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	<title>Pinguini nel salotto</title>
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	<description>Un blog di cui vergognarsi</description>
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		<title>Pinguini in cucina VIII: Pasta del Compagnone</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 06:35:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinguini in cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[Innanzitutto: donne, pussate via. Oggi cuciniamo un piatto molto semplice, ma che si addice solo ai maschietti. I più sempliciotti potranno chiamarla &#8220;pasta con fave e piselli&#8221;, ma chiamarla Pasta del Compagnone fa più ridere perché, ora vi spiego, &#8220;fava&#8221; e &#8220;pisello&#8221; sono due modi per indicare il membro virile. Siccome solo i maschi lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto: donne, pussate via. Oggi cuciniamo un piatto molto semplice, ma che si addice solo ai maschietti. I più sempliciotti potranno chiamarla &#8220;pasta con fave e piselli&#8221;, ma chiamarla Pasta del Compagnone fa più ridere perché, ora vi spiego, &#8220;fava&#8221; e &#8220;pisello&#8221; sono due modi per indicare il membro virile. Siccome solo i maschi lo posseggono,  e il compagnone è un maschio, ecco fatto il calembour.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Prepararsi</strong></span><br />
Nessuna donna in vista? Ottimo. Ora chiamate il vostro amico compagnone Pierdomenico, detto Gus (pronunciato all&#8217;inglese, chiamato così perché emette un sacco di gas) perché vi intrattenga e indossate il vostro grembiule con le donne nude sopra. Cucina virile, ricordate!<br />
Raduniamo gli <strong>ingredienti </strong>per due persone. Se volete farlo  per una sola, dividete per due. Se non vi ricordate come si divide per due, ripetete la terza elementare.</p>
<p>Abbisognerete di:<br />
- fave fresche, circa 600 g con la buccia<br />
- piselli surgelati, circa 200 g (un attimo, perché le fave fresche e i piselli surgelati? Perché così vuole la tradizione. Vorrete mica cambiare la ricetta?)<br />
- pasta corta, 200 g o anche un po&#8217; di più, se avete fame. E, anche se vi verrà la tentazione visto il tema, non usate le <em>minchiette</em>. Son di cattivo gusto.<br />
- olio extravergine di oliva<br />
- un terzo di cipolla<br />
- (facoltativo) qualche dadino di pancetta dolce, ma non troppa. Diciamo 30g.<br />
- sale<br />
- pepe. Usate quello da macinare al momento, è tutta un&#8217;altra cosa.<br />
- grana/parmigiano</p>
<p>E l&#8217;<strong>attrezzatura</strong>:<br />
- una padella col suo coperchio<br />
- un cucchiaio di legno<br />
- pentola + scolapasta<br />
- coltello e tagliere</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Cucinare</span></strong><br />
Avete preso tutta l&#8217;attrezzatura? Bene, mettetela da parte, perché prima bisogna <strong>sbucciare le fave</strong>. Sarebbe un lavoro noiosino, se non ci fosse Pierdomenico detto Gus per discutere di cose da uomini. Per iniziare parlerete di <strong>motori</strong>. Fate pure l&#8217;elenco delle macchine sportive che vi piacerebbe comprare, ma poi rilevate che consumano un sacco, e la benzina costa. Entrate pure nel dettaglio tecnico su particolari come il numero di cavalli o lo spazio di frenata. Tempo di arrivare a discutere della scelta dei pneumatici e vualà! le fave sono state sbucciate. Se siete un po&#8217; schizzinosi, potete togliere lo strano più esterno delle fave più grosse, che risulta più duro, ma, guardatemi, non vi pare una cosa poco virile da fare?<br />
Preparate ora il <strong>soffritto</strong>. Tagliate finemente la cipolla  sul tagliere, e mettetela nella padella con olio e, se vi va, con la pancetta. Fate appassire a fuoco lento la cipolla e la pancetta per qualche minuto girandola col cucchiaio (nel frattempo, se vi va, potete intrattenere Pierdomenico detto Gus dissertando sulla vostra marca di <strong>lamette da barba</strong> preferita), e poi <strong>aggiungete le fave e i piselli</strong>. Aggiungete un po&#8217; d&#8217;acqua, salate, rimescolate, coprite, e aspettate che si cuociano. Ci vorrà una mezzoretta abbondante: ogni tanto controllate, rigirate e, se vi pare asciutta, aggiungete ancora acqua.</p>
<p>Durante la cottura E&#8217; giunto il momento di parlare di <strong>figa </strong>con Pierdomenico detto Gus. Raccontate delle bocce della cameriera di quel pub e di tutto quello che le fareste. Esagerate pure un pochino. Proseguite raccontando qualche aneddoto di quella volta che avete rimorchiato una tedesca in spiaggia. Esagerate pure un pochino. Deviate poi sui particolari anatomici delle femmine che preferite. Qui avete abbastanza libertà, ma per essere virili dovete amare le tette grosse. Esagerate pure un pochino. Se, per qualche strana ragione, la conversazione sulla figa non riuscisse a occupare tutto il tempo, parlate di <strong>fucili da caccia</strong>.</p>
<p>Forse i legumi non sono ancora completamente cotti (assaggiate, non siate timidi! la timidezza non è da Veri Uomini), ma è comunque ora di mettere su la <strong>pasta</strong>. Sapete come fare, vero? Ne abbiamo già parlato, e poi non siete mica nati ieri. Siete uomini di mondo.<br />
Cuocete per il tempo indicato sulla confezione della pasta. Avrete una decina di minuti di tempo da dedicare al <strong>calcio</strong>. Non avete ancora parlato di calcio! Che uomini siete? Prendete in giro bonariamente Pierdomenico detto Gus per le sconfitte della sua squadra del cuore, e offendetevi quando lui farà lo stesso. Litigate un po&#8217;, ma alla fine convenite entrambi che la Juve ruba e tornate amici.</p>
<p>La pasta è cotta, scolatela e versatela nella <strong>padella</strong> dei legumi. Rimescolate ben bene a fuoco alto, poi spegnetelo, aggiungete un filo di olio crudo e una spolverata di pepe. Servite in tavola e, se vi piace, aggiungete il formaggio grattato. Ora potete mangiare in santa pace e iniziare a parlare di smalti, borsette e peli superflui.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bere, varianti e impatto anale</strong></span><br />
E&#8217; un bel dilemma l&#8217;accompagnamento. Nonostante quel che dice Hannibal Lecter, io con le fave vedo meglio un bianco un po&#8217; corposo rispetto a un Chianti. E&#8217; però vero che il vino bianco è meno mascolino del rosso, quindi, ok, andate di <strong>Chianti</strong>. Niente fegato umano, però, se possibile.<br />
Le <strong>varianti </strong>possibili sono diverse. Innanzitutto, se togliete la pancetta e il formaggio, viene un piatto vegano. Ma essere vegani è l&#8217;antitesi della virilità, quindi, se non vi piace il formaggio sulla pasta e non avete pancetta, come minimo metteteci un po&#8217; di burro. Una variante molto popolare è combinare con fave e piselli anche i carciofi:  la preparazione qui però si complica un po&#8217;, e si sa che la cucina complicata è roba da donnicciuole. Infine, molti trovano che il prezzemolo si sposi benissimo con fave &amp; piselli, ma, secondo me, sta poco bene col pepe, e il pepe è da Uomini Veri. Se volete perdere qualche punto-uomo, quindi, potete sostituire il pepe col prezzemolo.<br />
L&#8217;impatto anale è abbastanza basso, si digerisce facilmente ma siccome si tratta di legumi, il vostro amico Pierdomenico detto Gus potrà tener fede al suo nome. E i <strong>peti</strong>, ricordiamolo, sono cose da uomini.</p>
