasto lì imbambolato come ad aspettare chissà cosa. Dato che ho fiutato la presenza di mamma nell’aria, l’ho ringraziato con un sorrisone e poi gli ho detto che era meglio se andava, che lei doveva tornare sui libri.
Inutile dire che non ho saputo resistere e ho subito messo mano al quaderno. Ma mica per scriverci appunti… mi ci sono messa a disegnare castori (puccettosissimi!), stelle, lumachine e un po’ tutte quelle vaccate che disegna ogni ragazza che si rispetti. =)

Commenti (10)

Ehi, ma sei così impegnata a studiare che neanche vieni agli allenamenti?
Postato da Cecilia il 26/01/2006 alle 23.10
Più che altro è mia mamma… sono ancora in punizione e il calcio rientra nelle attività penalizzate =(  tenete duro, ce la potete (benissimo) fare anche senza di me!
Postato da Daniela il 27/01/2006 alle 07.57

Sigh, ma non vale. il calcio è uno sport e l’attività fisica è indispensabile per una ragazza della tua… della nostra età!
Postato da Cecilia il 27/01/2006 alle 13.20

Io lo so cosa si aspettava Massimino Pisellino! =)
Postato da Goku91 il 27/01/2006 alle 15.52

Oh-mio-dio! Quanto sei prevedibile?
Postato da MariaAntonietta il 27/01/2006 alle 16.30

Vieni a casa mia e vedrai che ti stupisco io >;-)
Postato da Goku91 il 27/01/2006 alle 21.49

Sì, come no. + che stupirmi mi sa che mi spavento…
Postato da MariaAntonietta il 27/01/2006 alle 20.12

Certo ke massi è popo tenerooo!!! T invidio Dani il mio ragazzo nn mi fa mai regali
Postato da 3MSC il 29/01/2006 alle 12.46

Ma questa chi è?
Postato da Rod il 29/01/2006 alle 18.00

Piuttosto… ma TU, chi sei?
Postato da Lady Bubba il 30/01/2006 alle 17.12

Diplomazia

Monday January 30th, 2006

Ragazzi, ho messo a segno il mio colpo da maestra.
Questa è diplomazia, altro che quei barbogi di Winston Churcill o Camillo Benso conte di Cavour!
Questa sera a cena, di fronte al Gran Tribunale di Mamma e Papà, ho trattato per il rispetto dei miei diritti e per la mia libertà. E ho vinto.
Tutto è cominciato con una domanda innocente e distratta di mio padre, che si era dimenticata dell’ingiusta punizione che mi teneva incatenata a casa a studiare, senza poter vedere la luce del sole: “Allora Dani, che cosa fai di bello domani pomeriggio? Vedi le tue amiche?”. Fulminato da un’occhiataccia di mia madre, ha abbassato lo sguardo sul suo brasato coi piselli e ha ripreso a mangiare.
Ma credete che io mi sia fatta sfuggire un’occasione così ghiotta? Certo che no: “Già. Le vedrei volentieri le mie amiche… se mi fosse concesso uscire di casa. Starò tappata tutto il giorno in camera mia. A studiare”. Pausa ad effetto. “Come se già non lo facessi abbastanza. E sì che i risultati ci sono, e si vedranno anche nella pagella di settimana prossima”. Sono partita elencando i miei voti, soffermandomi il meno possibile su quelli così così ed enfatizzando quelli positivi, avvalendomi del fatto che sono piuttosto sicura, alla luce dei miei ultimi calcoli, che dovrei strappare la sufficienza in tutte le materie. Certo, la Gigioni mi ha dato qualche votaccio ma ha anche avuto modo di vedere di che pasta sono fatta. La —- non si farà certo influenzare da una interrogazione un po’ storta, ne sono sicura. E da quando faccio calcio in educazione fisica sono migliorata parecchio. Adesso ho imparato anche come si fanno quelle dannate flessioni, che alle medie mi hanno procurato tante umiliazioni.

Loro, in silenzio, hanno ascoltato fino all’ultima parola. E quando ho finito, con ancora una forchettata di brasato davanti alla bocca, papà ha osato dire: “Beh, dopotutto il primo anno di liceo è uno dei più difficili. C’è il trauma del cambio di scuola e di tutte le materie nuove. Anch’io il primo semestre andavo così così”.
Andrea, col suo consueto tmepismo, stava rovinando tutto nel momento in cui tutto tronfio ha esclamato: “La maestra mi ha detto che io prenderò distinto”. Ma il mio calcio allo stinco lo ha messo a tacere ed è tornato a dedicarsi al suo bis di brasato.
“Va bene”, ha sospirato mamma. “Forse sono stata un po’ troppo severa, a proibirti di uscire di casa per due settimane. E devo dire che ti stai impegnando”. Sguardo eprso nel vuoto, lunghi momenti di tensione. “Domani puoi uscire con le tue amiche. La punizione è sospesa…”.
Evvia, giustizia è fatta! I combattenti della libertà hanno messo a segno un altro colpo!
Certo, non mi aspettavo comunque che mamma me la dasse vinta così senza assestare una zampata finale, già l’avevo messo in conto: “…almeno fino alla consegna della pagella. Allora vedremo…”.

