xxmiglia.com's
uFAQ
Scrivermi?
Categorie
I cazzi miei su Twitter
Mi do da fare
Links
Per i ritardatari
  • May 2012
  • April 2012
  • March 2012
  • February 2012
  • January 2012
  • December 2011
  • November 2011
  • October 2011
  • August 2011
  • July 2011
  • June 2011
  • May 2011
  • April 2011
  • March 2011
  • February 2011
  • January 2011
  • December 2010
  • November 2010
  • October 2010
  • September 2010
  • August 2010
  • July 2010
  • June 2010
  • May 2010
  • April 2010
  • March 2010
  • February 2010
  • January 2010
  • December 2009
  • November 2009
  • October 2009
  • September 2009
  • August 2009
  • July 2009
  • June 2009
  • May 2009
  • April 2009
  • March 2009
  • February 2009
  • January 2009
  • December 2008
  • November 2008
  • October 2008
  • September 2008
  • August 2008
  • July 2008
  • June 2008
  • May 2008
  • April 2008
  • March 2008
  • February 2008
  • January 2008
  • December 2007
  • November 2007
  • October 2007
  • September 2007
  • August 2007
  • July 2007
  • June 2007
  • May 2007
  • April 2007
  • March 2007
  • February 2007
  • January 2007
  • December 2006
  • November 2006
  • October 2006
  • September 2006
  • August 2006
  • July 2006
  • June 2006
  • May 2006
  • April 2006
  • March 2006
  • February 2006
  • January 2006
  • December 2005
  • November 2005
  • October 2005
  • September 2005
  • August 2005
  • July 2005
  • June 2005
  • May 2005
  • April 2005
  • March 2005
  • February 2005
  • January 2005
  • December 2004
  • November 2004
  • October 2004

  • Analisi della Settimana Enigmistica: seconda parte

    2. La Pagina della Sfinge

    La Pagina della Sfinge, che è pagina 3, e le sue appendici (fisse a pagina 6 e a pagina 40, ma anche altrove) sono uno dei grandi misteri dei non iniziati. Altro che logge massoniche. Si tratta dei cosiddetti enigmi in versi, quelli, diciamo, in stile "indovinello": indovinelli propriamente detti, cambi di lettera, crittografie mnemoniche, zeppe, lucchetti etc., e se non sapete la differenza tra un monoverbo e un monoverbo sinonimico non sarà la Settimana Enigmistica ad insegnarvelo. E nemmeno io, se è quello che stavate sperando. Questa è putroppo la ragione per cui questi tipi di enigmi d solito riscuotono poco successo, ed è un peccato, perché forse è il tipo di giochi che danno più soddisfazione da risolvere. Suggerirò comunque che sullo pseudo-sito della Settimana Enigmistica vengono spiegati questi giochi, purtroppo in maniera poco chiara e in un’area del sito accuratamente nascosta.

    Stabiliamo un po’ di tassonomia. Esistono grosso modo tre tipologie principali di enigmi in versi: quelli a incognita, quelli classici e quelli crittografici.

    Gli enigmi in versi classici sono relativamente poco frequenti e di solito non semplicissimi. Ogni enigma di questa tipologia è strutturato mediante tre parti: un’intestazione, un titolo e una definizione. L’intestazione indica il tipo di enigma, seguito dal numero di lettere che compongono le diverse parti. Ad esempio, possiamo avere un Falso accrescitivo (4/6) che indica che la soluzione è composta di due parole, una da quattro lettere e una da sei, oppure Cambio d’antipodo (4), in cui, per definizione del gioco, la soluzione è data da due parole entrambe di quattro lettere.
    Il titolo è spesso molto sottile: si tratta infatti, negli enigmi migliori, di una lettura non enigmistica della definizione. E’ quindi interessante da leggere, ma inutile e anzi dannoso per la soluzione. Diabolici inventori di giochini!
    La definizione vera e propria è costituita da un poemetto di solito in due o quattro versi di otto o nove sillabe, a volte in rime baciate o alternate. Inutile dire che, dal punto di vista letterario, queste composizioni sono quasi sempre meno che spazzatura: d’altra parte non è il loro scopo. Se l’enigma prevede una soluzione in due o più parti, esse sono separate nella composizione dai puntini di sospensione. Di solito una parte dell’enigma riempe almeno un verso, ma a volte basta una parola per definire una parte della frase.
    Vediamo un esempio, il numero 803127 (sic!) del numero 3803 della Settimana Enigmistica:

    Spostamento di vocale (7)
    Una tazza di camomilla
    Azione sedativa ha certo fatto…
    col gradimento pur del mio palato.