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		<title>Spinguinamenti baltici</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 06:31:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Aneddoti inconcludenti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ultima volta che son stato in Russia, sulla via dell&#8217;andata ho fatto scalo a Riga. Ho ridacchiato per un&#8217;oretta per la rima, poi mi sono avviato al controllo passaporti, dove un solerte funzionario mi ha tenuto per un bel po&#8217;. Mi son cagato un po&#8217; addosso, perché ha controllato il mio passaporto per parecchio tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultima volta che son stato in Russia, sulla via dell&#8217;andata ho fatto scalo a <strong>Riga</strong>.  Ho ridacchiato per un&#8217;oretta per la rima, poi mi sono avviato al  controllo passaporti, dove un solerte funzionario mi ha tenuto per un  bel po&#8217;. Mi son cagato un po&#8217; addosso, perché ha controllato il mio  passaporto per parecchio tempo con una lente d&#8217;ingrandimento cercando  qualcosa che non andasse. Ero preoccupato, perché se il tizio della  dogana lettone ti dice che il tuo passaporto non è buono (e ovviamente  era validissimo), hai voglia trovare qualcuno per far valere le tue  ragioni! A un certo punto mi ha chiesto in un inglese stentato se avevo  un altro documento. Io, sorpreso, ho preso la mia carta d&#8217;identità  italiana e gliel&#8217;ho data. L&#8217;ha controllata, ha rimuginato ancora un po&#8217; e alla fine, con aria un po&#8217; scazzata, mi ha fatto passare.</p>
<p>La settimana scorsa (quindi due mesi dopo!), mentre correvo, ho realizzato all&#8217;improvviso che voleva dei soldi, e si aspettava che nel secondo documento ci fosse dentro la mancia.</p>
<p><em>Luca XX, impermeabile alla corruzione, ma perché non ci arriva.</em></p>
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		<title>Suor Pierantida</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 07:21:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Aneddoti inconcludenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, guardando i titoli di Repubblica.it, ho letto il nome &#8220;Aston Villa&#8220;, che ha scatenato (direi proustianamente) il ricordo di un micro-aneddoto. Siamo alle elementari, è il 1983, la mia maestra Suor Maddalena è assente e c&#8217;è la sua supplente. Quest&#8217;ultima, scocciata dalle troppo numerose richieste di andare in bagno e cercando di convincerci a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, guardando i titoli di Repubblica.it, ho letto il nome &#8220;<strong>Aston Villa</strong>&#8220;, che ha scatenato (direi proustianamente) il ricordo di un micro-aneddoto.</p>
<p>Siamo alle elementari, è il 1983, la mia maestra Suor Maddalena è assente e c&#8217;è la sua supplente. Quest&#8217;ultima, scocciata dalle troppo numerose richieste di andare in bagno e cercando di convincerci a tenerla un po&#8217; di più, argomenta: &#8220;Se vi fosse scappata la pipì ieri sera, durante la partita&#8230;&#8221;  e viene interrotta da un <strong>boato della classe </strong>che si mette a festeggiare la vittoria della Juventus sull&#8217;Aston Villa. Mike M., in particolare, si alza in piedi sul banco e si mette a gridare ripetendo &#8220;Juventus tre! Aston Villa uno!&#8221;. Nel frattempo la supplente, pentita del suo exploit, cerca di calmare la classe, che, anche se è  dimentica delle proprie necessità fisiologiche, è totalmente fuori controllo. Io ignoravo che la sera precedente ci fosse stata una partita.</p>
<p>Questa supplente si chiamava <strong>Suor Pierantida</strong>. Ricordo solo di lei questo aneddoto e il fatto che fosse molto più noiosa di Suor Maddalena. Stamane, ricordando questo aneddoto, mi son chiesto: &#8220;Ma che diamine di nome è <em>Pierantida</em>?&#8221;. Da una ricerca su Google risulta un solo hit, corrispondente però a una suora. Non ho mai visto scritto questo nome quindi potrei averlo inteso male. &#8216;nzomma, come diamine si chiamava questa suora?</p>
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		<title>Le regole delle preghiere secondo il piccolo Luca</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 15:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aneddoti inconcludenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Luca, otto anni, va a scuola dalle suore, è comunicato, va a messa, si confessa e zia Adelina gli ha insegnato a dire le preghierine. Egli esegue, ma, tuttavia, è una persona precisa, e ci tiene a stabilire alcune regole ed accorgimenti molto mirati. 1) Le preghiere valgono solo se dette in &#8220;modalità preghiera&#8221;. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luca, otto anni, va a scuola dalle suore, è comunicato, va a messa, si confessa e zia Adelina gli ha insegnato a dire le preghierine. Egli esegue, ma, tuttavia, è una persona precisa, e ci tiene a stabilire alcune regole ed accorgimenti molto mirati.</p>
<p>1) Le preghiere <em>valgono</em> solo se dette in &#8220;modalità preghiera&#8221;. La modalità preghiera viene attivata col segno della croce (nelnomedelpadredelfigliedellospiritosantoamen) e chiusa nello stesso modo. Se uno si dimentica di chiudere la modalità preghiera, rischia di passare tutto il suo tempo così, e poi chiuderla la volta successiva quando crede di riaprirla. Non è ben chiaro che succede se uno vive in modalità preghiera, ma quel che è certo è che le preghiere dette al di fuori della modalità apposita non valgono.</p>
<p>2) Le preghiere vanno dette di sera prima di dormire. Nei seguenti giorni speciali vanno dette anche al mattino, appena svegli: Natale, Pasqua, e compleanno.</p>
<p>3) Le preghiere vanno sussurrate. Non solo pensate, ma nemmeno declamate ad alta voce. Muovere solo le labbra può essere sufficiente.</p>
<p>4) Le preghiere da dire sono le seguenti, in quest&#8217;ordine: Ave Maria, Padre Nostro, Atto di dolore, L&#8217;eterno riposo, Angelo di Dio. In caso uno abbia visto un film di paura, è concesso dire più volte l&#8217;Angelo di Dio (per essere più protetti da quello scansafatiche) o l&#8217;Eterno Riposo (ma solo se il film di paura riguarda fantasmi, vampiri, zombi o gente morta in qualche modo che bisogna tenere buona)</p>
<p>5) Dimenticarsi di dire le preghiere è come dimenticarsi di lavarsi i denti: non serve a niente recuperare il giorno dopo, ormai la frittata è fatta. Probabilmente se una sera scordi uno dei due ti fai qualche secolo di purgatorio, ma se son tutte e due&#8230;beh, c&#8217;è Belzebù col forcone che ti aspetta!</p>
<p><em>Completo la trattazione con un micro-aneddoto inconcludente in tema.</em></p>
<p>Il piccolo Luca racconta la seguente barzelletta:</p>
<p>- Qual è la barzelletta preferita da Andreotti, attuale presidente del consiglio dei ministri?&#8221;</p>
<p>- Non sappiamo qual è la barzelletta preferita da Andreotti, attuale presidente del consiglio dei ministri, Luca. Diccelo tu -  risponde il parentame.</p>
<p>- E&#8217; l&#8217;Angelo di Dio, perché dice &#8220;Reggi il governo a me&#8221;.</p>
<p>Risate educate del parentame. Spiegazione:  io avevo capito &#8220;Reggi il governo a me&#8221;  invece di &#8220;Reggi e governa me&#8221;, e mi pareva si adattasse ad Andreotti. Il che era anche vero, ma mi sfuggiva perché invece dovesse riguardare me, che non ero presidente del consiglio dei ministri (se non a mia insaputa, almeno).</p>