Inutile dire che quell’”allora vederemo” mi ha fatto correre un brivido lungo la spina dorsale. Ma per ora l’ho scampata. E sono ottimista, ve l’ho detto.
Domani si esce da questa prigione!

Commenti (2)

Questo sì che è farsi valere =)
Postato da Cecilia il 31/01/2006 alle 14.00

Ehi, nessun altro commenta quanto sono stata brava? Uffi… =(
Postato da Daniela il 02/02/2006 alle 16.33

Galeotto fu l’Eurisparmia

Wednesday February 1st, 2006

Cari amici,

da oggi potete chiamarmi “signora”. Sì, ora sono ufficialmente fidanzata, quindi, maschietti, sappiate che qua non c’è trippa per i gatti!

Ed è proprio dalla trippa (o almeno, dalla pappa) per gatti che parte la nostra storia. Questa sera, lieta della mia rivincita nei confronti dei capodogli, ho avuto un’astuta pensata: mi sono offerta di andare a fare la solita spesa per la pappa di Achille (ma quanto mangia ’sto gatto?). Il fatto è che ripensando ai voti che ho preso con la Gigioni, mi sono resa conto che la media di latino è insufficiente. Ora, sappiamo tutti che la media non vuol dire niente, che sono in crescita e che in questo momento la mia preparazione è innegabilmente da sei, ma con la Gigioni non si sa mai. E allora è meglio prepararsi il terreno, perché un capodoglio contento è un capodoglio meno severo. Un atto volonteroso come questo è una buona tecnica per assicurare un po’ di pace in casa. E allora, dietro lo sguardo stupito e un po’ sospettoso di mamma, ho preso la lista e mi son recata all’Eurisparmia di via Assaputra. Di corsa, per tenersi in forma!

E sempre di corsa ho iniziato a fare la spesa…ecco, confesso che quando ho un carrello in mano non riesco a resistere e mi metto sempre a fare le gare…contro chi non lo so, ma è un residuo di infantilismo da cui non riesco a liberarmi. Afferro il carrello, giro un angolo e…bum! Mi scontro con qualcuno!
Avete un déja vù, vero? Figuratevi io. E figuratevi quando ho scoperto che il malcapitato era di nuovo Massimo, proprio come l’altra volta (per gli smemorati: rileggetevi “Incontri e scontri”, il 9 dicembre 2005)! Solo che stavolta le circostanze tra di noi erano un po’ diverse…e hanno avuto altri sviluppi. Una volta superata la sorpresa abbiamo iniziato a fare la spesa insieme. Prima le mie scatolette per Achille, il latte parzialmente scremato, gli spaghetti…ho glissato sulla carta igienica per imbarazzo e poi siamo passati alla sua, di spesa. Pomodori (a gennaio?!?), gnocchi, gorgonzola (ah, cena leggera a casa sua, eh!) e poi…tonno! Quando me l’ha detto sono scoppiata a ridere e lui, perplesso, mi ha chiesto il perché. Ho pensato che gli dovevo una spiegazione, e mentre ci avvicinavamo allo scaffale dei tonni gli ho raccontato di come io e le mie ex-amiche utilizzavamo delle metafore a tema ittico per il nostro mondo di sirenette, e appunto i tonni “sono la cosa più desiderabile da pescare”. Lui…oh, mi emoziono solo a ripensarci! Allora si è avvicinato e ha sussurrato: “e un tonno l’hai sicuramente pescato”…mi ha afferrato un po’ bruscamente per il braccio ed è partito un dolcissimo bacio…ma un bacio di quelli veri!
La vecchina che si è fermata a guardarci, sbalordita, non deve aver gradito, perché si è allontanata col suo carrello pieno di broccoli brontolando qualcosa sui valori morali di un tempo… ^_^

Non entro nei dettagli per pudore, ma sappiate che è stato bellissimo. Ecco, devo ammettere che quando a pensavo al mio primo bacio…”da professionista” immaginavo ad un posto più romantico. Una spiaggia al tramonto, un prato in primavera, un dolce bosco con luce soffusa…non certo sotto i neon di un supermercato. Però, in fondo, il fatto che sia capitato di fronte allo scaffale dei tonni è in qualche modo simbolico, no?

