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  • Stasso de’ Stassis

    Era un giorno d’autunno del 1984, poco dopo pranzo, nella mia tranquilla casetta di Alassio. Scolaro di quarta elementare, mi stavo facendo gli affari miei, come al solito a quell’ora: leggevo Topolino, giocavo coi Lego, riflettevo.
    Mio papà, all’improvviso, mi chiamò e mi disse di mettermi la tuta e le scarpe da ginnastica. Non capivo perché, ma mi adeguai (ero un bimbo ubbidiente). Salimmo sulla Kadett verde e partimmo. Il mio babbo, chissà perchè, non volle dirmi dove stessimo andando e la cosa mi inquietava. Avevo ragione. Mi stava portanto al campo sportivo per mandarmi a giocare a calcio.

    No, non è che mio padre volesse avere un figlio calciatore. Più semplicemente il medico gli aveva detto che mi avrebbe fatto bene praticare uno sport e lui aveva scelto la soluzione più semplice. Così andammo lì, lui parlò con l’allenatore, mi affidò al figlio di un suo conoscente, più grande di me di due anni, e se ne andò. Trauma.
    Probabilmente la sua idea era anche di mettermi a contatto con un ambiente nuovo, preoccupato dal fatto che fossi un bambino troppo timido, e quindi aveva pensato di provare una terapia shock. Trauma.
    Il figlio del conoscente mi mollò dopo cinque minuti (che cacchio, lui aveva dodici anni! Mica poteva farsi vedere con uno sbarbatello di dieci!) e rimasi disperato da solo. Fare amicizia con gente sconosciuta era fuori discussione, quindi mi sedetti su una panchina e mi misi a piangere lagrime amare. Dopo una mezzoretta, vidi una faccia nota: Alessandro M., il mio compagno di classe un po’ tardo! Lo inseguii e, scondinzolando, gli andai dietro. Scoprii da quelle parti in seguito altri due compagni di classe , Mike M. e Cesare R., e quindi iniziai ad allenarmi e a integrarmi nel gruppo.
    Lieto fine, quindi?

    Eh, no, le mie sofferenze erano solo all’inizio. Il mio amalgamarmi coi giovani calciatori di Alassio era reso molto difficoltoso da due fattori: ero un un bravo bambino ed ero un pessimo calciatore.
    Il primo fattore era un problema mio. Il mondo del calcio ad alto livello è fatto di persone rozze, ignoranti e senza scrupoli. È un mondo dove la "furbizia" conta di più dell’educazione. Nel piccolo dei Pulcini dell’Alassio l’ambiente era simile. Ero sconvolto da ragazzini che continuavano a dire parolacce, a far scherzi maneschi, a rubare sui punteggi o per stare in squadra. Ma non dovremmo essere qui per divertirci?, volevo gridare. Tuttavia, come dicevo, il problema stava in me, nella mia scarsa capacità di adattarmi ad un ambiente anche se diverso dalle mie abitudini e oggettivamente sgradevole. Ripensandoci, probabilmente non era altro che la versione in piccolo di una caserma.
    Meno bello è però il fatto che io non fossi bravo a giocare a calcio e non mi fosse concessa la possibilità di imparare o, perlomeno, di divertirmi lo stesso. È da questo punto di vista che trovo inconcepibili e imperdonabili alcuni comportamenti, come quello di quel mediocre portiere, tal Paolo C., che mi aveva soprannominato Stasso de’ Stassis ("stasso", a quei tempi da quelle parti, era sinonimo di "brocco", di "poco abile"), oppure di Fabio F. che forte della sua capacità un pochino superiore nel dribbling imponeva a tutta la squadra di non passarmi mai il pallone, oppure Federico M., che ordinatogli dall’allenatore di allenarsi in coppia con me, lo fece con enorme scazzo e, parlandomi come si parla ad un ritardato, mi disse: "Tu Ventimiglia sei bravo, sì, ma solo se giochi bene". Grave colpa, da questo punto di vista, era degli allenatori più che dei ragazzi.
    Si supporrà quindi che la mia avventura sia durata poco. Eh, no. In qualche modo mi ero autoconvinto di voler giocare e che mi piacesse il calcio, anzi, in effetti mi piaceva veramente giocare nonostante tutto (ai giardinetti mi divertivo da matti!). Fatto sta che ho continuato ad andare al campo sportivo due, tre volte a settimana (comprese le partite rigorosamente in panchina, ogni tanto l’allenatore mosso a pietà mi faceva giocare gli ultimi cinque minuti) per tre anni finché, quando ero già in prima media e quindi grandicello, sono scoppiato a piangere disperato a casa gridando di non volerci più andare.
    Da allora, non amo il calcio né da vedere (mi concedo solo le partite della nazionale con Peroni e frittata di cipolle) né da giocare, nemmeno tra amici. Certe ferite non si rimarginano.