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		<title>Simply Irresistible</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 15:10:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Pinguini nel salotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Breve lista incompleta di cose a cui non posso proprio resistere Calpestare le foglie secche per terra in autunno per sentire il &#8220;croc!&#8221;. O meglio, calibrare i miei passi per calpestare le foglie che sembrano più scrocchiarelle. Fare le boccacce davanti allo specchio, perlomeno quando son da solo. Ma in ascensore in un paio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Breve lista incompleta di cose a cui non posso proprio resistere</em></p>
<p>Calpestare le foglie secche per terra in autunno per sentire il &#8220;croc!&#8221;. O meglio, calibrare i miei passi per calpestare le foglie che sembrano più scrocchiarelle.</p>
<p>Fare le boccacce davanti allo specchio, perlomeno quando son da solo. Ma in ascensore in un paio di occasioni l&#8217;ho scampata bella quando si sono aperte le porte!</p>
<p>Mangiare un pezzo di focaccia quando la compro calda, anche se ho intenzione di tenerla per dopo o addirittura di surgelarla per la colazione.</p>
<p>Guardare nel fazzoletto dopo essermi soffiato il naso. Bleah, sì, ce ne faremo una ragione.</p>
<p>Dire ad alta voce &#8220;whooosh!&#8221; quando sorpasso qualcuno in motoretta. Sì, immaginate un fesso che scorrazza in motoretta e sottolinea ad alta voce ogni sua prodezza.</p>
<p>Chiamare, in ambito informatico, &#8220;servizietto&#8221; qualunque cosa sia un &#8220;service&#8221; (quindi un web service o un service di Windows). Questa è contagiosa: nel mio ufficio, anche nelle riunioni più serie ormai si parla di servizietti. E così passerò alla storia.</p>
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		<title>Variazioni animate parte II</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinguini nel salotto]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; passato più tempo che da Terminator a Terminator II, ma il  sequel di questo è arrivato! Gioite! (Regole: si cambia una sola lettera da un titolo e si rielabora la trama) Granma Una nonna cambia sesso ogni volta che si leva la dentiera Cocchi di gatto Tre ladre bellissime scappano sempre dal luogo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>E&#8217; passato più tempo che da Terminator a Terminator II, ma il  sequel di <a href="http://www.xxmiglia.com/index.php/2005/04/variazioni-animate/">questo </a>è arrivato! Gioite!</em></p>
<p><em>(Regole: si cambia <span style="text-decoration: underline;">una sola</span> lettera da un titolo e si rielabora la trama)<br />
</em></p>
<p><strong>Granma</strong><br />
Una nonna cambia sesso ogni volta che si leva la dentiera</p>
<p><strong>Cocchi di gatto</strong><br />
Tre ladre bellissime scappano sempre dal luogo del misfatto con un calesse trainato dai felini</p>
<p><strong>Due Cantagenitori</strong><br />
La storia della piccola Ylenia e delle ragioni che l&#8217;hanno portata a scappare dai due molesti genitori canterini</p>
<p><strong>Hello Spunk!</strong><br />
Una ragazza saluta sempre con gioia le eiaculazioni dei suoi numerosi partner</p>
<p><strong>Cara, dolce Kyoto</strong><br />
Atto d&#8217;amore verso la vecchia capitale del giappone, lungo 96 puntate. Du&#8217; palle.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Teenage Mutant Ninja Turdles</strong><br />
avventure di quattro merde addestrate a combattere da un topo di fogna<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Lazy Oscar</strong><br />
La bella erede dalla famiglia de Jarjayes vince un ambito premio cinematrografico senza manco sbattersi troppo</p>
<p><strong>Bora e mon</strong><br />
A Trieste, c&#8217;è vento e c&#8217;è figa.</p>
<p><strong>I gotti di Chattanooga</strong><br />
Nel Tennesse, sotto il sole che ti spacca in quattro, è raro vedere un bicchiere pieno a lungo.</p>
<p><strong>Dopaeom</strong><br />
Gatto atleta venuto dallo spazio fa ricorso a steroidi e viene squalificato alle Astrolimpiadi</p>
<p><strong>E&#8217; quasi ragia Johnny</strong><br />
Un giovane esper giapponese usa i suoi poteri per pulire i pennelli, con esiti alterni.</p>
<p><strong>Porro</strong><br />
Nelle polverose cittadine del Messico, un vendicatore mascherato assicura giustizia. Egli è come la cipolla, ma più delicato.</p>
<p><strong> Orange Toad</strong><br />
Un ragazzo, dopo aver leccato un rospo arancione dell&#8217;amazzonia, crede di sviluppare poteri magici e di essere al centro di un triangolo amoroso, ma è tutto un suo viaggio.</p>
<p><strong>Magica magica eri</strong><br />
&#8230;e ora non lo sei più!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>3/2011 parte III</title>
		<link>http://www.xxmiglia.com/index.php/2012/02/32011-parte-iii/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 19:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pseudo-recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre fumetti franciosi Bludzee di Lewis Trondheim: Trondheim, mon amour, non è più prolifico come una volta, ma la qualità dei suoi lavori non è scemata. Bludzee è un fumetto assurdo: parte come una specie di Garfield, con un gatto protagonista a cui piace mangiare le crocchette, ma presto devia verso la fantascienza, il thriller, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tre fumetti franciosi</span></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Bludzee di Lewis Trondheim</span>: Trondheim, mon amour, non è più prolifico come una volta, ma la qualità dei suoi lavori non è scemata. <em>Bludzee</em> è un fumetto assurdo: parte come una specie di Garfield, con un gatto protagonista a cui piace mangiare le crocchette, ma presto devia verso la fantascienza, il thriller, e sopratttutto verso un&#8217;ultraviolenza che sfiora il sadismo (del tipo, il pinguino che offre centinaia di modi di uccidere i nemici nessuno dei quali dura meno di 24 ore di sofferenza). Geniale, come sempre.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Le viandeir de Polpette di Julien Neel e Olivier Milhaud</span>: Julien Neel è un altro dei miei grandi amori francesi. L&#8217;autore di <em>Lou!</em>, in questo caso, si limita ai disegni di una storia molto particolare e molto intrigante. In un mondo pseudo-medievale, forse con qualche sfumatura fantasy, la storia degli avventori di una locanda nella foresta. Molto lavoro sui personaggi e sulle relazioni tra di loro, disegni puffolosi ma non leziosi e il piccolo bonus di un sacco di ricette interessanti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Un anno di Jiro Tanuguchi e Jean David Morvan</span>: ok, ho barato, non è proprio tutto francese, in quanto disegnato da Taniguchi (autore amatissimo oltralpe), ma è più vicino al modo di fare fumetti europeo che a quello nipponico. Un anno è il primo di quattro volumi che raccontano la tenerissima storia di una ragazza un po&#8217; ritardata che scopre il mondo, rendendosi conto in qualche modo della sua condizione. Che volete farci, sono un tenerone!</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tre serie tv recuperate dal passato</span></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Mad Men</span>: per la critica, in generale, è LA serie degli ultimi anni. In effetti, la qualità produttiva è altissima, e superato lo scoglio della prima stagione, in cui non succede pressoché nulla se non introdurre i personaggi, diventa anche molto appassionante. Personalmente a me ha colpito come tutti i personaggi siano umani e un po&#8217; stronzi, e sia impossibile ammirarli o tifare veramente per loro, ma contemporaneamente si prova pietà ed empatia. Non è una cosa da poco, e racconta molto di tutti noi.