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  • L’amara storia di Vincenzo e Catullo

    Mi capita relativamente spesso di essere in metropolitana a Milano. Io ho una piccola ossessione nell’occupare il mio tempo, e quindi sui mezzi pubblici tendo a portarmi un libro da leggere, rifiutandomi di donare anche un solo neurone a Metro, Leggo e City. Purtroppo, però, in caso di troppo affollamento o di frequenti cambi, il libro viene scomodo e quindi mi rivolgo ad un’arte minore, la musica, ascoltando qualcosa con le cuffie. Ciononostante, lo sguardo vaga e inevitabilmente si confronta con le pubblicità che stan sopra le teste dei fortunati che si son seduti(1). Quello che mi sorprende è come le categorie di reclame siano piuttosto limitate; non si vedrà mai la pubblicità di un formaggino o di un’automobile, ma quasi sempre una delle seguenti:

    - Case: in particolare si tratta quasi sempre complessi residenziali poco fuori città, dipinti come un paradiso di natura e tranquillità a pochi minuti dal centro. Magari è proprio così, ma a me posti del genere mettono i brividi.

    - Master e corsi professionali: già, stai andando ad un lavoro che non ti piace e ti paga poco, per migliorare la tua posizione ci vuole un master! Curiosamente, accanto a master di new economy, di real-time marketing, di fist-fucking e di business communication, campeggia saltuariamente il faccione di Tullio de Piscopo che dà ingloriosamente lezioni di batteria e percussioni.

    - Mobili: sempre in superofferta, come è quasi legge fin dai tempi di Aiazzione. Poco interessanti,in generale, si distingue solo un negozio di futon e arredamento giapponese che non parla mai di sconti. Eh, se si vuol essere alla moda, bisogna soffrire dormendo per terra e pagare di più.

    - Sostegno alle gravidanze: il pannello Madre Segreta è tanto tempo che mi attira, perché mi son sempre interrogato sulla necessità di un’associazione del genere (sponsorizzata dalla Provincia di Milano). Ci sono così tante ragazze che si trovano incinte, in un contesto familiare potenzialmente ostile alla situazione, e non sanno a chi rivolgersi? Beh, probabilmente sì. La mia esperienza diretta non ha conosciuto problemi simili, ma chiaramente ciò è dovuto al fatto che vivo e ho vissuto in una parte della società meno esposta a piccole grandi tragedie come queste. O forse il punto chiave è un altro: di recente ho notato un’altra associazione simile, questa volta palesemente cattolica e, soprattutto, chiaramente antiabortista. Forse è questa la chiave di lettura: prevenzione dell’aborto. Ho dei dubbi che sia corretto finanziare enti simili con soldi pubblici, ma magari sbaglio l’interpretazione.

    - Insomnia Karaoke Pub: questo mi colpisce sempre, ma in termini negativi. Si tratta di un semplice pub che ha optato per una strategia di marketing aggressiva. Nulla di male, ma lo slogan è "si canta, si beve, si scherza e poi…! ci sono Vincenzo e Catullo" (la punteggiatura è proprio così). Si tratta quindi di un tentativo di riprodurre l’atmosfera del "solito bar", del "bar di Mario", in termini puramente artificiali. Ma chi sono Vincenzo e Catullo? Perché dovrei dare fiducia a questi due signori? Sarà la mia naturale misantropia, ma diffido istintivamente di chi si pone subito troppo in confidenza.

    (1) A parte questo, la fenomenologia della metropolitana di Milano è estremamente articolata ed interessante. Non escluderei di approfondirla, se non che probabilmente nel prossimo futuro capiterò più raramente da quelle parti. Beh, pazienza.

    L’angolo della poesia

    Rosso di sera, bel tempo si spera
    Componimento neoclassico

    Se, quando il carro del divino Febo, (1)

    facitore delle trirase mura
    d’Ilïo insieme al fratello d’ambrosia
    che l’Itacense divo maledisse, (2)
    costringendolo a vagare per anni
    tanti quanti il figlio d’Ilio figli ebbe (3)
    in due volte del Sagittario
    è condotto dal suo solerte auriga
    verso il meritato riposo scuro
    dopo viaggio faticoso del dì
    destinato a fornire luce e foco
    pei mortali il cui fine è soffrire, (4)
    la volta celeste, che coprirassi (5)
    presto di lagrime calde e bagnate (6)
    pel decesso triste del divo Achille,
    si colora della tinta vermigna
    del liquido vitale degl’omini (7)
    che sì spesso è versato nella sabbia (8)
    per cagioni non relate a Pallade, (9)
    allora i nostri cori or sì puri
    s’innalzano al cielo nella speranza,
    la quale, non sia mai dimenticato,
    è l’ultima padrona del destino,
    che il futuro, sì incerto e mai previsto,
    se non per il dono di vaticinio
    di quel sacro oracolo consacrato (10)
    pello stesso immortale di cui sopra,
    ci riservi un aere luminoso
    sereno e di color cotal ceruleo (11)
    a sembrar quello dell’iridi chiare
    dei lumi di quei pagani popoli
    che barbari scendono assieme alla Bora (12).

    Note:
    (1): Il sole, il carro di Apollo
    (2): Si parla di Ulisse e Poseidone
    (3): 20 anni: Prima (il figlio d’Ilo) generava 10 figli all’anno
    (4): allitterazione f
    (5): volta celeste: segue dal "se" del v.1
    (6): le stelle; allusione erotica
    (7): il sangue
    (8): alliterazione "s"
    (9): senza ragione (Pallade, dea della saggezza)
    (10): L’oracolo di Delfi, consacrato ad Apollo
    (11): alliterazione "c"
    (12): bel finale epico

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