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  • Flash, Superflash e Telemike

    No, oggi non si parla di quella buonanima di Mike Bongiorno. Il menu odierno verte su una serie di micro-aneddoti che sono talmente insignificanti  da non assurgere nemmeno alla dignità di “Aneddoto inconcludente”. Pensate un po’ che palle… Eh,, dicevo: ecco a voi una bella carrellata di flash in ordine cronologico, partendo da quand’ero all’asilo fino a ieri.

    Torta riservata
    All’asilo la canzone del compleanno (che qui non citerò nella sua forma originale perché coperta da copyright e i discografici sono pazzi), non era la solita variante “Tanti auguri a te, e la torta a me” (già nota come battuta obbligatoria), ma un sessista “Tanti auguri a te, e la torta ai maschi” (o “alle femmine”, a seconda del cantante. Per me, era “i maschi”).

    Coltivazioni insolite
    Il mio compagno di classe delle elementari Enrico era figlio di albergatori, e spesso frequentavo il suo albergo per fare i compiti o per giocare. Un giorno mi disse che in un vaso del suo albergo era cresciuto un fungo porcino. Gli credetti.

    Pulizia calcistica
    Dario, fratello maggiore del mio compagno di scorribande Daniele a Sassello, è seduto su una panchina e legge la Gazzetta dello Sport, proclamando: “Quella sporca Juve ha fatto un altro sette a zero!”. Dario era milanista e leggeva solo la Gazzetta e il Guerin Sportivo, raramente Zagor. Quel sette a zero, se ben ricordo, era contro l’Ascoli, ma non rimembro chi fosse la vittima dell’altro sovratennistico punteggio.

    Campanello privato
    In prima media, si staccò un appendino da un attaccapanni a schiera. La cosa  riempì di gioia me e i miei due sidekick Andrea e Simone, perché potevamo utilizzarlo come “campanello privato”, battendo quel pezzetto di metallo su qualcos’altro di metallico e producendo un rumore per nulla simile a un campanello scolastico, se non nella nostra immaginazione. “Se il campanello vero non suona, abbiamo il nostro!”. Eravamo tanto fieri di questa trovata che ci portammo dietro il campanello privato in seconda e anche in terza media.

    Oggi è martedì
    Il mio coinquilino Ennio, detto Il Sire, giocava con la Playstation collettiva in una sola modalità: con la demo di Formula 1 ’97 percorrendo sempre lo stesso giro con la stessa macchina, e rigorosamente in piedi. Un giorno, mentre aspettava che si caricasse il giuoco, in un’atmosfera carica di tensione, se ne uscì con un improvviso “Oggi è martedì” che rese gaia la casa di Salita Inferiore della Noce. Invero, era martedì.

    Memoria corta
    Nel 2000 ho imparato ad attaccarmi i bottoni della camicia. Ho disimparato l’anno dopo. Tuttora non ne sono più capace.

    Amatriciana sbagliata
    Ieri ho fatto la pasta all’amatriciana, ma ho tritato troppo fine la cipolla e usato fiocchi di pancetta invece che dadini. E’ venuta quindi troppo amalgamata, priva dell’irregolarità che la pancetta a pezzettoni e la cipolla a tocchetti conferisce al prelibato piatto, e la conseguente goduria. Comunque era buona lo stesso.