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Gilmore Girls (&#8220;Una mamma per amica&#8221;)</span>: beh, a dire il vero l&#8217;ho iniziato nel 2010, ma son sei stagioni, c&#8217;è voluto il suo tempo. Forse agli antipodi rispetto a <em>Mad Men</em>, <em>Gilmore Girls</em> è una specie di favola, con personaggi pensati per affezionarsi, dialoghi veloci e pungenti, location carina e pulitissima, persino una specie di matrigna e una sorta di burbero principe azzurro. Si guarda con grandissimo piacere, ma si dimentica in fretta.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Community</span>: mannaggia alle serie come <em>Community</em> che ci mettono un po&#8217; a decollare! Mi piacerebbe un sacco farla vedere agli amici, ma dover dire &#8220;ci mette 10 puntate prima di partire&#8221; scoraggia chiunque. Peccato perché <em>Community</em> è una sit com che da un lato ripropone tutti i cardini del genere (il concetto di &#8220;famiglia&#8221;, anche se esteso a un gruppo di studio all&#8217;università), dall&#8217;altro fa il miglior lavoro di scrittura dei personaggi e delle relazioni tra di essi mai visto nella storia delle sit-com. Sono pronto a giurare che tra qualche anno la bibbia di questa serie sarà studiata nelle scuole di sceneggiatura. Ah, ed è anche un sacco divertente e strizza l&#8217;occhio a chi conosce il mondo dei telefilm in un sacco di modi.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Tre madri</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Maria</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">La madre di Dimaco</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">La madre di Tito</span></p>
<p>(cri&#8230;cri&#8230;cri&#8230;)</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tre lungometraggi di animazione</span></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il re leone di Roger Allers, Rob Minkoff</span>: sì, <em>quel</em> Re Leone. Forse l&#8217;avevo visto tanti anni fa, ma non lo ricordavo, e ho colto l&#8217;occasione di rivederlo al cinema, purtroppo in 3d, con la mia nipotina Silvia. E&#8217; un film magnifico. E&#8217; banale ribadire l&#8217;aggettivo &#8220;shakespeariano&#8221; che usano tutti, ma non si può farne a meno di fronte a una storia oggettivamente potente, anche per occhi adulti. Qualche leziosità, ma che ci vuoi fare, è la Disney.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Tatsumi di Eric Khoo</span>:  si tratta di una biopic di Yoshihiro Tatsumi, celebre fumettista  giapponese inventore dei gekiga (manga per adulti, non nel senso di “con  tette e culi” ma nel senso di “con temi maturi”), inframmezzata con  racconti brevi tratti dall’opera di Tatsumi. L’animazione un po’  spartana si sposa benissimo con la durezza dei temi e con la storia di  un Giappone che vive il suo boom nel dopoguerra anche dal punto di vista  dei fumetti. Visto ad Annecy fuori concorso, applausi infiniti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il gatto del rabbino di Joan Sfar e Antoine Delesvaux</span>: tratto dal bellissimo fumetto omonimo di Sfar stesso. Io a Sfar ci  voglio un sacco di bene perché è amico di Trondheim e perché è quasi  altrettanto eclettico, e attendevo molto questo film. In un curiosissimo  3D (si fa una sorta di messa in scena a pannelli senza spessore)  racconta una storia di popoli, religioni, avventura, amore in un’Africa  più leggendaria che mai ma vista con l’amore di chi l’ha conosciuta.  Un  po’ troppo lenta la prima parte (accanto a me un tizio si è messo anche  a russare!), ma la seconda metà è a dir poco strepitosa. Ha vinto il  Cristallo come miglior film ad Annecy 2011.</p>
<p><em>(sì, due su tre li ho visti ad Annecy, ma che se passo una settimana a guardare cartoni animati roba buona ne vedrò, e poi nel 2011 non sono manco usciti film Pixar!)</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bonus: un fumetto americano</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Io le pago di Chester Brown</span>: Chester Brown, quando fa autobiografia, si mette a nudo in modo così  spietato da sembrare quasi masochista. In questo volume analizza le sue  esperienze con le prostitute, partendo dal fatto razionale che egli non  desidera relazioni esclusive con tutti i problemi che si portan dietro,  ma sente la mancanza del sesso. Da questo punto di partenza si dilunga  sulla legislazione sul meretricio e sui dettagli del rapporto tra le  prostitute e i clienti, e divaga ulteriormente sui vari tipi di  relazioni tra esseri umani, tra cui la grande domanda che in tanti ci  siamo posti: &#8220;Ma davvero l&#8217;amore romantico è la forma di amore più  importante? O è Hollywood ad avercelo inculcato?&#8221;. A tratti  agghiacciante nel suo lucido cinismo, ma imperdibile.</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 1338px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Tommy Wirkola</div>
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		<title>Intervallo</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinguini nel salotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Forza con quella chitarra! Sta iniziando l&#8217;intervallo! Plin, plinplinplin! Signori, era anni che aspettavate! Le foto di Sassello sotto la Nevicata del Secolo. E dov&#8217;è il calcinculo, per Plutone? Si sappia che qua ho imparato cosa diamine è un &#8220;blocco&#8221;. Il tirotto di patate è la vera delizia di Sassello, altro che gli amaretti! In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Forza con quella chitarra! Sta iniziando l&#8217;intervallo! Plin, plinplinplin!</em></p>
<p>Signori, era anni che aspettavate! Le foto di Sassello sotto la Nevicata del Secolo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1209" title="P1310740 - Copia copia" src="http://www.xxmiglia.com/images/P1310692-Copia-copia.jpg" alt="" width="70%" height="70%" /></p>
<p>E dov&#8217;è il calcinculo, per Plutone?</p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1208" title="P1310749 - Copia copia" src="http://www.xxmiglia.com/images/P1310695-Copia-copia.jpg" alt="" width="70%" height="70%" /></em></p>
<p>Si sappia che qua ho imparato cosa diamine è un &#8220;blocco&#8221;.</p>
<div><em><img class="alignleft size-full wp-image-1208" title="P1310749 - Copia copia" src="http://www.xxmiglia.com/images/P1310700-Copia-copia.jpg" alt="" width="70%" height="70%" /></em></div>
<p>Il tirotto di patate è la vera delizia di Sassello, altro che gli amaretti!</p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1208" title="P1310749 - Copia copia" src="http://www.xxmiglia.com/images/P1310709-Copia-copia.jpg" alt="" width="70%" height="70%" /></em></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1208" title="P1310749 - Copia copia" src="http://www.xxmiglia.com/images/P1310712-Copia-copia.jpg" alt="" width="70%" height="70%" /></em></p>
<p>In questo campo c&#8217;è stata l&#8217;unica prodezza sportiva della mia esistenza. Ne ho già parlato?</p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1208" title="P1310749 - Copia copia" src="http://www.xxmiglia.com/images/P1310713-Copia-copia.jpg" alt="" width="70%" height="70%" /></em></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1208" title="P1310749 - Copia copia" src="http://www.xxmiglia.com/images/P1310724-Copia-copia.jpg" alt="" width="70%" height="70%" /></em></p>