Mentre mi riaccompagnava a casa, mano nella mano, siamo stati zitti, a goderci il nostro momento. Solo poco prima di di salutarci mi ha detto: “Pensi che…beh, possiamo ritenere di stare insieme?” e io gli ho risposto: “Mi pare che i fatti l’abbiano già stabilito. A presto, rubacuori!” e sono scappata via. Ho fatto qualche passo e poi, come in un film, sono tornata indietro, l’ho baciato ancora e me ne sono andata (lo ammetto ,questa me l’ero studiata già da quando siamo usciti dal supermercato!).
Signori, questo è tutto. Ora posso anche chiudere il blog e vivere felice la mia storia!
(scherzo! Il bello comincia ora!)

Commenti (8)

Primo febbraio. Adesso, Daniela, rileggiti tutti i commenti a partire da Halloween e ammetti che avevamo sempre avuto ragione!
Comunque Massimo ci ha messo un mese a fare breccia…beh, mi pare un buon risultato!
Postato da Lupo Azzurro il 1/2/2006 alle 21.10

Danielaaaaa! Cosa ti avevo detto? Ai maschi non bisogna concedere niente troppo presto! Niente prima del terzo appuntamento! Ora ti sei bruciata…
Postato da Capricornina93 il 1/2/2006 alle 21.31

Ma dai ragazzi, non fate i noiosi. Siate felici per Daniela e basta, su! Complimenti Daniela, ma ora non trascurarci. :)
Postato da Maria Antonietta il 1/2/2006 alle 22.12

Grazie Maria….comunque rispondo lo stesso. Lupo: e vabbè, avevate ragione, e allora? Vuoi una medaglia? Capricornina: ma questo era il terzo appuntamento! Cinema, bar e supermercato! La nostra è una storia originale, ci vediamo in posti strani. ;)
Postato da Daniela il 1/2/2006 alle 22.28

Io non vado a comprare all’Eurisparmia perché, cioè, non rispettano i paesi del terzo mondo cioè non hanno prodotti equi e solidali e fanno gli interessi delle multinazionali col logo. Cioè.
Postato da Che Guevara alle 23.11

Ma Che Guevara non era un cantante reggae? mi sa però che non è ancora morto, perché se no Thomas me ne avrebbe parlato
Postato da Daniela il 2/2/2006 alle 13.28

Ma no, che cantante reggae… Che Guevara era un rivoluzionario… quello di Cuba… Fidel Castro… niente, eh?
Postato da LupoAzzurro il 2/2/2006 alle 16.22

Ops, ora ho capito. che vergogna…
Postato da Daniela il 2/2/2006 alle 21.10

E la nave va…

Thursday February 2nd, 2006

Cari amici, oggi, in un momento di riposo tra una telefonata a Massimo e un ripasso di storia, stavo rileggendo tutto quello che mi è successo in questi ultimi mesi. E’ curioso rileggere il proprio blog, sembra che quasi che si tratti di un’altra persona, si vede tutto con maggior distacco…

Beh, sembra ieri che ho iniziato il liceo, eppure sono successe tantissime cose da allora. Forse è proprio vero che l’adolescenza è il periodo più denso di avvenimenti della vita di una persona, ma spesso ci si scorda che non tutti sono positivi. E’ così successo che in questi mesi ho sperimentato una crisi di famiglia, il tradimento da parte di coloro che credevo amiche, una serie impressionante di figuracce col prossimo, la solitudine e, almeno all’inizio, il sapore del fallimento scolastico. E poi, soprattutto a partire dall’inizio di questo 2006 che si presenta coi migliori auspici, tutto ha iniziato a girare per il verso giusto: papà è tornato a casa, ho scoperto tre nuovi amici, tutti strani ma meravigliosi a modo loro, ho scoperto di essere bravina in uno sport, ho inanellato una serie di discreti voti che, a meno di sorprese, dovrebbero garantirmi una pagella più che decente e, soprattutto, non sono più un’anima solitaria ma condivido il mio cammino con un tipo buffo, dolce e carino: Massimo, il mio ragazzo.
Vabbé, in casa sono ancora mezza in punizione e mi guardano ancora un po’ storta, ma domani, quando arriverà la pagella e potrò dimostrare di essere sufficientemente matura da non essere controllata, tutto andrà ancora per il meglio e mi sarà più facile uscire con Massimo quando voglio. E questo è solo l’inizio, quindi incrociate le dita!
Commenti:(6)

Uff, che post noioso! Sembra che stai facendo un riassunto per gli ultimi arrivati…
Postato da Son Gohan OmegaX il 4/2/2006 alle 17.21

Son Gohan? Figghiu miu!
Postato da Goku’91 il 4/2/2006 alle 18.11


Papà! Mi sei mancato!
Postato da Son Gohan OmegaX il 4/2/2006 alle 18.26

Ma che scemotti! Beh, Dani, non c’è molto da dire: sono felice per te e, per quanto riguarda la pagella, in bocca al Lupo…Azzurro! :D
Postato da Maria Antonietta il 4/2/2006 alle 20.01

Grazie Maria e voialtri…fate i bravi! (ma Son Gohan è uno nuovo? Io inizio a fare confusione!)
Postato da Daniela il 4/2/2006 alle 20.56

Sì, sono nuovo. Sono capitato sul tuo blog cercando su Google “Grosse tette”.
Postato da Son Gohan OmegaX il 4/2/2006 alle 22.38

Titanic

Friday February 3rd, 2006

Le ultime parole famose.
Tutti I passeggeri e il personale di bordo si preparino al naufragio, ci stiamo schiantando contro un iceberg! O meglio, ci siamo già schiantati.

