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Per i ritardatari
Mi do da fare
Sono alla moda e tuitto
Le delusioni aiutano a crescere (C) Kotekino

Io non sono un grande amante di dolci. Le mie perversioni alimentari sono più orientate verso le patatine, la carne, la pizza; tuttavia c’è un’eccezione: il cioccolato. Da piccolo, poi, era il mio “premio”: dopo aver sparecchiato la tavola o fatto qualche altra piccola incombenza, mi guadagnavo il diritto di prendere uno o due cubetti della delizia marrone, che inevitabilmente non mi bastavano mai.
Una mattina, durante la terza o la quarta elementare, vidi un po’ di folla intorno al banco di Nadia, e notai che la gente si allontanava con in mano una carta di cioccolatino. Col cuore in gola mi avvicinai e chiesi a Nadia senza pudore: “Posso averne uno?”. Lei fu un po’ sorpresa (non ero molto in confidenza con quella bambina) ma disse comunque “Certo!” e mi porse…una carta di cioccolatino di stagnola. Per un momento fui indeciso se mettermi a piangere o picchiare quella sfrontata, ma poi notai che mezza classe era impegnata in una strana attività: tutti coloro che prima avevo visto con una carta di cioccolatino in mano erano seduti sul banco ed erano impegnati a lisciarla con pazienza, togliendo ogni minima pieghetta. Si trattava semplicemente di una moda stupidina che era scoppiata e che, ovviamente, sarebbe durata meno di una pipì di farfalla.
A questo punto, con la mia carta in mano, mi diressi al mio posto. La lisciai un pochino, ma poi sentendomi troppo imbecille, emisi un sospiro e mi misi ad odorare la carta. Almeno così potevo immaginare il cioccolato che c’era stato dentro.