<p>Eccoci quasi a casa&#8230;</p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1208" title="P1310749 - Copia copia" src="http://www.xxmiglia.com/images/P1310727-Copia-copia.jpg" alt="" width="70%" height="70%" /></em></p>
<p>Il fotografo si scusa di non aver fotografato più da vicino, ma la strada era impercorribile. Ma io so che tutti i lettori sono lieti di poter finalmente visualizzare il contesto dei miei racconti&#8230;vero?</p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1208" title="P1310749 - Copia copia" src="http://www.xxmiglia.com/images/P1310730-Copia-copia.jpg" alt="" width="70%" height="70%" /></em></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1208" title="P1310749 - Copia copia" src="http://www.xxmiglia.com/images/P1310740-Copia-copia.jpg" alt="" width="70%" height="70%" /></em></p>
<p>Sulla sinistra, la fontanella. Non la vedete? E&#8217; lì, sotto un metro di neve.</p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1208" title="P1310749 - Copia copia" src="http://www.xxmiglia.com/images/P1310749-Copia-copia.jpg" alt="" width="70%" height="70%" /></em></p>
<p>Questo campo è stato dichiarato Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;Unesco. Il pickup è del Sindaco dell&#8217;Unesco.</p>
<p><em>E ancora un enorme grazie a Marco P. per le foto, e non solo per quelle</em></p>
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		<title>Pinguini fuori dal salotto</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 13:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinguini nel salotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi fa freddo in tutta Italia. Ma, in particolare, fa freddo in un paese ben noto ai miei lettori. Guardate qui l&#8217;apertura del Secolo XIX: No. Non a Monza, siete scemi? E nemmeno a Savona. Ad Albisola? Quasi&#8230; sì, ieri a Sassello c&#8217;erano -22°. Il trattore di Baciccia non parte, e il ciliegio sotto casa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi fa freddo in tutta Italia. Ma, in particolare, fa freddo in un paese ben noto ai miei lettori. Guardate qui l&#8217;apertura del Secolo XIX:</p>
<p><a href="http://www.xxmiglia.com/images/sassello1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1194" title="sassello1" src="http://www.xxmiglia.com/images/sassello1.png" alt="" width="667" height="192" /></a></p>
<p>No. Non a Monza, siete scemi? E nemmeno a Savona. Ad Albisola? Quasi&#8230; sì, ieri a Sassello c&#8217;erano -22°. Il trattore di Baciccia non parte, e il ciliegio sotto casa di Arturo si è spaccato dal freddo. Le mucche nelle stalle muggiscono dal freddo, nemmeno stando vicine riescono a scladarsi. Il Rio Sbruggia si è ghiacciato, e i gamberi di fiume che lo popolano sono surgelati, pronti per finire in tavola o per un gustoso ghiacciolo. La gente mangia i gelati di Gina per riscaldarsi, e il calcinculo ai giardinetti, venuto a gennaio per l&#8217;occasione, regala il vin brulé a chi prende il fiocco invece del solito giro gratis. Ma un gruppo di ragazzini, nella remota frazione del Piano, non si scoraggia e gioca lo stesso a nascondino e a pallone tutto il giorno, fermandosi solo per far merenda e guardare i cartoni in TV.</p>
<p>La mia memoria è cristallizzata come se a Sassello ci fossero -22° ininterrottamente da trent&#8217;anni.</p>
<p><em>(un grazie a Sk. per lo spunto)</em></p>
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		<title>3/2011 parte II</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 18:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pinguini nel salotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre film di zombie Day of the dead di George Romero: ma come, il classico film di George Romero? Parli sempre di film di zombie e ti sei visto solo l&#8217;anno scorso uno dei classiconi del genere? Eeeeh, così è successo. Devo dire, che nella trilogia classica, il mio preferito rimane l&#8217;Alba, ma questo ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tre film di zombie</span></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Day of the dead di George Romero</span>: ma come, il classico film di George Romero? Parli  sempre di film di zombie e ti sei visto solo l&#8217;anno scorso uno dei  classiconi del genere? Eeeeh, così è successo. Devo dire, che nella  trilogia classica, il mio preferito rimane <em>l&#8217;Alba</em>, ma questo ha un che di  disperato, di cupo e di crepuscolare che è assente nel film precedente e  che si adatta all&#8217;estremo splatter. In ogni caso, un film straordinario.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Resident Evil (la saga), diciamo di Paul Anderson</span>: mai giuocato al giuoco, ma mi sbilancio nel  dire che si tratta degli unici film decenti tratti da videogame. Il primo è il migliore (buffamente, la parte più terrorizzante è quella pre-zombie), il secondo il peggiore (sì, diciamo  pure che è proprio brutto, il secondo!), ma la saga ha una sua  consistenza pur avendo ambientazioni così differenti, e anche il  richiamo alle tecniche di sceneggiatura dei videogame spesso funziona bene. E  poi c&#8217;è Milla Jovovich, che è bravissima.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Dead Snow di Tommy Wirkola</span>: e poi qualcosa fuori dagli schemi. Zombi nazisti nella  neve in Norvegia! Yuppieeee! In realtà, una volta tolta la premessa, il  film deve molto a <em>Braindead</em> di Peter Jackson e, soprattutto, a <em>Evil dead</em> di Sam Raimi, che arriva a citare a tratti in modo quasi letterale, e  lo svolgimento è abbastanza canonico. Però ci si diverte molto,  l&#8217;ambientazione innevata è efficace e gli zombie nazisti, in  sostanza, rullano.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tre fumetti italiani</span></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Gatto Mondadory e il telefonino fatato, di Dr. Pira</span>: dite la verità, non vi siete già innamorati di questo  fumetto solo dal titolo, senza manco sapere cosa diamine sia? Dr. Pira è  colui che Daw, autore di <em>A come Ignoranza</em>, ritiene il suo maestro, ma  in effetti non hanno moltissimo in comune:  Dr. Pira non sa proprio  disegnare, e nemmeno fa finta, però sa costruire le tavole come nessun  altro e mettere in piedi situazioni assurde e surreali ma con una loro  logica interna. E fa anche un sacco ridere. <em>Gatto Mondadory</em> è un fumetto geniale, non c&#8217;è  altro aggettivo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Trama, di Ratigher</span>: difficilissimo parlare di <em>Trama</em>, è una di quelle opere fatte  tutte di sensazioni, di ombre, di inquietudini. Parla, molto vagamente,  di due ragazzotti che vengono presi in ostaggio da un serial killer  deforme, ma non si sviluppa come potrebbe fare un albo di Dylan Dog o un  film thriller. Se è un horror, è originalissimo, ma non mi sento di definirlo tale. Insomma, dovete fidarvi di me o dei tanti recensori che l&#8217;hanno  decretato fumetto italiano dell&#8217;anno. Leggetelo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Post Coitum, di Makkox</span>: &#8220;Ti è piaciuto&#8221; &#8220;Beh&#8230;&#8221; &#8220;Non era una domanda&#8221;. La  follia degli anni del tardo berlusconismo raccontata da Makkox, che dopo  mille tentativi tra autobiografia, riviste, sperimentalismi web, ha  trovato la sua dimensione migliore nella buona, vecchia satira, ospitato dal <em>Post</em> di Luca Sofri. La  splendida edizione è corredata da commenti dell&#8217;autore (divertenti anch&#8217;essi) su che diamine succedeva,  perché a volte, anche solo a pochi mesi di distanza, ci si chiede: &#8220;Ma  davvero è successo questo? Abbiamo raggiunto questi livelli?