    18 Comments »

    1.  MonsterID Icon

      Da me si diceva “stazzo”, con le ‘z’.

      Eddai, pero` una partitella tra stazzi (o stassi) ce la potremmo fare… Io e te capitani, grazie alla nostra particolare dote tecnica… Dobbiamo solo riuscire a trovare qualcuno al nostro livello per fare le squadre! E vedrai che faremo rimarginare la ferita e ci divertiremo tutti assieme come sognavi da bimbo! (minkia, sembra il finale di un episodio di “Cuore”. No, non il giornale.)

      Comment di Botty • 10 April 2009 09:20

    2.  MonsterID Icon

      Xx: Mi fa piacere che sia tornato fuori questo post (trall’altro mal linkato da qualcuno che evidentemente non è una sega solo a calcio…). Hai centrato perfettamente un pensiero che ho sempre, sempre, sempre avuto ma che difficilmente ho riscontrato negli altri. La mia esperienza personale è in qualche modo simile, anche se non sono mai arrivato ad una scuola calcio. Però quell’atteggiamento lì l’ho conosciuto in qualsiasi diciplina sportiva abbia mai provato, nuoto, corsa, palla a volo, tennis, in nessuna ero particolarmente capace e per questo venivo in continuazione deriso dagli altri bambini e messo da parte dagli allenatori/istruttori. Mi sembrava l’ingiustizia più grande del mondo, io volevo imparare ma nessuno me ne dava veramente l’opportunità. Per mio padre, nemmeno troppo velatamente, era colpa mia o per lo meno del mio carattere permaloso. Non so, l’atteggiamento da caserma credo sia la causa maggiore di allontanamento dallo sport di molte persone.

      E no, non si rimarginano.

      Comment di serir • 10 April 2009 14:11

    3.  MonsterID Icon

      Anche da me si diceva “stazzo”, e credo lo avessi già notato nel commento perduto del 2005. Ehi, a proposito, a ottobre si festeggiano i 5 anni dei Pinguini! S’impone assolutamente un raduno e nessuno dei top poster può mancare!

      Comment di Kumagoro • 10 April 2009 15:58

    4.  MonsterID Icon

      E per celebrare, partitella a pallone!! (voto favorevole per il raduno, ma non era neanche da dire, vero?)

      Comment di Botty • 10 April 2009 17:51

    5.  MonsterID Icon

      Ehi, hai visto che io e te insieme abbiamo scritto più commenti sui Pinguini dello stesso Luca? Potremmo spodestarlo e fare di questo blog il NOSTRO blog. Approfittiamone ora che è in Isvizzera a trascorrere la Santa Pasqua secondo i dettami di Zwingli.

      Comment di Kumagoro • 11 April 2009 02:16

    6.  MonsterID Icon

      Xx, in Isvizzera sei? Riciclaggio di denaro sporco,sicuramente.

      Comment di serir • 14 April 2009 12:25

    7.  MonsterID Icon

      Sono tornato ma sono ancora in vacanza, ed essendo questo un blog feriale non ho ancora voglia di commentare i vostri commenti, e tantomeno di scrivere nuovi post.
      (mo’ me ne torno al mare, ciao!)

      Comment di xx • 14 April 2009 12:27

    8.  MonsterID Icon

      Per punizione, cominciamo a sporcareprofumare anche qui! Cacca!!! Piscio!!!! Fiorellini! Pino silvestre! Mango!

      Comment di Botty • 15 April 2009 11:05

    9.  MonsterID Icon

      Grazie Botty, ma non era il caso… e poi mango? Why mango?

      Comment di xx • 15 April 2009 13:13

    10.  MonsterID Icon

      Perche` il mango fa cagare! Era per una coerenza di fondo! (in realta` ha un profumo buonerrimo, ma un gusto ripugnante… vai a sapere!)