    Non è facilissimo ma nemmeno impossibile: la soluzione è "paciere/piacere". Si noti come il titolo sia poco legato alla soluzione. A meno che il paciere non si beva la camomilla, ma questo non rientra nel contesto! La rima mal riuscita è abbastanza patetica.

    Gli enigmi in versi a incognita sono forse i più celebri, i più frequenti e, in linea generale, i più facili. La composizione è simile a quella degli enigmi classici: intestazione, titolo e composizione, ma con alcune differenze. Innanzitutto, nell’intestazione non compare il numero di lettere, perché implicite nella morfologia del gioco. Il titolo è legato alla soluzione, ma, a differenza del primo tipo, non è fuorviante ma è parte integrante dell’enunciato, e spesso aiuta nella soluzione. La chiave di questo comportamento apparentemente strano è dovuto a come è definita la composizione: essa infatti ha alcune parole mancanti sostituite da lettere incognite, x, y, z, w secondo la tradizione matematica, che però completano in modo corretto la poesiola, conservandone il senso. Essendo dunque parole interne alla composizione, e non esterne, è giocoforza che non possa esserci contrasto tra titolo e soluzione. Sempre per questa ragione, alcuni enigmi come gli indovinelli puri non esistono in questa forma. Sì, insomma, sono gli enigmi citati da Elio nelle immortali parole: "La vita in fondo è una sciarada, all’inizio sembra xyx e invece è xzxyx"
    Le x e le y non sono utilizzate in modo rigorosamente matematico: non è vero infatti che ad ogni incognita corrisponde una certa lettera. Piuttosto, ogni parte della soluzione è composta da tante lettere quante sono le incognite, che costituiscono quindi dei blocchi che in qualche modo si combinano: xxxx indica quindi una parola di quattro lettere: per questa ragione nella struttura non è indicato il numero di lettere della soluzione. Questo meccanismo aiuta il solutore mostrandogli la struttura della risposta, e, in alcuni casi, un lettore dotato di intuito può capire come funziona un gioco di cui non conosce il funzionamento solo osservando come si combinano le "incognite". Il poemetto con le x e le y spesso è meno rigoroso per quanto riguarda la metrica e le rime, appunto perché la lettura della composizione è rovinata dalle incognite. Meno male, almeno ci risparmiamo alcuni esecrabili esperimenti pseudo-poetici. In alcuni enigmi, tuttavia, la struttura poetica può aiutare nella soluzione: per la metrica, per propendere tra diverse soluzioni per accenti e numero di sillabe, per le rime, nei rari casi in cui c’è una parola "in chiaro" che fa rima con una incognita. Ma questo è troppo lusso!

    Ad esempio, vediamo la sciarada alterna n. 803129:

    Sciarada alterna
    Un accompagnatore turistico
    A far la xxxxx dei partecipanti
    più volte fu costretto alla yyyyyyyy
    una chiara, per lui, xxxyyyxxyyyyy
    dell’impegno che dan tanti gitanti.

    Personalmente non avevo mai sentito questo tipo di gioco, ma osservando come si incastrano le incognite è facile intuirlo. La soluzione è particolarmente semplice: conta, stazione, constatazione. Osservate come il titolo sia utile per la soluzione, e di come, in questo caso, la rima ABBA non sia utile per il solutore perché entrambe le terminazioni "B" fanno parte della stessa incognita.

    Il terzo tipo, gli enigmi a crittografia, è il più difficile e il più ermetico. Fanno parte di questa categoria sostanzialmente le crittografie e i monoverbi di vario tipo. Come struttura, ci sono evidenti differenze rispetto ai due tipi precedenti. L’intestazione rimane ma, ogni tanto, compaiono anche segni di punteggiatura per indicare come legare le varie parti della soluzione. Il titolo scompare, divenendo inutile. La definizione è su una sola riga scritta tutta, per qualche strana convenzione, in lettere maiuscole, e, in alcuni casi, con alcune lettere sostituite da un punto.
    Personalmente so poco su questi giochi. L’idea generale delle crittografie (e dei monoverbi, che sono la stessa cosa ma con la soluzione in una sola parola) è che siano una sorta di rebus in lettere, in cui, basandosi sulla struttura della frase più che sul suo significato, bisogna inventare una frase (o una parola) sensata. Confesso che secondo me si tratta di giochi più divertenti da inventare che da risolvere, perché riuscire ad entrare in sufficiente sintonia con l’autore per immaginare quello che lui pensava è davvero difficile. Ad esempio:

    Monoverbo (2,1,3,1)
    NN

    Soluzione: Lincoln. Sì, proprio Lincoln: secondo l’inventore, da quelle due lettere dovevo capire che "Lì N col N". Ma sei scemo?!? A posteriori è un giochino elegante e grazioso, ma trovo che sia semplicemente impossibile risolverlo. O forse sono io che non ho presente i meccanismi e le convenzioni di questo tipo di giochi.
    Conosco abbastanza bene invece le crittografie mnemoniche, dato che con alcuni amici ogni tanto ci si diletta a proporcele a vicenda. Sostanzialmente possono essere definite come un doppio senso particolarmente acuto che definisca una frase fatta. La mia preferita, ad esempio, ha la definizione che recita mestamente "CUCCHIAINO" e la cui soluzione è "Mezzo minuto di raccoglimento", in cui ogni singola parola è utilizzata in un senso differente.

    Come si sarà intuito, trovo questi tipi di giochi più stimolanti dei cruciverba, perché fanno lavorare aree del cervello ben diverse dal bieco nozionismo richiesto dalla parole crociate, però è anche vero che sono più "enigmi" e meno "passatempi", quindi meno adatti da fare in spiaggia o in treno, che poi, diciamocelo, spesso sono i luoghi maggiormente destinati alla Settimana Enigmistica, e sono anche meno condivisibili con persone intorno. Però la soddisfazione per una soluzione particolarmente ostica non è davvero paragonabile a quella per la risoluzione di un cruciverba, anche di quelli difficili. Bartezzaghi, tiè!

    8 Comments »

    1.  MonsterID Icon

      qualkuno mi sa dire
      kome si kiamamno
      i gioki kon i graffemi
      ke devi skomporre una parola e dentro ad essa ce ne un altra?
      grazie

      Comment di ebbèè • 22 October 2007 15:36

    2.  MonsterID Icon

      Quello non lo so, ma se riapri l´ultima copia della tua Settimana Enigmistica, sicuramente puoi trovare tutte le ´c´che hai perso e che hai dovuto sostituitre con le ´k´. (no, dai, sul serio… non ti sembri ridicolo/a?)

      Comment di Botty • 22 October 2007 23:25

    3.  MonsterID Icon

      Botty, sei tu che non sei al passo con i tempi e con il cortocircuito tra il presente tecnologico e la lingua delle origini. Grazie ai cellulari, l’italiano sta tornando dritto dritto al Placito Capuano.

      Comment di Kumagoro • 23 October 2007 17:27

    4.  MonsterID Icon

      ROTFL! (Ci ho messo un po´ ma quando mi sono ricordato coséra il Placito Capuano sono morto… Uno dei commenti piu` belli di sempre!)

      Comment di Botty • 24 October 2007 09:02

    5.  MonsterID Icon

      Non so cosa sia un graffema, però posso pensare sia una versione semplificata della sciarada.

      Cioè…

      Nn so kosa sia un graffema, xò posso pensare sia una versione semplifikata della sciarada.

      (non è affascinante però che utilizzi l’eufonica nell’espressione “ad essa”?)

      Comment di xx • 24 October 2007 11:14

    6.  MonsterID Icon

      Sao ke kelle terre x kelle fini ke ki kontene 30nni le possette parte SB………………

      Comment di Kumagoro • 24 October 2007 21:22

    7.  MonsterID Icon

      Comunque bello “coséra”, ma io lo pronuncerei con l’accento aperto: “cosèra”.

      Comment di Kumagoro • 24 October 2007 21:24

    8.  MonsterID Icon

      Mi ero perso questo thread!

      Avete provato a seguire il link di ebbèè ? Le k sono dovute all’influsso sollevantino.

      Comment di MCP • 8 November 2007 22:28

    Leave a comment

    Quicktags:

    Tag HTML permessi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

    Comment Preview