&#8221;. Eh sì. E  magari il peggio deve ancora arrivare. Dimenticatevi Forattini, qui si  ride in modo amaro, e dimenticatevi Vauro e Vincino, Makkox sa  disegnare.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tre libri che probabilmente avete letto</span></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Divina Commedia &#8211; Purgatorio, di Dante Alighieri</span>: sì, proprio la  Divina Commedia, quella là. Quando ho compiuto 35 anni, ho chiesto in regalo l&#8217;intera Commedia, approfittando del &#8220;mezzo del cammin di nostra vita&#8221;. Letto l&#8217;Inferno a  35 anni e il Purgatorio a 36, quest&#8217;anno leggerò il Paradiso. Il Purgatorio mi è piaciuto anche  più dell&#8217;Inferno, in generale, come tono e per la dimensione temporale  meno votata all&#8217;eterno, quindi più vicina all&#8217;umano. Epperò, quando,  alla fine, c&#8217;è quell&#8217;<em>adagio</em> con la sfilata allegorica del Carro  di Cristo, prende una sensazione allo stomaco dovuta alla potenza della  poesia. E lo dice un senzaddio come me. Leggetevi la Divina Commedia con  un commento non troppo pedante, ne uscirete più ricchi.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">La luna e i falò, di Cesare Pavese:</span> altra mia grossa lacuna era  Pavese. Colmata parzialmente col suo libro migliore, ne è valsa la pena.  Io sono cresciuto in provincia, ma in una provincia di mare e  abbastanza popolosa, eppure, per l&#8217;esperienza in campagna a Sassello da  piccolo e dai racconti dei parenti piemontesi, ho avuto l&#8217;illusione di  capire la provincia piemontese e i suoi abitanti che costituiscono il cardine del romanzo. O anzi,  forse la grandezza del romanzo è riuscire a trasmettere un mondo  scomparso da tempo anche a chi non ha nulla a che fare con esso. Una  scrittura potentissima, un racconto dolente e terribile.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Milano Calibro 9, di Giorgio Scerbanenco:</span> ho scoperto Scerbanenco  nel 2010, e per un po&#8217; è stato l&#8217;autore del quale prendevo sempre un  libro quando facevo la spesa di libri, come è stato, in tempi felici,  per Kurt Vonnegut (prima di leggerne tutto l&#8217;esistente). Tra i vari libri che  ho letto, direi che<em> Milano Calibro 9</em> sia il migliore. Nei racconti che  compongono questa raccolta, quasi tutti ambientati a Milano, la prosa  asciutta, incisiva e sporca dello scrittore si adatta benissimo  all&#8217;atmosfera nebbiosa milanese (erano tempi in cui a Milano c&#8217;era la  nebbia!), alla sub-umanità di delinquenti e sconfitti, allo squallore  degli ambienti e alla violenza delle situazioni. Ci si ricorda l&#8217;impressione del tutto, più che racconti  specifici: in questo senso, è un&#8217;opera unitaria.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tre ristoranti genovesi</span></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Maxela, Vico inferiore del Ferro</span>:  non è probabilmente il miglior ristorante di carne genovese,  ed è noto che Genova non è la miglior città del mondo per mangiare  carne, ma mi piace questo posto. Mi piace il banco macelleria in cui  puoi vedere i tagli, l&#8217;ambiente rustico ben incastrato nei vicoli  genovesi, la carta dei vini scarna ma di buona qualità e a prezzi onesti  e, non ultimo, le cameriere carine e simpatiche senza essere leziose.  Io finisco sempre per prendere la Fiorentina, ma anche la grigliatona o i  piatti più elaborati meritano. Applausi alle patatine tagliate come chips.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Le Tre Caravelle, al Porto Antico</span>: il ristorante a cui ho cenato più spesso nel 2011,  di gran lunga (non ho dati precisi, ma suppongo almeno 20 o 30 volte), e  non perché sia particolarmente buono. Gli è, semplicemente, che è  l&#8217;unico posto papabile vicino allo Space Cinema, che, a sua volta, è  l&#8217;unico cinema che fa regolarmente spettacoli intorno alle 18.30. Io e  la mia cricca usciamo dal lavoro, andiamo al cinema e poi ci avviamo a cena, e  siamo troppo pigri/affamati per prendere i mezzi e andare altrove. Beh, è  una pizzeria di media qualità, ne conosco ormai il menu a memoria e  spesso prendo la pizza <em>Ingorda</em> (mozzarella, gorgonzola, salciccia, bruste,  pancetta). Prezzi medi, non male la scelta di birre (per una pizzeria), i coltelli tagliano male.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Ostaja (ex <em>Guglie</em>), in via San Vincenzo</span>: il locale da genovese, in tutti i sensi. Genova è strapiena di  trattorie tipiche, ma troppo spesso i prezzi sono da ristorante e la  qualità da osteria (se non peggio). Certo, c&#8217;è <em>Maria la zozza</em>,  che di recente è anche migliorata come igiene, ma io trovo che questo  localino in via San Vincenzo, a due passi dalla stazione Brignole, sia  ideale. Vende da asporto le tipiche cose da gastronomia genovese:  farinata, torte di verdura, frittelle di baccalà e così via, ma permette  anche di fermarsi su dei bei tavoloni di marmo e mangiare, in aggiunta  al menu da asporto, altri piatti della genovesità: minestrone, trofie e  gnocchi al pesto, acciughe fritte. Si spende poco e si mangia bene.</p>
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		<title>3/2011 parte I</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 16:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xx</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pseudo-recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non faccio la cronaca del marzo 2011: vi racconto un po&#8217; di cose interessanti con cui ho avuto a che fare nel 2011, a gruppi di tre, perché il tre fa sempre figo. Tre Manga Nodame Cantabile, di Tomoko Ninomiya: non è certo una novità, né in Giappone né tantomeno da noi, ma è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>No, non faccio la cronaca del marzo 2011: vi racconto un po&#8217; di cose interessanti con cui ho avuto a che fare nel 2011, a gruppi di tre, perché il tre fa sempre figo. </em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tre Manga</span></strong><span style="text-decoration: underline;"><em><br />
</em></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Nodame Cantabile, di Tomoko Ninomiya</span>: non è certo una novità, né in Giappone né tantomeno da noi, ma è un manga proseguito nel 2011 ed è  sempre una delle prima cose che leggo quando faccio la spesa di fumetti. Si tratta di un manga per ragazze cresciutelle ambientato nel mondo della musica  classica, con molti personaggi memorabili (su tutti, la co-protagonista  Nodame) e una trama che continua a essere interessante e mai ripetitiva.  Ho apprezzato molto la cesura tra la prima e la seconda parte, una  sorta di reset con nuova ambientazione, nuovi personaggi e nuove storie,  senza però perdere in freschezza e senza snaturare il tono della narrazione. <em>16  volumi, in prosecuzione.</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Happy!!, di Naoki Urasawa</span>: Urasawa è noto soprattutto per i suoi manga di  fantascienza, su tutti <em>20th century boys</em> che, almeno per i primi dieci  volumi, è considerato forse il miglior manga del decennio passato (poi  svacca, ahimè, e anche male!). <em>Happy!!