      Comment di Botty • 15 April 2009 14:17

    11.  MonsterID Icon

      Modalità Amendola ON: Ah Bo’, anzi Ah Pà, MA CHE CAZZO STAI A DI’? Er mango c’ha ‘n sapore che è ‘na poesia, è er mejo fra li frutti, nun capisci ‘n cazzo. Màgnate quâ mappazza de farina che chiamate focaccia e li spaghi co l’erbetta, va.

      Modalità Amendola OFF: Carissimo Botty, prendo atto del tuo pensiero ma permettimi di dissentire. Trovo il sapore del mango molto simile alla fragranza da esso emessa.

      Comment di serir • 15 April 2009 14:49

    12.  MonsterID Icon

      Mi vuoi dire che ho beccato un mango farlocco?

      Comment di Botty • 15 April 2009 15:39

    13.  MonsterID Icon

      Botty 1 (e altri): sì, esiste anche la lezione “stazzo”, ma “stasso” secondo me fa più ridere. O più piangere, va da sé. E no alla partita, no partita, no no.

      Serir 2: ti dirò che ho anche giocato a tennis (anzi, arriverà un post a breve su quest’esperienza) e, magari perché si pagava, ma comunque anche se non ero bravo potevo giocare e basta. Non ho provato altri sport, ma ho l’impressione che il calcio. per la sua natura di sport popolare dove girano tanti soldi e tante ambizioni, amplifichi il problema. In ogni caso, è meglio stare a casa a giocare con la Playstation!

      Kuma 3: vediamo se riusciamo a far venire lo spagnuolo da queste parti (se, come è in programma, lo andremo a trovare a breve, non potrà negarsi!) e far resuscitare Chicca, Parigi’ e pure Prezzemolo!

      Kuma 5: allora è ora di cancellare un po’ di vostri commenti o di barare sulle statistiche. Ci vuole poco per il Signore dei Pinguini.

      Sul mango: non lo amo tantissimo, devo ammettere, infatti l’Arbre Magique di Botty l’ho tolto subito con discrezione. Sempre meglio dell’Avvocato, però.

      Comment di xx • 16 April 2009 09:35

    14.  MonsterID Icon

      Beh, gente, una parta (come si diceva nel mio oratorio) a pallone solletica anche i miei piu’ reconditi istinti… quindi chiamatemi pure, cosi’ vi consolate che c’e’ qualcuno piu’ stasso (o piu’ stazzo, insomma, piu’ brocco) di voi!

      Comment di paolo • 16 April 2009 16:17

    15.  MonsterID Icon

      Potete fare una partita a metà strada fra Genova, Siviglia e Berlino. A naso, povrebbe essere dalle parti di Annecy. 2 su 3 saranno lì a giugno. Serirone, vieni anche tu a guardare i cartoni animati!

      Comment di xx • 16 April 2009 17:25

    16.  MonsterID Icon

      XX 13 su Kuma 5: non lo faresti mai, l’incoerenza ti toglierebbe il sonno. Comunque se devo contare sullo spirito rivoluzionario di Shirley, al massimo arriviamo agli Arbre Magique al mango.
      (Sì, mi sto riguardando Scrubs, in attesa del gran finale).

      Comment di Kumagoro • 16 April 2009 18:02

    17.  MonsterID Icon

      Su xx14 (giusto?): io ci sto per una parta ad Annsi’, magari nel castello, oppure al santr Boldie’, chi porta il pallone? io no, poi Isiget mi fa fare il cechin

      Comment di paolo • 16 April 2009 18:15

    18.  MonsterID Icon

      XX: in PES 2009 (ma sospetto anche in precedenti versioni) e’ possibile costruire un giocatore partendo dalla tua foto e dalle tue fattezze e poi fargli fare carriera, dalle giovanili fino ai grandi club e alla nazionale. E’ l’occasione per vendicarsi vincendo coppe e trofei!

      (in PES 2010 sara’ possibile importare anche le facce di quelli che da piccoli ci speravano, ma che poi NON hanno fatto fortuna con il calcio, come capita del resto al 99,9999% dei praticanti; e sara’ possibile lasciarli in tribuna a rosicare!)

      Comment di MCP • 16 April 2009 19:31

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