Lo sto scrivendo, ma non ci posso ancora credere.
Non è vero.
Ero sicura… ero sicura che la pagella sarebbe stata quantomeno decente. Non dovevo prendere neanche un’insufficienza, avevo fatto i miei calcoli!

E adesso è tutto una merda. Sì, ecco. Una merda.
Non so davvero cosa fare, quando i miei scopriranno com’è andata… quando scopriranno che le insufficienze sono state ben tre, non oso pensare che cosa sarà di me.
Mia mamma mi sbranerà, proprio come farebbe un capodoglio con dei calamaretti.

Inglese: 5. Greco: 5.
Latino: 4!!!

Me la pagherà, la Gigioni, lo giuro! E pensare che le ho ampiamente dimostrato di essermi ripresa dal mio… ehm… capitombolo di inizio anno. Ma la —-, non parliamone, da lei un tiro mancino come questo non me lo sarei proprio aspettato.

Forse sono ancora in tempo a fuggire di casa, imbarcarmi su una baleniera e sparire al largo di Capo Horn. Dopotutto, nessuno della mia famiglia sa ancora dei risultati della pagella…
Papà è al lavoro. Mamma ha accompagnato in gita al parco dei dinosauri la classe di Andrea. Nessuno si accorgerebbe della mia assenza prima di… prima di molto poco, dato che rientreranno tutti e due da un momento all’altro.

O forse capiranno. Capiranno che io mi sono impegnata, che i primi mesi sono solo un periodo di rodaggio, poi i risultati arrivano, che si è trattata di un’ingiustizia di quei due squali delle mie prof… dopotutto nelle altre materie sono andata benino… ho preso pure 7 in matematica.

No, non è vero. Non capiranno proprio un bel niente.
Oddio cosa devo fare.
Ora chiamo Massimo, magari lui riuscirà a calmarmi e mi aiuterà a ragionare.
Sì dai, adesso lo chiamo.

Adesso… oddio… cosìè questo rumore?
La porta! E’ la porta!
Questa è mamma che è tornata dalla gita. Mi spellerà viva ragazzi devo anda

Commenti ( )

Noooooo che sfortuna! Io per fortuna non ho avuto nessuna materia sotto. ma non ti buttare giù, recupererai piano piano
Postato da MariaAntonietta il 3/2/2006 alle 18.31

Mapporc! io ho avuto una sola sufficenza. in educazione fisica >:-(
Postato da Goku91 il 3/2/2006 alle 21.06

E ci credo, non sai neanche scrivere sufficienza nel modo giusto
Postato da LupoAzzurro il 3/2/2006 alle 22.10

Ei tu, non ricominciare o sai cosa ti succede
Postato da Goku91 il 3/2/2006 alle 22.15

Coraggio ragazzi, calmatevi. Piuttosto, vedete di consolare un po’ Daniela.

ps: Dani, ma all’allenamento di domani sera ci vieni lo stesso, vero?
Postato da Cecilia il 3/2/2006 alle 23.02

Dai, sei troppo sfigata! Io ho prso tutti 8! :-p
Postato da Secchione il 4/2/2006 alle 11.20

Oooh, Dani, ma ci sei? tutto bene?
Postato da MariaAntonietta il 4/2/2006 alle 14.52

Già Dani, fatti viva… noi ti aspettiamo eh?
ps: ma neanche al telefono rispondi?
Postato da Cecilia il 4/2/2006 alle 18.10

Secondo me è scappata di casa :-)
Postato da VegetaXL il 4/2/2006 alle 21.33

Ragazzi, Daniela non è venuta agli allenamenti. al telefono non risponde. io comincio a preoccuparmi…
Postato da Cecilia il 4/2/2006 alle 23.55

Non c’è qualcuno che sa dove abita?
Postato da LupoAzzurro il 5/2/2006 alle 02.06

Io più o meno lo so, quasi quasi sto pomeriggio passo a vedere che succede
Postato da Cecilia il 5/2/2006 alle 14.06

Sì dai, che qui ci stiamo preoccupando
Postato da MariaAntonietta il 5/2/2006 alle 16.10