</em> è una commedia sportiva  melodrammatica (!): l&#8217;orfanella adolescente Miyuki  deve un sacco  di soldi alla yakuza per colpa del fratello, e si rimette a giocare a  tennis per guadagnare abbastanza da salvare sé da un destino nelle <em>soapland</em> e i suoi fratellini dall&#8217;orfanotrofio. Ciò che rende incredibile questo  manga è però che un tema così a rischio di deriva <em>Candy Candy</em> viene sviluppato in forma di commedia, con leggerezza e ironia, senza dimenticare, soprattutto, i cattivi; mai vista una serie di cattivi così ben  catterizzati, ognuno spietato e spassoso allo stesso tempo: dalla  tennista rivale all&#8217;allenatore alcolizzato e corrotto al capo degli yakuza.  E poi  c&#8217;è &#8220;la pallina della malvagità&#8221;! <em>8 volumi, in prosecuzione</em>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">I am a hero, di Keigo Hanazawa</span>: solo tre volumi usciti per un manga indefinibile ma  folgorante. Inizia come una sorta di dissertazione sul mondo  dell&#8217;editoria manga e dei mangaka vista dal punto di vista degli autori privi di successo e degli assistenti, ma alla fine del primo volume prende  una piega assolutamente inaspettata, che non spoilererò e che conserva  nel secondo e terzo volume. Ma sono pronto a giurare che cambierà  direzione ancora. E soprattutto, tutto quello che succede, succede  davvero o se lo sta immaginando quel folle del protagonista? Al di là di questo, è un manga interessante anche formalmente, data la  costruzione delle tavole e delle singole vignette spesso innovativa e con grossi debiti al cinema (ancora di più dei manga normali, sì). E&#8217; probabilmente il manga più originale visto da lungo  tempo. <em>3 volumi, in prosecuzione</em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tre libri che probabilmente non avete letto</span></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il soldato dimenticato, di Guy Sajer</span>: un documento autobiografico di un soldato mezzo  tedesco e mezzo francese durante la campagna di Russia, durante la  seconda guerra mondiale. A volte, nel condannare il nazismo, si finisce  per includervi tutti i tedeschi che hanno combattutto al suo fianco,  senza pensare che la retorica e la propaganda possono di fatto  piallare le menti. Qui si parla di un ragazzo diciassettenne mandato al  fronte dove vede orrori e sofferenze che non avrebbe mai pensato, e il  tutto nel nome di un&#8217;astratta patria (che non è neanche sua! Lui è  francese!): si combatte per la Germania, non per Hitler. Potete pensarlo come la versione, vent&#8217;anni dopo, di <em>Niente  di nuovo sul fronte occidentale</em>, o forse quella franco-tedesca di <em>Centomila gavette di ghiaccio, </em>ma forse ancora più crudo e spietato  nei confronti di chi le guerre le pensa, ma non le fa. Era un libro che mio padre, appassionato di storia, rileggeva spesso. Ora capisco perché.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">World War Z di Max Brooks</span>: non sarà una novità il fatto che io sono un otaku degli  zombie, ma questo è il primo romanzo che leggo a tema. E, perdiana,  l&#8217;ho adorato! <em>World War Z</em>, &#8220;la guerra mondiale degli zombie&#8221;, pone le  sue basi nei più classici zombie romeriani, e racconta cosa succede in  tutto il mondo, mediante una serie di interviste che si dipanano come  racconti in un modo zombificato, ma raccolte<em> dopo</em> che gli zombie  sono stati sconfitti (cosa messa in chiaro dalla prima pagina &#8211; no  spoiler, tranquillo! &#8211; e , da quel che mi risulta, veramente inedita! Gli  zombie perdono e l&#8217;umanità si risolleva!). La cosa paradossale del libro  è l&#8217;estremo realismo, nel senso che tutto quello che succede è studiato  come perfettamente plausibile, con ovviamente una sola eccezione:  l&#8217;esistenza degli zombi. Segnalo come particolarmente efficaci i capitoli sul &#8220;Grande panico&#8221; e quelli sulla battaglia contro gli zombi usando le tecniche di guerra moderne (che, ovviamente, si riveleranno inefficaci).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Le mappe dei miei sogni, di Reif Larsen</span>: un libro che piacerà sicuramente ai kinghiani, parla di un  ragazzo un pochino autistico, con un grandissimo talento nelle  illustrazioni e nell&#8217;astrarre le informazioni per disegnare  mappe  tematiche, che viaggia da solo attraverso l&#8217;America per andare a ritirare un premio e, soprattutto, sfuggire a una  grande tragedia accaduta nella sua famiglia. Il carattere preciso del  ragazzo si riflette nella sua scrittura in prima persona, ricca di  dettagli e osservazioni apparentemente marginali, e anche nella  struttura editoriale del libro stesso, costellato di disegnini, schemi e  note a lato della pagina.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Tre città</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">San Pietroburgo</span>: è una città molto rumorosa e trafficata, i russi  sorridono poco e parlano pochissimo altre lingue, ha un clima di pupù.  Eppure, raramente mi è successo di rimanere così schiacciato di fronte  alla magnificenza di una città, dall&#8217;imponenza dei suoi palazzi e delle  sue strade e dalla sensazione di come la Storia sia passata di là. E non  ho manco visto l&#8217;Ermitage&#8230;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Copenhagen</span>: viceversa, la capitale della Danimarca è più dimessa, è  moderatamente barocca senza eccedere in fronzoli. Ma quello che mi è  piaciuto della città è l&#8217;atmosfera: una città tranquilla e vivibile ma  senza la <em>troppa</em> tranquillità delle città svizzere o svedesi. I danesi sono i terroni della Scandinavia, ed è per questo che mi sono simpatici.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Viterbo</span>: una città italiana, per non fare quello che deve per forza  essere esterofilo. Scelta quasi per caso per un incontro tra amici, è  stata una bella sorpresa. Un centro storico medievale conservato benissimo senza sembrare artificiale come a volte succede nei centri storici toscani, chiese imponenti ma dimesse, e una bella atmosfera, senza contare che, come sempre da quelle parti, per trovare dove mangiare male bisogna impegnarsi! E poi c&#8217;è la Casa Bianca&#8230;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Tre nuovi telefilm americani<br />
</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Game of thrones</span>: se seguite solo marginalmente il mondo dei telefilm  americani avrete sicuramente sentito parlare di questa mastodontica  produzione fantasy. Mi ci sono avvicinato un po&#8217; dubbioso, perché trovo  il fantasy in generale piuttosto scemo e infantile, ma mi son ricreduto  per i temi adulti,  la cura nel raccontare gli avvenimenti,  l&#8217;abile capacità di orchestrare i diversi fronti, e sopratttutto per  Peter Dinklage come Tyron Lannister: un personaggio straordinario per un  attore straordinario. Son solo dieci episodi, che aspetti a vederlo?  Molla Walking Dead, è questa la serie HBO dell&#8217;anno!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Homeland</span>: la serie sull&#8217;America post-undici settembre. Un marine  rimane prigioniero sette anni in Iraq, e poi viene liberato; contestualmente un&#8217;analista della CIA un po&#8217; schizzata scopre che un  prigioniero americano (non si sa quale) è stato convertito al fondamentalismo  islamico. Sarà semplicamente il marine in questione? O c&#8217;è dell&#8217;altro?  Una serie che pone le sue basi nelle paranoie, nei sospetti e nei  controsospetti, ma che fa anche un grande lavoro di esplorazione  psicologica dei protagonisti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">American Horror Story</span>: una classica storia di casa stregata, con  l&#8217;apparato tipico del sotto-genere: casa vittoriana con un sacco di  omicidi, rumorini, la vicina di casa down che dice a tutti &#8220;morirete!&#8221;,  presenze e uno scantinato in cui tutto è iniziato. Quello che c&#8217;è  di interessante (e, mi pare, inedito) è l&#8217;aspetto seriale: ci sono un  sacco di misteri e di cose da scoprire sul passato e il presente della  casa; è un po&#8217; la  tecnica &#8220;Lost&#8221; applicata all&#8217;horror: si inizia in medias res e poi  scopriremo che è successo col tempo.    	Poco splatter, ma qua e là ci si caga in mano, e col proseguire degli  episodi, man mano che i misteri di dipanano, non si rimane delusi. E poi  tutti amerete <em>rubber man</em>, ve lo assicuro!</p>
<p><em>Next: Tre libri che probabilmente avete letto, tre ristoranti genovesi, tre fumetti italiani, tre film di zombie</em></p>
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		<title>2011 in cifre</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 10:35:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Pinguini nel salotto]]></category>

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		<description><![CDATA[E rieccoci ai freddi numeri dell&#8217;anno. Magari il best of un&#8217;altra volta, suvvia. Cinema Grossi miglioramenti, dal lato dei film visti, rispetto alla miseria dei 47 film del 2010: visti 72 film, di cui 49 al cinema, e sono esclusi i film visti ad Annecy, che per pigrizia non ho inserito (e anche un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E rieccoci ai freddi numeri dell&#8217;anno. Magari il best of un&#8217;altra volta, suvvia.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Cinema</strong></span></p>
<p>Grossi miglioramenti, dal lato dei film visti, rispetto alla miseria dei <strong>47 film</strong> del 2010: visti 72 film, di cui 49 al cinema, e sono esclusi i film visti ad Annecy, che per pigrizia non ho inserito (e anche un po&#8217; perché i festival &#8220;non valgono&#8221;). Quest&#8217;ultimo dato è particolarmente buono: significa che il mio cinemino settimanale me lo son fatto praticamente sempre, ma non solo: mi ero dato l&#8217;obiettivo di cercare di guardare più film a casa perché i fottutissimi telefilm finiscono sempre per assorbire tutto il tempo dedicato alle visioni, e devo dire che i 21 film in DivX e i soli 2 in DVD (buffo!) hanno raggiunto il loro scopo. Il prossimo obiettivo sarebbe, probabilmnete, di ricominciare a comprare DVD, non ne acquisto da ormai tre-quattro anni, ma vedremo. Insomma, i soldi mica crescono sugli alberi! Tutti i film sono stati visti a Genova o in riviera (Alassio o Albenga), con l&#8217;eccezione di una visione puteolana.</p>
<p>Come qualità, il voto medio in cazzetti è stato 3.69 (l&#8217;anno scorso era 3.9, poca differenza), con soli 5 &#8220;cinque cazzetti&#8221;: <em>Fantasia</em>, <em>Day of the Dead</em>, <em>Frankenstein Jr.</em>, <em>Colazione da Tiffany </em>e <em>This must be the place</em>. Una sola novità, quattro grandi classici. Uhm.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Libri</strong></span></p>
<p>Discreto anno, il 2011. Ho fagocitato <strong>33 libri</strong> per un totale di 9763 pagine. Rispetto al 2010 (23 libri per 11000 e rotte pagine) c&#8217;è un sostanziale aumento di numero di libri e una visibile diminuzione del numero di pagine: ancora una volta, l&#8217;anomalia nasce dal mostro che ho letto nel 2010, la <em>Recherche</em> di Proust. Quindi, in media, ho letto un libro ogni 11 giorni, un libro di 295 pagine. Debbo dire che fino a novembre la media era molto più alta, poi ho passato un mese a leggere fumetti (è una tradizione, nel dopo-Lucca) e a dicembre mi sono un po&#8217; seduto.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Corsa</span></strong></p>
<p>Speravo di fare di meglio, nel 2011, ma comunque ho migliorato i miei risultati rispetto al 2010: ho totalizzato <strong>1835.5 km</strong>, rispetto ai 1807.2 del 2010. Quindi, col solito paragone, è come se avessi deciso di partire da Genova per andare a trovare Serir a Siviglia, ma poi, arrivato a meno di 5 km dalla destinazione, avessi deciso che non me ne fregava poi tanto di vederlo e sono tornato indietro in motoretta. In realtà l&#8217;anno, in generale, è stato buono tutti i mesi, con una punta a gennaio quando, complice la dieta (e quindi lo sforzo di fare solo percorsi lunghi e lenti, quelli che bruciano più calorie), ho superato il muro dei 200 km; anche a ottobre e febbraio ho fatto più di 180 km, una distanza mai raggiunta negli anni precedenti. Purtroppo, però, ad agosto sono stato un sacco in giro e ho finito per concludere la miseria di 66 km, cosa che ha inficiato parecchio il totale annuale.</p>
<p>La velocità media è stata la stessa del 2010, 5.29, il che mi fa pensare che, se voglio migliorare, è ora che pensi ad allenamenti più specifici e mirati (o a perdere qualche chiletto!). L&#8217;allenamento più lungo è stato il 16 aprile, quando non essendo riuscito a iscrivermi alla mezza di Genova, ho comunque fatto la mia mezza maratona privata e ho fatto 21km in 1h59&#8217;08&#8243;, quello più veloce su una distanza medio-breve è stato un 5km in pista, 24&#8217;24&#8243; (4&#8217;53&#8243;/km), sulla distanza media (almeno 9 km) è stato un percorso Sturla-stazione di Nervi (11 km) in 56&#8217;24&#8243; (5&#8217;08&#8243;/km).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Fumetti</strong></span></p>
<p>Probabilmente è l&#8217;ultimo anno in cui ho le statistiche sui fumetti tratte dal mio db, perché mi son rotto di inserire tutti i dati e da quest&#8217;anno inizierò a usare Anobii in un account specifico per catalogare fumetti, perdendo però così un sacco di dettagli personali. Pazienza. Potrebbe farmi cambiare idea solo scoprire delle API verso un catalogo ISBN molto completo e aggiornato in modo da farmi una nuova applicazione ad hoc (Anobii ha API limitatissime, probabilmente apposta per evitare potenziali parassiti come me).</p>
<p>Comunque sia, nel 2011 il trend di &#8220;meno acquisti&#8221; si è acutizzato: acquistati <strong>161 fumetti</strong> contro i 260 dell&#8217;anno precedente, per una spesa totale di 1521 euri, spesa media 9.33 euri. Ho acquistato meno Bonelli e meno manga, quindi il prezzo medio rimane piuttosto alto.</p>
<p>Qualche trivia: il fumetto più costoso è stato quel mostro della nuova edizione dell&#8217;<em>Eternauta</em>, 40 euri (eh,  ma come farne a meno?); il più voluminoso il curioso fumetto austriaco (!) <em>Heute ist der letze tag vom rest deines lebens, </em>letto in francese come <em>Trop ne c&#8217;est pas assez </em>(464 pagine, storia autobiografica del viaggio in italia di ragazzine punk austriache, tra eroina e italiani pappagalli), seguito dall&#8217;originalissimo <em>Bludzee</em> del mon amour Lewis Trondheim (392 pagine); i manga più voluminosi sono i volumi della serie <em>Genius Family Company</em>, della stessa autrice di <em>Nodame Cantabile</em>, con 360 pagine (la serie parte bene ma svacca molto in fretta); i volumi con maggior superficie acquistati sono ancora l&#8217;Eternauta (30&#215;24) e il francioso di cucina <em>En cuisine avec Alain Passard </em>(24&#215;30, uffa, solo quasi ricette vegetariane!)</p>
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